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Capisco che una notizia come questa nel mio blog dedicato soprattutto a questioni economiche che riguardano in special modo la Piccola eMedia Impresa nonchè gli artigiani come me, potrebbe sembrare quantomeno fuori posto; ma oggi è Lunedì, cioè il primo giorno di una nuova settimana e scorrendo tra le molteplici notizie che spaziano dall' economia, con previsione di tagli al welfare e nuove e più dure difficoltà da affrontare, alla politica nostrana e le varie liste Anemone, agli avvenimenti di guerra civile che si susseguono a Bangkok, ai nostri due soldati uccisi stamattina in Afghanistan alla marea nera nel Golfo del Messico e tutto il resto, mi sembra che guardare anche a ciò che accade di buono nel mondo, anche se non fa notizia nei media che ci circondano, può essere un segnale di speranza, l'unica alternativa della riduzione al nulla della nostra voglia di vivere e costruire un mondo ( e un'economia e una politica, che poi sono la stessa cosa, veramente a favore dell'uomo e del suo desiderio di senso e di felicità) . R. Alabiso
di Anna Pozzi
Lui, quel Christian Caulker, non ricordava neppure chi fosse. «A quei tempi me ne saranno passati tra le mani tremila di Christian Caulker!». Senonché, quel Christian Caulker, da qualche mese, è portiere di riserva del Manchester United. Padre Bepi Berton, missionario saveriano da quarant’anni in Sierra Leone, prova a ricordare quel ragazzino ferito e pieno di droga, ma con l’arma ben stretta in mano, che gli hanno portato una sera di dieci anni fa, quando la guerra trasformava, con perversa alchimia, i bambini in soldati.
Padre Bepi ne ha salvati molti come Christian, che presso la Family Home ha ritrovato se stesso e Dio. Anche grazie a un campetto sassoso dove tirare quattro calci a un pallone, e intanto imparare a stare insieme e a rispettare qualche regola. «Anche questo è un bel sogno - dice padre Bepi - potere mettere a posto quel campetto, dargli una dignità, non foss’altro perché ha il merito di avere partecipato alla cura terapeutica di tanti ragazzi, che sfogavano la loro aggressività nella competizione»...................continua
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