venerdì 30 dicembre 2011
giovedì 29 dicembre 2011
APPUNTAMENTO TELEVISIVO!!!! « IMPRESECHERESISTONO
QUESTA SERA A PIAZZA PULITA “LA7″ IN DIRETTA DA ROMA ORE 21 CIRCA … ICR CON LA CARISSIMA ANTONELLA LATTUADA E GIUSEPPINA VIRGILI!!!!
sabato 24 dicembre 2011
B e n e d e t to X V Educare i giovani alla giustizia e alla pace
mercoledì 21 dicembre 2011
lunedì 19 dicembre 2011
Socci: questa non è una crisi L'Italia è bottino di guerra - antonio socci, libero, mario monti, crisi, italia, economia - liberoquotidiano.it
.........Una «crisi» infatti è come un disastro naturale (terremoto o alluvione) o come la traversata di un deserto: ci fa sentire uniti da un compito comune e fa dire a delle persone in gamba che è addirittura «un’opportunità» (espressione che io però userei sempre con cautela o mai perché ci sono delle vittime).
Ma una «guerra» invece non è «un’opportunità» per nessuna persona perbene (solo loschi potentati bramano guadagnarci, ma di certo nessun uomo che abbia una moralità). In una guerra ci sono nemici, interessi in conflitto e forti che assalgono deboli. In una guerra è vitale capire chi sta combattendo, per cosa e come. .................
giovedì 15 dicembre 2011
SCENARIO/ Barcellona: la "bugia" che tiene a galla il governo di Monti | pagina 2
......In un sistema economico in cui la finanza si appropria della ricchezza reale senza partecipare al processo produttivo, scaricando ogni rischio sugli altri attori dell’economia reale, imprese e lavoratori, essa riesce a valorizzare smisuratamente il capitale abbandonando ai rischi di fallimento le economie reali dei diversi Paesi............ il ceto dei più ricchi e dei più privilegiati non ha alcuna disponibilità a essere coinvolto in un’operazione di solidarietà nazionale. Il governo ne è talmente consapevole che chiede soltanto l’1,5% ai capitali rientrati in Italia attraverso la grande amnistia del cosiddetto scudo fiscale...
martedì 13 dicembre 2011
La lettera dell’ing. Rastrelli della Sert ad ICR « IMPRESECHERESISTONO
Pubblichiamo qui di seguito quanto ricevuto dall’Ing. Riccardo Rastrelli titolare della ditta SERT di Leinì (Torino) che con i suoi dipendenti ed il sindacato sta combattendo per la sopravvivenza dell’impresa messa a rischio a causa di un groviglio d’interessi in cui si mescolano politica, affari e malavita organizzata che lo ha travolto, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di trenta famiglie. Tutti i membri di ImpreseCheResistono sono invitati a dare la massima pubblicità a questa vicenda
La Sert costruisce catene di montaggio per auto, camion e veicoli industriali ed è uno dei principali fornitori del Gruppo Fiat – Iveco – Cnh a livello europeo. Con sole 28 persone riusciamo a fatturare circa 14 milioni di euro l’anno, con un fatturato medio di 500 mila euro a persona e siamo stati compresi tra le “100 aziende a più elevata tecnologia del Piemonte”
Tutti i nostri dipendenti sono assunti a tempo indeterminato, con stipendi superiori alla media del settore metalmeccanico e siamo in condizione di assumere altro personale.
Nonostante tutto questo corriamo il rischio di chiudere e mettere in liquidazione l’azienda a causa di una vicenda che è ai limiti dell’assurdo: un cimitero che il Comune di Caselle Torinese ha deciso di costruire in frazione Mappano, a pochi metri del muro di cinta dello stabilimento e della casa in cui vivo con mia moglie e i miei figli
Tutto questo ci rende impossibile proseguire l’attività, perché, a meno di traslocare, con costi insostenibili, da una sede che occupiamo da 42 anni, tutte le strutture dell’azienda sono comprese nella “fascia di rispetto” prevista per i cosiddetti “luoghi di culto”, che pone il vincolo acustico e di inedificabilità assoluta entri il limite minimo di 200 metri.
Da quel momento i nostri capannoni sono inutilizzabili, invendibili, hanno perso ogni valore di mercato e naturalmente non possono più servire come garanzia per le banche.
Inoltre il cimitero è stato costruito su un terreno a rischio idrogeologico (tre inondazioni negli ultimi quindici anni) e comunque inadatto a causa delle caratteristiche idrometriche del sottosuolo, che non lascia passare l’umidità: quindi, oltre al rischio alluvione, abbiamo la certezza dell’inquinamento.
La ragione di tutto questo è molto semplice: il cimitero è solo una scusa per costruire un forno crematorio che dovrebbe servire la parte Nord della Provincia di Torino.
Sulle prime abbiamo creduto che si trattasse della operazione di sottobosco politico – affaristico trasversale, tra interessi molto più grandi di noi.
Nonostante le ripetute e documentate istanze di accesso presentate dai nostri legali, il Comune di Caselle e la Regione Piemonte per oltre un anno non ci hanno messo a disposizione la documentazione richiesta necessaria per addurre le nostre ragioni in sede cautelare presso il Tar Piemonte e il Consiglio di Stato.
Ancorché tenuto a farlo, il Comune di Leinì, sotto il quale ricade il territorio sottoposto a vincolo su cui sorge la Sert, non si è costituito in giudizio a favore di un suo concittadino e di un’azienda che paga le tasse nel suo Comune, nonostante lo stesso Tribunale Amministrativo abbia rilevato l’esplicita quanto illecita ingerenza del Comune di Caselle Torinese sul territorio del Comune di Leini per palese difetto di giurisdizione.
Ma a giugno 2011, quando Nevio Coral, ex sindaco di Leinì per due mandati, capogruppo di maggioranza e padre dell’attuale sindaco Ivano, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Minotauro” condotta dalla Procura della Repubblica di Torino, che lo ritiene il principale referente della ‘ndrangheta nella zona di Leinì e Volpiano, la criminalità organizzata si è unita all’intreccio tra politica, affari e poteri forti.
La vicenda è stata oggetto di interrogazione parlamentare n° 4/12012, presentata alla Camera in data 19 maggio u.s, per il momento ancora priva di risposta, nonostante reiterati e periodici solleciti In contemporanea, le associazioni sindacali territoriali di categoria Fiom-Cgil, Fim-cisl e Uil- Uilm hanno un inviato appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e grazie, anche al fattivo quanto fondamentale apporto fornito dalla Prefettura di Torino, nella persone dello stesso Prefetto Dott. Alberto Di Pace e dei suoi collaboratori, siamo riusciti a rimanere sul mercato, anche per merito dei lavoratori, che hanno accettato di lavorare per mesi senza retribuzione.
Va peraltro rilevato come, una volta ottenuta la documentazione da noi richiesta, il Tribunale di Torino – Sezione Staccata di Ciriè, ha stabilito in sede civile, con sentenza di primo grado non appellata e pertanto passata in giudicato, l’illecita apposizione dei predetti vincoli ed ha riconosciuto l’esistenza dei rischi idrogeologici di varia natura da noi segnalati.
Nonostante tutto e nonostante la nostra puntuale diffida, il Comune di Caselle ha regolarmente aperto il cimitero, iniziando a tumulare e a traslare da altro sito in periodo feriale, prima ancora di inaugurazione e benedizioni ufficiali, con fretta quanto meno sorprendente.
E tutto questo sebbene nel frattempo si siano verificate puntualmente esondazioni e cedimenti, quali il muro di cinta dell’abitazione della mia famiglia, che sorge a fianco dello stabilimento.
Purtroppo il tempo è ormai agli sgoccioli: la sentenza di merito del Tar Piemonte, grazie ad un’esplicita richiesta delle OO.SS., è stata fissata in data 20 dicembre p.v.
Ma ormai anche le banche che fino ad oggi ci hanno supportato, nonostante il corposo portafoglio ordini e il concreto appoggio del Gruppo Fiat, mostrano segnali di nervosismo generati dalla situazione di incertezza in cui stiamo versando.
Viceversa, in presenza di atti che confermino la possibilità della Sert di proseguire l’attività senza ostacoli indipendenti dalle nostre possibilità e capacità, sono disposte a continuare ad assicurarci il loro appoggio.
Ing. Riccardo Rastrelli
lunedì 12 dicembre 2011
La carità di Santa Lucia
.........................La carità, come gesto veramente umano, è un dono di sé commosso, per il bene di chi si aiuta e che cambia profondamente chi lo fa. Quando ci si accorge che qualcuno intorno a noi ha bisogno, come sempre più spesso avviene in questo periodo di crisi, ci si rende conto che quello che abbiamo non è nostro, anche quando sia stato costruito con il sudore della nostra fronte.
Ci si accorge che tutto è un dono: la vita che non ci siamo dati, la salute che non è ultimamente nelle nostre mani, l'intelligenza con cui ci muoviamo nella realtà, gli affetti, l'educazione, l'istruzione, il lavoro, il benessere più o meno grande di cui godiamo... Allora, prendere coscienza di essere donati a noi stessi ci cambia. Scopriamo che sotto l'egoismo, la cattiveria, il lamento, che non ci sono certo estranei, più grande e più potente permane in noi un cuore fatto di desiderio di bontà, giustizia, verità, che chiede solo di essere ridestato... Così, ci muoviamo per sopperire al bisogno di altri, a esempio, partendo per il Terzo Mondo, come molti missionari; oppure dando vita a opere di carità nei più svariati campi, come mostra la storia delle nostre città; o, molto più semplicemente, dando un po' dei nostri soldi a qualcuno impegnato in queste imprese. Ma, commossi nel profondo, quando torniamo alle nostre attività quotidiane, non ci muoviamo più come prima..........'
martedì 6 dicembre 2011
martedì 29 novembre 2011
Economia - "All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti" | Economia | Varese News
"All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti"
«Un nostro cliente, in America, ci ha chiamato "la Cadillac dei dispenser", in Germania ci hanno detto: "probabilmente la migliore qualità al mondo". Non lo dico per autocelebrarmi ma noi piccoli imprenditori italiani veniamo percepiti così. Sì ma c'è un grosso problema, soltanto all'estero». QuandoMassimo Mazzuchelli tocca questo tasto dolente gli applausi lo interrompono. L'imprenditore di Besnate, voce delle "Imprese che resistono" è stato invitato a parlare alla "Conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la micro e piccola impresa", organizzata a Monza dal Pd. «Nel nostro paese c'è un problema fondamentale di comunicazione. In Italia quando parlano di noi dicono che siamo evasori, siamo furbetti e quando siamo costretti a licenziare lo facciamo per lucrare, perfino sulla pelle dei nostri dipendenti. Diciamolo: non è così! E ci siamo stufati di sentire queste cose». .................
lunedì 21 novembre 2011
Protagonisti del cambiamento
Il momento storico che siamo chiamati a vivere pone agli occhi del mondo importanti e complessi interrogativi politici ed economici. Questi, però, hanno una radice comune di natura eminentemente culturale. La globalizzazione sregolata, l’esplodere delle contraddizioni del mercato finanziario e l’insopportabile indebitamento di tanti Stati, per citare tre tra i più grandi “mali” dell’economia occidentale, pur nelle loro diversità e articolazioni, dipendono da un problema antropologico: il volere tutto subito, senza nessuna relazione con il bene degli altri.
Questa promozione di un individualismo istituzionalizzato, sempre più sfrenato, ha negato contro ogni ragione qualsiasi interdipendenza fra gli uomini e si è mostrata irresponsabile verso le future generazioni. Eppure non si tratta in prima istanza di un problema morale, è un problema della ragione: è contro l’evidenza negare la relazionalità come elemento essenziale della vita umana ed è contro la ragione non ammettere che la ricerca del profitto e del potere a tutti i costi affligge il desidero di verità e di giustizia che ognuno porta dentro di sé.
I problemi politici ed economici che oggi dobbiamo affrontare nascono dunque da un tradimento del desiderio umano e delle sue esigenze originali. Per questo oggi siamo di fronte a una scelta: o essere schiavi degli eventi sempre più imprevedibili e incerti, cercando di inserirci nei diversi tentativi di vecchie o nuove egemonie politiche ed economiche, oppure essere protagonisti di un cambiamento, vivendo e promovendo il lavoro e le opere come espressione di un’esperienza umana diversa, autentica, come soggetti che aprono dentro questa società spazi per una nuova socialità.
Ecco perché la crisi politica culminata con la nascita del nuovo Governo può e deve trasformarsi in un’opportunità di crescita e di rinascita per l’Italia. Ma questo potrà accadere solo se ogni componente della società civile saprà svolgere il suo compito in questo delicatissimo passaggio. Tanta debolezza della politica e tanta inefficacia degli interventi della Pubblica amministrazione dipendono proprio dal fatto che nel Paese la società si è come atomizzata e quindi si è molto indebolita sebbene spesso sia proprio lo Stato a relativizzare o addirittura ostacolare le iniziative delle persone e dei corpi intermedi. Occorre ricordarsi proprio in questi tempi, dove tanti guardano alla politica con un’attesa quasi messianica, che lo Stato dipende da presupposti che esso stesso non è in grado di creare e che si generano nella società stessa. Più società fa bene allo Stato, sempre...................
giovedì 17 novembre 2011
CHICAGO BLOG » Spot antievasione: per la legge italiana, lo stato ha licenza di mentire
..................Peccato che sotto questa etichetta si annida un messaggio propagandistico che tende a colpevolizzare in modo anatemico il contribuente inadempiente, sollevando da ogni responsabilità chi ha gonfiato il debito pubblico, la spesa pubblica e la pressione fiscale provocando lo stato attuale di crescita zero e rischio di default................
martedì 15 novembre 2011
lunedì 14 novembre 2011
Mi vergogno di essere italiana
Voglio raccogliere tutte queste voci e invitarle a dissociarsi, pubblicamente da questi e altri gesti simili, dalle ultime scene romane nere e rosse, e di altri possibili colori. Vogliamo essere governati da uomini e non da adolescenti che usano della politica per mascherare le loro capricciose velleità.
Vi prego aiutiamoci a difendere il nostro diritto di essere finalmente italiani!...............
martedì 8 novembre 2011
Comprando prodotti made in China si alimenta il regime cinese | Laogai
domenica 6 novembre 2011
sos lavoro: a rischio estinzione molti lavori dell'artigianato e dell'agricoltura | CGIA MESTRE
A lanciare l’sos è la CGIA di Mestre: nei prossimi 10 anni sono a rischio estinzione molte professioni manuali dell’artigianato e dell’agricoltura che potrebbero comportare la perdita di almeno 385.000 posti di lavoro.
Quali sono le principali esperienze lavorative che rischiano di scomparire ? Secondo l’elaborazione degli artigiani mestrini, la lista include gli allevatori di bestiame nel settore zootecnico, i braccianti agricoli e una sequela di mestieri artigiani come i pellettieri, i valigiai, i borsettieri, i falegnami, gli impagliatori, i muratori, i carpentieri, i lattonieri, i carrozzieri, i meccanici auto, i saldatori, gli armaioli, i riparatori di orologi e di protesi dentarie, i tipografi, gli stampatori offset, i rilegatori, i riparatori di radio e Tv, gli elettricisti, gli elettromeccanici, addetti alla tessitura e alla maglieria, i sarti, i materassai, i tappezzieri, i dipintori, gli stuccatori, i ponteggiatori, i parchettisti e i posatori di pavimenti.
Infine, in questa mappa delle principali professioni a rischio estinzione, troviamo anche delle figure professionali più “generiche” come gli autisti, i collaboratori domestici, gli addetti alle pulizie, i venditori ambulanti, gli usceri e i lettori di contatori.
Come si è giunti alla mappatura di queste categorie ? Innanzitutto la CGIA ha calcolato il numero di occupati presenti oggi nelle principali professioni manuali compresi nella fascia di età che va tra i 15 ed i 24 anni e in quella tra i 55 ed i 64 anni.
Dopodichè ha misurato il tasso di ricambio, riuscendo così a stilare una prima graduatoria per mestieri. Infine ha stimato il numero delle figure che, presumibilmente, verranno a mancare nei prossimi 10 anni per ciascuna attività (*).
“Premesso che non siamo in grado di prevedere se nei prossimi anni cambieranno i fabbisogni occupazionali del mercato del lavoro italiano – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – siamo comunque certi di tre cose. La prima: fra 10 anni la grandissima parte degli over 55 censiti in questa mappa lascerà il lavoro per raggiunti limiti di età. La seconda: visto il forte calo delle nascite avvenuto in questi ultimi decenni, nel prossimo futuro si ridurrà ancora di più il numero dei giovani che entreranno nel mercato del lavoro, accentuando così la mancanza di turn-over. La terza: se teniamo conto che i giovani ormai da tempo si avvicinano sempre meno alle professioni manuali, riteniamo che il risultato ottenuto in questa elaborazione sia molto attendibile.”....................
giovedì 3 novembre 2011
lunedì 31 ottobre 2011
Imprenditore nudo per protesta: «Lavorare qui è impossibile» - Corriere del Veneto
Imprenditore nudo per protesta: «Lavorare qui è impossibile»
Titolare di un marchio sportivo compra una pagina. Costi, incentivi, credito: «Le aziende fuggono»
| La pagina acquistata da Enrico Frare |
giovedì 27 ottobre 2011
DOCUMENTO CL/ Barcellona: solo un'amicizia ci salva dalla "società contabile" | pagina 4
"
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lunedì 24 ottobre 2011
VATICANO – G20 Vaticano: un’autorità mondiale per un’economia che abbandoni “l’idolatria del mercato” - Asia News
Città del Vaticano (AsiaNews) – La crisi economica che il mondo sta vivendo mostra l’esigenza di tornare a suordinare la finanza alla politica “che ha il fine di preoccuparsi del bene comune”: a tale scopo il Vaticano propone la creazione di una nuova autorità finanziaria mondiale che “regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari”, coinvolgendo i Paesi emergenti e quelli in via di sviluppo.
La proposta della creazione di una “Autorità pubblica a competenza universale” è contenuta in una nota del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, presentata questa mattina, nell’approssimarsi della riunione del G-20, in programma il 3 e 4 novembre prossimi, a Cannes, in Francia.
Il documento che, come ha detto il presdente del Pontificio consiglio, card. Peter Kodwo Appiah Turkson, ha i suoi “cardini nel sacro valore della dignità dell’uomo e nella ricerca del bene comune”, tratteggia anche “alcune tappe e caratteristiche del cammino da percorrere”. Tra queste: l’istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, la richiesta di riflessione sulle forme di ricapitalizzazione delle banche, anche con fondi pubblici, “condizionando il sostegno a comportamenti virtuosi e finalizzati a sviluppare l'economia reale” e non la speculazione...........
venerdì 21 ottobre 2011
Il colpo è al cuore dell'Europa intera - Il Sole 24 ORE
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giovedì 20 ottobre 2011
Piccole imprese strangolate, lo Stato paga a quattro mesi. «Nel Sud più ritardi» - Corriere della Sera
Allarme di Fondazione Impresa: in 2011 quadro si è aggravato Sanzioni Ue per chi non rispetta i 30 giorni."
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sabato 15 ottobre 2011
“Padroni” e operai in piazza: “Marciamo insieme per non morire” | Generazione Pro Pro
ROVIGO – Non è un caso, forse, che il segnale arrivi proprio dal nord-est. E da quel Polesine che la storia ricorda messo in ginocchio dall’alluvione del 1951. Come dire: «Siamo qui anche ora in ginocchio, ma uniti e pronti a rialzarci». Certo questa volta non è una calamità naturale ad animare la passione civile del Rodigino.
Ma la Grande Crisi – le cui lancette potremmo farle partire da fine 2008 – può essere comunque assimilato a un cataclisma epocale. «Che richiede risposte altrettanto epocali e configura nuovi blocchi sociali», dice Gian Michele Gambato, presidente degli industriali rodigini. Nuovi blocchi sociali fino a dieci anni fa impensabili per l’evoluzione del Novecento industriale."...........................
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La lettera – “La mia azienda chiude per colpa dell’usura di Stato” | Generazione Pro Pro
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venerdì 14 ottobre 2011
Le economie emergenti e la decadenza (dell’Occidente)? | Generazione Pro Pro
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martedì 11 ottobre 2011
L’eurocapitolazione sulle banche | Phastidio.net
«Non può esserci un problema di liquidità per il sistema bancario europeo» – Jean-Claude Trichet, 30 agosto 2011
«Le banche europee sono oggi significativamente meglio capitalizzate rispetto ad un anno fa» – Olli Rehn, commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, 30 agosto 2011
«Il settore bancario in Europa necessita di una ricapitalizzazione, questo è parte del nostro messaggio…decisioni devono essere prese e prese molto rapidamente, mi aspetto che questa decisione sia presa il più rapidamente possibile» – Jean-Claude Trichet, 11 ottobre 2011
Quindi diciamo che non era un problema di liquidità e/o che il mondo è radicalmente cambiato negli ultimi quaranta giorni. Forse. Oppure che Christine Lagarde aveva ragione. Come che sia, un altro chiodo nella bara della credibilità europea.
domenica 9 ottobre 2011
Cgia: imprese soffrono, e' boom insovenze banche - Economia - ANSA.it
A fine luglio l'ammontare complessivo delle somme non restituite alle banche italiane ha superato i 74,5 mld di euro, con una crescita rispetto allo stesso mese dello scorso di 21 mld. A fornire il quadro delle difficolta' ancora presenti nel settore impresa e' la Cgia di Mestre, indicando anche le regioni a maggior sofferenza, dove cosi' diventa piu' alto il rischio del ricorso a finanziamenti illegali per continuare a sopravvivere."
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sabato 8 ottobre 2011
venerdì 7 ottobre 2011
La lezione di Steve Jobs
.........Circa la terza storia raccontata quel giorno, quella della malattia, si abbandonò a dei pensieri sulla morte: “Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore […]. Il vostro tempo è limitato per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro […]. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare”.
Ed è così che il bambino adottato, il giovane non laureato, l’imprenditore dato per finito, diventò quel che “doveva” diventare: non solo il genio tecnologico della nostra epoca, non solo l’ineguagliato creatore di forme del nuovo; ma soprattutto il leader, forse involontario, di un umanesimo così amichevole che ci mancherà.
giovedì 6 ottobre 2011
lunedì 3 ottobre 2011
giovedì 29 settembre 2011
A DEFLAZIONE, LA DEBT DEFLATION SIA CON VOI!
Quando nel 2006 incomincia a percorrere l'America in lungo e in largo, il mondo dei blog americani, avevo ben in mente che per comprendere la tempesta perfetta che stava per arrivare, la depressione economica ed immobiliare avrei dovuto andare sul posto, tra la gente, frugando non tra le fonti ufficiali ed il mainstream ma tra professionisti che avevano deciso di mettere la loro professionalità liberamente a disposizione della gente.
Non era facile ma era fondamentale comprendere dove stava la verità e la professionalità in un mondo di gatti e di volpi, tutti capaci di replicare le cinque monete d'oro nel campo dei miracoli.
Molti mi hanno chiesto perchè seguivo esclusivamente le vicende americane e poco quelle italiane. La tempesta perfetta è nata in America ed in America finirà. Ora avete la risposta, la risposta è in corso da quattro anni e molto tempo manca per averne una definitiva.
Ebbene nel blogroll di Icebergfinanza potete trovare i grandi protagonisti di questa crisi i maggiori interpreti, al punto tale che ben otto dei blog finiti due anni più tardi nei primi dieci della classifica mondiale erano costantemente seguiti nel nostro viaggio.
Importante inoltre è stato frugare oltre le solite salse keynesiane o monetariste, altre le salse bocconiane nostrane, scovando interpreti della storia dimenticati e purtroppo troppo spesso trascurati nelle università nostrane e mondiali come Irving Fisher e Minsky, scoprire studiare ed elaborare la DEBT DEFLATION e il MINSKY MOMENT è stato fondamentale come la storia e lo studio delle grandi crisi del passato, un passato che quando si dimentica, ritorna inesorabile!....................................................................................................................
Le inutili asset inflation, il volo delle materie prime, il quotidiano sequestro del potere di acquisto non sono inflazione sono solo la più imponente frode del sistema economico e finanziario come drenare ricchezza creando inutili bolle e speculazioni finanziarie.......Prosegui
sabato 24 settembre 2011
mercoledì 21 settembre 2011
L’esperto: vi spiego perché la Borsa ha “ignorato” Standard & Poor’s
mercoledì 14 settembre 2011
Sapelli: vi spiego il gioco dei "poteri forti" che comandano la crisi
giovedì 8 settembre 2011
giovedì 25 agosto 2011
A noi ragazzi funzionò ( del 10 ottobre del 2009 )
domenica 21 agosto 2011
lunedì 15 agosto 2011
Fra gli squali della speculazione e il dragone rosso – lo Straniero
domenica 7 agosto 2011
Finanza e derivati otto volte più forti dell'economia reale - Il Sole 24 ORE
Quando i politici ribadiscono che l'attacco all'Europa e all'Italia è ingiustificato perché i fondamentali economici sono sani, ricordano un po' il vecchio Priamo. Anche il mitologico re di Troia pensava che le mura della sua città fossero forti per resistere all'attacco degli achei. E in effetti lo erano: il problema è che un gigantesco cavallo di legno, con l'inganno, le varcò comunque. Oggi il rischio è lo stesso: i moderni cavalli di Troia non sono più di legno e hanno nomi ben meno mitologici: si chiamano credit default swap, spread, Etf, Borse, derivati, volatilità. Ma rischiano di avere lo stesso effetto distruttivo: insinuarsi nell'economia reale e, alla lunga, minarne le fondamenta. Come cavalli di Troia. O, per cambiare paragone, come Ufo pronti ad invadere la Terra.
Il motivo è presto detto: sono, come si vede nella grafica, molto più grandi dell'economia reale. Se il Prodotto interno lordo del mondo intero nel 2010 è stato di 74mila miliardi di dollari, la finanza lo surclassa: il mercato obbligazionario mondiale vale 95mila miliardi di dollari, le Borse di tutto il mondo 50mila miliardi, i derivati 466mila miliardi. Tutti insieme (e stiamo escludendo valute e quant'altro), questi mercati sono otto volte più grandi della Terra: della ricchezza prodotta da industrie, agricoltura, servizi. È per questo che, con mille meccanismi, riescono a condizionare con il loro isterismo il mondo reale. La teoria insegna che i mercati finanziari dovrebbero riflettere i fondamentali economici, ma non è più così: ormai li determinano...................
sabato 6 agosto 2011
GEOFINANZA/ Così la Bce condanna ancora l’Italia
Signori, l’Italia è salva! L’Italia s’è desta! Dio mio che tristezza, che pochezza politica e morale ci offre questo Paese dove mercoledì alla Camera, mentre il premier ci regalava trenta minuti di nulla nella speranza di calmare i mercati, i deputati fremevano, trolley alla mano, per scappare a Fiumicino e andarsene in vacanza fino al 6 settembre.
Già, bontà loro hanno tagliato di una settimana le loro strameritate ferie, visto che lavorare tre giorni alla settimana stanca molto (ho lavorato alla Camera, quindi parlo con cognizione di causa quando dico che, salvo rare eccezioni, arrivano il martedì mattina e il giovedì pomeriggio alle 14 sono già impegnati a farsi chiamare un taxi, anzi noleggiare un’auto che fa più fine). Il bello è che fanno i finti stupiti e preoccupati per la montante ondata di anti-politica nel Paese, dove sei italiani su dieci quest’anno di ferie non faranno nemmeno un giorno.................
martedì 26 luglio 2011
domenica 17 luglio 2011
giovedì 30 giugno 2011
giovedì 9 giugno 2011
Il mercato teme lo scenario Lehman Brothers - Il Sole 24 ORE
giovedì 26 maggio 2011
Un salvagente alle famiglie: la moratoria verso Equitalia | Pier Ferdinando Casini, UDC, Unione di Centro
venerdì 6 maggio 2011
giovedì 28 aprile 2011
CHICAGO BLOG » Imprese che resistono – di Gerardo Coco
........Tre anni fa un piccolo numero di imprese del Piemonte guidate da un imprenditore piemontese, Luca Peotta, esasperate dal vampirismo fiscale costituì un movimento di protesta: Imprese Che Resistono (ICR). Resistere a che cosa? Appunto all’arbitrio tirannico del governo e della burocrazia statale, alla iniquità delle mutazioni legislative senza fine e a strumenti come Equitalia, creati per esercitare con maggior efficacia l’arte della rapina fiscale. In piena crisi, ICR chiedeva alle istituzioni misure eccezionali di sostegno per evitare un naufragio industriale senza speranza.
A questo movimento spontaneo ed apartitico che avanzava rivendicazioni imperniate su una fiscalità meno oppressiva e rinvii di pagamenti (sospensione degli acconti fiscali, iva per cassa, IRAP ed interessi da portare in piena detrazione, posticipo delle scadenze bancarie e previdenziali, regolarità dei pagamenti da parte della PA e delle grandi imprese) si unirono imprese da tutta d’Italia.........
mercoledì 27 aprile 2011
domenica 10 aprile 2011
giovedì 7 aprile 2011
Spero..
Sono sotto gli occhi di tutti i fatti recenti, tsunami nucleare in Giappone , Libia, Costa D'Avorio, naufraghi a Lampedusa,ma di tante altre tragedie non ne sappiamo nulla. Ci sono anche tragedie circoscritte, quelle familiari, di chi perde il lavoro ecc. Secondo me, ma è ovvio che molti lo direbbero, la tragedia umana più grave è la perdita delle speranza. Senza di questa non si vive più, e spesso mi chiedo, provando a immaginarmi nei panni ad esempio di un naufrago, che sa di dover morire di li a poco, come la speranza possa sostenerlo. Questo è ciò che mi interroga di più, e non basta leggere tutti le opinioni del mondo ad avere la risposta. Per chi crede in Dio, ma ci crede veramente, forse nel momento in cui la coscienza della vita ci abbandona, ci si lascia andare con fiducia, come si faceva da bambini, nelle braccia della madre, non vedo alternative di altro genere. La morte di tanti è la morte di tanti uno, non è diversa , fa solo più rumore o più notizia quando a morire sono 200 , o mille o trentamila come nello Tsunami, ma si muore sempre in uno, e forse quest'uno si potrebbe scrivere con l'U maiuscola , cambiando così totalmente il significato della frase. Vorrei e spero di non dover ascoltare più frasi sconnesse di alcuni politici in merito ai disperati che cercano una vita più dignitosa, non so come potremo aiutarli, ma forse qualcuno potrebbe guardare in ciò che sta accadendo, una occasione di rinascita dell'economia malata dell'occidente, che capisce solo i valori di borsa, di titoli bancari e non tiene conto delle persone, di tutte le persone , bianche, nere, verdi, gialle ecc. Chi dice che quest’economia è il meglio che siamo riusciti a inventare, è cieco, perché quanto accade nei paesi Africani e non solo, è conseguenza di quest’economia. Non ci sarebbero i morti nei barconi, e nemmeno i disoccupati o il Portogallo che vuole aiuti dalla UE perché allo stremo. Non ci sarebbero imprenditori suicidi, perché non sanno come trovare poche migliaia di euro da versare ad Equitalia. Spero che non nascano più nelle città soltanto centri commerciali sempre più enormi, che possa di nuovo partire l’economia locale, delle botteghe artigiane e dell’agricoltura. Spero che tutti abbiano un lavoro anche i Tunisini i Libici e gli Africani tutti, ma anche i Cinesi poveri, che sono milioni e non voglio sentir dire che non sono realista, perche il mondo va come deve andare. Spero e spero di poter sperare sino alla fine che finalmente ogni uomo capisca o veda nell’altro uomo se stesso e non qualcuno che si frappone al suo progetto del mondo come ha già deciso di organizzarlo a prescindere dall’altro uomo. Spero che oggi sia una giornata migliore…….Buona giornata e scusate il disturbo
mercoledì 30 marzo 2011
giovedì 24 marzo 2011
mercoledì 23 marzo 2011
Le piccole e medie imprese non sono istituti di credito
Ovvio? Non per tutti, se ImpreseCheResistono, comitato nato nel 2009 e che oggi conta 1500 aziende aderenti in tutta Italia, si sta impegnando per la rapida attuazione di una proposta di legge, la 3753, che stabilisce la certezza dei tempi di pagamento. “Il problema è più grave di quanto si creda – commenta Massimo Mazzucchelli, imprenditore di Besnate e rappresentante lombardo del comitato -. Infatti le fatture saldate a distanza di mesi rischiano di compromettere la sopravvivenza delle piccole e medie imprese e qualcuno ne ha già fatto le spese, chiudendo i battenti”.
Traducendo la questione in numeri, secondo un’indagine dell’European Payment Index 2010, si scopre che un imprenditore italiano per vedersi pagare una fattura deve pazientare in media 96 giorni, che salgono addirittura a 186 se ha a che fare con un ente pubblico. Dati sconcertanti soprattutto se confrontati con quanto accade in Europa, dove in media l’attesa cala, rispettivamente a 55 e 63 giorni. L’Italia, dunque, è il Paese europeo dove i creditori se la passano peggio. Considerando che, secondo lo stesso istituto di indagine, per effetto della crisi la quota nazionale di crediti superiori a novanta giorni è aumentata dal 25 per cento del 2008 al 32 per cento del 2010, si può comprendere la preoccupazione di ImpreseCheResistono: “Se pagata in ritardo la piccola impresa, che generalmente non può contare su abbondanti risorse proprie, rischia di restare priva di liquidità, impossibilitata a far fronte, per esempio, agli stipendi dei dipendenti, alla rata del mutuo per il capannone o del leasing del nuovo macchinario – denuncia Mazzucchelli -. Con il risultato di ritrovarsi i conti correnti bloccati dalle banche, a un passo dal fallimento. Oppure capita che, dopo un’estenuante attesa, al momento di saldare, il cliente contesti la fornitura e si rifiuti di pagare. A quel punto al piccolo imprenditore non restano che le vie legali, ma le lungaggini di un processo equivalgono, di fatto, ad una perdita”.......................
sabato 19 marzo 2011
Statuto delle imprese Approvato in aula il 15 marzo 2011
Norme per la tutela della libertà d'impresa. Statuto delle imprese.
Capo I
FINALITÀ E PRINCÌPI
Art. 1.
(Finalità).
1. La presente legge definisce lo statuto delle imprese e dell'imprenditore al fine di assicurare lo
sviluppo della persona attraverso il valore del lavoro, sia esso svolto in forma autonoma che
d'impresa, e di garantire la libertà di iniziativa economica privata in conformità agli articoli 35 e 41
della Costituzione.
2. I princìpi della presente legge costituiscono norme fondamentali di riforma economicosociale della Repubblica e princìpi dell'ordinamento giuridico dello Stato ed hanno lo scopo di
garantire la piena applicazione dello Small Business Act e la coerenza delle normative adottate
dallo Stato e dalle regioni con i provvedimenti dell'Unione europea in materia di concreta
applicazione del medesimo.
2-bis. In ogni caso sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle
province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dei rispettivi statuti speciali e delle relative
norme di attuazione.
3. Nelle materie oggetto di competenza legislativa concorrente, ai sensi dell'articolo 117, terzo
comma, della Costituzione, le regioni e le province autonome esercitano la potestà legislativa nel
rispetto dei princìpi fondamentali di cui alla presente legge.
4. Lo statuto delle imprese e dell'imprenditore, di cui alla presente legge, mira in particolare:
a) al riconoscimento del contributo fondamentale delle imprese alla crescita dell'occupazione
e alla prosperità economica, nonché al riconoscimento dei doveri cui l'imprenditore è tenuto ad
attenersi nell'esercizio della propria attività;
b) a promuovere la costruzione di un quadro normativo, nonché di un contesto sociale e
culturale volto a favorire lo sviluppo delle imprese anche di carattere familiare;
b-bis) a rendere più equi i sistemi sanzionatori vigenti connessi agli adempimenti a cui le
imprese sono tenute nei confronti della pubblica amministrazione.
c) a promuovere l'inclusione delle problematiche sociali e delle tematiche ambientali nello
svolgimento delle attività delle imprese e nei loro rapporti con le parti sociali;
d) a favorire l'avvio di nuove imprese, in particolare da parte dei giovani e delle donne;
e) a valorizzare il potenziale di crescita, di produttività e di innovazione delle imprese, con
particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese;
f) a favorire la competitività del sistema produttivo nazionale nel contesto europeo ed
internazionale;
g) ad adeguare l'intervento pubblico e l'attività della pubblica amministrazione alle esigenze
delle micro, piccole e medie imprese nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente....................................continua
venerdì 18 marzo 2011
martedì 15 marzo 2011
Fusione del nocciolo: cosa comporta
Questo, in pratica per l'eternità: occorrono milioni di anni perché la radioattività naturale dell'uranio si estingua naturalmente. Il rischio più grave è che, nel corso delle procedure per domare il reattore di Fukushima si verifichi qualche ulteriore incidente di tipo esplosivo, a causa della pressione soverchiante o dell'idrogeno che si sviluppa per reazioni incontrollabili, e che questo liberi nell'atmosfera grandi quantità di materiale radioattivo. Per questo, al fine di raffreddare il nocciolo, i giapponesi stanno ricorrendo a ogni mezzo possibile, compreso l'impiego di acqua di mare (assai rischioso, perché è altamente corrosiva). Se ci riusciranno, alla fine si avrà un vero e proprio monumento all'atomo: un grande cubo di cemento e acciaio dal cuore altamente radioattivo, che dovrà essere continuamente controllato per tema che non si fessuri o si rompa, provocando un disastro ambientale che è impossibile da quantificare.
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
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(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
