mercoledì 26 dicembre 2012

AGENDA MONTI … UN’ARCA DI NOE’!

AGENDA MONTI … UN’ARCA DI NOE’!


L’arca di Noè che il professore sta allestendo con i legni della sua agenda non mancherà di riempirsi nelle prossime settimane delle peggiori coppie della speculazione politica italiana, un concentrato di animali politici che cambiano opinioni e ideali a seconda della convenienza personale.
Ma andiamo oltre e diamo un’occhiata ad alcuni passaggi dell’agenda Monti senza dimenticare che …
New York, 25 settembre 2012 - “Non correrò alle elezioni. Sono senatore a vita: penso che sia importante che la vita politica riprenda in Italia, mi auguro con maggiore responsabilità e maturità.
Milano, 2 ottobre 2012 - “ Monti: lascerò governo ad altri nei prossimi mesi ” Lasceremo il governo ad altri nei prossimi mesi e con esso un Paese meno rassegnato e un po’ più sereno”. (RaiTG3)
ROMA, 23 dicembre (Reuters) – ” Pronto a premiership con chi sostiene mia agenda ” “Non sarò candidato in un collegio, anche perché sono senatore a vita”, ha detto il Professore rispondendo ai giornalisti.
 ”Se una o più forze politiche credibili volessero candidarmi, valuterei la cosa”. “Se una o più forze politiche credibili volessero candidarmi, valuterei la cosa”. “Se una o più forze politiche credibili volessero candidarmi, valuterei la cosa”…
” Non mi candido ma…”

Non contiamo più nulla – il Blog di Marcello Foa

Non contiamo più nulla – il Blog di Marcello Foa:


E’ Natale e bisogna essere buoni ma dopo aver ascoltato il discorso di Mario Monti non si puô non essere arrabbiati, molto arrabbiati. Tutta l’arroganza e la vacuità intellettuale dell’uomo è emersa con chiarezza. Al nostro premier la democrazia dà evidentemente fastidio, come peraltro sospettiamo da tempo e va aggirata sistematicamente. Di solito, però è più scaltro mentre ieri ha gettato la maschera con un discorso molto chiaro nelle finalità, ma sconclusionato nelle argomentazioni, al punto che persino un giornale a lui  molto amico come il Corriere della Sera ha dovuto riconoscerlo.
Negli ultimi tempi ha lasciato intendere di volersi candidare, poi di voler restare ai margini, ora lascia aperta una finestra per entrare in gioco in extremis, intanto si erge a giudice dei politici e soprattutto si autocandida a premier, con la supponenza di chi sa di poter contare sull’appoggio di lobbies internazionali e ha una sconsiderata stima di sè.
Gli italiani, per fortuna, proprio sprovveduti non sono e la pattuglia dei suoi ammiratori, si è verosimilmente già ristretta. Eppure la loro disapprovazione non basta, perché nell’Europa di oggi la sovranità popolare non conta più nulla. E’ questo l’epilogo più amaro di questa crisi: siamo diventati una democrazia nominale, che mantiene la forma ma viene svuotata nella sostanza di meccanismo di governo e di equilibrio tra i poteri magari imperfetti ma preferibili a qualunque forma di autoritarismo, quelle che, invece, senza dichiarare i propri intendimenti, vengono promosse da certi ambienti e da certi leader.
Grazie di cuore, presidente Monti. Lei sì è un grande uomo.

La Sicilia, il mondo e una stella per un nuovo inizio

La Sicilia, il mondo e una stella per un nuovo inizio

lunedì 17 dicembre 2012

GEOFINANZA/ Così la Super-Bce "copre" ancora i guai della Germania

GEOFINANZA/ Così la Super-Bce "copre" ancora i guai della Germania:


guai della Germania
Giovanni Passali
lunedì 1 7 dicembre 201 2
Un altro pezzo di sov ranità italiana se ne sta per andare. Infatti, settimana scorsa l’Ecofin (cioè il
consesso dei ministri dell’Economia dei paesi europei) ha raggiunto un accordo per attiv are un
meccanismo di sorv eglianza sulle banche europee. Tale meccanismo istituirà un ente che è stato
chiamato Single Superv isory Mechanism (SSM).
Sarà la Banca centrale europea a v igilare dall’inizio del 201 4 sull’ente, che sarà composto anche dai
membri delle autorità nazionali competenti. L’Eurotower av rà così la responsabilità diretta su duecento
istituti di credito dell’Eurozona, quelli con oltre trenta miliardi di euro in asset o che in ogni caso
rappresentano più di un quinto dell’output statale. Una clausola, inoltre, permette alla Bce di prendere
il diretto controllo di un istituto in caso di richiesta diretta dell’interv ento del Fondo salv a-stati ESM. La
Bce potrà addirittura chiudere una banca, in caso lo ritenga opportuno. Questo, ov v iamente, senza
tenere minimamente conto della legislazione locale. Soddisfatti ov v iamente Gran Bretagna, Sv ezia e
altri paesi al di fuori dell’euro, che manterranno inv ece l’influenza statale sul proprio sistema di credito.
L’ente SSM non è ancora nato e già iniziano le prime critiche trancianti. E non sono critiche di poco
conto, si tratta nientedimeno che del capo della Bundesbank, la banca centrale tedesca, il quale si dice
scettico sull’opportunità di affidare questo compito alla Bce, e rilancia l’ipotesi di un regime transitorio,
al termine del quale bisognerebbe creare una autorità ad hoc. “Non sono conv into che il Consiglio
direttiv o della Bce sia l’organo migliore per decidere se una banca debba esser chiusa o meno”, ha
affermato Weidmann in un’interv ista a un giornale tedesco.
Infatti, tanta autorità è stata affidata al Consiglio direttiv o della Bce, che div enta così una sorta di corpo
dittatoriale autonomo, priv o di qualsiasi controllo. E chi ha concepito questa situazione, ha pensato bene
di prev enire pure questa critica. Perché l’Ecofin ha sì affidato il ruolo di coordinatore della v igilanza
sulle banche alla Bce, ma ha anche stabilito che v i sia una netta separazione tra le decisioni di politica
monetaria, che appartengono al Consiglio direttiv o, e quelle su questa nuov a area di v igilanza sulle
banche battezzata Ssm. Separazione le cui modalità operativ e dov ranno essere stabilite dalla stessa Bce.
La Bce che controlla l’attiv ità del nuov o ente Ssm, composto da membri del Consiglio direttiv o della Bce:
siamo al delirio dell’autoreferenzialità.
Ov v iamente da tale meccanismo di controllo diretto è stata esclusa una certa categoria di banche,
casualmente proprio quelle che corrispondono al profilo delle Landesbanken, cioè delle banche regionali
tedesche, quelle più colpite dal deprezzamento di titoli spazzatura e di bond greci. Allora perché
l’opposizione di Weidmann?
Il perché è presto detto. Infatti, la Bce, agendo come superv isore unico, potrà decidere in qualunque
momento di esercitare direttamente i propri poteri nei riguardi di qualunque altra banca, di qualunque
dimensione (e quindi anche le casse di risparmio, le Landesbanken o gli istituti di credito cooperativ i
tedeschi), se lo reputerà....

giovedì 13 dicembre 2012

GEOFINANZA/ Nell'ombra si prepara un attacco all'Italia

GEOFINANZA/ Nell'ombra si prepara un attacco all'Italia:


Mauro Bottarelli
giov edì 1 3 dicembre 201 2
L’Italia, in termini pro capite, è più ricca della Germania, forte di 9 triliardi di euro di ricchezza
priv ata. Ha il surplus di budget primario più grande del blocco del G7 , ha un debito pubblico priv ato e
pubblico combinato con ratio 265% sul Pil, più basso di quelli di Francia, Olanda, Regno Unito, Stati
Uniti e Giappone. È al top dell’indice per la sostenibilità di lungo termine del debito del Fmi tra le nazioni
più industrializzate e questo grazie alla riforma delle pensioni fatta durante l’ultimo gov erno di Silv io
Berlusconi. Sono fatti, non mie opinioni.
Per Andrew Roberts di Rbs, «l’Italia ha un v ibrante settore delle esportazioni e un av anzo primario. Se
c’è una nazione che trarrebbe beneficio dall’abbandono dell’euro, anche per restaurare la competitiv ità,
questa è indubbiamente l’Italia. I numeri sono ev identi. Noi pensiamo che la storia, l’argomento cardine
del 201 3 non sarà quello di nazioni che saranno costrette a lasciare l’euro, ma come queste sceglieranno
di andarsene». Di più, uno studio di “game theory ” fatto da Bank of America giungev a alla conclusione
che l’Italia beneficerebbe più di tutti gli altri paesi dell’eurozona dall’abbandono dell’euro e dalla
restaurazione di un controllo sov rano sulle lev e politiche..........

martedì 11 dicembre 2012

BORSA & SPREAD/ Le 10 prove che smascherano gli "altarini" dei mercati

BORSA & SPREAD/ Le 10 prove che smascherano gli "altarini" dei mercati:


Mauro Bottarelli
martedì 1 1 dicembre 201 2
L’età gioca brutti scherzi, cari lettori. Pensate che ancora fino a domenica scorsa io ero conv into che la
legislatura sarebbe terminata naturalmente nel marzo prossimo e poi si sarebbe andati al v oto. Mica mi
ero accorto che, con la sua ennesima discesa in campo, Silv io Berlusconi av esse interrotto un esercizio di
gov erno destinato a concludersi alla fine del 201 6. L’ho capito ieri guardando i dati dello spread sul
decennale a 360 punti base e i tonfi del comparto bancario in Borsa, spiegabili soltanto dalla prematura
scomparsa di un gov erno con dav anti ancora tanto da fare, tanto tempo e una maggioranza bulgara per
farlo, non certo per l’addio con tre mesi di anticipo di un esecutiv o meramente tecnico, emergenziale e a
tempo e con le elezioni prev iste per marzo 201 3 che ora, con tutta probabilità, v erranno anticipate -
pensate, pensate - al 1 0 febbraio.
Non me lo spiegav o, non mi spiegav o come i mercati potessero essere interessati da un “pre”
ampiamente scontato, ov v ero contrattualizzato già all’atto di nascita del gov erno Monti, e non piuttosto
dal “post” elezioni, la v era sfida per questo Paese. Forse, direte v oi, da qui a marzo il gov erno av rebbe
potuto fare chissà quali straordinarie riforme e i mercati sono delusi? Da qui a marzo? Con le v acanze
natalizie in mezzo, la riforma elettorale andata in cantina e il Pd che scalpita per v otare domani per
sfruttare l’onda lunga delle primarie, a v ostro giudizio si sarebbe potuto fare qualcosa? Certo, un altro
paio di fiducie sarebbero riuscite a piazzarle, magari sulla delega fiscale facendo qualche altro danno
accessorio al Paese e alle sue imprese ma non molto, niente comunque da giustificare 30 punti base di
spread in una mattina. A mio modesto modo di v edere, almeno. Uso l’ironia perché se non ci fosse da
piangere, di questa telenov ela parlamentare ci sarebbe dav v ero da ridere. E tanto, di gusto.
Ora prov o a mettere in fila qualche ragionamento, tanto per farv i capire che - nonostante quanto
dicano tutti i media del mondo - del ritorno in campo di Berlusconi ai mercati non frega un fico secco. E
non lo faccio perché abbia debiti di riconoscenza v erso il Cav aliere - a parte per le quattro Coppe
Campioni che mi ha fatto v incere e la gioia di av er v isto giocare Marco Van Basten -, ma perché, come
dicev a Orwell, «nel tempo dell’inganno univ ersale, dire la v erità è un atto riv oluzionario». E quello che
stiamo v iv endo è un enorme inganno. Partiamo. Sui giornali di ieri, prima che le facili prev isioni degli
anti-berlusconiani militanti si av v erassero, campeggiav a la frase del presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano: «Vediamo i mercati alla riapertura». Cosaaa?? Ebbene sì, cari lettori, il nostro capo
dello Stato, tra l’altro un ex comunista migliorista, ammette di farsi guidare dai mercati nella sua
azione politica. Ne prendiamo atto, le consultazioni si terranno nel quartier generale di Goldman Sachs
e il giuramento del prossimo gov erno in quella di Morgan Stanley (Merrill Ly nch punta a ospitare le
Commissioni bilancio e finanze).
Secondo, «i dubbi sull’instabilità politica di paesi come l’Italia hanno un contagio immediato sulla
Spagna». A contendersi il premio idiozia dell’anno con questa perla è stato ieri mattina il ministro
dell’Economia spagnolo, Luis de Guindos, alla radio Rne, commentando l’annuncio delle dimissioni di
Monti. «Quando sorgono dubbi sulla stabilità di un Paese v icino come l’Italia, a sua v olta percepito come
v ulnerabile, ci contagiano subito», ha concluso, tronfio per l’idiozia che era riuscito a pronunciare,
senza nemmeno impappinarsi. Ripeto, ma secondo v oi i mercati si agitano perché Monti si dimette due
mesi prima di quanto si sapev a essere la scadenza naturale da oltre un anno? O perché l’Italia andrà con
ogni probabilità al v oto un mese prima? Siamo noi a contagiare la Spagna, non la Spagna che rischia di
impestare mezza Europa, v isto che al netto dei 37 miliardi già sborsati dall’Ue per mantenere in v ita le
sue banche-zombie, l’anno prossimo il signor de Guindos dov rà emettere 1 24 miliardi di euro di titoli di
Stato, record assoluto di ammontare e senza di fatto potenziali compratori interni sul mercato, v isto che
le banche spagnole non penso av ranno molta liquidità per comprare Bonos. Siamo al delirio.....

FINANZA/ Sapelli: i mercati "festeggiano" l'addio dei tecnici

FINANZA/ Sapelli: i mercati "festeggiano" l'addio dei tecnici:

FINANZA/ Sapelli: i mercati "festeggiano" l'addiodei tecniciGiulio Sapellimartedì 1 1 dicembre 201 2Tuoni, fulmini e saette! Chi l’av rebbe mai detto che l’articolo più pertinente al mio pov ero pensiero sulFinis Monti l’av rei trov ato sul Financial Times, che puntuale, nonostante le poste italiche, mi giunge acasa ogni mattina? “Politics have burst through a Mario Monti bubble” titolav a Wolfgang Munchau apagina 9, quella importante della giornata. Eppure era v ero: l’ho ancora dinanzi a me.Mario Monti, secondo il mio caro articolista, av ev a sbagliato - udite udite! - quasi tutto, in primis conl’austerità e poi non av ev a v alutato la necessità di aprire un negoziato non subalterno con la Merkel,che si av v ia a v enir glorificata dal suo partito, ma nel contempo a dar v ita a una terribile crisi inEuropa per la proterv ia e la cocciutaggine di chi rifiuta ogni passo innanzi v erso una coordinata politicaeuropea di salv ataggio delle banche tutte dell’Eurozona, comprese quelle tedesche che emergono come lepiù inquinate da assets tossici e comprese le terribili risposte di non recevoir inv iate a ogni tentav o tipoEurobond. Perché questo v orrebbe dire condiv idere il destino di paesi con deficit commerciali e paesi consurplus commerciali. E questo non si v uol fare: muoia Sansone con tutti filistei. Ciò che Berlusconi fa inItalia, la Merkel con altri mezzi fa in Europa…Non c’è che dire: av rei potuto scriv erlo io quell’articolo che nessuno in Italia, salv o pochi specialisti,leggerà e buona parte di coloro che lo leggeranno faranno di tutto per occultarlo ai più. Mario Monti,come affermav a bene La Stampa, giornale subalpino per eccellenza, “ha compiuto uno strappo”. Che tipodi strappo? Ma costituzionale of course. Appena si è elev ata una v oce di contrarietà v erso il suo Gov ernoe si è annunciata una forte opposizione pur rimanendo in aula e facendo non mancare il numero legale,cosicché il percorso di fiducia si è inv erato, appena Alfano ha pronunciato un v iolento ma fermo ecorretto discorso non contro la persona ma contro la politica montiana - la stessa criticata da Munchau -,il Premier ha infilato le scale del Quirinale e qui, senza un v oto di sfiducia, ha annunciato cherinunciav a all’incarico e il Presidente ha accettato tali dimissioni. O meglio ha affermato che lo faràuna v olta che si sia consumato il rito importantissimo del v oto sulla Legge di stabilità e sulla leggesull’Ilv a. Una procedura inconsueta, come inconsueta fu quella delle dimissioni senza sfiducia diBerlusconi…Siamo fuori ormai da qualsiv oglia Costituzione; siamo tutti immersi in una mortatiana ............

domenica 9 dicembre 2012

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2012/12/9/FINANZA-Debito-una-somma-illude-l-Italia/344660/

Che il debito privato sia elevato o meno, non conta di per sé granché quando il problema è che il debitore Stato pare incapace di controllare la propria spesa; quel che rileva, casomai, è la ricchezza netta privata (appunto al netto dell'indebitamento privato) in quanto rappresenta un potenziale fondo che lo Stato può “depredare” con tasse e imposte per garantire la solvibilità del proprio debito. Sinceramente non trovo niente di rassicurante nel fatto che, in quanto privatamente meno indebitati, i cittadini italiani rappresentino un ottimo gregge da offrire in olocausto sull'altare del debito statale.http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2012/12/9/FINANZA-Debito-una-somma-illude-l-Italia/344660/

giovedì 6 dicembre 2012

FINANZA/ Le banche centrali preparano una nuova bolla

FINANZA/ Le banche centrali preparano una nuova bolla:


Ma

rtedì Il Sole 24 Ore si lanciava un’intemerata in difesa della moneta unica, attaccandone i

critici con questo tono: «L’euro ha sette vite. Finora tutte le Cassandre, da Roubini a Greenspan,

da Soros a Lagarde, hanno fatto cilecca. Ecco le loro frasi celebri... tutte sbagliate. Roubini:

“L’euro ha sei mesi di vita”. Soros: “L’Europa è un morto che cammina”. Feldstein: “L’euro?

Riporterà la guerra in Europa”. E ora chi paga per le previsioni sbagliate e i danni fatti agli Stati

sovrani?».

Ora, ho troppo rispetto per i colleghi de Il Sole 24 Ore per pensare che credano veramente a

tutto quanto scritto sul loro giornale e, soprattutto, non vedano nelle politiche finora messe in

campo per salvare artificialmente l’euro il rischio di una gigantesca bolla obbligazionaria già in

creazione da almeno tre anni, qualcosa che potrebbe tramutare il botto delle dot.com in un mero

e innocuo innesco di stop loss.

Parliamoci chiaro, in questo momento lo spread basso fa comodo a tutti ed è frutto della

garanzia implicita della Bce, stante il quadro macro da Paese sub-equatoriale dell’Italia (a meno

che l’Ocse non sia diventata un’organizzazione di pericolosi sovversivi). Spread basso vuol dire sì

minori interessi da pagare sul debito che emetteremo, ma anche - e soprattutto - aumento del

valore dei titoli che le banche italiane hanno acquistato a rendimenti stellari con i soldi all’1%

della Bce, insomma si imbellettano per un po’ i bilanci. Tanto, non so se l’avete capito, a questo

governo interessano solo le banche - vedi Mps, tra i cui capolavori va annoverato, oltre

l’acquisto di AntonVeneta a prezzi folli, anche l’errore nella copertura dal rischio tassi sul suo

enorme portafoglio di titoli di Stato tramite derivati, con il risultato che 25 miliardi di titoli

rendono solo 65 milioni, lo 0,26% -, non altro.

Io ho la quasi certezza che l’asta di Btp a 5 e 10 anni della scorsa settimana sia stata “edulcorata”

dall’intervento della Bce, attraverso il back-door funding, tanto per mandare un segnale chiaro ai

mercati, spedendo lo yield ai minimi quasi pre-crisi e preparando il calo elettorale dello spread in

favore di telecamere di lunedì, con Monti gigioneggiante a Lione. Cosa sia questa strategia è

presto detto. Il “backdoor funding scheme” è un schema di finanziamento che passa dall’ingresso

secondario e viaggia dalla Bce verso le banche operanti sul mercato primario della aste,

sottoforma di garanzie di riacquisto affinché comprino occultamente per suo conto titoli,

aumentando artificialmente la domanda e quindi abbassando il rendimento da garantire. Ovvero,

le banche comprano anche ciò che in condizioni normali di mercato non acquisterebbero -

almeno non a quel rendimento - su garanzia della Bce, la quale ricompra gli stessi titoli subito

dopo sul mercato secondario.

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html