giovedì 28 aprile 2011

CHICAGO BLOG » Imprese che resistono – di Gerardo Coco

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........Tre anni fa un piccolo numero di imprese del Piemonte guidate da un imprenditore piemontese, Luca Peotta, esasperate dal vampirismo fiscale costituì un movimento di protesta: Imprese Che Resistono (ICR). Resistere a che cosa? Appunto all’arbitrio tirannico del governo e della burocrazia statale, alla iniquità delle mutazioni legislative senza fine e a strumenti come Equitalia, creati per esercitare con maggior efficacia l’arte della rapina fiscale. In piena crisi, ICR chiedeva alle istituzioni misure eccezionali di sostegno per evitare un naufragio industriale senza speranza.

A questo movimento spontaneo ed apartitico che avanzava rivendicazioni imperniate su una fiscalità meno oppressiva e rinvii di pagamenti (sospensione degli acconti fiscali, iva per cassa, IRAP ed interessi da portare in piena detrazione, posticipo delle scadenze bancarie e previdenziali, regolarità dei pagamenti da parte della PA e delle grandi imprese) si unirono imprese da tutta d’Italia.........

FUORI DAL CORO « IMPRESECHERESISTONO

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giovedì 7 aprile 2011

Spero..


Sono sotto gli occhi di tutti i fatti recenti, tsunami nucleare in Giappone , Libia, Costa D'Avorio, naufraghi a Lampedusa,ma di tante altre tragedie non ne sappiamo nulla. Ci sono anche tragedie circoscritte, quelle familiari, di chi perde il lavoro ecc. Secondo me, ma è ovvio che molti lo direbbero, la tragedia umana più grave è la perdita delle speranza. Senza di questa non si vive più, e spesso mi chiedo, provando a immaginarmi nei panni ad esempio di un naufrago, che sa di dover morire di li a poco, come la speranza possa sostenerlo. Questo è ciò che mi interroga di più, e non basta leggere tutti le opinioni del mondo ad avere la risposta. Per chi crede in Dio, ma ci crede veramente, forse nel momento in cui la coscienza della vita ci abbandona, ci si lascia andare con fiducia, come si faceva da bambini, nelle braccia della madre, non vedo alternative di altro genere. La morte di tanti è la morte di tanti uno, non è diversa , fa solo più rumore o più notizia quando a morire sono 200 , o mille o trentamila come nello Tsunami, ma si muore sempre in uno, e forse quest'uno si potrebbe scrivere con l'U maiuscola , cambiando così totalmente il significato della frase. Vorrei e spero di non dover ascoltare più frasi sconnesse di alcuni politici in merito ai disperati che cercano una vita più dignitosa, non so come potremo aiutarli, ma forse qualcuno potrebbe guardare in ciò che sta accadendo, una occasione di rinascita dell'economia malata dell'occidente, che capisce solo i valori di borsa, di titoli bancari e non tiene conto delle persone, di tutte le persone , bianche, nere, verdi, gialle ecc. Chi dice che quest’economia è il meglio che siamo riusciti a inventare, è cieco, perché quanto accade nei paesi Africani e non solo, è conseguenza di quest’economia. Non ci sarebbero i morti nei barconi, e nemmeno i disoccupati o il Portogallo che vuole aiuti dalla UE perché allo stremo. Non ci sarebbero imprenditori suicidi, perché non sanno come trovare poche migliaia di euro da versare ad Equitalia. Spero che non nascano più nelle città soltanto centri commerciali sempre più enormi, che possa di nuovo partire l’economia locale, delle botteghe artigiane e dell’agricoltura. Spero che tutti abbiano un lavoro anche i Tunisini i Libici e gli Africani tutti, ma anche i Cinesi poveri, che sono milioni e non voglio sentir dire che non sono realista, perche il mondo va come deve andare. Spero e spero di poter sperare sino alla fine che finalmente ogni uomo capisca o veda nell’altro uomo se stesso e non qualcuno che si frappone al suo progetto del mondo come ha già deciso di organizzarlo a prescindere dall’altro uomo. Spero che oggi sia una giornata migliore…….Buona giornata e scusate il disturbo

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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