lunedì 30 luglio 2012

Autotrasportatori: l'Inps differisce al 20 agosto i versamenti contributivi | CGIA MESTRE

Autotrasportatori: l'Inps differisce al 20 agosto i versamenti contributivi | CGIA MESTRE:


L’Inps differisce al 20 agosto i versamenti contributivi

In una nota (n. 12052) l’Inps comunica che: “i versamenti con scadenza tra il giorno 1 e il giorno 20 agosto di ogni anno possono essere effettuati entro il 20 agosto senza alcuna maggiorazione (legge 44/2012 di conversione del decreto legge 16/2012)”.
“Il differimento dei termini – prosegue – riguarda tutti i versamenti unitari che si devono effettuare con ilmodello F24 e comprende anche i contributi previdenziali assistenziali dovuti dai datori di lavoro, dai committenti/associanti per i rapporti di collaborazione associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro e venditori domicilio e dai titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate dall’Istituto”.
“Per i datori di lavoro che operano con il flusso Uniemens – conclude l’Inps – il termine di trasmissione della denuncia contributiva rimane confermato all’ultimo giorno del mese. Per quanto riguarda leaziende autorizzate per il mese di luglio al differimento degli adempimenti contributivi per ferie collettive, i giorni di differimento decorrono in ogni caso dal 16 agosto; gli interessi di differimento, invece, dal termine differito del 20 agosto“.

giovedì 26 luglio 2012

Giannino: Spread, segnali pesanti per l'Italia | Tempi.it

Giannino: Spread, segnali pesanti per l'Italia | Tempi.it:






Ci risiamo. Come da 31 mesi di eurocrisi a questa parte, la domanda torna ad essere: “Ma in realtà, i tedeschi che cosa vogliono?”. Torna ad esserlo perché è evidente ai mercati che l’aria in Germania da dieci giorni è nuovamente cambiata. La presa di tempo della Corte di Karlsruhe fino a metà settembre per giudicare la costituzionalità dell’Esm, le dichiarazioni della Cancelliera («non so se l’euro ce la farà nella composizione attuale»), quelle di molti politici di prima fila ispirate al “basta aiuti”. I mercati hanno capito che ad agosto la spallata è gratis, a meno che la Bce di Mario Draghi non forzi e cominci a comprare i titoli eurodeboli a gogo, infischiandosene del veto della Bundesbank. Obiettivi? Grecia fuori dall’euro senza il versamento dell’ennesima tranche del secondo maxi prestito Fmi, visto che Atene chiede la rinegoziazione delle condizioni. Spagna in ginocchio, malgrado gli aiuti alle banche, per i default a catena minacciati dalle regioni. Italia strangolata, magari dalla proposta congiunta Fmi-Berlino di un maxi fondo di abbattimento del debito pubblico che ne vincolerebbe per anni e anni il gettito fiscale, e una bella patrimoniale alle famiglie, in aggiunta al reddito in decremento per l’effetto rapinafiscale-rapinarecessione. O, altrimenti, anche Spagna e Italia si accomodino fuori, e se la vedano da sole. Persino la Confindustria tedesca – che per un anno ha ricordato alla Merkel che è meglio evitare di lasciar liberi gli italiani di tornare a svalutare minacciando l’export tedesco – ha iniziato a parlare di euro di serie A ed euro di serie B.............................

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mercoledì 25 luglio 2012

Radio 24: news in diretta e in tempo reale, mp3 e podcast

Radio 24: news in diretta e in tempo reale, mp3 e podcast:

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Nuovo colpo da Moody's: declassato il fondo salva-Stati

Nuovo colpo da Moody's: declassato il fondo salva-Stati:


................................Il deterioramento della situazione e un minore giudizio assegnato a paesi core quali Germania, Francia e Olanda, potrebbe portare in futuro all’effettivo downgrade del salva-Stati, avvertono gli analisti di Moody’s.

Il fondo Efsf è stato istituito nel 2010, con lo scopo di salvaguardare la stabilità finanziaria in Europa, attraverso aiuti ai paesi dell’Eurozona in difficoltà. Coperto da garanzie per €780 miliardi, può concedere in prestito fino a €440 miliardi. Il giudizio di Moody’s e Fitch è AAA, mentre Standard & Poor’s gli assegna una AA+.

La notizia non arriva in uno dei momenti migliori per l’Europa, con i rendimenti dei bond spagnoli in continuo rialzo, raggiungono ormai livelli difficilmente sostenibili nel medio-lungo periodo, accrescono il rischio che il paese possa presto trovarsi costretto a richiedere aiuti 

SPREAD/ 2. Ritorno alla lira, ultimo scudo per l’Italia

SPREAD/ 2. Ritorno alla lira, ultimo scudo per l’Italia:


...................Posto che uscire dall’euro è un male la situazione attuale fa seriamente pensare se non sia per caso il male minore. Se alla fine della strategia tedesca per l’Europa c’è il collasso finanziario e industriale dell’Italia, che pure ha le sue colpe con uno Stato costoso e inefficiente, allora tanto vale provare un’altra strategia osando di più sia in termini di “minacce” ormai credibili, sia in termini di disobbedienza alle richieste di rigore che vengono dall’Europa. Gli scudi anti-spread non esistono e i partner europei si sono messi in proprio per uscire dai guai o per sfruttare la situazione.
Stampare euro e immettere liquidità sarebbe l’unica soluzione vera per evitare il peggio, se non è possibile, allora in alternativa si valuti davvero di stampare lire abbandonando l’Europa. Ne deriveranno tempi duri, ma almeno si può provare a salvare il sistema industriale e con esso la possibilità di evitare di uscire per sempre dal “primo” mondo, magari perfino guadagnado una qualche libertà di scegliere il proprio destino. 

lunedì 23 luglio 2012

ALLARME SPREAD/ Tra Bce ed Euro 2, quale piano convincerà i mercati?

ALLARME SPREAD/ Tra Bce ed Euro 2, quale piano convincerà i mercati?:

ALLARME SPREAD A QUOTA 520 Un paio di settimane fa, l'economista Nouriel Roubini, famoso per aver predetto l'attuale crisi iniziata nel 2007, in un'intervista a Bloomberg ha avvisato che il 2013 sarà peggiore del 2008. «Peggio perché come nel 2008 ci sarà una crisi economica e finanziaria, ma a differenza del 2008 si è a corto di contromisure. Nel 2008 si potevano tagliare i tassi di interesse, fare Qe1, Qe2, varie misure di stimolo fiscale, e tanto altro. Oggi i Qe (Quantitative easing) stanno diventando sempre meno efficaci perché il problema è di solvibilità, non di liquidità. I disavanzi di bilancio sono già troppo grandi e non è possibile salvare le banche, perché 1) c'è una forte opposizione politica, e 2) i governi sono prossimi a essere insolventi. E se non possono salvarsi da soli, figuriamoci le banche. Il problema è che siamo a corto di conigli da tirare fuori dal cappello»............................

FINANZA/ Italia fuori dall’euro, una "sorpresa" per Ferragosto?

FINANZA/ Italia fuori dall’euro, una "sorpresa" per Ferragosto?:


Cosa c’è dietro “un incontro improvviso e urgente” tra il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio che ha indotto il primo a cambiare la propria agenda anche lasciando un evento a cui teneva tanto? Non bisogna essere dei “dietrologi” per comprenderlo. Non c’è stato un peggioramento improvviso del quadro economico; al contrario, pur se lo spread resta alto le Borse hanno segnato una leggera ripresa. Però, la tenuta stessa dell’unione monetaria (raison d’être del Governo Monti) è stata messa in dubbio due volte nella stessa giornata - la mattina dalla Cancelliera Angela Merkel (“non sono sicura che il progetto euro funzionerà”) e il pomeriggio, a causa della differenza oraria, dal Fondo monetario internazionale in rapporto di routine in cui si parla di “dubbi sulla stessa sostenibilità dell'unione monetaria”.
C’è di più: Fmi, Banca mondiale, economisti e leader politici di molti Stati non credono che l’eurozona sarà la 110ma unione monetaria a dissolversi nell’ultimo secolo; stanno lavorando a un piano per farla restare in vita, cambiandola profondamente. In breve, facilitando un numero di Stati “che non ce la fanno” ad andare ad alloggiare in quello Sme 2 di cui già fanno parte Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, Estonia e Lituania. Se all’Italia venisse chiesto di cambiare alloggio - dall’euro allo Sme 2 - non solo finirebbe la raison d’être del Governo Monti, ma, a torto o a ragione, la maggior parte degli italiani penserebbe di avere fatto, dallo scorso novembre, tanti sacrifici per trovarsi con un pugno di mosche in mano............

giovedì 19 luglio 2012

RISCHIO DEFAULT/ Passali: la colpa è dell’euro, non dei siciliani

RISCHIO DEFAULT/ Passali: la colpa è dell’euro, non dei siciliani:
.............E la logica conseguenza è che l'euro, come oggi viene creato e diffuso dal sistema bancario, svolge meglio le sue funzionalità in Lombardia piuttosto che in Sicilia. Per fare un paragone con il settore dell'agricoltura, un certo tipo di pianta preferisce un certo tipo particolare di terreno e di clima. Se viene piantata in un terreno meno adatto, avrà ovviamente una resa minore, oppure non attecchirà affatto. Ora domandiamoci: la moneta euro era ed è lo strumento monetario adeguato all'economia siciliana?
La cosa veramente preoccupante è che questo tipo di domande sono totalmente assenti nel dibattito politico ed economico pubblico. Di fatto siamo di fronte ad un esempio tipico di rimozione del problema. Come mai avviene questo? In effetti questo avviene non per una semplice dimenticanza, ma per una impostazione ideologica ben precisa, quella impostazione secondo la quale la moneta è uno strumento “neutro” rispetto allo sviluppo dell'economia. Ma questo è un pregiudizio bello e buono, non suffragato da alcun fatto (anzi, volendo approfondire l'argomento da un punto di vista storico e scientifico, dovrebbero sorgere moltissimi dubbi).

GIORNALI/ Barcellona: riuscirà l'Italia creativa a battere quella degli intellettuali? | pagina 3

GIORNALI/ Barcellona: riuscirà l'Italia creativa a battere quella degli intellettuali? | pagina 3:

...............Non so perché mi vengono sempre alla mente le scene del film di Pasolini sul Vangelo secondo Matteo. Vedo in quel film un uomo di oltre duemila anni fa che, vestito soltanto con una tunica e un mantello, si aggira per le strade della Palestina invitando pescatori e poveri artigiani a seguirlo. Vedo le scene del discorso sulla montagna in cui migliaia di uomini e donne semplici ascoltano le magiche parole dell’amore del prossimo, l’ira e l’invettiva contro i mercanti del tempio e mi domando: chi era quest’uomo che oltre duemila anni fa è stato capace di esprimere con gesti semplici e con il sacrificio di se stesso il bisogno di ribellarsi ad un mondo di conformismi e di bieche complicità di potere? 
Le montagne che guardo di notte mi fanno pensare che ciò che manca all’epoca in cui viviamo è la capacità della grande profezia e la forza di una testimonianza capace di pagare il prezzo della propria vita. Ma un popolo che non riesce a trovare più nessuna voce che alluda profeticamente ad un futuro oltre l’orizzonte, è destinato a marcire nella palude dell’apatia. 
 ....

mercoledì 18 luglio 2012

Richard Ginori, dipendenti in cassa integrazione. In fase avanzata la trattativa con Sambonet - Il Sole 24 ORE

Richard Ginori, dipendenti in cassa integrazione. In fase avanzata la trattativa con Sambonet - Il Sole 24 ORE:
 Cala il sipario sui servizi di piatti e sulle tazze firmati Richard Ginori, la manifattura fiorentina di porcellane nata nel 1735 che ha fatto la storia della tavola italiana. Dopo 277 anni di vita, tra pochi giorni l'azienda – in liquidazione dal maggio scorso, schiacciata da 70 milioni di debiti e senza più liquidità - sospenderà la produzione e farà scattare la cassa integrazione per tutti i 330 dipendenti. I liquidatori di di Silvia Pieraccini - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/vZwnx

mercoledì 11 luglio 2012

MENO OSPEDALI E PIU’ BOMBE: AI CATTOLICI VA BENE COSI’ ? – lo Straniero

MENO OSPEDALI E PIU’ BOMBE: AI CATTOLICI VA BENE COSI’ ? – lo Straniero:

“Non è superfluo ricordare” dice Bonelli “quale sia il livello della spesa militare raggiunto in Italia: circa 40 miliardi di euro. Vorremmo” aggiunge Bonelli “che qualcuno ci rispondesse a questa semplice domanda. Perché invece degli ospedali il governo non taglia i programmi per l’acquisto di cacciabombardieri F-35 (12 miliardi); l’acquisto di 8 aerei senza pilota (1,3 miliardi); l’acquisto di 100 elicotteri NH-90 (4 miliardi); l’acquisto di 10 fregate Fremm (5 miliardi); 2 sommergibili militari (1 miliardo); il programma per i sistemi digitali dell’Esercito che costerà alla fine oltre 16 miliardi di euro?”.

martedì 10 luglio 2012

FINANZA/ L’Italia cade nella "trappola" dell’anti-spread | pagina 2

FINANZA/ L’Italia cade nella "trappola" dell’anti-spread | pagina 2:

...............Il 20 luglio si rischia una nuova seduta di onanismo di gruppo alla ricerca di qualche elemento sulla base del quale far dire a giornalisti compiacenti o ignoranti (oppure un po’ di ambedue) che si è vinta una nuova battaglia di Austerlitz..............

lunedì 9 luglio 2012

centrofondi.it

centrofondi.it:

Monti avvisa Confindustria: «Le critiche di Squinzi fanno salire lo spread» - Il Messaggero

Monti avvisa Confindustria: «Le critiche di Squinzi fanno salire lo spread» - Il Messaggero:

"Nulla è cambiato dalla crisi finanziaria. Gli incentivi per le banche sono per agire in modo truffaldino - fare cose che sono o illegali o immorali. L'unico modo per evitare questo è rompere questo grande supermercato finanziaro. Non ci sono muraglie cinesi e massicci conflitti di interesse".

SPENDING REVIEW/ Sapelli: ecco gli errori che porteranno l’Italia a un altro ’29

SPENDING REVIEW/ Sapelli: ecco gli errori che porteranno l’Italia a un altro ’29:


Chi vorrà credere agli alleati? Gli aiuti che ci hanno promessi, come nelle condotte l’acqua, mancano. E poi nei vasti tuoi stati, Signore, a chi è passata la proprietà? Dove vai, un nuovo ricco tiene casa: lui vuole vivere indipendente e ci tocca vedere come giostra. Tanti diritti s’è dovuto cedere che non ci resta un diritto su niente. Anche ai partiti, come che si chiamino, non si può più dare fiducia, al giorno d’oggi: che protestino o che lodino, diventano, amore e odio, indifferenti. I Ghibellini come i Guelfi stanno nascosti a riposare. Ma chi darebbe un aiuto al vicino? Ha da pensare ciascuno per sé. Sono sbarrate le porte dell’oro; gettano tutti, raspano, ammassano. E vuote restano le nostre casse” (J.W. Goethe, Faust, introduzione e traduzione di Franco Fortini, Milano, Mondadori, 2009, pp. 445-447, versi 4831-4851).
L’ora della verità è giunta. Il nodo gordiano è stato tagliato dalla spada dei tecnici dei tecnici, ossia da dei personaggi in cerca d’autore. Come definire altrimenti Bondi, Giavazzi e Amato, chiamati da un governo di tecnici per svolgere un compito tecnico? Lasciamo perdere Amato, la cui configurazione idealtipica avrebbe affascinato i darwinisti (politico? Tecnico? Centauro? Camaleonte? Pontiere? Acquisitivo? Distributivo? Annichilente? Intelligente!). E veniamo a Giavazzi (semplicemente scomparso) e a Bondi, salvatore di imprese che non esistono più o che sono state divorate o che sono state devitalizzate, prodotto di Mediobanca che per decenni ha socializzato perdite e privatizzato profitti, e portato alla rovina oligopolistica l’Italia.
Questi metatecnici, figure alla Greimas e alla Barthes, hanno compiuto la solita marcetta trionfale che segna il mood mondiale del fare ciò di cui non c’è bisogno quando c’è la recessione: tagliare l’occupazione, diminuire i consumi, scoraggiare gli investimenti, far piombare l’umanità nella disperazione e nell’anomia. Il tutto infilato nel forno da carnefice dell’aumento delle tasse, affinché la pozione avvelenata venga cotta a puntino.
Tecnici e supertecnici tutti subalterni al mainstream accademico, a riprova che solo le idee cattive vincono nel mondo alla breve (ché nel lungo vincono quelle della santità e del lavoro). Eccoci allora alla spending review che alla breve farà sprofondare l’Italia dalla recessione alla depressione più profonda dopo il 1929. Certo, c’è anche qualcosa di buono. Anche il Maligno è sempre accompagnato dall’Angelo Salvatore. Ma si tratta di ben poco. Vediamolo: per le imprese l’aumento dell’aliquota Iva è rimandato al 1° luglio 2013, limitando il calo degli affari per l’aumento delle imposte; e poi il regime fiscale di favore per le società quotate di investimento immobiliare pare sarà adottato anche per quelle di cessione e di valorizzazione degli immobili pubblici, forse consentendo di meglio venderli (ammesso che si vorrà fare un giorno o l’altro il famoso fondo per cercare in questo modo - un modo che non ottunde la crescita - di diminuire il debito pubblico); e infine le imprese potranno recuperare l’importo dei crediti verso la Pubblica amministrazione attraverso un meccanismo di compensazione agevolante l’impresa.........................................................

lunedì 2 luglio 2012

Lavori artigianali in via di estinzione | CGIA MESTRE

Lavori artigianali in via di estinzione | CGIA MESTRE:


Lavori artigianali in via di estinzione


Mentre continua ad aumentare la disoccupazione giovanile, non è da escludere che entro i prossimi 10 anni potremmo perdere 385.000 posti di lavoro ad alta intensità manuale presenti nell’artigianato e nell’agricoltura. Un paradosso, sottolinea la CGIA di Mestre, che sta colpendo il nostro mercato del lavoro.
“Molte professioni storiche presenti nell’artigianato – sottolinea Giuseppe Bortolussi, Segretario della CGIA di Mestre – rischiano di scomparire. Non solo perché manca il ricambio generazionale, ma anche perché non sono più redditizie o non hanno più mercato. Oberati da tasse e da una burocrazia sempre più asfissiante, molte imprese chiudono i battenti, lasciando dei vuoti culturali che rischiamo di non riuscire più a colmare, nonostante la crisi abbia avvicinato molti giovani a queste attività”.
Secondo l’elaborazione della CGIA, la lista dei lavori artigianali in via di estinzione  include: pellettieri, valigiai, borsettieri, falegnami,  impagliatori, muratori, carpentieri, lattonieri, carrozzieri, meccanici auto, saldatori, armaioli, riparatori di orologi, odontotecnici,  tipografi, stampatori offset, rilegatori, riparatori radio e Tv, elettricisti, elettromeccanici, addetti alla tessitura e alla maglieria, sarti, materassai, tappezzieri, dipintori, stuccatori, ponteggiatori, parchettisti e posatori di pavimenti............................

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html