venerdì 26 febbraio 2010

'Stop pensioni deputati', apparsa scritta su San Pietro

Roma, 25 feb. (Adnkronos) - 'Stop pensioni deputati'. Una scritta intermittente ha illuminato la cupola di San Pietro in Vaticano. L'ultima grande opera di Michelangelo e' stata utilizzata come ripetitore-amplificatore dell'appello che monsignor Severino Poletto ha recentemente rivolto ai consiglieri regionali del Piemonte, esortandoli a rinunciare ai privilegi pensionistici in virtu' del principio di uguaglianza e in considerazione delle gravi condizioni economiche in cui versano in questo momento migliaia di famiglie colpite dalla crisi economiche e dalla disoccupazione.

Tremonti attento, la Grecia per salvarsi vuol screditare l’Italia

di Mauro Bottarelli
..............Il momento, amici, è davvero pericoloso. Lo conferma, di fatto, il giudizio emesso ieri dal solitamente ottimista e sorridente Ollie Rehn, commissario Ue per gli affari economici e monetari, a giudizio del quale «la ripresa del settore bancario nell'area euro è in atto ma resta fragile. I tassi dei mercati monetari restano bassi. L'aggiustamento dei bilanci della banche non è ancora stato completato. La ripresa del settore bancario è in atto ma resta fragile. I prestiti bancari alle imprese non finanziarie hanno continuato a scendere, mentre il credito ai risparmiatori è in ripresa».

Tuttavia, è lo stesso Rehn a non escludere che «lo stato del sistema bancario possa limitare i prestiti ai risparmiatori, man mano che la ripresa continuerà. E questo rappresenta il più grosso rischio per la ripresa stessa». Insomma, prepariamoci a tempi molto cupi per l'Europa. E a una stagione di caccia grossa e grandi bottini per gli speculatori. Questa volta aiutati non solo dalle agenzie di rating, ma anche dalla miopia e del provincialismo suicida dei politici della cosiddetta Unione Europea: nella City, ormai, la sigla EU ha cambiato significato. Fra i trader viene declinata come Extremely Useless. Giudicate voi. Il prossimo bersaglio potrebbe essere proprio l'Italia..... prosegui

MARINI: "Quei suicidi e la solitudine dell'imprenditore"

I famigliari hanno scoperto che sul conto personale aveva solo 300 euro”. Per molti micro-imprenditori, che spesso erano operai che “ce l’avevano fatta”, la sola ipotesi del fallimento rappresenta anche la fine traumatica di un sogno di emancipazione. “Non c’è dubbio, e il nostro ordinamento non aiuta, perché – a differenza che nei paesi anglosassoni – c’è una connotazione negativa, direi disonorante, nelle procedure concorsuali.

giovedì 25 febbraio 2010

OGGI IN LIBRERIA - "Piccoli - La pancia del paese" di Dario Di Vico

I Piccoli credono nella libera impresa e nel lavoro autonomo, non disdegnano il mercato e lo considerano meglio della politica, odiano le tasse e la burocrazia, lo Stato-imprenditore e le oligarchie industriali.
Sono la
pancia del Paese, ne esprimono gli umori, le paure, gli slanci. Non hanno riti da onorare, linguaggi da tenere in vita, manifestazioni da propagandare, Pantheon da riempire. E anche per questo le élite e la cultura li escludonosistematicamente dalla rappresentazione del Paese. Per loro sono e restano degli Invisibili.

Mafia e politica: allarme della Cei "Il legame paralizza il Sud"

ROMA - Per risolvere la questione meridionale, è necessario "superare le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti" e sconfiggere una volta per tutte le mafie, colpevoli di "avvelenare la vita sociale, pervertire la mente e il cuore di tanti giovani, soffocare l'economia e deformare il volto autentico del Sud''. E' quanto afferma il nuovo documento dei vescovi italiani "Per un Paese solidale. Chiesa e Mezzogiorno". In tutta Italia - denunciano i vescovi - è cresciuto "l'egoismo, individuale e corporativo, con il rischio di tagliare fuori il Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse, trasformandolo in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo". Durissimo l'attacco alla criminalità organizzata, che "negli ultimi vent'anni ha messo le radici in tutto il territorio nazionale", condannando in primo luogo i giovani del Sud. "Non è possibile mobilitare il Mezzogiorno senza che esso si liberi da quelle catene che non gli permettono di sprigionare le proprie energie", scrivono i vescovi nel testo presentato oggi.......................

mercoledì 24 febbraio 2010

Passata la gelata sull'artigianato

Notizie contrastanti

L'Anno nero dell'artigianato

NEL 2009 L'ARTIGIANATO A PERSO 38300 POSTI E IL 19.4% DI PRODUZIONE

Crisi economica: Cei, in Italia cresciuto egoismo, Sud tagliato fuori

Roma, 24 feb. (Adnkronos) - ''Il complesso panorama politico ed economico nazionale e internazionale − aggravato da una crisi che non si lascia facilmente descrivere e circoscrivere − ha fatto crescere l'egoismo, individuale e corporativo, un po' in tutta l'Italia, con il rischio di tagliare fuori il Mezzogiorno dai canali della ridistribuzione delle risorse, trasformandolo in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo''. E' quanto affermano i vescovi italiani nel nuovo documenti sul Meridione diffuso oggi e molto atteso - dal titolo ''Per un Paese solidale. Chiesa italiana e mezzogiorno'',- pubblicato a vent'anni dall'ultimo intervento complessivo della conferenza episcopale sul sud Italia.

lunedì 22 febbraio 2010

Ingegnere precario per 8 euro l'ora

Quasi la metà del compenso ricevuto, spesso non oltre i mille euro, se ne va, infatti, soltanto per le tasse.

sabato 20 febbraio 2010

La crisi non è finita

I dati Istat sul fatturato dell’industria sono i peggiori degli ultimi 10 anni. Dati allarmanti su povertà e cig in Veneto e Lombardia. Scompaiono gli interinali. Marcegaglia: “Dovremo gestire situazioni complesse”. Cgil: c’è la contrattazione sociale

venerdì 19 febbraio 2010

A chi giova il "caso Grecia"? Provate a chiedere alla Svizzera

di Mauro Bottarelli



..........Qualcosa di strano, molto strano sta bollendo in pentola nella placida Svizzera. Anche perché i segnali di una crisi destinata a proseguire e inasprirsi almeno entro il primo semestre dell’anno ci sono tutti: a New York, infatti, circola un outlook di FXboss.info in base al quale entro i prossimi dodici mesi l’oro toccherà quota millequattrocento dollari l’oncia.

Il bene rifugio per eccellenza, quello che tesaurizza le aspettative di crisi reale, cresce e continuerà a crescere di valore: ecco perché la Cina ne ha fatto man bassa sostituendolo nelle riserve al dollaro e costruendo bunker sotto le piste di alcuni aeroporti del paese per stivarlo. I guai sono davanti a noi, non dietro. E l’effetto Grecia, se continueremo a gestire la situazione in questa maniera, rischia di essere una miccia devastante.

giovedì 18 febbraio 2010

Il Papa: «Rubare e mentire, non è umano»

CITTÀ DEL VATICANO -
«Non si dica più "ha mentito: è umano; ha rubato: è umano"». Lo chiede il Papa nel discorso rivolto al clero di Roma. «Questo non è il vero essere umani. Essere umani è invece essere generosi, essere a immagine di Dio», ha aggiunto Benedetto XVI. «Il peccato non è mai solidarietà, è sempre desolidarizzazione».

NOBEL..., ECONOMISTI DA FAVOLA! da Icebergfinanza

.....Come scrive il Sole24Ore, ora scopriamo che ... Non è la Grecia, ma l'Italia «la maggior minaccia all'Eurozona.» A sostenerlo è Robert Mundell, premio Nobel per l'economia nel 1999 in un'intervista concessa a Bloomberg Tv a New York. «Sarebbe molto difficile riuscire a salvare l'Italia - ha detto Mundell - Qualsiasi cosa si stia facendo per la Grecia e magari per il Portogallo e anche per l'Irlanda, deve anche essere fatto per salvare l'Italia. L'Italia deve essere preoccupata».

Secondo Mundell, l'alto livello del debito dell'Italia, che secondo la Uetoccherà il 117% del Pil quest'anno, potrebbe creare problemi per l'intera Eurozona qualora un aumento degli oneri finanziari rendesse difficile far fronte agli impegni. L'Italia ha debiti per circa 1. 800 miliardi di euro, oltre cinque volte quelli della Grecia. «Se l'Italia avrà delle difficoltà e diventerà un bersaglio della speculazione - spiega Mundell nell'intervista - allora ci saranno problemi enormi per l'euro»......

Varese: «Servono 50mila euro» Arrestati due funzionari del fisco

La richiesta di un commercialista ad un imprenditore per evitare controlli degli ispettori dell'Agenzia delle Entrate

SFOGO D UN PADRE Un figlio che non trova lavoro

Una testimonianza molto interessante. Si dice che servono falegnami apprendisti e che non se ne trovano, ma ......leggete qui

Questo è invece ciò che succede a me.
La questione è che c'è pochissimo lavoro, io ricevo tanti curricula di "ragazzi e ragazze" di trent' anni ed anche più, anche con famiglia, laureati e diplomati all'Accademia di Belle Arti che mi chiedono se possono venire a lavorare da me anche gratis, soltanto per imparare o migliorare le loro conoscenze in un settore dove si producono manufatti artistici col vetro. Alcune aziende sono anche disposte ad assumere, senza costi, una persona in cerca di lavoro, che spesso, dicevo, i trent'anni li ha già superati da un pezzo, ma questo, oltre ad essere ingiusto oltre che illegale, è anche immorale. Quando sento dire che non si trovano persone specializzate o apprendisti in alcuni settori specifici, mi pare veramente un controsenso. Abbiamo la disoccupazione giovanile al 25/30% e anche più, ma la questione reale che si cerca di nascondere in tutti i modi è che mancano le commissioni, a causa di una crisi che investe sopratutto le famiglie, non solo le PMI. Quando ho iniziato, circa trent'anni fa , abbiamo avuto contemporaneamente quattro apprendisti, c'erano le agevolazioni e addiritura venivano rimborsati, nei cinque anni, la media del 60% dei costi sostenuti, compreso stipendi e contributi, anche se potevano passare anche dieci anni e documenti infiniti per poterli avere.

UE/ Deaglio: così il "modello Usa" può portare l’Europa fuori dalla crisi

.....Negli Usa quando il governo è in difficoltà interviene la Fed e stampa moneta. In poche parole «apre un conto» al governo. È così che di recente l’amministrazione ha potuto contare su 300 miliardi che prima non aveva. Ma in Europa la Bce non può far questo. Se l’Europa non interviene i debiti pubblici di tutti i paesi ne saranno in qualche modo interessati. Anche l’Italia potrebbe avere qualche riflesso negativo.....prosegui

Il racconto: il dolore continua tra le macerie ma la carità lavora a luci spente

di Alberto Reggiori
...............nei letti disposti all’aperto, nei cortili, si notano feriti già operati, quasi tutti giovani, moltissimi gli amputati. Si stimano in 15mila le persone con arti amputati: questo vuol dire che in breve Haiti sarà popolata da migliaia di mutilati ed invalidi che, se non saranno assistiti con un energico e capillare intervento di protesizzazione e riabilitazione rischiano di trasformarsi in straccioni e mendicanti.........Anche AVSI che ha già iniziato l’attività ambulatoriale e che la continuerà per mesi inviando medici a rotazione (si faccia avanti chi è disponibile) è su questa strada che trae le sue energie dalla presenza di Chi duemila anni fa ha dato un senso ed un valore assoluto al dolore ed alla sofferenza umana affermando “beati i poveri, beati voi che ora piangete perché sarete consolati, beati voi che avete fame e sete di giustizia…”. Questa non è una presenza dimessa e malinconica, è una vita piena di speranza e laboriosità. Per questo sarebbe un delitto non continuare a camminare insieme al popolo di Haiti. prosegui

mercoledì 17 febbraio 2010

Goldman Sachs, la Grecia e la storia

di Oscar Giannino
Giornalisticamente è stato uno scoop e non si discute, quello del New York Times. Quando il 14 febbraio Louise Story, Landon Thomas e Nelson Schwarz hanno rivelato che fino a poche settimane prima che la Grecia divenisse l’epicentro dell’eurodramma il presidente di Goldman Sachs, Gary Cohn, e un team dei suoi migliori liabilities arrangers trafficavano incessantemente con il Tesoro di Atene per mascherare decine di miliardi di euro di debito pubblico, in poche ore tutti i media mondiali rimbalzavano la storia in ogni schermo e pagina. Una storia che ci dice insieme delle vecchi ma persistenti strategie di Goldman e delle residue grandi banche d’affari anglosassoni, ma anche dei vizi dei governi. Perché, da quel punto di vista, i governi purtroppo sono più o meno sempre eguali, da secoli e millenni. Tendono a mascherare i deficit e debiti pubblici, e a ricercare il compiacente appoggio dei banchieri per riuscire nell’intento. .....................

Corte Conti: "Cresce la corruzione, nel 2009 denunce salite del 229%"

Reggio: i negozi chiudono, la crisi è nera

......Non solo i dipendenti e gli operai hanno pagato dazio, anche le medie e piccole imprese si sono scontrate improvvisamente con qualcosa di sconosciuto che ha, per forza di cose, fatto scattare allarmi capillari. A Reggio ormai è routine vedere improvvisamente saracinesche di negozi abbassate che, almeno per quella attività, non si rialzeranno più.......

Il buco non c'è , ma nemmeno la crescita

di Giuliano Ferrara

Irpef, nei 2008 un italiano su quattro non ha pagato tasse sul reddito

Pelanda: ecco perché l'Italia rischia di finire come la Grecia


Il mercato teme una ricaduta nella recessione in Europa. I dati, infatti, mostrano una ripresa molto robusta in Cina, zoppicante ma in via di accelerazione in America, e stagnazione nell’eurozona complicata dal crescente rischio percepito di insolvenza dei debiti sovrani di Grecia, Spagna e altri. Qual è il problema? Quale la soluzione di breve-medio termine?

In realtà la lentezza delle economie europee nel riprendersi dopo recessioni globali è osservabile da almeno 20 anni, particolarmente in quelle dei primi anni ’90 e del 2000-02. Dopo quest’ultima ci sono voluti ben tre anni prima che la disoccupazione fosse riassorbita in Germania, e quattro prima che il Pil italiano tornasse a crescere in modo sensibile, nel 2006.

Si aggiungano altri due dati storici. Dai primi anni ’90: (a) l’economia europea tende a crescere circa la metà di quella americana e un quarto di quella cinese, l’italiana circa la metà di quella europea; (b) i debiti pubblici degli Stati europei tendono a crescere, segno che devono finanziare in deficit, per crescita insufficiente, i loro modelli di Stato sociale..........................prosegui

martedì 16 febbraio 2010

A gennaio la cigs è già due terzi di quella del 2009

A Verona la Cisl sottolinea l'allarme. «Abbiamo ripetuto più volte», afferma il segretario provinciale Massimo Castellani, «che dopo la cig straordinaria o c'è ripresa o è probabile la risoluzione del rapporto di lavoro.

La solitudine del dentista globale

di Dario Di Vico
.....Il dentista, diventato suo malgrado globale, è spaesato. Tradizionalmente è un individualista, descritto come appassionato di motori e bella vita, poco interessato alla res publica (un solo parlamentare è odontoiatra mentre abbondano avvocati e medici). Oggi si trova davanti una concorrenza che usa i prezzi civetta come al supermercato e offre soggiorni in Romania e Ungheria a prezzi bassissimi.......


Siderurgia Severstal lascia l'Italia, 3.200 posti a rischio

Una favola metropolitana globale

Anche se scritto un paio di mesi fa, rende bene anche adesso. Anzi oggi di più.

Italia:peggio i conti o il paese?

di Marco Fortis sul Sole 24 Ore

Fisco, arrivano le ganasce per le tasse non versate

Caro Tremonti, ecco cosa fare per non fallire come la Grecia

di Mauro Bottarelli

...............................La crisi greca, nei fatti, non rappresenta la fine dell'eurozona ma certamente l'inizio della fine: troppo difficile mantenere insieme economie così differenti in tempi difficili come questi, troppo forte ancora la spinta egoistica e sovrana dei vari governi a fronte di un'inconsistenza politica totale di Bruxelles. Occorre coraggio, a partire da casa nostra.

Tremonti butti l'occhio, i continui stop-and-go sull'abbassamento delle tasse, l'ipotesi di contro-finanziarie e altri allarmi - come quello di Baldassarri a Ballarò, «In cassa non c'è più una lira» - fanno pensare che a New York abbiano ragione. Occhio a come si muoveranno i fondi e come varierà il numero di contratti contro euro e debito di Pigs e Italia al Chicago Merchantile Exchange: le prossime settimane, forse, ci diranno la verità. Non potrebbero non essere cose piacevoli da sentire. prosegui

martedì 9 febbraio 2010

Morire d'impresa a nordest di G. Ferrara

L’ultimo che si è arreso si chiamava Giuseppe Nicoletto. I giornali locali lo hanno presentato come un panettiere, ma era un artigiano e aveva creato un laboratorio alimentare che si chiamava Il Sole, perché doveva essere il simbolo della sua felicità imprenditoriale. Fin quando aveva dovuto cederlo per i debiti, perché non sapeva pi come pagare i fornitori. E allora era tornato indietro, alla casella di partenza, a fare il fornaio nella sua ex azienda. Il posto che ha scelto, un giovedì pomeriggio, per suicidarsi. E' entrato e si è costruito un cappio così ben fatto che, se avesse cambiato idea, non avrebbe potuto salvarsi. Qualcuno ha definito il nordest il paesaggio della felicità. Economica e sociale, innanzitutto. Un confine geografico immaginario, che sui capannoni ha costruito una rete di benessere e di riscatto sociale, di innovazione e di idee che si potrebbe sintetizzare in una parola sola: impresa. Eppure, qualcosa nel mosaico nordestino si sta guastando. Tramontato il miracolo, qui non ci sono operai che salgono sui tetti per conservare il proprio posto di lavoro. Ma la crisi economica, seppure meno acuta rispetto al resto del paese, sta creando L'azienda, il pezzo di sogno che qui in Veneto non è mai sradicato da un progetto familiare e comunitario un disagio esistenziale inaspettato, che sta affiorando come il lato oscuro dell'etica imprenditoriale: il male del nordest. Dall'inizio della crisi, dopo il settembre del 2008, c'è stata una catena di suicidi, tredici fino a oggi, la metà fra dicembre e gennaio, con intervalli sempre pi ravvicinati, che stanno suscitando, nella patria dell'ottimismo, due tipi di reazioni: sconcerto e silenzio. Se ne parla poco, sottovoce, e infatti gli ultimi tre suicidi, avvenuti nell'arco di una settimana alla fine di gennaio e tutti nella sola Padova, sono stati quasi ignorati. Atti estremi commessi da imprenditori, professionisti, manager. Persone forse incapaci di accettare la gogna sociale del fallimento e che, davanti all'eventualità di non farcela, hanno preferito il salto nell'abisso. Persone che non temevano tanto il licenziamento, quanto il dover licenziare......continua

sabato 6 febbraio 2010

Europa in deficit Stiglitz: “I tagli non servo

Per l’economista e premio Nobel stringere la cinghia per ottenere l’approvazione del mercato porterà solo “alla sofferenza delle persone”. Serve invece un piano a lungo termine. Fitoussi: “Nella Ue manca una strategia condivisa”

venerdì 5 febbraio 2010

Benito Livigni al V° Congresso di Senza Bavaglio (4)

Il sud era ricco prima di diventare Italia.

di Angela Pellicciari

Sul Sole 24 ore di domenica campeggiava un titolo cubitale: “Il debito? Nasce con l’unità d’Italia”. Dino Pesole riportava un’erudita citazione del ministro delle finanze Bastogi che, nel 1861, aveva deciso di “incorporare tutti i debiti dei sette ex Stati confluiti nella nuova entità territoriale”.
Sarà il solleone, sarà che parlare di unità d’Italia è ancora, dopo un secolo e mezzo, di stretta attualità, fatto sta che quando si tratta di Risorgimento....

.. prosegui

La guerra tra Cina e Obama mette a rischio anche l’Europa

di Mauro Bottarelli

Obama ha poi dichiarato che la situazione del debito creerebbe ulteriori problemi se nazioni straniere come la Cina perdessero il loro appetito per i buoni del tesoro americani: «È anche vero che a un certo punto si stancheranno di comprare i nostri debiti... e se questo accade, dobbiamo alzare i nostri tassi di interesse per essere in grado di prendere a prestito, e questo alzerà i tassi di interesse per tutti». Insomma, Obama ha annunciato il possibile, futuro default Usa e per tutta risposta dichiara guerra alla Cina, con cotè di sei miliardi di commessa militare a Taiwan.
di Mauro Bottarelli


.......Qualcosa non quadra. O il presidente Usa ha avuto chiari segnali della volontà cinese di scaricare posizioni di detenzione del debito Usa e allora passa all’attacco mostrando le unghie e i denti sperando di giungere a un compromesso, oppure qualcosa è in gestazione: un qualcosa che potrebbe concretizzarsi in un pericoloso muro contro muro che vedrebbe gli Usa pronti a lanciare un attacco senza precedenti contro la valuta cinese al fine, da un lato, di stroncare il monopolio sull’export e dall’altro di strangolare la crescita record del Dragone prosciugando la piscina in cui nuota il piranha rosso, quindi chiudendo attraverso un protezionismo di emergenza le porte ai beni cinesi in eccesso, un qualcosa di ormai acclarato.

Il mercato del debito Usa, l’unico in grado di assorbire la messe infinita di merci cinesi, se questo decide di porre fine al gioco di scambio - io mi faccio invadere di beni, tu detieni il mio debito - allora sarà guerra. Alla luce degli avvenimenti di queste ultime ore, appare rivelatore quanto scritto da ilsussidiario.net il 12 gennaio scorso: .........
...


.....Stando ai calcoli, del fondo, in Cina sarebbe pronta a esplodere una bolla immobiliare pari a “una Dubai moltiplicata per mille e forse più”, inoltre il settore manifatturiero potrebbe pagare il conto a una sovraproduzione di beni che il mercato non riesce più a consumare e assorbire. Per finire, poi, il forte sospetto che i dati macroeconomici forniti dalle autorità cinesi siano falsati....


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giovedì 4 febbraio 2010

Anche la Chiesa chiede misure anticrisi

.,....La crisi, secondo Paglia, “deve provocare una reazione forte da parte di tutti e non basta neppure il lodevole sussulto di solidarietà”. Serve piuttosto un ripensamento profondo sul senso del lavoro, oltre che sulle condizioni sociali. “La crisi - sempre secondo Paglia - non va subita, ma richiede al contrario una reinvenzione della prospettiva economica e sociale. Ci si deve rimettere tutti a pensare, tutte le parti in causa dovranno farlo, non solo qualcuna”. È dunque un suggerimento, quello del vescovo di Terni, che va perfino al di là delle reazioni all’Angelus papale.........Lo sviluppo dell’uomo riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione. La Chiesa non tacerà di fronte alla povertà, così come continuerà a non domandare ai poveri da dove vengono”.
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mercoledì 3 febbraio 2010

Rassegna Stampa ARTIGIANATO E PMI

FINANZA/ Ora anche la Spagna mette a rischio il futuro dell’Ue

Mauro Bottarelli


Tre sono le notizie di reale interesse in questi primi giorni di febbraio. Il dato sulla crescita dell'economia Usa diffuso la scorsa settimana, al di là degli aggiustamenti che meriterebbe per essere letto nella sua reale portata, ha colto di sorpresa tutti tranne la politica Usa.

Nel silenzio generale, infatti, subito prima di Natale, il Senato statunitense ha rialzato di altri 290 miliardi di dollari il tetto di indebitamento del governo, portandolo a 12.394 miliardi di dollari: hanno votato a favore di tale mossa 60 senatori e contro in 39. Cosa significhi questo è presto detto: l'iniziativa consentirà infatti al governo di emettere altre obbligazioni sul debito e avere due ulteriori mesi di operatività. Siamo, cioè, all'emergenza bella e buona.....

martedì 2 febbraio 2010

CRISI O NON CRISI

.......La cosa che ci rimane da fare è quella di cominciare a guardare a questa devastante crisi come un’opportunità di vero cambiamento, un’occasione per far scendere quaggiù “quelli di lassù”, e proporre un nuovo modello di vita e di società per i nostri figli. Questo è l’unico vantaggio che possiamo e dobbiamo prendere da una lezione dura come quella che ci è stata impartita. Non siamo soli, tutta Europa si sta svegliando........

Mi auguro che questi mesi di dura realtà che ancora ci aspettano servano a colmare veramente la misura della sopportazione dell’abuso e delle ingiustizie. Storicamente le proteste non violente sono quelle che hanno regalato le più ampie vittorie proprio della gente comune, dei decotti, di quelli alla canna del gas. Per questo mi auguro di incontrare molti di voi alla manifestazione che organizzeremo, spero di incontrare molti di voi e molti dei vostri collaboratori, perchè questa non sia l’ennisima guerra tra poveri, che rende i ricchi più ricchi ancora,ma un evento che chiarisca il fatto che oramai siamo consapevoli di dove stiano i nemici del paese e non che siamo disposti a sacrificare le nostre vite per loro.

Londra, quando la crisi uccide. In forte salita il numero dei suicidi

di Cinzia Zambrano


.......«La perdita di lavoro ha complicazioni economiche, causa tensioni nei rapporti familiari, ti isola dalle rete sociale, fino ad aumentare il rischio di suicidio. Il più delle volte causato dal consumo di droga o alcol».
Sebbene la Gran Bretagna sia uscita ufficialmente dalla recessione, -secondo le cifre diffuse dall’Ons in questi giorni - il Paese fatica ad uscire dai 18 mesi di contrazione consecutiva che hanno trasformato la crisi del credito nella Grande Crisi, ovvero la peggiore che il Regno Unito abbia mai affrontato a partire dagli anni Trenta. L’Ons ci dice che il Pil del Regno Unito, nell'ultimo trimestre del 2009, è cresciuto dello 0,1%. Poco, pochissimo, anche meno di quanto vaticinato dagli auspici dell'economia. ..............

Le banche devono restituire ai governi 2.427 miliardi

Dalai Lama, la Cina avverte Obama "Un incontro minerebbe relazioni"

PECHINO - Il Dalai Lama torna a far salire la tensione tra Cina e Stati Uniti. Il governo cinese ha avvertito oggi Washington che un eventuale incontro tra il presidente americano Barack Obama e i leader spirituale dei tibetani, durante la prossima visita di quest'ultimo in America, sarebbe "irragionevole" e "minerebbe seriamente" le relazioni tra Cina e Stati Uniti. Pechino dunque si oppone "con fermezza" alla prospettiva che il presidente Usa incontri il Dalai Lama, a breve in visita negli Stati Uniti. Un incontro, ha avvertito il partito comunista, "che potrebbe danneggiare seriamente le relazioni sino-americane". ...........

TESSILE Quasi 250 aziende hanno cessato l'attività nei primi nove mesi deI 2009

SONO 244 le industrie tessili che hanno cessato l'attività nei primi tre trimestri del 2009. 805 le chiusure del settore manifatturiero e 408 le confezioni di articoli di vestiario e di pellicceria che hanno chiuso i battenti. Non sono confortanti i dati della Camera di Commercio aggiornati a settembre 2009 (manca l'ultimo trimestre dell'anno che ancora non è stato pubblicato) che si registrano nel distretto pratese. A risentire della crisi per non sono solo le imprese tessili, basta ad esempio buttare lo sguardo sul settore «costruzioni» che nei primi nove mesi del 2009 ha perso ben 318 imprese mentre sono 63 (su 1072) le aziende iscritte alla voce «alberghi e ristoranti» che in meno di un anno si sono ritirate dal commercio. Non godono di salute migliore nemmeno il commercio sia al dettaglio che all'ingrosso di beni per la persona e per la casa: un settore che in soli nove mesi ha perso ben 318 punti vendita così come le agenzie immobiliari drasticamente diminuite di ben 202 attività nel corso dello scorso anno (e mancano ancora i dati di ottobre, novembre e dicembre). Il momento pi critico durante il quale si registrano le cessazioni pi numerose si conferma il primo trimestre dell'anno. A giudicare dall'emorragia che sembra non risparmiare davvero alcun settore, mai come oggi sarebbero una boccata d'ossigeno per le imprese gli aiuti messi in campo da Provincia e Regione: misure straordinarie anti-crisi per facilitare l'accesso al credito e quindi ai finanziamenti.

L'urlo dei piccoli, stanchi di aiuti a soliti noti

Guido Mattioni «Dallo scorso anno non è cambiato nulla. Sento qualcuno dire che c'èunpo' di movimento... Sarà, beati loro», si sfoga perplesso Alberto Vanzini, contitolare della F. lli Vanzini di Jerago con Orago, una delle aziende più antiche della provincia di Varese, iscritta dal 47 all' Associazione artigiani: tessera numero 84. La sua storia è il paradigma di questa Italia imprenditoriale del Nord che si ostina a resistere tra mille difficoltà congiunturali e, ancor peggio, tra mille ostacoli. Peggio perché se le difficoltà sono oggettive, gli ostacoli invece no. Quelli te li mettono tra le gambe le banche, il fisco e se non bastasse anche i grandi gruppi ai quali devi garantire forniture o subforniture. Grandi gruppi che poi, quando si tratta di pagare... «be', ripassi domani». Domani che pu voler dire spesso parecchi mesi, se non un anno intero. Domani che se sei piccolo rischi di non riuscire mai pi a vedere. «Fino allo tsunami della crisi piombatoci addosso nel 2008, avevamo 14 dipendenti e gli impianti che giravano 24 ore su 24. Poi, in soli quindici giomi, il crollo. Ora siamo scesi a sei addetti, con la segretaria in cassa integrazione mezza giornata. Quanto alle macchine, se va bene girano 8 ore al giorno. Sono mesi che io stesso e il mio socio lavoriamo in produzione», prosegue Vanzini con il tono di chi, nonostante tutto, pare per uno difficile da fermare. Ti racconta dei tanti colleghi - «mi chiedo davvero se noi non siamo dei autentici cogl..., pardon dei veri imbecilli», si sfoga - che hanno ipotecato la casa e quant'altro avevano, che hanno raschiato il fondo dei risparmi di tutta la famiglia. «Siamo al capolinea, circondati. O in due otre mesi riparte qualcosa, o sarà impossibile continuare». Storie così se ne nascondono tante, dietro le cifre delle imprese Cenerentola, quelle con una media di meno di dieci addetti. «Proprio quelle che rappresentano per il 95% dell'imprenditoria nazionale e che creano per di pi ogni anno 180% dei nuovi posti di lavoro. Ricordiamocelo», sottolinea con la sinceraveemenza che lo contraddistingue Giuseppe Bortolussi, presidente degli artigiani di Mestre (Cna). Gli fumano, a Bortolussi, quando gli parli di possibili nuovi aiuti alla Fiat. «Ogni provvedimento a favore della rottamazione, utilizzando oltretutto soldi pubblici, significa decine di migliaia di posti di lavoro persi nella manutenzione, settore che tra l'altro fa risparmiare tantissimo in materiali ed energia. E gente anche quella, gente che deve portare i soldi a casa. Per non sale sulle torri o sulle gru per raccogliere attenzione con quello che una volta si chiamava il ricatto occupazionale . Dispiace che la stessa attenzione non venga prestata a chi lavora nelle micro imprese». Le cifre preoccupano, per non dire che allarmano. Sempre in Veneto, anche in quella Marca Trevigiana che tutto sommato regge pii brillantemente che altrove (meglio tacere del polo di Marghera, un disastro senza pi apparente via di ritorno), sono state 183 le aziende che nel 2009 hanno avviato procedure di crisi, con 5.500 lavoratori a rischio. Senza dimenticare che nella stessa provincia, ora un po' meno Gioiosa, da gennaio a novembre 2009 sono stati 14 milioni le ore di cassa hitegrazione a fronte dei 2,3 milioni dell'analogo periodo 2008. Mentre nel Varesotto, storicamente una delle zone pi produttive d'Italia, «i posti cancellati dall' inizio della crisi sono Smila, ai quali si aggiungono 60mila unità in cassa integrazione», dice il presidente della locale Cna, Daniele Parolo, collocando la perdita occupazionale al2O% e quella del fatturato a meno 25%. «Non capisco questa esultanzaperun pi 0,5% di Pil; mipare eccessiva, considerato che arriviamo da un meno 5%. L'aria è pesante e siamo stufi di sentir parlare ancora di aiuti a un'azienda che in passato ha già ampiamente pubblicizzato le perdite e privatizzato i guadagni. Azienda che per di pi toglie ossigeno ai piccoli fornitori con prezzi strozzatissimi. Tutti fanno per finta di non sentire». Tra i sordi, la vox populi mette in primafila le banche. Con funzionari di filiale, «turnati» come trottole, che non hanno spesso neppure l'autonomia di concedere 5mila euro di fido di cassa. «Banche che ti chiedono la c pertura Confidi anche per i salvo buonfine», dice Vanzini. «Senza dimenticare - rincara Parolo - che ora la stessa Confidi, dopo l'impennata nella domanda di garanzie, cresciuta del 25% nel 2009, sta prudentemente frenando». –

Viaggio tra le piccole imprese L'urlo dei piccoli, stanchi di aiuti ai soliti noti PROTESTA

«Ogni euro regalato a una grande impresa è ossigeno vitale tolto alle nostre aziende» ***

Il Papa : < Il lavoro sia dignitoso ed adeguato >

La PMI cambia passaporto Italia - Francia solo andata

Ia Francia non sarà forse, storicamente, il paradiso europeo delle Pmi. Ma con Sarkozy le cose sono cambiate - e stanno cambiando - complice la crisi. Aiuti pubblici, soppressione dell'Irap e una nuova legge sui fallimenti delle microimprese hanno reso, inpocbi mesi, il quadro normat ivo decisamente pi attraente. A questo si aggiunge un'amministrazione pubblica che tradizionalmente è pi efficiente della nostra e che nonlesina in mezzi quandosi tratta di promuovere il proprio territorio come destinazione di investimenti stranieri. L'imprenditore italiano Francesco Borgomeo, che produce piastrelle e tegole solari, si è reso conto di questa realtà strada facendo. Partito con l'obiettivo di acquisire due impianti in Francia avendone alle spalle già uno in Italia, ha portato a termine l'operazione invertendone la prospettiva strategica: l'azienda diventata ormai gruppo si è trasformata in società di diritto francese elo stabilimento italiano sarà una filiale. Una buona notizia per la Francia, molto meno per l'Italia. Siamo ancora la culla naturale delle Pmi, ma restando con le mani in mano si rischia che il bambino ci venga sottratto.

Il tranquillo regno della lavatrice scopre chiusure e licenziamenti

Lino Zingaretti, segretario della locale Camera del lavoro, spiega:«La situazione sociale è diventata molto preoccupante perché non ci sono nuove iniziative imprenditoriali, qui una volta le aziende si rubavano gli operai, venivano dai paesi vicini a lavorare in fabbrica, ma se oggi chiude un’azienda non ci sono alternative di occupazione»........

.......Roberta Gianni, 36 anni, lavora in fabbrica da 20. È accompagnata dal fedele Ski, «cane metalmeccanico»:«Stavo alle presse, una volta qui dentro le donne non le prendevano. La crisi ha cambiato tutto, siamo sempre stati bene sul lavoro, ma ora molti lavoratori sono scomparsi, non si fanno vedere. Qualcuno prova a risolvere questa situazione da solo, ma penso che solo restando uniti possiamo fare qualcosa. Io non mi vedo da un’altra parte, ho sempre lavorato in fabbrica, non ho titoli di studio, cosa posso fare?»......

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Le Figaro: «Dipendenti pubblici in Sicilia? Che felicità»

Il quotidiano francese: «Stipendi aumentati del 38% mentre il governo aveva imposto la crescita zero»
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lunedì 1 febbraio 2010

CRISI/ LICENZIATO,MINACCIA DI LANCIARSI NEL VUOTO NEL NAPOLETANO

USA/ OBAMA PRESENTA FINANZIARIA, DEFICIT RECORD DA 1.560 MLD USD

Bonanni (Cisl): basta soldi a Fiat, usiamoli per la riforma fiscale

Non trova che un provvedimento come quello sugli incentivi sia un po’ anacronistico, o comunque “statalista”?

Sì, ma il settore dell’auto è particolare e coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori sia direttamente che attraverso l’indotto. Il Governo, su nostra richiesta, prenderà anche in considerazione qualche incentivo per il settore degli elettrodomestici, poiché i nostri produttori (come Merloni) versano in difficoltà e vi sono decine di migliaia di lavoratori a rischio in Italia.

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( In Italia ci sono anche centinaia di migliaia di PMI che non ce la faranno a superare la crisi, e di questo Bonanni e non solo lui, dovrebbe prenderne atto. R. Alabiso)

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html