.,....La crisi, secondo Paglia, “deve provocare una reazione forte da parte di tutti e non basta neppure il lodevole sussulto di solidarietà”. Serve piuttosto un ripensamento profondo sul senso del lavoro, oltre che sulle condizioni sociali. “La crisi - sempre secondo Paglia - non va subita, ma richiede al contrario una reinvenzione della prospettiva economica e sociale. Ci si deve rimettere tutti a pensare, tutte le parti in causa dovranno farlo, non solo qualcuna”. È dunque un suggerimento, quello del vescovo di Terni, che va perfino al di là delle reazioni all’Angelus papale.........Lo sviluppo dell’uomo riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione. La Chiesa non tacerà di fronte alla povertà, così come continuerà a non domandare ai poveri da dove vengono”.
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