venerdì 31 dicembre 2010
venerdì 24 dicembre 2010
A che serve un Dio bambino? | Pagina 1
.....Che bisogno abbiamo oggi, nel 2010, di un Dio bambino? In che senso è capace di darci un futuro perché possiamo guardare in avanti pieni di una speranza che Benedetto XVI ha definito “affidabile”?
L’annuncio del Natale quest’anno ci trova accorati e sgomenti di fronte ai numerosi segnali di malessere del corpo sociale cui apparteniamo. Durante la loro dolorosa ed estrema protesta, gli operai della Vinyls mi hanno detto: «Per noi il Natale non esiste se non esiste un futuro di lavoro», e si può ben capire questo loro dubbio angoscioso.
E cosa pensare dei giovani che, spesso ingannati circa la natura del desiderio che apre l’uomo alla realtà piena, si ritrovano senza ideali da difendere e senza prospettiva per il futuro? Da questo vuoto noi adulti non possiamo certo chiamarci fuori, spesso complici di una società che l’allarmante ultimo Rapporto Censisdefinisce “fragile, cinica, passivamente adattativa, condannata al presente”.
Paradossalmente è proprio qui che si incarna il Natale: Dio non ha avuto paura di “impastarsi” con le contraddizioni proprie della condizione umana. Diventando a noi familiare, più intimo a noi di noi stessi - come dice il grande Agostino -, ci sostiene nella dignità dei nostri affetti, del nostro lavoro e del nostro riposo. Ma la modalità con cui il Figlio di Dio viene a salvarci non è un rito magico, un meccanismo estrinseco e a noi estraneo: l’evento del Natale mette in moto la libertà degli uomini e quindi la loro responsabilità......
Carrón su La Repubblica: Il Natale e la Speranza
...............Ma c`è un inconveniente: anche noi, quando vediamo apparire questo germoglio - come coloro che erano davanti a quel bambino a Nazareth -, possiamo dire scandalizzati: «É mai possibile che una cosa così effimera possa essere la risposta alla nostra attesa di liberazione?». Da una realtà così piccola come la fede in Gesù può venire la salvezza? Ci pare impossibile che tutta la nostra speranza possa poggiare sulla appartenenza a questo fragile segno, ed è motivo di scandalo la promessa che solo a partire da esso si possa ricostruire tutto. Eppure uomini come san Benedetto e san Francesco hanno fatto proprio così: cominciarono a vivere appartenendo a quel germoglio che si era inoltrato nel tempo e nello spazio, la Chiesa. E sono diventati protagonisti di popolo e di storia.
Benedetto non affrontò da arrabbiato la fine dell’impero, non protestò perché il mondo non era cristiano, né si lamentò perché tutto crollava, accusando l’immoralità dei suoi contemporanei. Piuttosto testimoniò alla gente del suo tempo una compiutezza del vivere, una soddisfazione e una pienezza che divenne attraente per tanti. E fu l’albore di un mondo nuovo, piccolo quanto si vuole - quasi un niente paragonato al tutto, un tutto che pur franava da ogni parte -, ma reale. Quel nuovo inizio fu talmente concreto che l’opera di Benedetto e di Francesco è durata nei secoli e ha trasformato l’Europa, umanizzandola..............
lunedì 20 dicembre 2010
AGI News On - IL 10% DELLE FAMIGLIE POSSIEDE META' DELLA RICCHEZZA
Il 44% della ricchezza complessiva e' posseduta in Italia dal 10% delle famiglie, mentre la meta' piu' povera delle famiglie detiene il 10% della ricchezza totale. E' uno dei dati che si evince dal bollettino di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie, e riferiti al 2008.".............
sabato 18 dicembre 2010
Crisi, famiglie italiane indebitate in media per 20mila euro - Corriere della Sera
MILANO – Crolla anche l'ultimo stereotipo: il forte risparmio privato delle famiglie italiane. Errato. Uno studio della Cgia di Mestre rivela come cresca sempre più l'indebitamento: quasi 20mila euro l'indebitamento medio per nucleo familiare nel 2010. Una doccia gelata per chi professa il mantra della famiglia italica formica e poco cicala. L'associazione di artigiani e piccole imprese lo smentisce e ci accomuna con gli altri paesi occidentali, specialmente gli Stati Uniti, in cui il debito privato è da anni il catalizzatore dei consumi..............
FINANZA/ Abbassare le tasse non serve, grazie alla Bce | Pagina 1
Sul quotidiano Il Giornale del 16 dicembre, con un pezzo che inizia in prima pagina, l’editorialista Nicola Porro si rivolge direttamente al Presidente del Consiglio, affinché operi un deciso taglio delle tasse. Lo spunto viene fornito dal recente report dell’Ocse, dal quale risulta che il peso del fisco sul Pil sia al 43,5% in Italia, e questo pone il nostro paese al terzo posto nella classifica del peso fiscale maggiore tra i paesi sviluppati.
Il ragionamento che viene svolto è il seguente: lo Stato tassa troppo, anche perché spende troppo. Siccome lo Stato spreca, il modo migliore per tagliare questi sprechi e rilanciare l’economia è quello di tagliare le tasse. Anzi, in un periodo di crisi come questo, quello che una volta poteva essere una scelta opportuna, ora diventa una strada obbligata...........
venerdì 17 dicembre 2010
giovedì 16 dicembre 2010
Lo Stato sottrae 33,3 miliardi alla Sicilia - QdS - Regionale di Economia Istituzioni Ambiente No Profit e Consumo
mercoledì 15 dicembre 2010
Obama e la verità | Pagina 1
................Quanto a me, devo confessare che la discussione che mi ha maggiormente interessato sembra non aver nulla a che fare con la politica, ma invece ne avrà, ne avrà… Il dibattito che alla fine potrebbe rivestire la maggiore importanza per il futuro riguarda la natura delle conclusioni scientifiche. Un buon riassunto del problema è apparso su The New Yorker del 13 dicembre, in un bell’articolo di Jonah Lehrer dal titolo: “La verità svanisce; c’è qualcosa di sbagliato nel metodo scientifico?”.
Non c’è qui lo spazio per descrivere adeguatamente i fatti che hanno portato scienziati a sollevare la questione di cosa sia vero da un punto di vista scientifico. Può bastare ricordare che ha a che fare con la “ripetibilità”, vale a dire, il requisito di ottenere gli stessi risultati da esperimenti identici effettuati da scienziati diversi, in momenti e luoghi diversi. L’articolo di Lehrer descrive molti casi in cui questo non è avvenuto e la conclusione dell’articolo sottolinea le domande sul metodo scientifico sorte da questi esperimenti.....
lunedì 13 dicembre 2010
FAMIGLIE: LA CRISI HA RIDOTTO DI 17,6 MLD DI € I CONSUMI
I conti segreti dell’Inps Così caleranno le pensioni - Corriere della Sera
Nel 2010 un artigiano va in pensione in media con la metà di quanto guadagna lavorando: circa 10 mila euro contro 20 mila. Il grado di copertura salirà fino al 53% nel 2018, anche qui per effetto delle robuste pensioni retributive, per poi scendere fino al 43% nel 2037. Come per gli altri fondi, le medie nascondo situazioni diverse. Se si considerano per esempio le sole pensioni di anzianità, che sono le più ricche, il grado di copertura varia dal 73% attuale al 62% del 2037. Passando ai conti, dalle proiezioni di bilancio «emerge un quadro molto sconfortante», dice la relazione dell’Inps. «La situazione patrimoniale della gestione peggiora di oltre 24 volte nel corso dei trenta anni considerati (nel 2037 il disavanzo sarà di 334 miliardi, ndr.). Il risultato economico passa da una perdita di poco più di 3 miliardi e mezzo fino a diventare quasi 5 volte maggiore nel 2037 (15,5 miliardi)»."...........
venerdì 10 dicembre 2010
VOLANTINO CL/ Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo | Pagina 1
giovedì 9 dicembre 2010
John Waters: ecco dov'è cominciato il grande inganno dell'euro
domenica 5 dicembre 2010
Wall Street Italia: notizie di economia, finanza, borsa, mercato, euro e petrolio
Gli opinionisti hanno sottolineato che la Bce ha deciso di seguire la linea della Fed americana, la quale a più riprese ha effettuato acquisti massicci di titoli di stato Usa. Con la differenza che la Banca centrale americana può farlo legalmente, mentre quella europea deve aggirare gli accordi di Maastricht, facendo di necessità virtù. Il nervosismo del presidente dell'Istituto centrale, Jean-Claude Trichet, nella conferenza stampa di ieri in cui ha accusato Germania, Francia e Italia d'aver tentato tra il 2004 e il 2005 di distruggere il Patto di stabilità, testimonia l'esistenza di una situazione ancora tesa che non giova a placare la speculazione, né rappresenta una risposta ai problemi dell'Unione e dell'Euroarea."................
................Esistono alternative alla politica delle due grandi Banche centrali? Per entrambe la soluzione sarebbe quella proposta da mesi su questo stesso giornale di "parcheggiare" gli eccessi di debito pubblico (oltre il 60 per cento secondo l'Unione europea e il 70 per cento secondo gli analisti) presso il Fondo monetario internazionale denominandoli Diritti speciali di prelievo. Oppure, in assenza di questo accordo, parcheggiarli presso il Fondo di stabilità europeo con la garanzia di un rimborso certo, diluito nel tempo e a tassi compatibili. Mesi addietro l'ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, e ieri Mario Monti sul Corriere della Sera hanno caldeggiato un'analoga soluzione. Ma il primo propone di limitarla agli eccessi di indebitamento pubblico nati per fronteggiare la crisi, mentre l'ex commissario alla Concorrenza nell'esecutivo di Bruxelles suggerisce di attuarla con una tecnica più complicata di quella qui avanzata.
La proposta di Monti richiede l'abbattimento dell'ostacolo politico all'emissione di bond "europei" (che equivale a simulare un'Unione politica), invece dell'uso di una struttura privatistica, con azionista l'Unione europea, come quella inventata per il Fondo che ha sede in Lussemburgo. In ogni caso, la coscienza che il problema dei debiti pubblici e del rigore monetario debba essere affrontato alla radice va guadagnando terreno. E' giunto il momento di prendere decisioni coraggiose per frenare la slavina.
Diario dal Rockbus – “La nostra è una guerra di trincea!” « L'isola dei cassintegrati
mercoledì 1 dicembre 2010
'Le Casse dei professionisti: a noi chiedono solo tagli' di Fabio Savelli. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
L'apice del malcontento lo hanno raggiunto quest'estate: “Nella manovra abbiamo rilevato il massimo della contraddizione – dice Emilio Croce, presidente Enpaf(l'istituto previdenziale dei farmacisti) –. Siamo stati espressamente esclusi dalle misure di contenimento della spesa sugli organi e sulle consulenze, ma non dal blocco retributivo triennale del nostro personale, che ha pure contratto di diritto privato”.
Il riferimento è alla stretta salariale imposta ai dipendenti della pubblica amministrazione dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per contenere la spesa pubblica galoppante. Non solo gli stipendi per il personale. Anche tagli alle attività di rappresentanza (relazioni, mostre, convegni), “a decorrere dal 2011 per un ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta nel 2009” (scritto nero su bianco sulla finanziaria, ndr.).............
Economia: passano ai cinesi gli yacht Admiral (MF) - Milano Finanza Interactive Edition
gruppo cantieristico Nauticstar Marine si e' aggiudicato il ramo di
azienda per 13,15 milioni.............
martedì 30 novembre 2010
E il lupo disse all’agnello: “Intollerante!” – lo Straniero
“Intolleranti!”. Così – testualmente – giovedì scorso il regime comunista cinese ha definito la Chiesa cattolica che protestava per l’ennesimo abuso di Pechino: il regime ha nominato vescovo un suo burocrate pretendendo di imporlo ai cattolici.
Avete capito bene: i persecutori definiscono “intolleranti” i perseguitati. Non solo. I carnefici comunisti addirittura aggiungono che la vittima, cioè la Chiesa, “limita la libertà religiosa”. Testuale. In queste surreali e sfacciate dichiarazioni c’è tutta l’assurdità del nostro tempo.
I comunisti cinesi hanno massacrato i cattolici costringendoli alle catacombe, hanno rinchiuso nei loro bestiali lager sacerdoti e vescovi, facendoli crepare, hanno torturato in ogni modo i credenti, pure imponendo loro dei burocrati di regime come vescovi, ma quando le vittime protestano i carnefici li definiscono “intolleranti”.
Invece di farsi massacrare e perseguitare in silenzio questi odiosi cattolici osano perfino lamentarsi. Che pretese.........................
lunedì 29 novembre 2010
domenica 28 novembre 2010
'La trappola statale della liquidità' di Alessandro Spaventa. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
Regione povera, dipendenti ricchi - QdS - Regionale di Economia Istituzioni Ambiente No Profit e Consumo
È doveroso dunque dare un’occhiata agli importi degli stipendi dei regionali per accorgersi che sono più alti di quelli dei ministeriali e di conseguenza viene da pensare: perchè deliberare nuovi aumenti e non bloccarli almeno fino a quando non equiparino quelli dei ministeriali? Il discorso vale soprattutto per i dirigenti che hanno avuto l’ultimo aumento doppio dei dirigenti ministeriali...........
venerdì 26 novembre 2010
Wall Street Italia: notizie di economia, finanza, borsa, mercato, euro e petrolio
Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera.
La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro.................
Il Blog di Marcello Foa » Blog Archive » Da una crisi all’altra, avanza la dittatura invisibile
Continuo ad ascoltare alla radio commenti strampalati da parte di economisti e di giornalisti. Uno dei più ricorrenti é quello secondo cui gli irlandesi se la sono cercata. Davvero?
A me sembra che la realtà sia diversa. Da un punto di vista macro, l’Irlanda non stava male. Fino al 2008 il debito pubblico era di gran lunga inferiore al 60% sul Pil stabilito dal Trattato di Maastricht, nel 2009 é salito al 64%. La loro economia é cresciuta grazie a una tassazione societaria agevolata, che per qualcuno é disdicevole, ma certo non illegittima. Non viola nessun Trattato e, anzi, applica un principio elementare e giusto, quella della concorrenza fiscale tra Stati /o regioni. Nel frattempo l’Irlanda é stata molto brava nell’utilizzare i fondi strutturali europei e a rilanciare con agevolazioni fiscali le zone depresse.
I guai dell’Irlanda sono provocati non dai conti pubblici, ma da quelli privati....................
giovedì 25 novembre 2010
Dalle banche della Spagna un nuovo allarme per l’Europa
Tutti per ognuno, ognuno per tutti | Pagina 1
Sabato prossimo 27 novembre si svolgerà l’annuale “Giornata nazionale della colletta alimentare”, dove milioni di persone su tutto il territorio nazionale potranno donare parte della loro spesa per persone bisognose di aiuto. Per tutti un gesto di generosità semplice, ma profondo, in cui rendersi conto, in un momento, che vale la pena regalare qualcosa per qualcuno in difficoltà.
Un’opportunità che ha particolare rilievo, in un momento in cui il tono pubblico dominante è l’insulto e il sospetto alla ricerca di audience o di maggior potere politico e l’“altro” è, in prima battuta, un nemico da abbattere, anche se per teoremi che raramente si riescono a dimostrare. Ma la generosità può, per chi sia cosciente, diventare ancora più profonda e duratura.........
mercoledì 24 novembre 2010
martedì 23 novembre 2010
FINANZA/ 2. I guai del Portogallo che fan dimenticare l’Irlanda | Pagina 2
Insomma, come per il salvataggio della Grecia, anche quello irlandese è sostanzialmente un salvataggio delle banche creditrici: nel caso di Dublino, oltre alla Germania esposta per circa 101 miliardi di euro, gli istituti britannici con prestiti per 140 miliardi di sterline, con in testa la nazionalizzata Royal Bank of Scotland esposta per 50 miliardi. Insomma, il problema non è il mero contagio tra i Piigs, ma il fatto che questa reazione a catena rischia di minare le fondamenta dei paesi forti, portando con sé la fine stessa dell’eurozona............
lunedì 22 novembre 2010
La politica che serve. Subito | Pagina 1
Guarda il Tg de ilsussidiario.net con interviste e approfondimenti sull’assemblea nazionale della Cdo “Una responsabilità che cresce con la forza dell’origine”, tenutasi ieri a Milano
La politica che serve al Paese non è quella che abbiamo visto negli ultimi mesi. Una certa classe politica si è staccata dalle esigenze dei cittadini, confermando la sua lontananza dalla reale base popolare e diventando sempre più autoreferenziale................
domenica 21 novembre 2010
LA LETTERA - 'La gdo distrugge la qualità del made in Italy'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
Sono un grande imprenditore agricolo in Campania e Lazio e da una vita fornitore della grande distribuzione. Sono sempre stato in polemica con le associazioni di categoria: Confagricoltura, Coldiretti, Cia ed altre minori.
Ho sempre combattuto contro tali associazioni che non rispecchiano le problematiche della categoria, bensì sono organismi assetati di soldi per reggere le svariate poltrone.
Finalmente Lei nel suo articolo ha inquadrato il rapporto tra la grande distribuzione e i fornitori. Nel caso del settore agricolo le problematiche di tale iniquo rapporto sono accentuate.
Maurizio Gardini vede giusto, mentre De Berardinis si aggrappa a vecchi modi di spiegare la problematica. Ad
esempio fa riferimento a molti passaggi dalla produzione alla distribuzione che avvenivano trent'anni fa.
Inoltre le responsabilità della grande distribuzionesono anche quelle di distruggere bontà e qualità del prodotto alimentare italiano.
D'Avino Luigi
sabato 20 novembre 2010
venerdì 19 novembre 2010
Notizie su Saviano e Caterina… – lo Straniero
giovedì 18 novembre 2010
FINANZA/ Dopo l’Irlanda, solo 2 euro possono salvare l’Ue | Pagina 1
Eurolandia e tutta l’Unione europea stanno lottando per la loro stessa sopravvivenza. Scongelato in occasione del nuovo default in zona euro, il presidente permanente dell’Ue, lo sconosciuto Herman Van Rompuy, ha ammesso ciò che per almeno un anno tutte le istituzioni comunitarie hanno negato: ovvero che né l’unione monetaria, né l’Ue a 27 riusciranno a sopravvivere se non verranno risolti i problemi di bilancio di alcuni Paesi.
«Siamo di fronte a una crisi per la nostra sopravvivenza. Dobbiamo lavorare tutti insieme per permettere alla zona euro di sopravvivere. Infatti, se l’euro non sopravvive, neanche l’Unione europea sopravvive», ha concluso Van Rompuy prima di spargere un po’ di ottimismo da cerimonia: «Ho fiducia che supereremo questo momento».
Balle. L’Europa sarà costretta a corsi valutari differenziati per sopravvivere, un’area euro forte a guida tedesca e un’area euro2 - e forse euro3 - con i peccatori del debito legati a un peg fisso con la moneta di riferimento che di fatto replicherà il vecchio marco: Deutsche Bank lo scrisse in un report agli investitori già nel 2006. Già, la Germania. Berlino, infatti, è ben felice di questo epilogo e lo si capisce dal suo comportamento: prima scatena un putiferio sui mercati parlando di taglio dei rendimenti obbligazionari per far pagare anche agli investitori privati i costi di futuri salvataggi e poi utilizza il suo ministro degli Esteri - si noti, non quello delle Finanze, che era di ritorno dal G20 di Seul - per smentire e tranquillizzare la comunità finanziaria..................
mercoledì 17 novembre 2010
CHICAGO BLOG » Debito, Irlanda e quattro lezioni
Wall Street Italia: notizie di economia, finanza, borsa, mercato, euro e petrolio
martedì 16 novembre 2010
UNIONE EUROPEA/ Allarme del presidenteVan Rompuy: “Rischio di scomparsa” | Pagina 1
FINANZA/ 1. Vittadini: il Papa punta su persona e sussidiarietà | Pagina 1
Prima ancora che un comportamento morale diverso, il Papa si richiama a un altro tipo di comportamento ideale. Significa che ciò che corrisponde al cuore dell’uomo non è la mera ricchezza economica o il potere, ma tutto ciò che corrisponde al suo desiderio di verità e giustizia e bellezza. Quindi il problema non è massimizzare a tutti i costi un consumo in termini quantitativi ma vivere in un modo equilibrato. Cioè avere un ideale, fare una famiglia, costruire un’impresa dove la gente possa lavorare per un lungo periodo, occuparsi degli altri, per questo si modificano i consumi, perché l’uomo che ha un ideale li usa in funzione di sé stesso non semplicemente per averne sempre di più. ...............
Benedetto XVI non teme di dire che l’attuale modello di sviluppo è fallito, principio ripetuto anche nella Caritas in veritate, resta il problema delle prospettive, da dove si riparte? .........
Il modello cinese in cui si considera solo l’aumento del Pil ma la persona non esiste, è all’opposto di questa visione............
domenica 14 novembre 2010
Papa: urgente cambiare stili vita - Politica - ANSA.it
CITTA' DEL VATICANO - La ''tentazione per le economie piu' dinamiche'', nella economia della crisi, e' ''ricorrere ad alleanze vantaggiose'' ma ''gravose per gli Stati piu' poveri'', con prolungamento di ''situazioni di poverta' estrema di masse di uomini'' e prosciugamento delle ''risorse natuali''. Lo denuncia il Papa all'Angelus, appellandosi ai paesi ''di antica industrializzazione'' ad abbandonare ''stili di vita improntati a un consumo insostenibile'', ''dannosi per l'ambiente e per i poveri''.
"Nell'attuale situazione economica, - ha denunciato il Papa - la tentazione per le economie più dinamiche è quella di rincorrere alleanze vantaggiose che, tuttavia, possono risultare gravose per altri Stati più poveri, prolungando situazioni di povertà estrema di masse di uomini e donne e prosciugando le risorse naturali della Terra". "Inoltre, malgrado la crisi,...................................
Rischio Calcolato: Il fax non squilla più
sabato 13 novembre 2010
L'Italia nel mezzo di due crisi - LASTAMPA.it
Una crisi di governo al buio nel bel mezzo di una crisi economica mondiale al buio: è questo il rischio che correrà l’Italia se la classe politica continuerà ad occuparsi soprattutto delle proprie questioni interne. L’Italia si trova infatti - e continuerà a trovarsi nelle prossime settimane - a un poco invidiabile crocevia tra la grande tempesta economico-finanziaria mondiale e le bufere politiche interne. Per quanto riguarda il quadro internazionale, la riunione del G20 chiusasi ieri a Seul pone la parola fine alle speranze di un’uscita «facile» dalla crisi.
Quelle speranze che erano state accese dalla riunione del G20 di Londra della primavera 2009. Allora tutti sembravano andare d’accordo su una ricetta di marca anglo-americana che comportava il sostegno alle grandi banche in difficoltà, una considerevole iniezione di liquidità nell’economia degli Stati Uniti e in quelle di buona parte d’Europa, nella diffusa convinzione che in questo modo l’economia sarebbe ripartita e tutto sarebbe tornato come prima."..........................
North Dakota, il miracolo fatto in casa - Esteri - ilGiornale.it del 09-11-2010
La sua fortuna? Aver dato retta, tra il 1915 e il 1920, alla Nonpartisan League, un movimento locale che l’establishment tentò di fermare bollandolo come populista, ma che in realtà era lungimirante. Quel movimento indipendente propose agli elettori del North Dakota di non aderire al Federal Reserve System ovvero al circuito finanziario imperniato sulla Fed, la Banca centrale americana. Pensavano, i contadini dello Stato, che non ci si potesse fidare dei banchieri di Wall Street e che fosse più saggio avvalersi di un Istituto indipendente. Il tempo ha dato loro ragione.
Il successo del North Dakota è tutto qui: pur usando il dollaro come valuta di scambio, oggi è l’unico Stato americano che non dipende dalla Federal Reserve. A garantire le sue riserve sono i cittadini, i quali, in caso di dissesti finanziari non potrebbero avvalersi dell’assicurazione federale sui depositi. Lo Stato corre un rischio, ma ipotetico: in oltre 90 anni di vita l’istituto non è mai stato in difficoltà ed è passato indenne attraverso ogni crisi.
Per legge lo Stato e tutti gli enti pubblici devono versare i fondi nelle casse della Banca centrale del North Dakota, che li usa non per ottenere utili mirabolanti, né per oliare indebitamente le banche private, ma per aiutare la crescita dello Stato. Di fatto agisce come un’agenzia di sviluppo economico e dunque sostiene progetti d’investimento, concede finanziamenti a tassi molto bassi, nonché un numero impressionante di prestiti agli studenti a condizioni eque...................
I pastori stracciano l’accordo con Cappellacci! « L'isola dei cassintegrati
Le promesse e gli impegni che i pastori sardi erano riusciti a strappare al presidente Ugo Cappellacci, durante l’ultimo incontro a Villa Devoto, sono andati in frantumi, riportando la situazione al punto di partenza. I pastori, infatti, torneranno in piazza più agguerriti che mai."
venerdì 12 novembre 2010
La Regione osteggia l’apprendistato - QdS - Regionale di Economia Istituzioni Ambiente No Profit e Consumo
La Regione osteggia l’apprendistato di Michele GiulianoLavoro. Aiuti all’occupazione imprese abbandonate. Legge Fleres. La legge 32/2000 (redatta da Salvo Fleres) contempla due misure di sostegno: l’apprendistato, previsto negli articoli 50, 61 e 71, e gli aiuti all’occupazione e alla formazione presso le imprese (art. 18 e 19). Professioni dimenticate. L’artigianato poco considerato anche dalla Formazione professionale: pochi corsi per creare figure oggi introvabili sul mercato del lavoro come ebanisti, saldatori e falegnami. Tags: Imprese, Legge Fleres, Lavoro, Apprendistato, Mario Filippello, Nunzio Reina, Michele Marchese L’apprendistato da risorsa in Sicilia si è trasformato in zavorra. La misura, che prevede agevolazioni nei confronti delle imprese per nuovi assunti, non è più finanziata dalla Regione dal lontano 2003 e come se non bastasse ancora oggi neanche tutti i soldi allora stanziati sono stati ancora distribuiti alle varie aziende che ne hanno fatto richiesta. Oltretutto Unioncamere ha potuto appurare come in Sicilia sono 85.148 le imprese operanti nell’artigianato su un totale di 469.340. Nei primi tre mesi di quest’anno il comparto ha perso per strada 597 imprese, circa il 7% del totale. L’andamento negativo (-0,70%) deriva da un alto numero di cessazioni (1.938) e dal rallentamento sulle aperture (1.341). Quindi oggi più di ieri l’apprendistato potrebbe dare una svolta al settore, una nuova linfa vitale. “I fondi regionali sono bloccati dal 2003 – sottolinea il segretario regionale della Cna, Mario Filippello - mentre l´ultima Finanziaria nazionale ha limitato queste agevolazioni a un periodo massimo di tre anni”. In pratica la Regione sta quasi del tutto continuando ad ignorare la legge regionale 32 del 2000. Una norma messa in piedi proprio per superare la crisi del mercato del lavoro e delle imprese................................................ |
giovedì 11 novembre 2010
lunedì 8 novembre 2010
BAGNASCO/ Il presidente della CEI: “Siamo angustiati per l’Italia” | Pagina 1
Un richiamo ai politici in questi giorni di incertezze: “Non è più tempo di galleggiare” ha detto il prelato. Aggiungendo: "Non abbiamo peraltro suggerimenti tecnico-politici da offrire, salvo un invito sempre più accorato e pressante a cambiare registri, a fare tutti uno scatto in avanti concreto e stabile verso soluzioni utili al Paese e il più possibile condivise. Non è più tempo di galleggiare". ......................
domenica 7 novembre 2010
Ogni limite (burocratico) ha una pazienza !!
Quanto sto per dire vuole essere una testimonianza diretta, sollecitata da un articolo recentemente apparso su tutti i quotidiani: "BUROCRAZIA: AL NOSTRO SISTEMA PAESE COSTA 70 MLD DI EURO L'ANNO"
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
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(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...


