venerdì 26 febbraio 2010
'Stop pensioni deputati', apparsa scritta su San Pietro
Tremonti attento, la Grecia per salvarsi vuol screditare l’Italia
Tuttavia, è lo stesso Rehn a non escludere che «lo stato del sistema bancario possa limitare i prestiti ai risparmiatori, man mano che la ripresa continuerà. E questo rappresenta il più grosso rischio per la ripresa stessa». Insomma, prepariamoci a tempi molto cupi per l'Europa. E a una stagione di caccia grossa e grandi bottini per gli speculatori. Questa volta aiutati non solo dalle agenzie di rating, ma anche dalla miopia e del provincialismo suicida dei politici della cosiddetta Unione Europea: nella City, ormai, la sigla EU ha cambiato significato. Fra i trader viene declinata come Extremely Useless. Giudicate voi. Il prossimo bersaglio potrebbe essere proprio l'Italia..... prosegui
MARINI: "Quei suicidi e la solitudine dell'imprenditore"
giovedì 25 febbraio 2010
OGGI IN LIBRERIA - "Piccoli - La pancia del paese" di Dario Di Vico
Sono la pancia del Paese, ne esprimono gli umori, le paure, gli slanci. Non hanno riti da onorare, linguaggi da tenere in vita, manifestazioni da propagandare, Pantheon da riempire. E anche per questo le élite e la cultura li escludonosistematicamente dalla rappresentazione del Paese. Per loro sono e restano degli Invisibili.
Mafia e politica: allarme della Cei "Il legame paralizza il Sud"
mercoledì 24 febbraio 2010
Crisi economica: Cei, in Italia cresciuto egoismo, Sud tagliato fuori
lunedì 22 febbraio 2010
Ingegnere precario per 8 euro l'ora
sabato 20 febbraio 2010
La crisi non è finita
venerdì 19 febbraio 2010
A chi giova il "caso Grecia"? Provate a chiedere alla Svizzera
di Mauro Bottarelli
..........Qualcosa di strano, molto strano sta bollendo in pentola nella placida Svizzera. Anche perché i segnali di una crisi destinata a proseguire e inasprirsi almeno entro il primo semestre dell’anno ci sono tutti: a New York, infatti, circola un outlook di FXboss.info in base al quale entro i prossimi dodici mesi l’oro toccherà quota millequattrocento dollari l’oncia.
Il bene rifugio per eccellenza, quello che tesaurizza le aspettative di crisi reale, cresce e continuerà a crescere di valore: ecco perché la Cina ne ha fatto man bassa sostituendolo nelle riserve al dollaro e costruendo bunker sotto le piste di alcuni aeroporti del paese per stivarlo. I guai sono davanti a noi, non dietro. E l’effetto Grecia, se continueremo a gestire la situazione in questa maniera, rischia di essere una miccia devastante.
giovedì 18 febbraio 2010
Il Papa: «Rubare e mentire, non è umano»
NOBEL..., ECONOMISTI DA FAVOLA! da Icebergfinanza
.....Come scrive il Sole24Ore, ora scopriamo che ... Non è la Grecia, ma l'Italia «la maggior minaccia all'Eurozona.» A sostenerlo è Robert Mundell, premio Nobel per l'economia nel 1999 in un'intervista concessa a Bloomberg Tv a New York. «Sarebbe molto difficile riuscire a salvare l'Italia - ha detto Mundell - Qualsiasi cosa si stia facendo per la Grecia e magari per il Portogallo e anche per l'Irlanda, deve anche essere fatto per salvare l'Italia. L'Italia deve essere preoccupata».
Secondo Mundell, l'alto livello del debito dell'Italia, che secondo la Uetoccherà il 117% del Pil quest'anno, potrebbe creare problemi per l'intera Eurozona qualora un aumento degli oneri finanziari rendesse difficile far fronte agli impegni. L'Italia ha debiti per circa 1. 800 miliardi di euro, oltre cinque volte quelli della Grecia. «Se l'Italia avrà delle difficoltà e diventerà un bersaglio della speculazione - spiega Mundell nell'intervista - allora ci saranno problemi enormi per l'euro»......
Varese: «Servono 50mila euro» Arrestati due funzionari del fisco
La richiesta di un commercialista ad un imprenditore per evitare controlli degli ispettori dell'Agenzia delle Entrate
SFOGO D UN PADRE Un figlio che non trova lavoro
UE/ Deaglio: così il "modello Usa" può portare l’Europa fuori dalla crisi
Il racconto: il dolore continua tra le macerie ma la carità lavora a luci spente
mercoledì 17 febbraio 2010
Goldman Sachs, la Grecia e la storia
Reggio: i negozi chiudono, la crisi è nera
Pelanda: ecco perché l'Italia rischia di finire come la Grecia
Il mercato teme una ricaduta nella recessione in Europa. I dati, infatti, mostrano una ripresa molto robusta in Cina, zoppicante ma in via di accelerazione in America, e stagnazione nell’eurozona complicata dal crescente rischio percepito di insolvenza dei debiti sovrani di Grecia, Spagna e altri. Qual è il problema? Quale la soluzione di breve-medio termine?
In realtà la lentezza delle economie europee nel riprendersi dopo recessioni globali è osservabile da almeno 20 anni, particolarmente in quelle dei primi anni ’90 e del 2000-02. Dopo quest’ultima ci sono voluti ben tre anni prima che la disoccupazione fosse riassorbita in Germania, e quattro prima che il Pil italiano tornasse a crescere in modo sensibile, nel 2006.
Si aggiungano altri due dati storici. Dai primi anni ’90: (a) l’economia europea tende a crescere circa la metà di quella americana e un quarto di quella cinese, l’italiana circa la metà di quella europea; (b) i debiti pubblici degli Stati europei tendono a crescere, segno che devono finanziare in deficit, per crescita insufficiente, i loro modelli di Stato sociale..........................prosegui
martedì 16 febbraio 2010
A gennaio la cigs è già due terzi di quella del 2009
La solitudine del dentista globale
Una favola metropolitana globale
Caro Tremonti, ecco cosa fare per non fallire come la Grecia
di Mauro Bottarelli
...............................La crisi greca, nei fatti, non rappresenta la fine dell'eurozona ma certamente l'inizio della fine: troppo difficile mantenere insieme economie così differenti in tempi difficili come questi, troppo forte ancora la spinta egoistica e sovrana dei vari governi a fronte di un'inconsistenza politica totale di Bruxelles. Occorre coraggio, a partire da casa nostra.
Tremonti butti l'occhio, i continui stop-and-go sull'abbassamento delle tasse, l'ipotesi di contro-finanziarie e altri allarmi - come quello di Baldassarri a Ballarò, «In cassa non c'è più una lira» - fanno pensare che a New York abbiano ragione. Occhio a come si muoveranno i fondi e come varierà il numero di contratti contro euro e debito di Pigs e Italia al Chicago Merchantile Exchange: le prossime settimane, forse, ci diranno la verità. Non potrebbero non essere cose piacevoli da sentire. prosegui
lunedì 15 febbraio 2010
domenica 14 febbraio 2010
«Abbiamo resistito meglio di tutti grazie alle Pmi»
sabato 13 febbraio 2010
venerdì 12 febbraio 2010
giovedì 11 febbraio 2010
martedì 9 febbraio 2010
Morire d'impresa a nordest di G. Ferrara
lunedì 8 febbraio 2010
Crisi: record sfratti e ingiunzioni Inchiesta del Sole24 Ore sui dati di 40 tribunali capoluogo
sabato 6 febbraio 2010
Europa in deficit Stiglitz: “I tagli non servo
venerdì 5 febbraio 2010
Il sud era ricco prima di diventare Italia.
Sul Sole 24 ore di domenica campeggiava un titolo cubitale: “Il debito? Nasce con l’unità d’Italia”. Dino Pesole riportava un’erudita citazione del ministro delle finanze Bastogi che, nel 1861, aveva deciso di “incorporare tutti i debiti dei sette ex Stati confluiti nella nuova entità territoriale”.
Sarà il solleone, sarà che parlare di unità d’Italia è ancora, dopo un secolo e mezzo, di stretta attualità, fatto sta che quando si tratta di Risorgimento....
.. prosegui
La guerra tra Cina e Obama mette a rischio anche l’Europa
Obama ha poi dichiarato che la situazione del debito creerebbe ulteriori problemi se nazioni straniere come la Cina perdessero il loro appetito per i buoni del tesoro americani: «È anche vero che a un certo punto si stancheranno di comprare i nostri debiti... e se questo accade, dobbiamo alzare i nostri tassi di interesse per essere in grado di prendere a prestito, e questo alzerà i tassi di interesse per tutti». Insomma, Obama ha annunciato il possibile, futuro default Usa e per tutta risposta dichiara guerra alla Cina, con cotè di sei miliardi di commessa militare a Taiwan.
di Mauro Bottarelli
.......Qualcosa non quadra. O il presidente Usa ha avuto chiari segnali della volontà cinese di scaricare posizioni di detenzione del debito Usa e allora passa all’attacco mostrando le unghie e i denti sperando di giungere a un compromesso, oppure qualcosa è in gestazione: un qualcosa che potrebbe concretizzarsi in un pericoloso muro contro muro che vedrebbe gli Usa pronti a lanciare un attacco senza precedenti contro la valuta cinese al fine, da un lato, di stroncare il monopolio sull’export e dall’altro di strangolare la crescita record del Dragone prosciugando la piscina in cui nuota il piranha rosso, quindi chiudendo attraverso un protezionismo di emergenza le porte ai beni cinesi in eccesso, un qualcosa di ormai acclarato.
Il mercato del debito Usa, l’unico in grado di assorbire la messe infinita di merci cinesi, se questo decide di porre fine al gioco di scambio - io mi faccio invadere di beni, tu detieni il mio debito - allora sarà guerra. Alla luce degli avvenimenti di queste ultime ore, appare rivelatore quanto scritto da ilsussidiario.net il 12 gennaio scorso: ......... ...
.....Stando ai calcoli, del fondo, in Cina sarebbe pronta a esplodere una bolla immobiliare pari a “una Dubai moltiplicata per mille e forse più”, inoltre il settore manifatturiero potrebbe pagare il conto a una sovraproduzione di beni che il mercato non riesce più a consumare e assorbire. Per finire, poi, il forte sospetto che i dati macroeconomici forniti dalle autorità cinesi siano falsati....
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giovedì 4 febbraio 2010
Anche la Chiesa chiede misure anticrisi
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mercoledì 3 febbraio 2010
FINANZA/ Ora anche la Spagna mette a rischio il futuro dell’Ue
Tre sono le notizie di reale interesse in questi primi giorni di febbraio. Il dato sulla crescita dell'economia Usa diffuso la scorsa settimana, al di là degli aggiustamenti che meriterebbe per essere letto nella sua reale portata, ha colto di sorpresa tutti tranne la politica Usa.
Nel silenzio generale, infatti, subito prima di Natale, il Senato statunitense ha rialzato di altri 290 miliardi di dollari il tetto di indebitamento del governo, portandolo a 12.394 miliardi di dollari: hanno votato a favore di tale mossa 60 senatori e contro in 39. Cosa significhi questo è presto detto: l'iniziativa consentirà infatti al governo di emettere altre obbligazioni sul debito e avere due ulteriori mesi di operatività. Siamo, cioè, all'emergenza bella e buona.....
martedì 2 febbraio 2010
CRISI O NON CRISI
Mi auguro che questi mesi di dura realtà che ancora ci aspettano servano a colmare veramente la misura della sopportazione dell’abuso e delle ingiustizie. Storicamente le proteste non violente sono quelle che hanno regalato le più ampie vittorie proprio della gente comune, dei decotti, di quelli alla canna del gas. Per questo mi auguro di incontrare molti di voi alla manifestazione che organizzeremo, spero di incontrare molti di voi e molti dei vostri collaboratori, perchè questa non sia l’ennisima guerra tra poveri, che rende i ricchi più ricchi ancora,ma un evento che chiarisca il fatto che oramai siamo consapevoli di dove stiano i nemici del paese e non che siamo disposti a sacrificare le nostre vite per loro.
Londra, quando la crisi uccide. In forte salita il numero dei suicidi
.......«La perdita di lavoro ha complicazioni economiche, causa tensioni nei rapporti familiari, ti isola dalle rete sociale, fino ad aumentare il rischio di suicidio. Il più delle volte causato dal consumo di droga o alcol».
Sebbene la Gran Bretagna sia uscita ufficialmente dalla recessione, -secondo le cifre diffuse dall’Ons in questi giorni - il Paese fatica ad uscire dai 18 mesi di contrazione consecutiva che hanno trasformato la crisi del credito nella Grande Crisi, ovvero la peggiore che il Regno Unito abbia mai affrontato a partire dagli anni Trenta. L’Ons ci dice che il Pil del Regno Unito, nell'ultimo trimestre del 2009, è cresciuto dello 0,1%. Poco, pochissimo, anche meno di quanto vaticinato dagli auspici dell'economia. ..............
Dalai Lama, la Cina avverte Obama "Un incontro minerebbe relazioni"
TESSILE Quasi 250 aziende hanno cessato l'attività nei primi nove mesi deI 2009
L'urlo dei piccoli, stanchi di aiuti a soliti noti
Viaggio tra le piccole imprese L'urlo dei piccoli, stanchi di aiuti ai soliti noti PROTESTA
«Ogni euro regalato a una grande impresa è ossigeno vitale tolto alle nostre aziende» ***
La PMI cambia passaporto Italia - Francia solo andata
Il tranquillo regno della lavatrice scopre chiusure e licenziamenti
.......Roberta Gianni, 36 anni, lavora in fabbrica da 20. È accompagnata dal fedele Ski, «cane metalmeccanico»:«Stavo alle presse, una volta qui dentro le donne non le prendevano. La crisi ha cambiato tutto, siamo sempre stati bene sul lavoro, ma ora molti lavoratori sono scomparsi, non si fanno vedere. Qualcuno prova a risolvere questa situazione da solo, ma penso che solo restando uniti possiamo fare qualcosa. Io non mi vedo da un’altra parte, ho sempre lavorato in fabbrica, non ho titoli di studio, cosa posso fare?»......
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Le Figaro: «Dipendenti pubblici in Sicilia? Che felicità»
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lunedì 1 febbraio 2010
Bonanni (Cisl): basta soldi a Fiat, usiamoli per la riforma fiscale
Sì, ma il settore dell’auto è particolare e coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori sia direttamente che attraverso l’indotto. Il Governo, su nostra richiesta, prenderà anche in considerazione qualche incentivo per il settore degli elettrodomestici, poiché i nostri produttori (come Merloni) versano in difficoltà e vi sono decine di migliaia di lavoratori a rischio in Italia.
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( In Italia ci sono anche centinaia di migliaia di PMI che non ce la faranno a superare la crisi, e di questo Bonanni e non solo lui, dovrebbe prenderne atto. R. Alabiso)
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
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(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...