giovedì 29 dicembre 2011

sabato 24 dicembre 2011

B e n e d e t to X V Educare i giovani alla giustizia e alla pace

.............................
Le preoccupazioni manifestate da molti giovani in
questi ultimi tempi, in varie Regioni del mondo, esprimono il desiderio di poter guardare con speranza fondata verso il futuro. Nel momento presente sono molti
gli aspetti che essi vivono con apprensione: il desiderio
di ricevere una formazione che li prepari in modo più
profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare
una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica.........

lunedì 19 dicembre 2011

Socci: questa non è una crisi L'Italia è bottino di guerra - antonio socci, libero, mario monti, crisi, italia, economia - liberoquotidiano.it

Socci: questa non è una crisi L'Italia è bottino di guerra - antonio socci, libero, mario monti, crisi, italia, economia - liberoquotidiano.it:

.........Una «crisi» infatti è come un disastro naturale (terremoto o alluvione) o come la traversata di un deserto: ci fa sentire uniti da un compito comune e fa dire a delle persone in gamba che è addirittura «un’opportunità» (espressione che io però userei sempre con cautela o mai perché ci sono delle vittime).
Ma una «guerra» invece non è «un’opportunità» per nessuna persona perbene (solo loschi potentati bramano guadagnarci, ma di certo nessun uomo che abbia una moralità). In una guerra ci sono nemici, interessi in conflitto e forti che assalgono deboli. In una guerra è vitale capire chi sta combattendo, per cosa e come. .................

giovedì 15 dicembre 2011

SCENARIO/ Barcellona: la "bugia" che tiene a galla il governo di Monti | pagina 2

SCENARIO/ Barcellona: la "bugia" che tiene a galla il governo di Monti | pagina 2:

......In un sistema economico in cui la finanza si appropria della ricchezza reale senza partecipare al processo produttivo, scaricando ogni rischio sugli altri attori dell’economia reale, imprese e lavoratori, essa riesce a valorizzare smisuratamente il capitale abbandonando ai rischi di fallimento le economie reali dei diversi Paesi............ il ceto dei più ricchi e dei più privilegiati non ha alcuna disponibilità a essere coinvolto in un’operazione di solidarietà nazionale. Il governo ne è talmente consapevole che chiede soltanto l’1,5% ai capitali rientrati in Italia attraverso la grande amnistia del cosiddetto scudo fiscale...

martedì 13 dicembre 2011

La lettera dell’ing. Rastrelli della Sert ad ICR « IMPRESECHERESISTONO

La lettera dell’ing. Rastrelli della Sert ad ICR « IMPRESECHERESISTONO:

Pubblichiamo qui di seguito quanto ricevuto dall’Ing. Riccardo Rastrelli titolare della ditta SERT di Leinì (Torino) che con i suoi dipendenti ed il sindacato sta combattendo per la sopravvivenza dell’impresa messa a rischio a causa di un groviglio d’interessi in cui si mescolano politica, affari e malavita organizzata che lo ha travolto, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di trenta famiglie. Tutti i membri di ImpreseCheResistono sono invitati a dare la massima pubblicità a questa vicenda

La Sert costruisce catene di montaggio per auto, camion e veicoli industriali ed è uno dei principali fornitori del Gruppo Fiat – Iveco – Cnh a livello europeo. Con sole 28 persone riusciamo a fatturare circa 14 milioni di euro l’anno, con un fatturato medio di 500 mila euro a persona e siamo stati compresi tra le “100 aziende a più elevata tecnologia del Piemonte”
Tutti i nostri dipendenti sono assunti a tempo indeterminato, con stipendi superiori alla media del settore metalmeccanico e siamo in condizione di assumere altro personale.
Nonostante tutto questo corriamo il rischio di chiudere e mettere in liquidazione l’azienda a causa di una vicenda che è ai limiti dell’assurdo: un cimitero che il Comune di Caselle Torinese ha deciso di costruire in frazione Mappano, a pochi metri del muro di cinta dello stabilimento e della casa in cui vivo con mia moglie e i miei figli
Tutto questo ci rende impossibile proseguire l’attività, perché, a meno di traslocare, con costi insostenibili, da una sede che occupiamo da 42 anni, tutte le strutture dell’azienda sono comprese nella “fascia di rispetto” prevista per i cosiddetti “luoghi di culto”, che pone il vincolo acustico e di inedificabilità assoluta entri il limite minimo di 200 metri.
Da quel momento i nostri capannoni sono inutilizzabili, invendibili, hanno perso ogni valore di mercato e naturalmente non possono più servire come garanzia per le banche.
Inoltre il cimitero è stato costruito su un terreno a rischio idrogeologico (tre inondazioni negli ultimi quindici anni) e comunque inadatto a causa delle caratteristiche idrometriche del sottosuolo, che non lascia passare l’umidità: quindi, oltre al rischio alluvione, abbiamo la certezza dell’inquinamento.
La ragione di tutto questo è molto semplice: il cimitero è solo una scusa per costruire un forno crematorio che dovrebbe servire la parte Nord della Provincia di Torino.
Sulle prime abbiamo creduto che si trattasse della operazione di sottobosco politico – affaristico trasversale, tra interessi molto più grandi di noi.
Nonostante le ripetute e documentate istanze di accesso presentate dai nostri legali, il Comune di Caselle e la Regione Piemonte per oltre un anno non ci hanno messo a disposizione la documentazione richiesta necessaria per addurre le nostre ragioni in sede cautelare presso il Tar Piemonte e il Consiglio di Stato.

Ancorché tenuto a farlo, il Comune di Leinì, sotto il quale ricade il territorio sottoposto a vincolo su cui sorge la Sert, non si è costituito in giudizio a favore di un suo concittadino e di un’azienda che paga le tasse nel suo Comune, nonostante lo stesso Tribunale Amministrativo abbia rilevato l’esplicita quanto illecita ingerenza del Comune di Caselle Torinese sul territorio del Comune di Leini per palese difetto di giurisdizione.
Ma a giugno 2011, quando Nevio Coral, ex sindaco di Leinì per due mandati, capogruppo di maggioranza e padre dell’attuale sindaco Ivano, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Minotauro” condotta dalla Procura della Repubblica di Torino, che lo ritiene il principale referente della ‘ndrangheta nella zona di Leinì e Volpiano, la criminalità organizzata si è unita all’intreccio tra politica, affari e poteri forti.
La vicenda è stata oggetto di interrogazione parlamentare n° 4/12012, presentata alla Camera in data 19 maggio u.s, per il momento ancora priva di risposta, nonostante reiterati e periodici solleciti In contemporanea, le associazioni sindacali territoriali di categoria Fiom-Cgil, Fim-cisl e Uil- Uilm hanno un inviato appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e grazie, anche al fattivo quanto fondamentale apporto fornito dalla Prefettura di Torino, nella persone dello stesso Prefetto Dott. Alberto Di Pace e dei suoi collaboratori, siamo riusciti a rimanere sul mercato, anche per merito dei lavoratori, che hanno accettato di lavorare per mesi senza retribuzione.
Va peraltro rilevato come, una volta ottenuta la documentazione da noi richiesta, il Tribunale di Torino – Sezione Staccata di Ciriè, ha stabilito in sede civile, con sentenza di primo grado non appellata e pertanto passata in giudicato, l’illecita apposizione dei predetti vincoli ed ha riconosciuto l’esistenza dei rischi idrogeologici di varia natura da noi segnalati.
Nonostante tutto e nonostante la nostra puntuale diffida, il Comune di Caselle ha regolarmente aperto il cimitero, iniziando a tumulare e a traslare da altro sito in periodo feriale, prima ancora di inaugurazione e benedizioni ufficiali, con fretta quanto meno sorprendente.
E tutto questo sebbene nel frattempo si siano verificate puntualmente esondazioni e cedimenti, quali il muro di cinta dell’abitazione della mia famiglia, che sorge a fianco dello stabilimento.
Purtroppo il tempo è ormai agli sgoccioli: la sentenza di merito del Tar Piemonte, grazie ad un’esplicita richiesta delle OO.SS., è stata fissata in data 20 dicembre p.v.
Ma ormai anche le banche che fino ad oggi ci hanno supportato, nonostante il corposo portafoglio ordini e il concreto appoggio del Gruppo Fiat, mostrano segnali di nervosismo generati dalla situazione di incertezza in cui stiamo versando.
Viceversa, in presenza di atti che confermino la possibilità della Sert di proseguire l’attività senza ostacoli indipendenti dalle nostre possibilità e capacità, sono disposte a continuare ad assicurarci il loro appoggio.
Ing. Riccardo Rastrelli

lunedì 12 dicembre 2011

La carità di Santa Lucia

La carità di Santa Lucia:

.........................La carità, come gesto veramente umano, è un dono di sé commosso, per il bene di chi si aiuta e che cambia profondamente chi lo fa. Quando ci si accorge che qualcuno intorno a noi ha bisogno, come sempre più spesso avviene in questo periodo di crisi, ci si rende conto che quello che abbiamo non è nostro, anche quando sia stato costruito con il sudore della nostra fronte.

Ci si accorge che tutto è un dono: la vita che non ci siamo dati, la salute che non è ultimamente nelle nostre mani, l'intelligenza con cui ci muoviamo nella realtà, gli affetti, l'educazione, l'istruzione, il lavoro, il benessere più o meno grande di cui godiamo... Allora, prendere coscienza di essere donati a noi stessi ci cambia. Scopriamo che sotto l'egoismo, la cattiveria, il lamento, che non ci sono certo estranei, più grande e più potente permane in noi un cuore fatto di desiderio di bontà, giustizia, verità, che chiede solo di essere ridestato... Così, ci muoviamo per sopperire al bisogno di altri, a esempio, partendo per il Terzo Mondo, come molti missionari; oppure dando vita a opere di carità nei più svariati campi, come mostra la storia delle nostre città; o, molto più semplicemente, dando un po' dei nostri soldi a qualcuno impegnato in queste imprese. Ma, commossi nel profondo, quando torniamo alle nostre attività quotidiane, non ci muoviamo più come prima..........
'

giovedì 8 dicembre 2011

martedì 6 dicembre 2011

Le «Considerazioni generali» del 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2011



Prigionieri dei poteri finanziari, che fanno rigore ma non sviluppo
La società è fragile, isolata e eterodiretta. Ma il passo lento del nostro sviluppo segue una solida traccia: valore dell’economia reale, lunga durata, articolazione socio-economica interna, relazionalità, rappresentanza
Roma, 2 dicembre 2011 – Fragili, isolati e eterodiretti. In questi mesi la società italiana si è rivelata fragile, isolata e eterodiretta. Nel picco della crisi 2008-2009 avevamo dimostrato una tenuta superiore a tutti gli altri, guadagnandoci una good reputation internazionale. Ma ora siamo fragili a causa di una crisi che viene dal non governo della finanza globalizzata e che si esprime sul piano interno con un sentimento di stanchezza collettiva e di inerte fatalismo rispetto al problema del debito pubblico. Siamo isolati, perché restiamo fuori dai grandi processi internazionali (rispetto all’Unione europea, alle alleanze occidentali, ai mutamenti in corso nel vicino Nord Africa, ai rampanti free rider dell’economia mondiale). E siamo eterodiretti, vista la propensione degli uffici europei a dettarci l’agenda. I nostri antichi punti di forza (la capacità di adattamento e i processi spontanei di autoregolazione nel welfare, nei consumi, nelle strategie d’impresa) non riescono più a funzionare. «Viviamo esprimendoci con concetti e termini che nulla hanno a che fare con le preoccupazioni della vita collettiva (basti pensare a quanto hanno tenuto banco negli ultimi mesi termini come default, rating, spread, ecc.) e alla fine ci associamo ‒ ma da prigionieri ‒ alle culture e agli interessi che guidano quei concetti e quei termini».

martedì 29 novembre 2011

Economia - "All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti" | Economia | Varese News

Economia - "All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti" | Economia | Varese News:


"All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti"

Massimo Mazzucchelli, imprenditore di Besnate, ha portato la voce delle piccole "imprese che resistono" a Granditalia, la conferenza nazionale organizzata a Monza dal Pd


«Un nostro cliente, in America, ci ha chiamato "la Cadillac dei dispenser", in Germania ci hanno detto: "probabilmente la migliore qualità al mondo". Non lo dico per autocelebrarmi ma noi piccoli imprenditori italiani veniamo percepiti così. Sì ma c'è un grosso problema, soltanto all'estero». QuandoMassimo Mazzuchelli tocca questo tasto dolente gli applausi lo interrompono. L'imprenditore di Besnate, voce delle "Imprese che resistono" è stato invitato a parlare alla "Conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la micro e piccola impresa", organizzata a Monza dal Pd. «Nel nostro paese c'è un problema fondamentale di comunicazione. In Italia quando parlano di noi dicono che siamo evasori, siamo furbetti e quando siamo costretti a licenziare lo facciamo per lucrare, perfino sulla pelle dei nostri dipendenti. Diciamolo: non è così! E ci siamo stufati di sentire queste cose». .................

sabato 26 novembre 2011

lunedì 21 novembre 2011

ASSEMBLEA CDO 2011/ "Sulla strada della libertà": il video dell’incontro | pagina 2

ASSEMBLEA CDO 2011/ "Sulla strada della libertà": il video dell’incontro 

Protagonisti del cambiamento

Protagonisti del cambiamento:

Il momento storico che siamo chiamati a vivere pone agli occhi del mondo importanti e complessi interrogativi politici ed economici. Questi, però, hanno una radice comune di natura eminentemente culturale. La globalizzazione sregolata, l’esplodere delle contraddizioni del mercato finanziario e l’insopportabile indebitamento di tanti Stati, per citare tre tra i più grandi “mali” dell’economia occidentale, pur nelle loro diversità e articolazioni, dipendono da un problema antropologico: il volere tutto subito, senza nessuna relazione con il bene degli altri.

Questa promozione di un individualismo istituzionalizzato, sempre più sfrenato, ha negato contro ogni ragione qualsiasi interdipendenza fra gli uomini e si è mostrata irresponsabile verso le future generazioni. Eppure non si tratta in prima istanza di un problema morale, è un problema della ragione: è contro l’evidenza negare la relazionalità come elemento essenziale della vita umana ed è contro la ragione non ammettere che la ricerca del profitto e del potere a tutti i costi affligge il desidero di verità e di giustizia che ognuno porta dentro di sé.

I problemi politici ed economici che oggi dobbiamo affrontare nascono dunque da un tradimento del desiderio umano e delle sue esigenze originali. Per questo oggi siamo di fronte a una scelta: o essere schiavi degli eventi sempre più imprevedibili e incerti, cercando di inserirci nei diversi tentativi di vecchie o nuove egemonie politiche ed economiche, oppure essere protagonisti di un cambiamento, vivendo e promovendo il lavoro e le opere come espressione di un’esperienza umana diversa, autentica, come soggetti che aprono dentro questa società spazi per una nuova socialità.

Ecco perché la crisi politica culminata con la nascita del nuovo Governo può e deve trasformarsi in un’opportunità di crescita e di rinascita per l’Italia. Ma questo potrà accadere solo se ogni componente della società civile saprà svolgere il suo compito in questo delicatissimo passaggio. Tanta debolezza della politica e tanta inefficacia degli interventi della Pubblica amministrazione dipendono proprio dal fatto che nel Paese la società si è come atomizzata e quindi si è molto indebolita sebbene spesso sia proprio lo Stato a relativizzare o addirittura ostacolare le iniziative delle persone e dei corpi intermedi. Occorre ricordarsi proprio in questi tempi, dove tanti guardano alla politica con un’attesa quasi messianica, che lo Stato dipende da presupposti che esso stesso non è in grado di creare e che si generano nella società stessa. Più società fa bene allo Stato, sempre...................


giovedì 17 novembre 2011

IMPRESECHERESISTONO

IMPRESECHERESISTONO:

CHICAGO BLOG » Spot antievasione: per la legge italiana, lo stato ha licenza di mentire

CHICAGO BLOG » Spot antievasione: per la legge italiana, lo stato ha licenza di mentire:

..................Peccato che sotto questa etichetta si annida un messaggio propagandistico che tende a colpevolizzare in modo anatemico il contribuente inadempiente, sollevando da ogni responsabilità chi ha gonfiato il debito pubblico, la spesa pubblica e la pressione fiscale provocando lo stato attuale di crescita zero e rischio di default................

lunedì 14 novembre 2011

Mi vergogno di essere italiana

 Sr. Maria Gloria Riva,...................Raccolgo le voci di tutti gli indignati, a destra e a sinistra. Raccolgo la voce di tutti quelli che si sentono ancora italiani, del nord del centro e del sud. Non di quelli che celebrano una bandiera perché fa comodo al potere di turno, ma di quelli che la bandiera la onorano davvero, con l’esemplarità della loro vita, l’impegno lavorativo sincero, la dedizione al loro stato di vita. Sì, voglio raccogliere la voce di questi, una folla sterminata, credetemi, sterminata e trasversale e se non fossi una monaca vorrei gridare: facciamo il partito degli educati. Ma che dico? In memoria di Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e religiosa (e alla faccia di chi dice che i preti e le suore dovrebbero stare tra le quinte - solo naturalmente quando vogliono loro), lo voglio proprio gridare: Facciamo il partito degli educati! Di quelli che per difendere i propri diritti non devono per forza parlar male di qualcuno, di quelli che per realizzare cose buone per il proprio paese non devono far ricorso ad intercettazioni e porno story. Di quelli che ancora credono nell’onestà intellettuale, nel valore profondo della politica come mezzo per esprimere l’amore alla propria terra, alla propria cultura alla propria dignità.
Voglio raccogliere tutte queste voci e invitarle a dissociarsi, pubblicamente da questi e altri gesti simili, dalle ultime scene romane nere e rosse, e di altri possibili colori. Vogliamo essere governati da uomini e non da adolescenti che usano della politica per mascherare le loro capricciose velleità.
Vi prego aiutiamoci a difendere il nostro diritto di essere finalmente italiani!...............

martedì 8 novembre 2011

Comprando prodotti made in China si alimenta il regime cinese | Laogai

Comprando prodotti made in China si alimenta il regime cinese | Laogai: " ..............Alessandro Pagano deputato Pdl intervistato da Radio radicale afferma che l’Occidente e l’Italia in particolare continuano a fare finta che nulla stia accadendo e continuano ad intrattenere lucrosi (per loro) rapporti economici con la Cina e tollerano la concorrenza sleale delle fabbriche lager e truffaldine dei nostri distretti produttivi"......................... “Lo sanno i cittadini italiani che quando acquistano certe merci a buon mercato alimentano il lavoro schiavistico praticato nella Cina neopostcomunista e lo sfruttamento disumano di manodopera clandestinamente attiva nel nostro Paese? Lo sanno che scegliendo certa apparente convenienza condannano al lavori forzati milioni d’innocenti, relegano a una vita subumana un numero enorme di disperati e favoriscono una mafia pericolosissima? Lo sanno che così facendo pagano di tasca propria l’unico esempio storico di perestrojka riuscita, cioè la sopravvivenza per camouflage e frode di un regime liberticida che altrimenti la storia avrebbe spazzato da tempo? E che usando così i propri sacrosanti e sudati denari aiutano i falsari a beffare il “made in Italy”, insomma si tirano la zappa sui piedi?” Per sottolineare il grave problema alcuni deputati italiani bipartisan hanno sottoscritto una proposta di legge unica al mondo: vietare l’importazione e il commercio di merci prodotte mediante manodopera forzata e in schiavitù. Primi firmatari gli on. Pagano, Sposetti, Moffa, Cimadoro, Polledri, Volontè, Calgaro. La legge è stata presentata nella Sala Stampa della Camera dei deputati insieme al noto dissidente cinese Harry Wu, 19 anni di lavoro forzato in Cina, presidente della Laogai Research Foundation di Washington la quale ha offerto la propria expertise per la redazione del testo di legge attraverso il suo ramo italiano (www.laogai.it), diretto da Toni Brandi. In Cina esiste una vastissima rete di almeno 1400 campi dove milioni di persone vengono quotidianamente costrette a lavorare anche fino a 18 ore al giorno per il puro vantaggio economico del regime e di numerose imprese sia cinesi sia internazionali che lì investono indisturbate. Per contro, la Cina applica, contravvenendo agli accordi raggiunti in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio, forti dazi sulle importazioni, come nel caso del settore automobilistico e del comparto agro-alimentare.........

domenica 6 novembre 2011

sos lavoro: a rischio estinzione molti lavori dell'artigianato e dell'agricoltura | CGIA MESTRE

sos lavoro: a rischio estinzione molti lavori dell'artigianato e dell'agricoltura | CGIA MESTRE:

A lanciare l’sos è la CGIA di Mestre: nei prossimi 10 anni sono a rischio estinzione molte professioni manuali dell’artigianato e dell’agricoltura che potrebbero comportare la perdita di almeno 385.000 posti di lavoro.

Quali sono le principali esperienze lavorative che rischiano di scomparire ? Secondo l’elaborazione degli artigiani mestrini, la lista include gli allevatori di bestiame nel settore zootecnico, i braccianti agricoli e una sequela di mestieri artigiani come i pellettieri, i valigiai, i borsettieri, i falegnami, gli impagliatori, i muratori, i carpentieri, i lattonieri, i carrozzieri, i meccanici auto, i saldatori, gli armaioli, i riparatori di orologi e di protesi dentarie, i tipografi, gli stampatori offset, i rilegatori, i riparatori di radio e Tv, gli elettricisti, gli elettromeccanici, addetti alla tessitura e alla maglieria, i sarti, i materassai, i tappezzieri, i dipintori, gli stuccatori, i ponteggiatori, i parchettisti e i posatori di pavimenti.

Infine, in questa mappa delle principali professioni a rischio estinzione, troviamo anche delle figure professionali più “generiche” come gli autisti, i collaboratori domestici, gli addetti alle pulizie, i venditori ambulanti, gli usceri e i lettori di contatori.

Come si è giunti alla mappatura di queste categorie ? Innanzitutto la CGIA ha calcolato il numero di occupati presenti oggi nelle principali professioni manuali compresi nella fascia di età che va tra i 15 ed i 24 anni e in quella tra i 55 ed i 64 anni.

Dopodichè ha misurato il tasso di ricambio, riuscendo così a stilare una prima graduatoria per mestieri. Infine ha stimato il numero delle figure che, presumibilmente, verranno a mancare nei prossimi 10 anni per ciascuna attività (*).

“Premesso che non siamo in grado di prevedere se nei prossimi anni cambieranno i fabbisogni occupazionali del mercato del lavoro italiano – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – siamo comunque certi di tre cose. La prima: fra 10 anni la grandissima parte degli over 55 censiti in questa mappa lascerà il lavoro per raggiunti limiti di età. La seconda: visto il forte calo delle nascite avvenuto in questi ultimi decenni, nel prossimo futuro si ridurrà ancora di più il numero dei giovani che entreranno nel mercato del lavoro, accentuando così la mancanza di turn-over. La terza: se teniamo conto che i giovani ormai da tempo si avvicinano sempre meno alle professioni manuali, riteniamo che il risultato ottenuto in questa elaborazione sia molto attendibile.”....................

lunedì 31 ottobre 2011

Imprenditore nudo per protesta: «Lavorare qui è impossibile» - Corriere del Veneto

Imprenditore nudo per protesta: «Lavorare qui è impossibile» - Corriere del Veneto:


Imprenditore nudo per protesta: «Lavorare qui è impossibile»

Titolare di un marchio sportivo compra una pagina. Costi, incentivi, credito: «Le aziende fuggono»

La pagina acquistata da Enrico Frare
La pagina acquistata da Enrico Frare
TREVISO — Diciotto anni dopo Luciano Benetton, un altro imprenditore trevigiano si mostra come mamma l’ha fatto sui giornali. Ma stavolta non si tratta di pubblicità ma di una protesta. Quella di Enrico Frare, imprenditore 37enne di Conegliano, che ha acquistato domenica una pagina sul Corriere della Sera. «Ogni giorno in Italia un imprenditore rischia di rimanere in mutande», recita lo slogan accanto al corpo senza veli dell’ex manager nel settore retail, oggi patron della «E-group», proprietaria della «Colle» di Crocetta del Montello, produttrice di abbigliamento sportivo invernale, acquisito a gennaio dalla Confezioni Crocetta, piegata dai debiti. «Per chi come me cerca di portare avanti il made in Italy - dice Frare - la situazione non è più sostenibile. C’è chi mi chiede perché non delocalizzo: ma io voglio investire qui».

giovedì 27 ottobre 2011

DOCUMENTO CL/ Barcellona: solo un'amicizia ci salva dalla "società contabile" | pagina 4

DOCUMENTO CL/ Barcellona: solo un'amicizia ci salva dalla "società contabile" | pagina 4:...............

"Io non sono così persuaso che la mera rivendicazione di beni comuni autogestiti dagli utenti possa tramutarsi rapidamente in nuove istituzioni della società e dell’economia, ma sono però fermamente convinto che ridurre gli spazi della mercificazione, impedire che il mercato diventi l’unico luogo dove gli uomini si incontrano, dove, come scrive Milton Freedman, le merci si scambiano senza che gli uomini debbano parlare e parlarsi, può introdurre una controtendenza rispetto all’attuale pretesa delle classi dominanti di trasformare tutti gli esseri umani in valori monetari proponendo così un’assurda società regolata unicamente dal criterio contabile dei costi e benefici..........
"

'via Blog this'

lunedì 24 ottobre 2011

VATICANO – G20 Vaticano: un’autorità mondiale per un’economia che abbandoni “l’idolatria del mercato” - Asia News

VATICANO – G20 Vaticano: un’autorità mondiale per un’economia che abbandoni “l’idolatria del mercato” - Asia News:

Città del Vaticano (AsiaNews) – La crisi economica che il mondo sta vivendo mostra l’esigenza di tornare a suordinare la finanza alla politica “che ha il fine di preoccuparsi del bene comune”: a tale scopo il Vaticano propone la creazione di una nuova autorità finanziaria mondiale che “regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari”, coinvolgendo i Paesi emergenti e quelli in via di sviluppo.

La proposta della creazione di una “Autorità pubblica a competenza universale” è contenuta in una nota del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, presentata questa mattina, nell’approssimarsi della riunione del G-20, in programma il 3 e 4 novembre prossimi, a Cannes, in Francia.

Il documento che, come ha detto il presdente del Pontificio consiglio, card. Peter Kodwo Appiah Turkson, ha i suoi “cardini nel sacro valore della dignità dell’uomo e nella ricerca del bene comune”, tratteggia anche “alcune tappe e caratteristiche del cammino da percorrere”. Tra queste: l’istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, la richiesta di riflessione sulle forme di ricapitalizzazione delle banche, anche con fondi pubblici, “condizionando il sostegno a comportamenti virtuosi e finalizzati a sviluppare l'economia reale” e non la speculazione...........

venerdì 21 ottobre 2011

Il colpo è al cuore dell'Europa intera - Il Sole 24 ORE

Il colpo è al cuore dell'Europa intera - Il Sole 24 ORE:


..........L'Italia cresce poco o nulla da oltre un decennio ma di questi tempi, con il costo del rifinanziamento del debito pubblico alle stelle e un debito/Pil che non riesce a schiodarsi dal 120%, i vecchi problemi legati alla perdita di competitività sono esplosi, sono divenuti estremamente destabilizzanti e andranno corretti in fretta: hanno già contribuito al declassamento del rating sovrano italiano (uscito malamente dalla categoria della doppia 'A') da parte di Standard & Poor's, Moody's e Fitch e hanno allontanato gli investitori stranieri dai BTp. L'Italia è il più grande emittente di titoli di Stato nell'Eurozona, ha un calendario di aste fittissimo denominato in centinaia di miliardi di euro l'anno e la Bce deve intervenire sul secondario in maniera decisa (anche se gli acquisti non sono massicci) per frenare l'ascesa dei rendimenti dei titoli di Stato italiani a media-lunga scadenza. di Isabella Bufacchi.....................
'via Blog this'

sabato 15 ottobre 2011

“Padroni” e operai in piazza: “Marciamo insieme per non morire” | Generazione Pro Pro

“Padroni” e operai in piazza: “Marciamo insieme per non morire” | Generazione Pro Pro: "di Fabio Savelli

ROVIGO – Non è un caso, forse, che il segnale arrivi proprio dal nord-est. E da quel Polesine che la storia ricorda messo in ginocchio dall’alluvione del 1951. Come dire: «Siamo qui anche ora in ginocchio, ma uniti e pronti a rialzarci». Certo questa volta non è una calamità naturale ad animare la passione civile del Rodigino.

Ma la Grande Crisi – le cui lancette potremmo farle partire da fine 2008 – può essere comunque assimilato a un cataclisma epocale. «Che richiede risposte altrettanto epocali e configura nuovi blocchi sociali», dice Gian Michele Gambato, presidente degli industriali rodigini. Nuovi blocchi sociali fino a dieci anni fa impensabili per l’evoluzione del Novecento industriale."...........................

'via Blog this'

La lettera – “La mia azienda chiude per colpa dell’usura di Stato” | Generazione Pro Pro

La lettera – “La mia azienda chiude per colpa dell’usura di Stato” | Generazione Pro Pro:


........... "In questi anni , con spirito di abnegazione e responsabilità, ho onorato le scadenze ed i pagamenti. Circa un anno fa, spese e costi non prevedibili, mi hanno costretto a saltare una rata, e da quel momento la allora rata di settemila(7.000) euro, l’unica insolvente dall’inizio di questa nefasta vicenda, tra interessi di mora ed oneri di diversa natura sono diventati,nel giro di circa 10 mesi, trentaquattromila (34.000) euro a causa di sanzioni che sono cresciute di mese in mese diventando cinque volte superiori alla cifra iniziale."...............

'via Blog this'

venerdì 14 ottobre 2011

Le economie emergenti e la decadenza (dell’Occidente)? | Generazione Pro Pro

Le economie emergenti e la decadenza (dell’Occidente)? | Generazione Pro Pro:

......... "Il suo è un testo affascinante, che indaga sull’agonia del “gigante che non voleva morire” (l’impero romano) indicandone soprattutto le cause economiche. Queste teorie sulla decadenza sono state tacitate dal trionfo USA nella seconda guerra mondiale, e in generale dall’imperialismo americano che ristabilì la convinzione che il mondo occidentale, tutt’altro che moribondo, stesse stabilendo il proprio primato economico e politico sull’intero pianeta."......................

'via Blog this'

martedì 11 ottobre 2011

L’eurocapitolazione sulle banche | Phastidio.net

L’eurocapitolazione sulle banche | Phastidio.net:

«Non può esserci un problema di liquidità per il sistema bancario europeo» – Jean-Claude Trichet, 30 agosto 2011

«Le banche europee sono oggi significativamente meglio capitalizzate rispetto ad un anno fa» – Olli Rehn, commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, 30 agosto 2011

«Il settore bancario in Europa necessita di una ricapitalizzazione, questo è parte del nostro messaggio…decisioni devono essere prese e prese molto rapidamente, mi aspetto che questa decisione sia presa il più rapidamente possibile» – Jean-Claude Trichet, 11 ottobre 2011

Quindi diciamo che non era un problema di liquidità e/o che il mondo è radicalmente cambiato negli ultimi quaranta giorni. Forse. Oppure che Christine Lagarde aveva ragione. Come che sia, un altro chiodo nella bara della credibilità europea.

domenica 9 ottobre 2011

Cgia: imprese soffrono, e' boom insovenze banche - Economia - ANSA.it

Cgia: imprese soffrono, e' boom insovenze banche - Economia - ANSA.it: "Le imprese soffrono e crescono le insolvenze bancarie che nel giro di un anno hanno avuto una impennata del 40%.

A fine luglio l'ammontare complessivo delle somme non restituite alle banche italiane ha superato i 74,5 mld di euro, con una crescita rispetto allo stesso mese dello scorso di 21 mld. A fornire il quadro delle difficolta' ancora presenti nel settore impresa e' la Cgia di Mestre, indicando anche le regioni a maggior sofferenza, dove cosi' diventa piu' alto il rischio del ricorso a finanziamenti illegali per continuare a sopravvivere."

'via Blog this'

venerdì 7 ottobre 2011

La lezione di Steve Jobs

La lezione di Steve Jobs:

.........Circa la terza storia raccontata quel giorno, quella della malattia, si abbandonò a dei pensieri sulla morte: “Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore […]. Il vostro tempo è limitato per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro […]. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare”.

Ed è così che il bambino adottato, il giovane non laureato, l’imprenditore dato per finito, diventò quel che “doveva” diventare: non solo il genio tecnologico della nostra epoca, non solo l’ineguagliato creatore di forme del nuovo; ma soprattutto il leader, forse involontario, di un umanesimo così amichevole che ci mancherà.



giovedì 29 settembre 2011

A DEFLAZIONE, LA DEBT DEFLATION SIA CON VOI!

da   ICEBERGFINANZA di A. Mazzalari


Quando nel 2006 incomincia a percorrere l'America in lungo e in largo, il mondo dei blog americani, avevo ben in mente che per comprendere la tempesta perfetta che stava per arrivare, la depressione economica ed immobiliare  avrei dovuto andare sul posto, tra la gente, frugando non tra le fonti ufficiali ed il mainstream ma tra professionisti che avevano deciso di mettere la loro professionalità liberamente a disposizione della gente.

Non era facile ma era fondamentale comprendere dove stava la verità e la professionalità in un mondo di gatti e di volpi, tutti capaci di replicare le cinque monete d'oro nel campo dei miracoli.

Molti mi hanno chiesto perchè seguivo esclusivamente le vicende americane e poco quelle italiane. La tempesta perfetta è nata in America ed in America finirà. Ora avete la risposta, la risposta è in corso da quattro anni e molto tempo manca per averne una definitiva.

Ebbene nel blogroll di Icebergfinanza potete trovare i grandi protagonisti di questa crisi i maggiori interpreti, al punto tale che ben otto dei blog finiti due anni più tardi nei primi dieci della classifica mondiale erano costantemente seguiti nel nostro viaggio.

Importante inoltre è stato frugare oltre le solite salse keynesiane o monetariste, altre le salse bocconiane nostrane, scovando interpreti della storia dimenticati e purtroppo troppo spesso trascurati nelle università nostrane e mondiali come Irving Fisher e Minsky, scoprire studiare ed elaborare la DEBT DEFLATION e il MINSKY MOMENT è stato fondamentale come la storia e lo studio delle grandi crisi del passato, un passato che quando si dimentica, ritorna inesorabile!....................................................................................................................
Le inutili asset inflation, il volo delle materie prime, il quotidiano sequestro del potere di acquisto non sono inflazione sono solo  la più imponente frode del sistema economico e finanziario come drenare ricchezza creando inutili bolle e speculazioni finanziarie.......Prosegui 

mercoledì 21 settembre 2011

L’esperto: vi spiego perché la Borsa ha “ignorato” Standard & Poor’s

...........Siccome nei prossimi giorni è abbastanza facile prevedere giornate di passione sull’asse Berlino-Atene passando per New York (la Grecia senza nuovi aiuti da metà ottobre non paga più pensioni e dipendenti pubblici).........................

mercoledì 14 settembre 2011

Sapelli: vi spiego il gioco dei "poteri forti" che comandano la crisi

............L’ultimo requisito statualistico che rimane è quello dell’imposizione fiscale, con le conseguenze devastanti a fronte dell’impossibilità di stabilire statualisticamente le controprestazioni, con la devastazione della legittimazione dello Stato medesimo a fronte del costo pagato dai cittadini per via dell’imposta: dove la repressione fiscale è l’altro vero volto della crisi economica mondiale in corso......................

giovedì 25 agosto 2011

A noi ragazzi funzionò ( del 10 ottobre del 2009 )

Un po’ di anni fa, più o meno nel 1979/80 con alcuni amici del Kibbutz Pub,(con due b) organizzammo uno straordinario bluff in un piccolo paese della provincia palermitana. Un set cinematografico completamente fasullo fu montato nella piazza principale. Tutto era finto, dal regista alle macchine da presa, agli attori, soltanto le comparse erano vere, o così credeva chi scelto tra i soggetti fisiognomicamente più efficaci, si accalcava  già dal primo mattino, in attesa dell’evento straordinario.  Alcuni dei finti attori, insieme al presunto produttore e al regista erano andati, infatti alcuni giorni prima, negli uffici del Comune per  far chiudere la piazza al traffico e  ricevere supporto logistico dai Vigili Urbani così da girare le  scene del film, senza automobili o altri inconvenienti. Tutti i maschi del paese si erano recati in piazza di buon'ora, per ammirare la protagonista, tra le nostre amiche, la più bella e giovane bionda, che con aria di chi ha preso l’oscar all'ultimo Festival del cinema, ancheggiava voluttuosa dentro una vera e morbida pelliccia.

 Tutti i negozi delle zona  non avevano alzato saracinesca e oggi a distanza di anni, penso che  avessero scoperto la falsa messa in scena, ci avrebbero fatto  passare un brutto quarto d’ora. Fortunatamente andò tutto liscio, girammo per finta la scena del bacio appassionato tra i due protagonisti, il classico scippo della borsa con la vespa 50 e relativa caduta della scippata. Fu una mattinata memorabile si divertirono soprattutto gli abitanti del paese, gratificati per avere assistito alla recitazione convinta e appassionata anche di alcuni dei loro concittadini.

E'  un episodio della mia giovinezza,  che fa capire quanto può sembrare  vero o autentico, ciò che non lo è, ma quella volta fu soltanto una ragazzata ingenua,dove si divertirono tutti e soprattutto senza conseguenze.
Oggi queste messe in scena accadono quotidianamente in economia e   in politica con la complicità, forse non sempre voluta, dei mass media e di una sorta di potere occulto che indica dove rivolgere lo sguardo.  Si sente dire, ad esempio che la ripresa è alle porte, anzi che l’Italia è in testa per l’aumento della produzione nell’ultimo trimestre, con ben il 7% in più. Anche negli altri paesi europei si registra lo stesso andamento e spero  sia veramente così. Una cosa  non mi torna, come altre volte,  la disoccupazione aumenta e la soglia della povertà cresce e investe oggi in Italia tre milioni di persone. 

Alcuni imprenditori, proprio ieri hanno iniziato lo sciopero della fame a Piobesi Torinese,  mi ritrovo intorno artigiani e commercianti in forte sofferenza, o che hanno già chiuso bottega, senza andare tra i precari della scuola, i senza lavoro dei “tempi andati” che non contano nulla, i giovani in cerca di prima occupazione, l’ascensore sociale in discesa da anni, il territorio devastato che frana sulle case e sulla gente ecc.ecc. 
Per evitare che si possa pensare a suggestione collettiva, un dato numerico che deriva dall’INPS, denuncia che a fronte di un presunto introito di circa 270 milioni, quelli incassati dall’ente sono stati in Sicilia soltanto 180, mancano 90 milioni dalle imprese che non ce la fanno più a pagare. Purtroppo, su di loro si abbatterà la scure della Serit Sicilia (l'analoga di Equitalia) che già purtroppo anch’io ho avuto modo di conoscere. 

Questa è la realtà, ma per chi vuole c’è ancora il ballo nel salone delle feste del Titanic.

La logica porta ad un’ipotesi del genere, è ovvio che vanno mediaticamente sottolineati e diffusi capillarmente i segnali positivi, anche se de-relativizzati, leggete a tal proposito l’articolo di M. Fortis Il - Balletto delle statistiche -, ma chiunque ha un po’ di sale in zucca, deve sapere che l’Europa si trova oramai stretta dalla tenaglia tra America e Cina. Non si possono mandare segnali troppo negativi, sarebbe il collasso,le borse così forse saliranno, e anche le azioni della Fiat,o i titoli bancari.  Cinesi e  Americani(gli investitori) devono avere l’impressione che in Europa tutto vada a gonfie vele, sennò i mercati crollano e nessuno ci rifinanzia il nostro debito pubblico) 

La messa in scena deve funzionare. A noi ragazzi, funzionò. Oggi non ci scommetterei.

lunedì 15 agosto 2011

Fra gli squali della speculazione e il dragone rosso – lo Straniero

Fra gli squali della speculazione e il dragone rosso – lo Straniero: "un potere finanziario selvaggio, anonimo e privo di vere regole e vincoli, favorito da dispositivi finanziari e tecnologie informatiche devastanti, che è capace di puntare a colossali guadagni speculativi mettendo in ginocchio interi stati."

domenica 7 agosto 2011

Finanza e derivati otto volte più forti dell'economia reale - Il Sole 24 ORE

Finanza e derivati otto volte più forti dell'economia reale - Il Sole 24 ORE


Quando i politici ribadiscono che l'attacco all'Europa e all'Italia è ingiustificato perché i fondamentali economici sono sani, ricordano un po' il vecchio Priamo. Anche il mitologico re di Troia pensava che le mura della sua città fossero forti per resistere all'attacco degli achei. E in effetti lo erano: il problema è che un gigantesco cavallo di legno, con l'inganno, le varcò comunque. Oggi il rischio è lo stesso: i moderni cavalli di Troia non sono più di legno e hanno nomi ben meno mitologici: si chiamano credit default swap, spread, Etf, Borse, derivati, volatilità. Ma rischiano di avere lo stesso effetto distruttivo: insinuarsi nell'economia reale e, alla lunga, minarne le fondamenta. Come cavalli di Troia. O, per cambiare paragone, come Ufo pronti ad invadere la Terra.

Il motivo è presto detto: sono, come si vede nella grafica, molto più grandi dell'economia reale. Se il Prodotto interno lordo del mondo intero nel 2010 è stato di 74mila miliardi di dollari, la finanza lo surclassa: il mercato obbligazionario mondiale vale 95mila miliardi di dollari, le Borse di tutto il mondo 50mila miliardi, i derivati 466mila miliardi. Tutti insieme (e stiamo escludendo valute e quant'altro), questi mercati sono otto volte più grandi della Terra: della ricchezza prodotta da industrie, agricoltura, servizi. È per questo che, con mille meccanismi, riescono a condizionare con il loro isterismo il mondo reale. La teoria insegna che i mercati finanziari dovrebbero riflettere i fondamentali economici, ma non è più così: ormai li determinano...................

sabato 6 agosto 2011

GEOFINANZA/ Così la Bce condanna ancora l’Italia

C’erano davvero tutti all’importantissimo incontro di ieri tra governo e parti sociali. C’era la cooperativa dei pescatori di Posillipo, il club della porchetta di Ariccia e anche la Pro Loco di Calolzicorte. Trentasei delegazioni, vi rendete conto! Una riunione di condominio, altro che un incontro governo-parti sociali.
Signori, l’Italia è salva! L’Italia s’è desta! Dio mio che tristezza, che pochezza politica e morale ci offre questo Paese dove mercoledì alla Camera, mentre il premier ci regalava trenta minuti di nulla nella speranza di calmare i mercati, i deputati fremevano, trolley alla mano, per scappare a Fiumicino e andarsene in vacanza fino al 6 settembre.
Già, bontà loro hanno tagliato di una settimana le loro strameritate ferie, visto che lavorare tre giorni alla settimana stanca molto (ho lavorato alla Camera, quindi parlo con cognizione di causa quando dico che, salvo rare eccezioni, arrivano il martedì mattina e il giovedì pomeriggio alle 14 sono già impegnati a farsi chiamare un taxi, anzi noleggiare un’auto che fa più fine). Il bello è che fanno i finti stupiti e preoccupati per la montante ondata di anti-politica nel Paese, dove sei italiani su dieci quest’anno di ferie non faranno nemmeno un giorno.................

giovedì 9 giugno 2011

Il mercato teme lo scenario Lehman Brothers - Il Sole 24 ORE

Il mercato teme lo scenario Lehman Brothers - Il Sole 24 ORE: "Il primo riguarderebbe i credit default swap (Cds). Si tratta di polizze che servono proprio per assicurare gli investitori dall'insolvenza di un emittente di bond, come la Grecia. Ebbene: nel momento in cui fosse dichiarato il default, dovrebbero partire i rimborsi. E non si tratta di bruscolini: sulla Grecia esistono ‐ secondo la Dtcc ‐ 4.493 contratti di Cds che hanno un valore lordo di 78 miliardi e uno netto di 5 miliardi. Questo primo effetto negativo si sommerebbe al secondo: le banche di tutta Europa sono piene di titoli di Stato greci. Ne hanno in 'pancia' circa 161 miliardi. Il rischio è che, in alcuni casi, servano delle ricapitalizzazioni. Ma il vero problema sta nelle banche greche: hanno in portafoglio 44,5 miliardi di euro di titoli di Stato del proprio paese, pari a circa il 10% di tutti i loro attivi. Per loro la botta, dunque, sarebbe dura. Molto dura."

giovedì 26 maggio 2011

giovedì 28 aprile 2011

CHICAGO BLOG » Imprese che resistono – di Gerardo Coco

CHICAGO BLOG » Imprese che resistono – di Gerardo Coco


........Tre anni fa un piccolo numero di imprese del Piemonte guidate da un imprenditore piemontese, Luca Peotta, esasperate dal vampirismo fiscale costituì un movimento di protesta: Imprese Che Resistono (ICR). Resistere a che cosa? Appunto all’arbitrio tirannico del governo e della burocrazia statale, alla iniquità delle mutazioni legislative senza fine e a strumenti come Equitalia, creati per esercitare con maggior efficacia l’arte della rapina fiscale. In piena crisi, ICR chiedeva alle istituzioni misure eccezionali di sostegno per evitare un naufragio industriale senza speranza.

A questo movimento spontaneo ed apartitico che avanzava rivendicazioni imperniate su una fiscalità meno oppressiva e rinvii di pagamenti (sospensione degli acconti fiscali, iva per cassa, IRAP ed interessi da portare in piena detrazione, posticipo delle scadenze bancarie e previdenziali, regolarità dei pagamenti da parte della PA e delle grandi imprese) si unirono imprese da tutta d’Italia.........

FUORI DAL CORO « IMPRESECHERESISTONO

FUORI DAL CORO « IMPRESECHERESISTONO

giovedì 7 aprile 2011

Spero..


Sono sotto gli occhi di tutti i fatti recenti, tsunami nucleare in Giappone , Libia, Costa D'Avorio, naufraghi a Lampedusa,ma di tante altre tragedie non ne sappiamo nulla. Ci sono anche tragedie circoscritte, quelle familiari, di chi perde il lavoro ecc. Secondo me, ma è ovvio che molti lo direbbero, la tragedia umana più grave è la perdita delle speranza. Senza di questa non si vive più, e spesso mi chiedo, provando a immaginarmi nei panni ad esempio di un naufrago, che sa di dover morire di li a poco, come la speranza possa sostenerlo. Questo è ciò che mi interroga di più, e non basta leggere tutti le opinioni del mondo ad avere la risposta. Per chi crede in Dio, ma ci crede veramente, forse nel momento in cui la coscienza della vita ci abbandona, ci si lascia andare con fiducia, come si faceva da bambini, nelle braccia della madre, non vedo alternative di altro genere. La morte di tanti è la morte di tanti uno, non è diversa , fa solo più rumore o più notizia quando a morire sono 200 , o mille o trentamila come nello Tsunami, ma si muore sempre in uno, e forse quest'uno si potrebbe scrivere con l'U maiuscola , cambiando così totalmente il significato della frase. Vorrei e spero di non dover ascoltare più frasi sconnesse di alcuni politici in merito ai disperati che cercano una vita più dignitosa, non so come potremo aiutarli, ma forse qualcuno potrebbe guardare in ciò che sta accadendo, una occasione di rinascita dell'economia malata dell'occidente, che capisce solo i valori di borsa, di titoli bancari e non tiene conto delle persone, di tutte le persone , bianche, nere, verdi, gialle ecc. Chi dice che quest’economia è il meglio che siamo riusciti a inventare, è cieco, perché quanto accade nei paesi Africani e non solo, è conseguenza di quest’economia. Non ci sarebbero i morti nei barconi, e nemmeno i disoccupati o il Portogallo che vuole aiuti dalla UE perché allo stremo. Non ci sarebbero imprenditori suicidi, perché non sanno come trovare poche migliaia di euro da versare ad Equitalia. Spero che non nascano più nelle città soltanto centri commerciali sempre più enormi, che possa di nuovo partire l’economia locale, delle botteghe artigiane e dell’agricoltura. Spero che tutti abbiano un lavoro anche i Tunisini i Libici e gli Africani tutti, ma anche i Cinesi poveri, che sono milioni e non voglio sentir dire che non sono realista, perche il mondo va come deve andare. Spero e spero di poter sperare sino alla fine che finalmente ogni uomo capisca o veda nell’altro uomo se stesso e non qualcuno che si frappone al suo progetto del mondo come ha già deciso di organizzarlo a prescindere dall’altro uomo. Spero che oggi sia una giornata migliore…….Buona giornata e scusate il disturbo

mercoledì 23 marzo 2011

Le piccole e medie imprese non sono istituti di credito

Le piccole e medie imprese non sono istituti di credito


Ovvio? Non per tutti, se ImpreseCheResistono, comitato nato nel 2009 e che oggi conta 1500 aziende aderenti in tutta Italia, si sta impegnando per la rapida attuazione di una proposta di legge, la 3753, che stabilisce la certezza dei tempi di pagamento. “Il problema è più grave di quanto si creda – commenta Massimo Mazzucchelli, imprenditore di Besnate e rappresentante lombardo del comitato -. Infatti le fatture saldate a distanza di mesi rischiano di compromettere la sopravvivenza delle piccole e medie imprese e qualcuno ne ha già fatto le spese, chiudendo i battenti”.

Traducendo la questione in numeri, secondo un’indagine dell’European Payment Index 2010, si scopre che un imprenditore italiano per vedersi pagare una fattura deve pazientare in media 96 giorni, che salgono addirittura a 186 se ha a che fare con un ente pubblico. Dati sconcertanti soprattutto se confrontati con quanto accade in Europa, dove in media l’attesa cala, rispettivamente a 55 e 63 giorni. L’Italia, dunque, è il Paese europeo dove i creditori se la passano peggio. Considerando che, secondo lo stesso istituto di indagine, per effetto della crisi la quota nazionale di crediti superiori a novanta giorni è aumentata dal 25 per cento del 2008 al 32 per cento del 2010, si può comprendere la preoccupazione di ImpreseCheResistono: “Se pagata in ritardo la piccola impresa, che generalmente non può contare su abbondanti risorse proprie, rischia di restare priva di liquidità, impossibilitata a far fronte, per esempio, agli stipendi dei dipendenti, alla rata del mutuo per il capannone o del leasing del nuovo macchinario – denuncia Mazzucchelli -. Con il risultato di ritrovarsi i conti correnti bloccati dalle banche, a un passo dal fallimento. Oppure capita che, dopo un’estenuante attesa, al momento di saldare, il cliente contesti la fornitura e si rifiuti di pagare. A quel punto al piccolo imprenditore non restano che le vie legali, ma le lungaggini di un processo equivalgono, di fatto, ad una perdita”.......................

sabato 19 marzo 2011

Statuto delle imprese Approvato in aula il 15 marzo 2011



Norme per la tutela della libertà d'impresa. Statuto delle imprese.
Capo I
FINALITÀ E PRINCÌPI
Art. 1.
(Finalità).
      1. La presente legge definisce lo statuto delle imprese e dell'imprenditore al fine di assicurare lo 
sviluppo della persona attraverso il valore del lavoro, sia esso svolto in forma autonoma che 
d'impresa, e di garantire la libertà di iniziativa economica privata in conformità agli articoli 35 e 41 
della Costituzione. 
2. I princìpi della presente legge costituiscono norme fondamentali di riforma economicosociale della Repubblica e princìpi dell'ordinamento giuridico dello Stato ed hanno lo scopo di 
garantire la piena applicazione dello Small Business Act e la coerenza delle normative adottate 
dallo Stato e dalle regioni con i provvedimenti dell'Unione europea in materia di concreta 
applicazione del medesimo.
2-bis. In ogni caso sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle 
province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi dei rispettivi statuti speciali e delle relative 
norme di attuazione. 
      3. Nelle materie oggetto di competenza legislativa concorrente, ai sensi dell'articolo 117, terzo 
comma, della Costituzione, le regioni e le province autonome esercitano la potestà legislativa nel 
rispetto dei princìpi fondamentali di cui alla presente legge. 
4. Lo statuto delle imprese e dell'imprenditore, di cui alla presente legge, mira in particolare: 
          a) al riconoscimento del contributo fondamentale delle imprese alla crescita dell'occupazione 
e alla prosperità economica, nonché al riconoscimento dei doveri cui l'imprenditore è tenuto ad 
attenersi nell'esercizio della propria attività; 
          b) a promuovere la costruzione di un quadro normativo, nonché di un contesto sociale e 
culturale volto a favorire lo sviluppo delle imprese anche di carattere familiare;
  b-bis) a rendere più equi i sistemi sanzionatori vigenti connessi agli adempimenti a cui le 
imprese sono tenute nei confronti della pubblica amministrazione. 
          c) a promuovere l'inclusione delle problematiche sociali e delle tematiche ambientali nello 
svolgimento delle attività delle imprese e nei loro rapporti con le parti sociali; 
d) a favorire l'avvio di nuove imprese, in particolare da parte dei giovani e delle donne; 
e) a valorizzare il potenziale di crescita, di produttività e di innovazione delle imprese, con 
particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese; 
f) a favorire la competitività del sistema produttivo nazionale nel contesto europeo ed 
internazionale; 
g) ad adeguare l'intervento pubblico e l'attività della pubblica amministrazione alle esigenze 
delle micro, piccole e medie imprese nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie 
disponibili a legislazione vigente....................................continua

martedì 15 marzo 2011

Fusione del nocciolo: cosa comporta

.............................Nella storia, la fusione del nocciolo è avvenuta una sola volta, nel 1986 a Chernobyl, quando una procedura malaccorta mise fuori uso i sistemi di raffreddamento e controllo. Qualche anno prima, nel 1979 a Three Mile Island negli Usa, la fusione totale del nocciolo venne evitata all'ultimo momento (si fuse soltanto il 25 per cento). Nel caso di Chernobyl l'incidente fu di particolare gravità perché la centrale era a «cielo aperto», vale a dire che il nocciolo non era chiuso in una gabbia di contenimento. In genere il nucleo di una centrale nucleare è chiuso in un contenitore in acciaio, e quest'ultimo a sua volta è racchiuso in un pesante «cubo» di cemento armato. Quest'ultimo accorgimento a Chernobyl mancava, per cui quando esplosero i tubi degli impianti idraulici di rappreddamento in seguito alla pressione provocata dal calore eccessivo, ci fu una dispersione nell'atmosfera di grandi quantità di sostanze radioattive. Il cubo di contenimento dei reattori di Fukushima-1, invece, a quanto pare hanno resistito al terremoto. Il problema è che, nel caso il nucleo dovesse fondersi, i reattori si trasfomeranno in sarcofaghi perpetui in cui è chiusa una massa informe di metallo fortemente radioattivo, inavvicinabile e intrattabile. 

Questo, in pratica per l'eternità: occorrono milioni di anni perché la radioattività naturale dell'uranio si estingua naturalmente. Il rischio più grave è che, nel corso delle procedure per domare il reattore di Fukushima si verifichi qualche ulteriore incidente di tipo esplosivo, a causa della pressione soverchiante o dell'idrogeno che si sviluppa per reazioni incontrollabili, e che questo liberi nell'atmosfera grandi quantità di materiale radioattivo. Per questo, al fine di raffreddare il nocciolo, i giapponesi stanno ricorrendo a ogni mezzo possibile, compreso l'impiego di acqua di mare (assai rischioso, perché è altamente corrosiva). Se ci riusciranno, alla fine si avrà un vero e proprio monumento all'atomo: un grande cubo di cemento e acciaio dal cuore altamente radioattivo, che dovrà essere continuamente controllato per tema che non si fessuri o si rompa, provocando un disastro ambientale che è impossibile da quantificare.

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html