giovedì 29 dicembre 2011

sabato 24 dicembre 2011

B e n e d e t to X V Educare i giovani alla giustizia e alla pace

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Le preoccupazioni manifestate da molti giovani in
questi ultimi tempi, in varie Regioni del mondo, esprimono il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro. Nel momento presente sono molti
gli aspetti che essi vivono con apprensione: il desiderio
di ricevere una formazione che li prepari in modo più
profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare
una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica.........

lunedì 19 dicembre 2011

Socci: questa non è una crisi L'Italia è bottino di guerra - antonio socci, libero, mario monti, crisi, italia, economia - liberoquotidiano.it

Socci: questa non è una crisi L'Italia è bottino di guerra - antonio socci, libero, mario monti, crisi, italia, economia - liberoquotidiano.it:

.........Una «crisi» infatti è come un disastro naturale (terremoto o alluvione) o come la traversata di un deserto: ci fa sentire uniti da un compito comune e fa dire a delle persone in gamba che è addirittura «un’opportunità» (espressione che io però userei sempre con cautela o mai perché ci sono delle vittime).
Ma una «guerra» invece non è «un’opportunità» per nessuna persona perbene (solo loschi potentati bramano guadagnarci, ma di certo nessun uomo che abbia una moralità). In una guerra ci sono nemici, interessi in conflitto e forti che assalgono deboli. In una guerra è vitale capire chi sta combattendo, per cosa e come. .................

giovedì 15 dicembre 2011

SCENARIO/ Barcellona: la "bugia" che tiene a galla il governo di Monti | pagina 2

SCENARIO/ Barcellona: la "bugia" che tiene a galla il governo di Monti | pagina 2:

......In un sistema economico in cui la finanza si appropria della ricchezza reale senza partecipare al processo produttivo, scaricando ogni rischio sugli altri attori dell’economia reale, imprese e lavoratori, essa riesce a valorizzare smisuratamente il capitale abbandonando ai rischi di fallimento le economie reali dei diversi Paesi............ il ceto dei più ricchi e dei più privilegiati non ha alcuna disponibilità a essere coinvolto in un’operazione di solidarietà nazionale. Il governo ne è talmente consapevole che chiede soltanto l’1,5% ai capitali rientrati in Italia attraverso la grande amnistia del cosiddetto scudo fiscale...

martedì 13 dicembre 2011

La lettera dell’ing. Rastrelli della Sert ad ICR « IMPRESECHERESISTONO

La lettera dell’ing. Rastrelli della Sert ad ICR « IMPRESECHERESISTONO:

Pubblichiamo qui di seguito quanto ricevuto dall’Ing. Riccardo Rastrelli titolare della ditta SERT di Leinì (Torino) che con i suoi dipendenti ed il sindacato sta combattendo per la sopravvivenza dell’impresa messa a rischio a causa di un groviglio d’interessi in cui si mescolano politica, affari e malavita organizzata che lo ha travolto, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di trenta famiglie. Tutti i membri di ImpreseCheResistono sono invitati a dare la massima pubblicità a questa vicenda

La Sert costruisce catene di montaggio per auto, camion e veicoli industriali ed è uno dei principali fornitori del Gruppo Fiat – Iveco – Cnh a livello europeo. Con sole 28 persone riusciamo a fatturare circa 14 milioni di euro l’anno, con un fatturato medio di 500 mila euro a persona e siamo stati compresi tra le “100 aziende a più elevata tecnologia del Piemonte”
Tutti i nostri dipendenti sono assunti a tempo indeterminato, con stipendi superiori alla media del settore metalmeccanico e siamo in condizione di assumere altro personale.
Nonostante tutto questo corriamo il rischio di chiudere e mettere in liquidazione l’azienda a causa di una vicenda che è ai limiti dell’assurdo: un cimitero che il Comune di Caselle Torinese ha deciso di costruire in frazione Mappano, a pochi metri del muro di cinta dello stabilimento e della casa in cui vivo con mia moglie e i miei figli
Tutto questo ci rende impossibile proseguire l’attività, perché, a meno di traslocare, con costi insostenibili, da una sede che occupiamo da 42 anni, tutte le strutture dell’azienda sono comprese nella “fascia di rispetto” prevista per i cosiddetti “luoghi di culto”, che pone il vincolo acustico e di inedificabilità assoluta entri il limite minimo di 200 metri.
Da quel momento i nostri capannoni sono inutilizzabili, invendibili, hanno perso ogni valore di mercato e naturalmente non possono più servire come garanzia per le banche.
Inoltre il cimitero è stato costruito su un terreno a rischio idrogeologico (tre inondazioni negli ultimi quindici anni) e comunque inadatto a causa delle caratteristiche idrometriche del sottosuolo, che non lascia passare l’umidità: quindi, oltre al rischio alluvione, abbiamo la certezza dell’inquinamento.
La ragione di tutto questo è molto semplice: il cimitero è solo una scusa per costruire un forno crematorio che dovrebbe servire la parte Nord della Provincia di Torino.
Sulle prime abbiamo creduto che si trattasse della operazione di sottobosco politico – affaristico trasversale, tra interessi molto più grandi di noi.
Nonostante le ripetute e documentate istanze di accesso presentate dai nostri legali, il Comune di Caselle e la Regione Piemonte per oltre un anno non ci hanno messo a disposizione la documentazione richiesta necessaria per addurre le nostre ragioni in sede cautelare presso il Tar Piemonte e il Consiglio di Stato.

Ancorché tenuto a farlo, il Comune di Leinì, sotto il quale ricade il territorio sottoposto a vincolo su cui sorge la Sert, non si è costituito in giudizio a favore di un suo concittadino e di un’azienda che paga le tasse nel suo Comune, nonostante lo stesso Tribunale Amministrativo abbia rilevato l’esplicita quanto illecita ingerenza del Comune di Caselle Torinese sul territorio del Comune di Leini per palese difetto di giurisdizione.
Ma a giugno 2011, quando Nevio Coral, ex sindaco di Leinì per due mandati, capogruppo di maggioranza e padre dell’attuale sindaco Ivano, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Minotauro” condotta dalla Procura della Repubblica di Torino, che lo ritiene il principale referente della ‘ndrangheta nella zona di Leinì e Volpiano, la criminalità organizzata si è unita all’intreccio tra politica, affari e poteri forti.
La vicenda è stata oggetto di interrogazione parlamentare n° 4/12012, presentata alla Camera in data 19 maggio u.s, per il momento ancora priva di risposta, nonostante reiterati e periodici solleciti In contemporanea, le associazioni sindacali territoriali di categoria Fiom-Cgil, Fim-cisl e Uil- Uilm hanno un inviato appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e grazie, anche al fattivo quanto fondamentale apporto fornito dalla Prefettura di Torino, nella persone dello stesso Prefetto Dott. Alberto Di Pace e dei suoi collaboratori, siamo riusciti a rimanere sul mercato, anche per merito dei lavoratori, che hanno accettato di lavorare per mesi senza retribuzione.
Va peraltro rilevato come, una volta ottenuta la documentazione da noi richiesta, il Tribunale di Torino – Sezione Staccata di Ciriè, ha stabilito in sede civile, con sentenza di primo grado non appellata e pertanto passata in giudicato, l’illecita apposizione dei predetti vincoli ed ha riconosciuto l’esistenza dei rischi idrogeologici di varia natura da noi segnalati.
Nonostante tutto e nonostante la nostra puntuale diffida, il Comune di Caselle ha regolarmente aperto il cimitero, iniziando a tumulare e a traslare da altro sito in periodo feriale, prima ancora di inaugurazione e benedizioni ufficiali, con fretta quanto meno sorprendente.
E tutto questo sebbene nel frattempo si siano verificate puntualmente esondazioni e cedimenti, quali il muro di cinta dell’abitazione della mia famiglia, che sorge a fianco dello stabilimento.
Purtroppo il tempo è ormai agli sgoccioli: la sentenza di merito del Tar Piemonte, grazie ad un’esplicita richiesta delle OO.SS., è stata fissata in data 20 dicembre p.v.
Ma ormai anche le banche che fino ad oggi ci hanno supportato, nonostante il corposo portafoglio ordini e il concreto appoggio del Gruppo Fiat, mostrano segnali di nervosismo generati dalla situazione di incertezza in cui stiamo versando.
Viceversa, in presenza di atti che confermino la possibilità della Sert di proseguire l’attività senza ostacoli indipendenti dalle nostre possibilità e capacità, sono disposte a continuare ad assicurarci il loro appoggio.
Ing. Riccardo Rastrelli

lunedì 12 dicembre 2011

La carità di Santa Lucia

La carità di Santa Lucia:

.........................La carità, come gesto veramente umano, è un dono di sé commosso, per il bene di chi si aiuta e che cambia profondamente chi lo fa. Quando ci si accorge che qualcuno intorno a noi ha bisogno, come sempre più spesso avviene in questo periodo di crisi, ci si rende conto che quello che abbiamo non è nostro, anche quando sia stato costruito con il sudore della nostra fronte.

Ci si accorge che tutto è un dono: la vita che non ci siamo dati, la salute che non è ultimamente nelle nostre mani, l'intelligenza con cui ci muoviamo nella realtà, gli affetti, l'educazione, l'istruzione, il lavoro, il benessere più o meno grande di cui godiamo... Allora, prendere coscienza di essere donati a noi stessi ci cambia. Scopriamo che sotto l'egoismo, la cattiveria, il lamento, che non ci sono certo estranei, più grande e più potente permane in noi un cuore fatto di desiderio di bontà, giustizia, verità, che chiede solo di essere ridestato... Così, ci muoviamo per sopperire al bisogno di altri, a esempio, partendo per il Terzo Mondo, come molti missionari; oppure dando vita a opere di carità nei più svariati campi, come mostra la storia delle nostre città; o, molto più semplicemente, dando un po' dei nostri soldi a qualcuno impegnato in queste imprese. Ma, commossi nel profondo, quando torniamo alle nostre attività quotidiane, non ci muoviamo più come prima..........
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giovedì 8 dicembre 2011

martedì 6 dicembre 2011

Le «Considerazioni generali» del 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2011



Prigionieri dei poteri finanziari, che fanno rigore ma non sviluppo
La società è fragile, isolata e eterodiretta. Ma il passo lento del nostro sviluppo segue una solida traccia: valore dell’economia reale, lunga durata, articolazione socio-economica interna, relazionalità, rappresentanza
Roma, 2 dicembre 2011 – Fragili, isolati e eterodiretti. In questi mesi la società italiana si è rivelata fragile, isolata e eterodiretta. Nel picco della crisi 2008-2009 avevamo dimostrato una tenuta superiore a tutti gli altri, guadagnandoci una good reputation internazionale. Ma ora siamo fragili a causa di una crisi che viene dal non governo della finanza globalizzata e che si esprime sul piano interno con un sentimento di stanchezza collettiva e di inerte fatalismo rispetto al problema del debito pubblico. Siamo isolati, perché restiamo fuori dai grandi processi internazionali (rispetto all’Unione europea, alle alleanze occidentali, ai mutamenti in corso nel vicino Nord Africa, ai rampanti free rider dell’economia mondiale). E siamo eterodiretti, vista la propensione degli uffici europei a dettarci l’agenda. I nostri antichi punti di forza (la capacità di adattamento e i processi spontanei di autoregolazione nel welfare, nei consumi, nelle strategie d’impresa) non riescono più a funzionare. «Viviamo esprimendoci con concetti e termini che nulla hanno a che fare con le preoccupazioni della vita collettiva (basti pensare a quanto hanno tenuto banco negli ultimi mesi termini come default, rating, spread, ecc.) e alla fine ci associamo ‒ ma da prigionieri ‒ alle culture e agli interessi che guidano quei concetti e quei termini».

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html