DISPERATI MAI - Radio 24
e banche non ci davano più ascolto, credevano in noi, ma non ci potevano finanziare, ci richiedevano di rientrare, lo stato si abbatteva su di noi con un "accertamento induttivo" senza alcunchè di prove dicendo che avevamo evaso! eppure avremmo dovuto pagare 500 mila euro!
ma qualcuno ci aveva mai visto? mai un giorno di ferie, mai un lusso, mai un viaggio in svizzera a depositare soldi extra (perchè non c'erano): venivamo accusati solo perchè (testuali parole di funzionario delle agenzia delle entrate, anche messo per iscritto !) tuttle le imprese edili sono solite fare così!!!
nel 2009 abbiamo provato di tutto: cercato finanziatori, messo in vendita proprietà, mandato mail e lettere a tutti (anche presidente della repubblica e consiglio) ma mai nessuno ci ha ascoltato o almeno detto: siamo con voi!
abbiamo lottato fino all'ultimo ma non ce l'abbiamo fatta: lottavamo per noi, per quello che avevamo fatto fino ad allora, per i nostri dipendenti e collaboratori, per i nostri clienti che avevamo massima fiducia e rispetto in noi, per i nostri figli, per la nostra italia.
abbiamo venduto le nostre case per fare gli ultimi sforzi pensando di cambiare qualcosa, ma non ce l'abbiamo fatta.
un'azienda che fatturava 10 milioni di euro l'anno , con 15-20 di media, con altrettanti collaboratori e con un indotto a cui davamo lavoro ad altre 100 persone per almeno 3-4 mesi l'anno. ..........
giovedì 31 maggio 2012
mercoledì 30 maggio 2012
venerdì 25 maggio 2012
http://icrl.wordpress.com/2012/05/24/24-maggio-2012-impresecheresistono-incontra-attilio-befera/
http://icrl.wordpress.com/2012/05/24/24-maggio-2012-impresecheresistono-incontra-attilio-befera/
COMUNICATO STAMPA
L’Agenzia delle Entrate incontra “Imprese che resistono”
Mano tesa ai piccoli imprenditori in difficoltà, al via i desk di ascolto
Si intensifica il dialogo fra l’Agenzia delle Entrate e le “Imprese che resistono”, il movimento nato per dar voce alle tante aziende italiane, soprattutto le piccole, più colpite dalla crisi economica. I vertici dell’Agenzia, infatti, hanno ricevuto nella sede nazionale di Roma dell’Amministrazione finanziaria il presidente dell’associazione, Luca Peotta, accompagnato da: Giorgia Frasacco, Antonella Lattuada, Danilo Marchetti e Marco Pomaro.
Nel quadro dell’attuale scenario economico, l’incontro si propone di rafforzare il canale di comunicazione, avviato nelle scorse settimane, per garantire punti d’ascolto sull’intero territorio nazionale.
Con l’obiettivo di fornire una risposta rapida ed efficace alle situazioni più complesse e critiche, nei prossimi giorni sarà aperto un canale di dialogo diretto tra i referenti locali di “Imprese che resistono” e le Direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate.
Parallelamente, anche presso le direzioni regionali di Equitalia saranno aperti, nelle prossime settimane, analoghi desk di ascolto per le situazioni più complesse.
L’iniziativa si affiancherà al servizio già attivato da Equitalia “Sportello dedicato”, uno spazio cui il cittadino può rivolgersi per ricevere assistenza mirata, già aperto in dieci città e che sarà esteso a tutte le province entro l’estate.
Roma, 24 maggio 2012
Ufficio Stampa
Agenzia delle Entrate
Via C. Colombo, 426 c/d
00145 Roma
( 06 50545093 7 06 50762485
www.agenziaentrate.gov.it
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IL CASO/ L'artigiano: le tasse folli del Governo stanno facendo chiudere le nostre imprese
IL CASO/ L'artigiano: le tasse folli del Governo stanno facendo chiudere le nostre imprese
Le imprese artigiane costrette a chiudere o a lasciare gli operai in cassa integrazione protestano di fronte alla Prefettura di Torino. Sotto accusa soprattutto le misure del governo Monti, che per i manifestanti difende le banche e azzoppa le aziende a suon di tasse. Circa 50 gli imprenditori e i vertici delle associazioni di categoria scesi in piazza in rappresentanza delle 7mila aziende della provincia di Torino che hanno chiuso nel 2011. Ilsussidiario.net ha intervistato Giorgio Botta, presidente di Tecnital, un’impresa artigiana del capoluogo piemontese che realizza opere speciali e servizi complementari per l’edilizia.
Perché avete deciso di protestare di fronte alla Prefettura?".........
mercoledì 23 maggio 2012
IL CASO/ Italia, l’ultima "follia": se crei lavoro ti (tar)tassano
IL CASO/ Italia, l’ultima "follia": se crei lavoro ti (tar)tassano:
O si rendono conto che il livello di pressione fiscale sul lavoro e sul totale complessivo è insostenibile, oppure il Paese sta veramente avvitandosi su se stesso. Saltano fuori notizie relative ai 17 Paesi dell’Eurozona, ma si possono ricordare anche i Paesi dell’Ocse. Restiamo al momento nell’Eurozona per quanto riguarda la pressione fiscale sul lavoro. L’ennesima conferma arriva da Eurostat. Nel 2010, in base ai dati resi noti , il peso “implicito”, ovvero tasse più oneri sociali, dello Stato sul costo del lavoro è salito dal 42,3% del 2009 al 42,6%. L’Italia è “maglia nera”, è il Paese più tassato, il Paese che punisce addirittura il lavoro. Nei 17 Paesi dell’Eurozona il tasso medio è stato del 34%. E le prospettive sono tutt’altro che rosee: il peso del fisco sulle spalle degli italiani è destinato a crescere di quasi due punti percentuali, dal 45,6% al 47,3%. Questo dice l’Eurostat. C’è proprio la classifica. Il tasso di imposizione implicita (rapporto tra imposte e carichi sociali pagati sul reddito del lavoro e il costo del lavoro) vede prima l’Italia, poi il Belgio, quindi la Francia, l’Austria. I costi inferiori sono stati registrati a Malta, Portogallo, Bulgaria e Gran Bretagna.............
O si rendono conto che il livello di pressione fiscale sul lavoro e sul totale complessivo è insostenibile, oppure il Paese sta veramente avvitandosi su se stesso. Saltano fuori notizie relative ai 17 Paesi dell’Eurozona, ma si possono ricordare anche i Paesi dell’Ocse. Restiamo al momento nell’Eurozona per quanto riguarda la pressione fiscale sul lavoro. L’ennesima conferma arriva da Eurostat. Nel 2010, in base ai dati resi noti , il peso “implicito”, ovvero tasse più oneri sociali, dello Stato sul costo del lavoro è salito dal 42,3% del 2009 al 42,6%. L’Italia è “maglia nera”, è il Paese più tassato, il Paese che punisce addirittura il lavoro. Nei 17 Paesi dell’Eurozona il tasso medio è stato del 34%. E le prospettive sono tutt’altro che rosee: il peso del fisco sulle spalle degli italiani è destinato a crescere di quasi due punti percentuali, dal 45,6% al 47,3%. Questo dice l’Eurostat. C’è proprio la classifica. Il tasso di imposizione implicita (rapporto tra imposte e carichi sociali pagati sul reddito del lavoro e il costo del lavoro) vede prima l’Italia, poi il Belgio, quindi la Francia, l’Austria. I costi inferiori sono stati registrati a Malta, Portogallo, Bulgaria e Gran Bretagna.............
lunedì 21 maggio 2012
CRISI GRECIA/ Voutsinos (Caritas): la gente è disperata e lo Stato ci lascia soli
CRISI GRECIA/ Voutsinos (Caritas): la gente è disperata e lo Stato ci lascia soli:
La Grecia della disperazione. Una situazione di collasso economico e umano che ha pochi precedenti nell'Europa degli ultimi sessan'anni e di cui non si vede ancora alcuno sbocco, anzi. Il Paese potrebbe uscire dalla Unione europea e dall'euro. Sarebbe la prima volta che uno Stato membro è costretto ad abbandonare la comunità, segno di un fallimento della comunità stessa. Alcune voci sostengono addirittura che si sarebbe già cominciato a ristampare la dracma. In questo quadro c'è chi cerca di fare, nel suo piccolo, anzi piccolissimo, qualcosa per aiutare. ..................
La Grecia della disperazione. Una situazione di collasso economico e umano che ha pochi precedenti nell'Europa degli ultimi sessan'anni e di cui non si vede ancora alcuno sbocco, anzi. Il Paese potrebbe uscire dalla Unione europea e dall'euro. Sarebbe la prima volta che uno Stato membro è costretto ad abbandonare la comunità, segno di un fallimento della comunità stessa. Alcune voci sostengono addirittura che si sarebbe già cominciato a ristampare la dracma. In questo quadro c'è chi cerca di fare, nel suo piccolo, anzi piccolissimo, qualcosa per aiutare. ..................
Fisco, conto salato ogni impresa pagherà seimila euro in più - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it
Fisco, conto salato ogni impresa pagherà seimila euro in più - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it:
Roma Fino a qualche settimana fa le preoccupazioni delle aziende si concentravano sul quanto in più avrebbero pagato al fisco quest’anno. Adesso, alla vigilia del principale appuntamento dell’anno con l’Agenzia delle Entrate, si sono spostate sul come e sul quando, perché aliquote e scadenze appaiono confuse come non mai per via del gran numero di riforme che si sono susseguite nelle ultime settimane e che incidono sulla tassazione delle imprese. «Oltre al danno la beffa — protesta Marino Gabellini, responsabile dei servizi tributari della Confesercenti — non solo per le imprese c’è un pesante aggravio, che ancora non riusciamo a quantificare. In più si dovranno anche sudare sette camicie per poter far fronte a tutti gli obblighi fiscali. E’ veramente assurdo che questo accada nel 2012 in Italia, uno dei Paesi più industrializzati nel mondo». Secondo i calcoli di Unindustria Bologna per far fronte a tutti i nuovi obblighi fiscali ogni impresa dovrà spendere dai 3000 ai 6000 euro, il costo di un impiegato dedicato a tempo pieno per uno o due mesi alla raccolta e all’invio dei documenti necessari. Si tratta di «vere e proprie tasse occulte, che drenano tempo e risorse preziose per chi sta cercando in tutti i modi di resistere alla crisi: con la stessa cifra potremmo pagarci l’Imu», denuncia Daniele Salati Chiodini, vicepresidente con delega alle politiche fiscali. Una provocazione? Niente affatto, assicurano all’ufficio politiche fiscali..........
Roma Fino a qualche settimana fa le preoccupazioni delle aziende si concentravano sul quanto in più avrebbero pagato al fisco quest’anno. Adesso, alla vigilia del principale appuntamento dell’anno con l’Agenzia delle Entrate, si sono spostate sul come e sul quando, perché aliquote e scadenze appaiono confuse come non mai per via del gran numero di riforme che si sono susseguite nelle ultime settimane e che incidono sulla tassazione delle imprese. «Oltre al danno la beffa — protesta Marino Gabellini, responsabile dei servizi tributari della Confesercenti — non solo per le imprese c’è un pesante aggravio, che ancora non riusciamo a quantificare. In più si dovranno anche sudare sette camicie per poter far fronte a tutti gli obblighi fiscali. E’ veramente assurdo che questo accada nel 2012 in Italia, uno dei Paesi più industrializzati nel mondo». Secondo i calcoli di Unindustria Bologna per far fronte a tutti i nuovi obblighi fiscali ogni impresa dovrà spendere dai 3000 ai 6000 euro, il costo di un impiegato dedicato a tempo pieno per uno o due mesi alla raccolta e all’invio dei documenti necessari. Si tratta di «vere e proprie tasse occulte, che drenano tempo e risorse preziose per chi sta cercando in tutti i modi di resistere alla crisi: con la stessa cifra potremmo pagarci l’Imu», denuncia Daniele Salati Chiodini, vicepresidente con delega alle politiche fiscali. Una provocazione? Niente affatto, assicurano all’ufficio politiche fiscali..........
TERREMOTO/ L'imprenditore: la mia azienda è distrutta, ma so che è un'occasione
TERREMOTO/ L'imprenditore: la mia azienda è distrutta, ma so che è un'occasione:
Sei morti, più di cinquanta feriti, circa tremila persone costrette ad abbandonare le proprie case. Il bilancio del terremoto che domenica notte ha colpito l’Emilia Romagna, con una successione di ben 75 scosse, è sempre più pesante. I danni economici al momento sono incalcolabili, tra case rase al suolo, chiese ridotte in macerie e spettrali campanili dagli orologi fermi alle 4.04. Nelle provincie di Ferrara, Modena e Bologna lo scenario che si presenta è apocalittico, apparentemente senza speranza.
Eppure c’è chi, pur nel dolore di aver perso tutto, senza nascondere l’angoscia con la quale si contano i danni e si pensa a quanto sarà difficile ricominciare, riesce a intravedere il senso di ciò che accade.
È la storia di Alberto Malagoli, imprenditore di San Felice sul Panaro, nel modenese. Il suo capannone, dotato di un forno di verniciatura di 100 metri quadri, a Massa Finalese, oggi è completamente distrutto. Un brutto colpo per un’azienda familiare che dà lavoro a 11 persone..............
Sei morti, più di cinquanta feriti, circa tremila persone costrette ad abbandonare le proprie case. Il bilancio del terremoto che domenica notte ha colpito l’Emilia Romagna, con una successione di ben 75 scosse, è sempre più pesante. I danni economici al momento sono incalcolabili, tra case rase al suolo, chiese ridotte in macerie e spettrali campanili dagli orologi fermi alle 4.04. Nelle provincie di Ferrara, Modena e Bologna lo scenario che si presenta è apocalittico, apparentemente senza speranza.
Eppure c’è chi, pur nel dolore di aver perso tutto, senza nascondere l’angoscia con la quale si contano i danni e si pensa a quanto sarà difficile ricominciare, riesce a intravedere il senso di ciò che accade.
È la storia di Alberto Malagoli, imprenditore di San Felice sul Panaro, nel modenese. Il suo capannone, dotato di un forno di verniciatura di 100 metri quadri, a Massa Finalese, oggi è completamente distrutto. Un brutto colpo per un’azienda familiare che dà lavoro a 11 persone..............
mercoledì 16 maggio 2012
CHICAGO BLOG » L’eurobradipo e il parallelo Monti-Schumpeter
CHICAGO BLOG » L’eurobradipo e il parallelo Monti-Schumpeter:
Oscar Giannino
Oscar Giannino
Attenti a credere che la Germania paghi tutto, per una volta rileggiamo Keynes. E attento Monti a non fare come Schumpeter, ministro “tecnico” delle Finanze nell’Austria del 1919 gravata dal debito pubblico: propose tasse e patrimoniale, e finì travolto lui col suo Paese. Tra le pistolettate.
Dissociate. Scisse. In armi l’una contro l’altra. L’Europa reale e l’Europa del male. L’economia reale di imprese e famiglie da una parte e quella dei soloni pubblici – governi e regolatori, ma anche sistema del credito e banche centrali – sembrano correre in direzione opposta. Ma sullo stesso binario. O si trova lo scambio giusto, nel poco tempo rimasto, oppure lo scontro e l’esplosione dell’euro sarà ancora più sanguinoso del suo doloroso preavviso, che si dipana da due anni e mezzo.
In Grecia, in Spagna, in Portogallo, in Italia. Quando 11 milioni di soli giovani sono senza lavoro, uno su due in Grecia e Spagna e uno su tre in Italia, quando da noi supera ormai le mille unità al mese il numero di aziende fallite, i tempi lenti e gli esiti inconcludenti dell’europolitica e l’autotutela del sistema bancario sono come due lame di una forbice. Che si chiude implacabilmente, trinciando continuità e sostenibilità di reddito e patrimonio di famiglie e imprese. E che scatena scenari politici sempre più fuori controllo, tra esasperazione e protesta. Senza che sia più facile distinguere...................
Bisogno di senso
Bisogno di senso:
.............L’impressione, però, è che in questo caso ci sia dell’altro. Diamanti fornisce, nel suo articolo, molti dati. Uno mi pare particolarmente interessante: nel 2005 il 25% degli italiani riteneva di far parte della classe medio-bassa, mentre oggi, a sette anni di distanza, la percentuale è salita al 58%. Io non capisco bene in che misura questo sentimento sia dovuto a un reale peggioramento della situazione (pensiamo alla disoccupazione giovanile nel nostro Paese) e in che misura sia dovuto, viceversa, al racconto che ce ne dà il mondo dell’informazione.
.............L’impressione, però, è che in questo caso ci sia dell’altro. Diamanti fornisce, nel suo articolo, molti dati. Uno mi pare particolarmente interessante: nel 2005 il 25% degli italiani riteneva di far parte della classe medio-bassa, mentre oggi, a sette anni di distanza, la percentuale è salita al 58%. Io non capisco bene in che misura questo sentimento sia dovuto a un reale peggioramento della situazione (pensiamo alla disoccupazione giovanile nel nostro Paese) e in che misura sia dovuto, viceversa, al racconto che ce ne dà il mondo dell’informazione.
Ma proprio nel modo di raccontare queste vicende, più ancora che nelle vicende stesse, noi scopriamo la radice del problema: una fragilità antropologica profonda, figlia di una cultura deviata, che ha fatto del lavoro l’unico fattore di coesione sociale, nonché l’unico significato della vita umana. Ne consegue che, perduto il lavoro, la vita non ha più senso............
martedì 15 maggio 2012
Il volto crudele della crisi
Il volto crudele della crisi:
Infophoto
Fernando De Haro
Il volto crudele della crisi
martedì 15 maggio 2012
Approfondisci
Il cuore e la Borsa, di D. Rondoni
Il metodo di Maria, di P. Colognesi
Pochi minuti dopo le 5, all’alba di domenica 13 maggio. La polizia, che ha aspettato pazientemente che finisse la manifestazione di Puerta del Sol, ha impedito a decine di “indignados” rimasti in piazza di accamparsi. Alcuni volevano ripetere la prodezza dell’anno scorso, quando erano diventati il punto di riferimento per tutti gli scontenti del mondo occidentale, gli ispiratori di “occupy Wall Street”.
Un anno dopo, le manifestazioni sono state molto numerose. Ma gli ordini ricevuti dalla polizia sono stati più precisi e si è evitata la “occupazione”. Un anno dopo, con il centrodestra al governo, la strumentalizzazione ideologica è più evidente. Ma un anno dopo la crisi, almeno in Spagna, si è mostrata più chiaramente e in maniera dura, quasi crudele. Ed è ormai evidente che l’Europa non è all’altezza e che le critiche al sistema economico e politico non possono essere prese alla leggera.
Le manifestazioni degli indignati sono coincise con l’approvazione della seconda manovra finanziaria del governo Rajoy e con la pubblicazione delle previsioni di primavera della Commissione europea. Il nuovo sforzo per sanare i conti delle banche ha messo in luce le cifre della bolla immobiliare. È inevitabile arrabbiarsi quando si scopre che ci sono 134 miliardi di euro di asset tossici: sono prestiti bancari ai promotori immobiliari che non saranno rimborsati. Causa molto dolore vedere le conseguenze di un insano modello economico di speculazione immobiliare, cui abbiamo partecipato quasi tutti, che ha corroso le istituzioni finanziarie, che richiede maggiore emissione di debito e che né questo, né il precedente governo hanno risolto per tempo.
lunedì 14 maggio 2012
Fiat: operai Termini Imerese occupano due banche - Cronaca - ANSA.it
Fiat: operai Termini Imerese occupano due banche - Cronaca - ANSA.it:
PALERMO - Un gruppo di operai della Fiat e dell'indotto ha occupato l'agenzia di Unicredit a Termini Imerese. I lavoratori sono entrati nell'agenzia in modo pacifico. La polizia tiene la situazione sotto controllo, i dipendenti della banca hanno interrotto al momento le operazioni. "Si tratta di una iniziativa simbolica per sensibilizzare le istituzioni a trovare una soluzione immediata per 2.200 operai e il sistema bancario a non irrigidirsi", dice il segretario della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone.
Mentre un centinaio di lavoratori sta occupando l'agenzia di Unicredit, un altro gruppo di operai della Fiat e dell'indotto ha occupato la filiale della banca Intesa San Paolo, che si trova a un centinaio di metri dall'altra sede bancaria, a Termini Imerese. Anche in questo caso la protesta si è svolta in maniera pacifica, sotto il controllo dei carabinieri.................
Il cuore e la Borsa
Il cuore e la Borsa:
di Davide Rondoni
.....Dice anche da dove provare a rifare il cuore. Lo ha detto lui, lo ha detto Arezzo con le sue magnifiche facciate, le sue opere di Piero della Francesca, i suoi palazzi, le sue vie, le sue belle campagne e pievi sperdute, le sue belle donne, le sue opere di carità, lo ha detto il Papa con tutta Arezzo intorno. Ha detto guardate la storia cristiana. Guardate dove c’era e dove c’è cuore. Perché il coraggio non ce lo si dà da soli. Lo si imita da qualcuno. Lo sa chiunque in battaglia (e questa è una battaglia). Lo si prende, lo si supplica con gli occhi. Lo si cerca nella malora. E lo si trova. Perché un cuore coraggioso lo trovi sempre se lo cerchi. Benedetto ci ha detto cosa si pu...........ò fare. Non ha fatto solo una predica. Lui e la splendida Arezzo hanno parlato chiaro. Ci hanno dato cuore.
di Davide Rondoni
.....Dice anche da dove provare a rifare il cuore. Lo ha detto lui, lo ha detto Arezzo con le sue magnifiche facciate, le sue opere di Piero della Francesca, i suoi palazzi, le sue vie, le sue belle campagne e pievi sperdute, le sue belle donne, le sue opere di carità, lo ha detto il Papa con tutta Arezzo intorno. Ha detto guardate la storia cristiana. Guardate dove c’era e dove c’è cuore. Perché il coraggio non ce lo si dà da soli. Lo si imita da qualcuno. Lo sa chiunque in battaglia (e questa è una battaglia). Lo si prende, lo si supplica con gli occhi. Lo si cerca nella malora. E lo si trova. Perché un cuore coraggioso lo trovi sempre se lo cerchi. Benedetto ci ha detto cosa si pu...........ò fare. Non ha fatto solo una predica. Lui e la splendida Arezzo hanno parlato chiaro. Ci hanno dato cuore.
"Difendete i giovani dalla crisi" Benedetto XVI ad Arezzo - Firenze - Repubblica.it
"Difendete i giovani dalla crisi" Benedetto XVI ad Arezzo - Firenze - Repubblica.it:
Arezzo - Si è alzato pochi minuti fa da San Sepolcro (Arezzo) l'elicottero che riporterà papa Benedetto XVI in Vaticano dopo la giornata trascorsa ad Arezzo. Nonostante il maltempo abbia fatto saltare la visita al santuario della Verna, il Papa rientra portando con sè il ricordo di una giornata intensa ma nel corso della quale ha rivolto importanti discorsi ai fedeli sia sui temi della crisi, che tocca da vicino le famiglie, sia sulla necessità, per i giovani, di ridare "fiducia e sale" alla politica.
A Sansepolcro il suo pensiero, pronunciato nella piazza Torre di Berta, è rivolto ai giovani: ""Abbiate il coraggio di osare", dice il Papa rivolto ai giovani. "Alla sfiducia verso l'impegno nel politico e nel sociale, i cristiani, specialmente i giovani, sono chiamati a contrapporre l'impegno e l'amore per la responsabilità, animati dalla carità evangelica, che chiede di non rinchiudersi in se stessi, ma di farsi carico degli altri. Ai giovani rivolgo l'invito a saper pensare in grande: abbiate il coraggio di osare! Siate pronti a dare nuovo sapore all'intera società civile, con il sale dell'onestà e dell'altruismo disinteressato. E' necessario ritrovare solide motivazioni per servire il bene dei cittadini". ...............
Arezzo - Si è alzato pochi minuti fa da San Sepolcro (Arezzo) l'elicottero che riporterà papa Benedetto XVI in Vaticano dopo la giornata trascorsa ad Arezzo. Nonostante il maltempo abbia fatto saltare la visita al santuario della Verna, il Papa rientra portando con sè il ricordo di una giornata intensa ma nel corso della quale ha rivolto importanti discorsi ai fedeli sia sui temi della crisi, che tocca da vicino le famiglie, sia sulla necessità, per i giovani, di ridare "fiducia e sale" alla politica.
A Sansepolcro il suo pensiero, pronunciato nella piazza Torre di Berta, è rivolto ai giovani: ""Abbiate il coraggio di osare", dice il Papa rivolto ai giovani. "Alla sfiducia verso l'impegno nel politico e nel sociale, i cristiani, specialmente i giovani, sono chiamati a contrapporre l'impegno e l'amore per la responsabilità, animati dalla carità evangelica, che chiede di non rinchiudersi in se stessi, ma di farsi carico degli altri. Ai giovani rivolgo l'invito a saper pensare in grande: abbiate il coraggio di osare! Siate pronti a dare nuovo sapore all'intera società civile, con il sale dell'onestà e dell'altruismo disinteressato. E' necessario ritrovare solide motivazioni per servire il bene dei cittadini". ...............
sabato 12 maggio 2012
Volantini
L’altro giorno, come ogni mattina, suonano al campanello. Io lavoro in uno studio-laboratorio a pianoterra, non chiedo mai chi sia, ma apro la porta e vedo chi è. Sino a un paio di anni fa i clienti, anche se non moltissimi, erano una percentuale calcolabile, oggi quasi sempre è il postino, che è una donna, o più spesso ragazzi o ragazze con un carrello, tipo quelli della spesa, che distribuiscono depliant pubblicitari di grandi catene commerciali. Alcuni di questi ragazzi sono laureati oppure stanno per farlo, ma l’altra mattina sono rimasto sorpreso quando chi aveva suonato, si è scusato per il disturbo, cosa non frequente non tanto per mancanza di gentilezza, ma per la velocità con cui questi giovani entrano ed escono dall’androne dopo aver lasciato un pacco, esagerato rispetto ai condomini, dove gli capita prima . Sono rimasto stupito, dicevo dalla gentilezza, ma per la verità la sorpresa è stata un’altra, questo ragazzo non era più tanto giovane, aveva capelli bianchi e sessantasette anni, me lo ha detto lui, dopo che mi ha raccontato che faceva questo lavoro per campare, la pensione 540 euro gli serviva per pagare l’affitto. Aveva lavorato 40 anni, ma di questi la metà a nero. Non si riteneva, questo signore, particolarmente sfortunato, ha una moglie che gli vuole bene, e la salute che gli consente di camminare e distribuire quei volantini che a tutti noi danno un po’ fastidio se ci intasano le cassette della posta. Non so se è la crisi, il sistema che non funziona più o l’euro che fallirà, ma la cosa peggiore è vedere la grande differenza di condizioni in cui vivono le persone, alcuni che di questa crisi ne sentono solo parlare, altri che l’hanno tutta addosso.
Disperati mai da Radio 24
Buongiorno a tutti, mi chiamo Enrico, prima di tutto grazie dello spazio che ci date.
Ho 62 anni, sono un artigiano tipografo che vive del suo lavoro da oltre trent'anni, ne ho passate tante fra crisi varie e denaro perso in fallimenti vari di qualche mio cliente, ho accumulato varie cartelle esattoriale fra le quali anche la mia INPS, ai dipendenti e fornitori ho sempre pagato tutti (magari in ritardo ma è stato fatto).
Ultimamente ho dovuto vendere una casetta per poter onorare la cartelle esattoriali accumulate, purtroppo i soldini sono finiti ed ho ancora delle cose da pagare, ho chiesto aiuto alle banche purtroppo ti chiudono le porte, avevo anche chiesto tempo fa la sospensione di un mutuo casa e la banca mi ha detto che la normativa non prevede la sospensione per gli artigiani (forse perchè siamo ricchi e furbetti?).
Non immaginavo proprio che quasi alla soglia della pensione avrei dovuto subire un crisi così forte e troppo lunga (e non è ancora finita) Questa volta e troppo dura, prego il Signore di illuminarmi su cosa inventarmi nel mio lavoro.
Grazie di avermi ascoltato, almeno mi sono sfogato un pò.
Cordialmente
Enrico
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Salve Oscar Giannino e Sebastiano Barisoni.
Mi chiamo Colombi Emanuele, ho 45 anni, "ho" una ditta di impianti elettrici. La mia storia è come tante altre. Sono " quasi " un ex imprenditore in quanto ho deciso di chiudere l'attività autonoma, anche se!?
Avevo 4 dipendenti, poi 3, poi 2, poi 1 , e poi , sono stato costretto a lasciare a casa anche l'ultimo. Ogni volta che davo a loro la " bella " notizia mi sentivo uno schifoso verme anche perchè la colpa non era la loro, ma di questo mercato, di questo stato che rimane indifferente ai veri problemi delle aziende ( quelle piccole e medie ). Purtroppo a partire dalla crisi e non ultima la pressione fiscale, sono state gambizzate le piccole aziende. Se avevo deciso di farla finita... si è un pensiero continuo specialmente nei momenti di sconforto, e quando suona il telefonino e vedo il numero della Banca. Il perchè non sono arrivato a tale gesto è subito detto, ho due figli Francesco di 15 anni e Alessia di 13 anni, e una moglie che dopo avergli manifestato il mio stato d'animo ( anche perchè ovviamente vive in prima persona il problema ed è molto difficile tenere nascoste certe cose ) è sempre pronta a darmi una mano ad attraversare quei momenti. Anche ai miei figli ho dovuto sbiegare il mio sato d'animo perchè più volte mi hanno visto piangere. E' due anni che non prendo uno stipendio, perchè prima c'erano da pagare gli stipendi dei dipendenti, e con il resto oltre ad onorare i fornitori c'era da " onorare " il .........Radiohttp://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=radio24-imprenditori-difficolta-suicidi-aiuto-lettere-testimonianze
venerdì 11 maggio 2012
Palermo - La testimonianza di un imprenditore
Salve, sono un piccolo imprenditore della Sicilia precisamente di Palermo.
Ho avuto modo di conoscere ieri sera a Matrix l’operato della Vostra associazione.
Mi sono rivisto in quasi tutto quello che è stato raccontato dagli ospiti.
Mi ritengo una vittima del sistema, e non riesco ad uscirne.
Brevemente,nel 2006 nasce la mia azienda , da un esperienza precedente nel settore dei gioielli in Agento e Acciaio, decido di inventarmi un marchio di gioielli con la caratteristica fondamentale , che poi diventa anche il nostro slogan di costare quello che vale.
Da subito otteniamo dei risultati interessanti i fatturati che crescono e una sempre maggiore richiesta del prodotto.
Creiamo una rete vendita e cominciamo ad allargare i nostri orizzonti.
Diventa necessario accedere a linee di credito , prevalentemente per lo smobilizzo del credito.
Non riusciamo ad incassare x contante , ma solo con titoli a data, per cui lo smobilizzo diventa l’unica boccata d’ossigeno.
Con non poche difficolta’ arriviamo al Dicembre del 2011, quando la Banca con cui avevamo acceso le lineei credito decide de revocare i Fidi , forzando un rientro immediato.
Si immagini le conseguenze in un momento come questo gia’ difficile di per se.
Nonostante tutto riesco in un paio di mesi a rientrare quasi totalemete di 40.000,00 ne rientro 35.000,00.
Tutto cio’ peggiora la gia critica mancanza di liquidita’
Questa operazione a procurato un temporaneo sconfinamentodei conti correnti.
Mi rivolgo ad altri istituti di credito , spiegando la situazione in cui mi trovo.Chiedo di poter smobilizzare il mio credito , parzialmente nell’ordine del 30% sulla giacenza di cassa .
In tutta risposta lo sconfinamento dei CC a generato segnalazioni al CRIF ed ha abbassato il mio Reeting, per cui divento non piu affidabile.
Mi ritrovo ad evere fatto dei tagli sul personale, e a non avere la serenita’ per portare aventi la mia azienda.
Rischio gg di essere protestato , per mancanza di liquidita’ e non riesco ad ottenere nessuna linea di credito.
A questo punto che si fa’!!!!!!
Misto disinnamorando del mio lavoro , con le conseguenze del caso ,riversando il mio stress anche in famiglia .
QUESTA E’ LA NOSTRA ITALIA..............
GRAZIE per lo sfogo.
Sandro Bentivegna
L’amm. Unico
GB PREZIOSI SRL
giovedì 10 maggio 2012
mercoledì 9 maggio 2012
Tirannia fiscale, John Locke e diritto di appello al cielo – di Aldo Canovari
Tirannia fiscale, John Locke e diritto di appello al cielo – di Aldo Canovari
Home > Diritti individuali, fisco, Libertà > Tirannia fiscale, John Locke e diritto di appello al cielo – di Aldo Canovari
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Aldo Canovari.
I drammatici episodi di questi ultimi mesi, che hanno visto reazioni esasperate di cittadini annientati dal fisco (cosa mai verificatasi in 150 anni di storia del nostro Paese), attestano la dissennatezza di una politica fiscale che ha superato ogni limite di ragionevolezza e di tollerabilità.
Questi eventi rendono ancora più scoperto un altro aspetto odioso della politica dei nostri governanti i quali (trattasi di senatori a vita, parlamentari, grandi manager, grandi professionisti titolari di redditi e prebende annui superiori da 50 a 100 volte i redditi dei comuni cittadini) sono lontani mille miglia dalla realtà e non comprendono o sono indifferenti ai problemi di chi lavora davvero e produce.
Governanti che motivano le sempre più devastanti rapine fiscali con il pretesto dell’evasione, pretendendo di convincere il popolo che quella sia la causa del dissesto nazionale.
Risibile e ipocrita motivazione: le cause vere del dissesto dei conti pubblici sono gli sperperi perpetrati da quei circa 500.000 superprivilegiati del parlamento, governo, organi costituzionali, burocrati, amministratori di apparati pubblici e parapubblici, e delle loro clientele, che vivono alle spalle di chi lavora e produce ed è costretto a subire la confisca dei propri redditi e risparmi.
Pur ammettendo che esistono soggetti irriducibilmente refrattari al dovere di contribuire alla collettività attraverso la tassazione, è ragionevole pensare che la massima parte dei cittadini è ben disposta ad assolvere al proprio dovere.
E solo tre circostanze possono indurre questa grande maggioranza di essi, a venir meno al loro obbligo:
la constatazione indiscutibile che le tasse da essi pagate non vengono spese nell’interesse della comunità, ma finiscono nelle tasche di quegli stessi che le istituiscono (i superprivilegiati di cui sopra);
l’eccesso di tassazione e la materiale insostenibilità del carico tributario;
l’illegittimità della tassazione la quale consente al fisco di fondare le sue pretese su presunzioni arbitrarie, relative e assolute (redditometro, spesometro, art. 32, primo comma, n. 2, dpr 600/1973…) le quali configurano il contribuente come evasore fino a prova contraria, prova che è il più delle volte prova negativa e quindi probatio diabolica, e quindi di avvalersi di pratiche sostanzialmente estorsive che violano il precetto costituzionale della capacità contributiva.
In Italia queste tre circostanze si sono verificate in pieno.
Non solo, ma c’è di peggio, ad esse se n’è aggiunta un’altra: il governo Monti, non solo non ha adottato come prime misure quelle dei tagli agli sperperi, ma per prima cosa ha addirittura aggravato pesantemente il carico tributario per coloro che lavorano, producono e già pagano: un carico che sta letteralmente schiacciando i contribuenti.
E allora, solo l’insolente malafede di chi ci governa (infatti non è pensabile si tratti di semplice idiozia) può scandalizzarsi se numerosi cittadini, non di certo “evasori ostinati e inguaribili” o mafiosi e criminali, minacciano di non esser più disposti a subire tali soprusi.
Insolente malafede che consente a questi superprivilegiati di continuare bellamente a confiscare redditi e risparmi (l’IMU non è che un esproprio del risparmio investito in immobili) dei cittadini comuni, guardandosi bene dal fare quel che avrebbero dovuto come prima cosa: cancellare i propri scandalosi privilegi e quelli degli innumerevoli parassiti insediati negli apparati statali e parastatali.
Questa dissennata, immorale, politica fiscale sta uccidendo il nostro Paese e sta sempre più creando le premesse per una rivolta di popolo, poiché, come splendidamente si esprime John Locke: “i cittadini hanno il sacrosanto diritto di appellarsi al cielo ogni qualvolta non c’è altro rimedio contro i soprusi del governo”.
martedì 8 maggio 2012
Crisi: 3.000 fallimenti primo trimestre - Economia - ANSA.it
Crisi: 3.000 fallimenti primo trimestre - Economia - ANSA.it:
ANSA) - MILANO, 8 MAG - Non si ferma la corsa dei fallimenti: nel primo trimestre dell'anno in Italia sono state aperte oltre 3.000 procedure, il 4,2% in piu' rispetto allo stesso periodo 2011. Lo affermano i dati Cerved.
E la crescita dei default non si arresta da 4 anni: a partire dell'aprile 2008 le procedure sono in aumento.
ANSA) - MILANO, 8 MAG - Non si ferma la corsa dei fallimenti: nel primo trimestre dell'anno in Italia sono state aperte oltre 3.000 procedure, il 4,2% in piu' rispetto allo stesso periodo 2011. Lo affermano i dati Cerved.
E la crescita dei default non si arresta da 4 anni: a partire dell'aprile 2008 le procedure sono in aumento.
Suicidi, Bortolussi: “Intervenga il presidente Napolitano” | CGIA MESTRE
Suicidi, Bortolussi: “Intervenga il presidente Napolitano” | CGIA MESTRE:
Con l’ennesima tragedia successa oggi all’agente immobiliare di Vicenza, sottolinea la CGIA di Mestre, sale a 34 il numero di suicidi tra gli imprenditori italiani avvenuti in questo primo scorcio del 2012. Tra questi, ben 12 (pari a poco più del 35% del totale) riguardano i titolari d’azienda del Veneto.
Dall’inizio della crisi (gennaio 2009), le cose nel Veneto hanno assunto i tratti di un vero e proprio bollettino di guerra. La CGIA, in maniera approssimativa e ancora provvisoria, stima in 37 il numero dei suicidi avvenuti tra i piccoli imprenditori per motivi economici.
“Questa escalation – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – sembra non aver fine. Per questo chiediamo al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di intervenire facendo capire che le istituzioni sono vicine a chi quotidianamente è chiamato, tra mille difficoltà, a fare impresa”............................
domenica 6 maggio 2012
CHICAGO BLOG » Ipocrisia o disinformazione?
CHICAGO BLOG » Ipocrisia o disinformazione?:
La recentissima lettera del Direttore Attilio Befera ai dipendenti dell’Agenzia delle Entrate dopo il grave episodio di Romano di Lombardia (BG) (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-04/lettera-attilio-befera195251.shtml?uuid =AbgXPqXF) è certamente un atto dovuto del Capo, ma per chi ha a che fare con gli Uffici finanziari dimostra un vittimismo inaccettabile.
In primo luogo, la “pericolosità” non riguarda affatto il lavoro degli operatori dell’Amministrazione finanziaria, ma semmai le modalità con cui viene svolto nei confronti dei Contribuenti; salvo casi eccezionali di evasione grave o fraudolenta infatti, la maggior parte di Essi viene sottoposta all’applicazione di presunzioni legali (sia pur relative) contro cui è spesso impossibile difendersi perché occorre fornire un prova negativa diabolica: chi ha avuto modo di sperimentare gli effetti
• del redditometro (senza possedere Suv, Ferrari o Porche, ma solo per avere un’auto di cilindrata poco più che media, disporre di una casa di abitazione e magari dover pagare un mutuo ipotecario che già da soli determinano un reddito complessivo di qualche decina di miagliia di Euro) o
• degli studi di settore (che stimano volumi di ricavi o compensi sulla base delle caratteristiche di svolgimento della propria attività ed indipendentemente da come vanno effettivamente gli affari) o, peggio ancora,
• delle indagini finanziarie (che consentono di presumenre come ricavi o compensi tutti i versamenti e le operazioni extra-conto non specificamente e documentalmente giustificate e perfino tutti i prelevamenti dai conti bancari per i quali non viene indicato e documentato il beneficiario e dunque l’impiego)
conosce bene lo smarrimento, lo stress psicologico, l’incredulità che si prova nel misurarsi con una insensibilità, indisponibilità ed disumanità sconcertanti giustificate proprio dal rigore delle presunzioni stabilite dalla Legge a favore dell’Erario e basate sull’assurdo presupposto che “il Contribuente è evasore fino a prova contraria“; alla fine si finisce quasi sempre per pagare ingiustamente importi più o meno elevati al solo scopo di chiudere la pratica beneficiando delle sanzioni ridotte ed evitando così di dover sostenere i costi di difesa (tant più alti quanto maggiore è il valore della pretesa) e di dover correre gli inevitabili rischi del contenzioso (specie quello davanti alla Corte di Cassazione è diventato elevatissimo). Peggio sarà col nuovo redditometro che sarà impostato su elaborazioni statistiche analoghe a quelle degli studi di settore e con lo spesometro che consente di presumere guadagnato nell’anno, salvo prova contraria, tutto quello che risulta speso nell’anno (l’Anagrafe Tributaria sta facendo il pieno di dati a partire dalle utenze domestiche per finire con le disponibilità finanziarie)........................
La recentissima lettera del Direttore Attilio Befera ai dipendenti dell’Agenzia delle Entrate dopo il grave episodio di Romano di Lombardia (BG) (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-04/lettera-attilio-befera195251.shtml?uuid =AbgXPqXF) è certamente un atto dovuto del Capo, ma per chi ha a che fare con gli Uffici finanziari dimostra un vittimismo inaccettabile.
In primo luogo, la “pericolosità” non riguarda affatto il lavoro degli operatori dell’Amministrazione finanziaria, ma semmai le modalità con cui viene svolto nei confronti dei Contribuenti; salvo casi eccezionali di evasione grave o fraudolenta infatti, la maggior parte di Essi viene sottoposta all’applicazione di presunzioni legali (sia pur relative) contro cui è spesso impossibile difendersi perché occorre fornire un prova negativa diabolica: chi ha avuto modo di sperimentare gli effetti
• del redditometro (senza possedere Suv, Ferrari o Porche, ma solo per avere un’auto di cilindrata poco più che media, disporre di una casa di abitazione e magari dover pagare un mutuo ipotecario che già da soli determinano un reddito complessivo di qualche decina di miagliia di Euro) o
• degli studi di settore (che stimano volumi di ricavi o compensi sulla base delle caratteristiche di svolgimento della propria attività ed indipendentemente da come vanno effettivamente gli affari) o, peggio ancora,
• delle indagini finanziarie (che consentono di presumenre come ricavi o compensi tutti i versamenti e le operazioni extra-conto non specificamente e documentalmente giustificate e perfino tutti i prelevamenti dai conti bancari per i quali non viene indicato e documentato il beneficiario e dunque l’impiego)
conosce bene lo smarrimento, lo stress psicologico, l’incredulità che si prova nel misurarsi con una insensibilità, indisponibilità ed disumanità sconcertanti giustificate proprio dal rigore delle presunzioni stabilite dalla Legge a favore dell’Erario e basate sull’assurdo presupposto che “il Contribuente è evasore fino a prova contraria“; alla fine si finisce quasi sempre per pagare ingiustamente importi più o meno elevati al solo scopo di chiudere la pratica beneficiando delle sanzioni ridotte ed evitando così di dover sostenere i costi di difesa (tant più alti quanto maggiore è il valore della pretesa) e di dover correre gli inevitabili rischi del contenzioso (specie quello davanti alla Corte di Cassazione è diventato elevatissimo). Peggio sarà col nuovo redditometro che sarà impostato su elaborazioni statistiche analoghe a quelle degli studi di settore e con lo spesometro che consente di presumere guadagnato nell’anno, salvo prova contraria, tutto quello che risulta speso nell’anno (l’Anagrafe Tributaria sta facendo il pieno di dati a partire dalle utenze domestiche per finire con le disponibilità finanziarie)........................
sabato 5 maggio 2012
giovedì 3 maggio 2012
martedì 1 maggio 2012
Reportage da Termini Imerese dove gli operai vanno in chiesa per scioperare e vincere la paura - Il Sole 24 ORE
Reportage da Termini Imerese dove gli operai vanno in chiesa per scioperare e vincere la paura - Il Sole 24 ORE:
La situazione è drammatica: parecchi commercianti sono sull'orlo del suicidio: c'è chi ha un po' di dignità e si sente inutile e vorrebbe farla finita. Fino altra sera sono stato fino alle due di notte a convincere un piccolo imprenditore che voleva spararsi. Le banche si sono prese tutto". Troppe incertezze non aiutano e così non arrivano nuovi investimenti: paralizzata l'area industriale e paralizzata un'intera economia che dall'area industriale traeva linfa vitale. Ci sono certo i problemi di oggi ma lo sguardo si allunga sul domani dei 2.200 lavoratori ex Fiat su cui anche la riforma del mercato del lavoro potrebbe avere effetti, soprattutto con la fine della Cassa integrazione guadagni nella versione attuale: "Noi - dice a nome di tutte e tre le di Nino Amadore - Il Sole 24 Ore - ................................................
La situazione è drammatica: parecchi commercianti sono sull'orlo del suicidio: c'è chi ha un po' di dignità e si sente inutile e vorrebbe farla finita. Fino altra sera sono stato fino alle due di notte a convincere un piccolo imprenditore che voleva spararsi. Le banche si sono prese tutto". Troppe incertezze non aiutano e così non arrivano nuovi investimenti: paralizzata l'area industriale e paralizzata un'intera economia che dall'area industriale traeva linfa vitale. Ci sono certo i problemi di oggi ma lo sguardo si allunga sul domani dei 2.200 lavoratori ex Fiat su cui anche la riforma del mercato del lavoro potrebbe avere effetti, soprattutto con la fine della Cassa integrazione guadagni nella versione attuale: "Noi - dice a nome di tutte e tre le di Nino Amadore - Il Sole 24 Ore - ................................................
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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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