di Roberto Alabiso
Forse qualcuno penserà che in una situazione così critica per l’economia, dove artigiani e piccole imprese, come ormai risaputo, soffrono maggiormente, in un paese dove se ritardi un pagamento, ti “bastonano” riuscendo a moltiplicare il tuo debito anche per due tre o quattro volte, oppure ti pignorano i beni mobili o immobili, dovrebbe essere logico, giusto o normale, che se gli stessi vantano dei crediti nei confronti di Provincia, Regioni o Stato, si dovrebbe attuare un trattamento non dico identico, ma quantomeno simile. Agli inizi del mese di settembre 2009, tra la prima corrispondenza dopo le ferie, ho trovato una lettera della Credimpresa che mi invitava ad usufruire di nuovi finanziamenti, visto che l’ultima rata del precedente mutuo agevolato chiesto a suo tempo, per acquistare un nuovo forno per la fusione del vetro, era prossima a scadere. Si leggeva inoltre che viste le difficoltà cui si prevedeva andare incontro causa crisi economica in corso, pagamenti, tasse scadenze ecc., la Credimpresa era disponibile ad incontrarmi per un ulteriore prestito agevolato. L’agevolazione consiste nell’abbattimento degli interessi, sino ad arrivare a 2% annuo, perché la Regione Sicilia interviene per la differenza. Per accedere a un prestito del genere è necessaria l’iscrizione all’Asa, Associazione Siciliana Artigianato Pmi, una tantum, con una quota associativa di € 156,00 annue, che si intende rinnovata tacitamente ovvero disdetta con raccomandata, sennò sommano per cinque anni ( tempo di durata del suddetto mutuo, che può essere anche più lungo) 780,00 euro. Un’altra somma pari al 4% dell’importo finanziato, va depositata immediatamente alla ricezione del finanziamento, come cauzione sul debito, una sorta di mutua assicurazione che dovrebbe essere restituita all’esaurimento dello stesso. Ho pagato l’ultima rata a Gennaio 2010, ancora non li ho rivisti, forse è un po’ colpa mia, perché avevo ingenuamente pensato che questa somma mi venisse accreditata automaticamente. (Se volete potete farvi un risata). Altra cosa che non ho visto, tranne che per il secondo anno soltanto, è la restituzione della differenza degli interessi che sarebbe lecito credere, anche ingenuamente, ricevere automaticamente, invece occorre anno per anno, fare richiesta scritta non appena le somme sono stanziate dalla Regione, sempre lo si venga a sapere. Ma ciò che mi preme raccontarvi è che controllando i movimenti sul conto corrente mi sono accorto di un addebito, datato 4 Maggio 2010 per l’importo di € 78,00 con valuta 25 aprile, giorno della festa della Liberazione , nonché domenica, un improbabile RID della ASA Sicilia per quote associative, iscrizione già disdetta a suo tempo, ma che è stata prelevata a mia insaputa anche per il 2009. Avendo l'Asa a disposizione le coordinate dati Iban del mio conto bancario forniti alla richiesta del finanziamento, avvenuta nel 2005, di tanto in tanto, tramite Rid, come fosse autorizzazione da me concessa vita natural durante, preleva a mia insaputa un pò di euro, così tanto per gradire. (sono iscritto alla CNA e pago trimestralmente la quota associativa tramite F24 insieme all’Inps). Devo dire, per correttezza che negli splendidi e centralissimi uffici dell’Associazione, dove sono andato a chiedere spiegazioni, sono stato trattato con molta gentilezza da una delle due segretarie alla reception , anche se è mia intenzione approfondire la questione ed eventualmente rivalermi per vie legali. Credetemi, aria di crisi economica in questo luogo, non se ne respirava completamente, ma ancora attendo la restituzione di una somma che ammonta a circa 1.000 / 1.100, 00 euro, e non credo di essere il solo.
Forse, di questi tempi, è opportuno oltre che gratuito, iscriversi tutti , artigiani e PMI ad ICR , Impresecheresistono, un gruppo spontaneo di imprenditori nato in Piemonte ma che si sta estendendo in tutta Italia. Inoltre cresce di giorno in giorno la rete d’imprese ICR, la cui iscrizione è anch’essa gratuita. Forse le nostre associazioni di categoria dovrebbero cominciare a riflettere, e con le quote associative fare qualcosa di concreto in una situazione che diviene sempre più insostenibile, anziché stare ben comodi nelle loro scrivanie.
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