martedì 31 gennaio 2012

ICR sostiene l’iniziativa dell’Onorevole Marco Beltrandi. « IMPRESECHERESISTONO

ICR sostiene l’iniziativa dell’Onorevole Marco Beltrandi. « IMPRESECHERESISTONO:

ICR sostiene l’iniziativa dell’Onorevole Marco Beltrandi.

Pubblicato da ICR su gennaio 27, 2012

A sostegno dell’iniziativa dell’On. Marco Beltrandi abbiamo deciso che anche ICR parteciperà attivamente: Antonella Lattuada,Luca Peotta e Laura Costato dalla mezzanotte di oggi non assumeranno cibo.

Radio Città  Benevento - MARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Radio Città Benevento - MARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE:

MARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

MARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESEMARCO BELTRANDI IN SCIOPERO DELLA FAME PER RISPOSTE DAL GOVERNO SU
RITARDO DEI PAGAMENTI ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Marco Beltrandi, deputato Radicale e membro della Commissione di
Vigilanza RAI, è all’ottavo giorno di sciopero della fame ad oltranza
ha, tra l’altro, dichiarato:

«l’obiettivo è quello di aiutare il Governo Monti, nel quale ripongo
massima fiducia, a recepire nel più breve tempo certo in Italia la
Direttiva europea sui RITARDI di tutti i PAGAMENTI alle piccole e
medie IMPRESE e ai PROFESSIONISTI. È una questione di diritti negati
sia da carenze normative intollerabili, e denunciate da tempo anche
con la presentazione in parlamento della proposta di legge (n. 3753)
Beltrandi – Misiani, firmata da tutti i gruppi politici eccetto la
Lega Nord, sia dal non funzionamento della giustizia civile, per il
quale da tempo i radicali chiedono l’unico rimedio strutturale
adeguato, l’AMNISTIA. E’ una questione fondamentale per salvare
aziende e vite umane, oltre a posti di lavoro, e a quella crescita
economica ritenuta essenziale anche per l’equilibrio dei conti
pubblici. Occorre una risposta in tempi certi e brevi a tutto questo,
perché il denaro è degli imprenditori, dei professionisti, dei
lavoratori che hanno svolto il loro lavoro>>.

ICR (impresecheresistono) da sempre sostiene questa giusta battaglia.
L'onorevole Beltrandi è quindi giunto all'8° giorno di sciopero della
fame per sostenere la proposta di legge sul ritardo dei pagamenti. Ora
ha anche la febbre, ma vuole continuare perché scrive "credo che
questa iniziativa meriti ancora di essere sostenuta".
Qui sotto vi riporto il suo indirizzo mail e vi chiedo di inviare,
qualche riga di appoggio ed incoraggiamento per la sua iniziativa. Le
mail le legge tutte.
Grazie
Pietro Di Lorenzo
Imprese che resistono Campania

lunedì 23 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA INVIATO A TUTTA LA STAMPA NAZIONALE

Pubblicato da ICR su gennaio 22, 2012
COMUNICATO STAMPA DI : “IMPRESECHERESISTONO”-movimento spontaneo PMI -

Villafalletto,  22 Gennaio 2012


DECRETO   CRESCITA   ITALIA:

Accogliamo con soddisfazione l’istituzione  del “tribunale per le imprese” contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni varato dal governo Monti.
Siamo profondamente delusi dal mancato intervento sull’annosa questione dei termini  dei pagamenti  non solo della Pubblica Amministrazione, ma anche tra aziende private.  Un problema che solleviamo da oltre 2 anni nel silenzio assordante delle associazioni di categoria.
Quello dei ritardi dei pagamenti, dopo il calo dei fatturati, è la principale causa di chiusura delle aziende e della conseguente perdita di posti di lavoro, sottolineiamo il gravissimo fenomeno dei suicidi di parecchi imprenditori che ultimamente molti media hanno riportato.
Inascoltati dal governo precedente, da oltre due anni tentiamo di sottoporre l’attenzione  i seguenti  provvedimenti, che se adottati velocemente  potrebbero salvare migliaia di aziende dalla chiusura:
1)- BLOCCO IMMEDIATO DELL’ESECUTIVITA’ DI EQUITALIA : predisposizione di una moratoria dei debiti fiscali senza applicazione di sanzioni con applicazione di interessi pari a quelli del costo attuale del denaro in BCE.
2)- PROVVEDIMENTO IVA PER CASSA : versamento dell’imposta al momento del pagamento della fattura e prevedendo l’impossibilità di registrazione per il debitore della stessa fino all’avvenuto saldo del dovuto ( a sostegno della liquidità aziendale e a riduzione degli onerosi quanto insussistenti impieghi bancari)
3)- LEGGE SUI PAGAMENTI : regolamentazione di tutte le transazioni commerciali sulla media europea, a 60 giorni dall’emissione della fattura. ( legge Bertrandi/Misiani presentata in collaborazione con ICR, mai discussa e mai sostenuta da alcuna associazione di categoria ).
4)- RIFORMA FISCALE : azzeramento dell’Irap per le società in perdita. Per le persone giuridiche, detrazione totale di tutte le spese sostenute dalle persone fisiche dalle dichiarazioni dei redditi, relative a contributi pagati ai collaboratori famigliari, spese mediche, spese di manutenzioni, scolastiche, ecc … a parità di altri stati europei, finalizzata alla reale emersione del lavoro nero e dell’evasione che sta devastando il paese.


Siamo fiduciosi che il governo, che sembra voglia affrontare e risolvere i nodi  che strangolano l’economia italiana, intervenga anche sui temi che sottoponiamo .

Distinti saluti
COORDINATORE NAZIONALE  DI “IMPRESECHERESISTONO”
Luca Peotta

giovedì 19 gennaio 2012

In Sicilia protesta dei Forconi a oltranza


Siamo nel bel mezzo di una crisi economica mondiale, e questo bene o male lo abbiamo capito. C’è chi lo capisce di più perché vede il suo futuro incerto, e chi lo capisce ancora meglio perché lo vive sulla sua pelle oggi, avendo perso il lavoro, fallito nella sua impresa e nel peggiore dei casi perso la casa. In questi giorni in Sicilia sono insorti i camionisti e gli agricoltori, hanno bloccato le vie di comunicazione impedendo il rifornimento di merci e carburanti, così che già da ieri non c’è più una pompa di benzina aperta. Sono cosciente del pericolo che corre il nostro paese, siamo stati li per precipitare nel baratro dopo che per mesi ci avevano assicurato che eravamo fuori dal tunnel (  baratro, tunnel, crac, spread, pil, recessione, mostri ecc. sono oramai termini di cui non si può fare a meno quando si discute di economia). C’è una analogia forte con  quanto è successo alla nave da crociera Concordia, che pur con una falla nello scafo, dai suoi megafoni, una voce rassicurava che non c’era alcun pericolo.
Noi, in Italia, ma è successo anche in Spagna, Grecia e in altri paesi , abbiamo in qualche modo cambiato il comandante, e così lo spread si è leggermente abbassato e anche le borse sembrano ripartite in positivo sebbene la previsione in tutta l’eurozona sia di recessione.
Rimangono così forti le preoccupazioni per una tenuta dell’euro, non si esclude, anzi è certo il default della Grecia, cosa che non dovrebbe succedere per l’Italia.
Mi interroga però il fatto che sempre più persone perdono il lavoro e che le imprese, soffrano anche la difficoltà di accedere al credito, sebbene dalla Bce siano arrivati alla banche  circa 500 mld di euro, di cui 116 a quelle nostrane.
Bisogna inoltre aggiungere le proteste di cui sopra, che sembrano non interessare il ns governo, né i media nazionali, anche se domani cominceranno blocchi stradali anche a Napoli Milano e altre città. Queste manifestazioni, ampiamente diffuse in rete, raccontano di agricoltori, pescatori e camionisti che non ce la fanno a tirare avanti per il costo dei carburanti e per le tasse, ma sino ad oggi sono rimasti inascoltati. A essi si associano anche piccoli commercianti e artigiani, che vedono sempre più a rischio le loro attività, molti di loro sono esasperati e non vedono una via d’uscita. Insomma non c’è da stare tranquilli, anche se il comandante è cambiato, la falla rimane e la nave imbarca acqua, l’unica cosa che è cambiata sono i megafoni che continuano a ripetere che non siamo la Grecia. E’ vero non siamo la Grecia, in Italia c’è ancora chi vive bene, lavora e guadagna anche più di prima della crisi, ma per molti le difficoltà crescono di giorno in giorno, ed  è probabile che la protesta dei Forconi proseguirà ad oltranza.

L’Europa ha rifiutato le “radici cristiane” e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del “politically correct”, dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare – lo Straniero

L’Europa ha rifiutato le “radici cristiane” e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del “politically correct”, dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare – lo Straniero:

.........................................Eravamo da sempre il Paese più europeista. Fino a un anno fa. In dodici mesi la fiducia degli italiani nell’Unione europea è precipitata. Secondo l’ultimo rilevamento dell’Ipsos ha perso addirittura 21 punti percentuali (passando dal 74 per cento al 53).

Un crollo che dovrebbe far riflettere i politici e soprattutto le tecnocrazie europee a cui gli italiani sono sempre più ostili.

Anche perché il crollo della fiducia degli italiani non è un fatto emotivo passeggero, né uno stato d’animo superficiale. Al contrario. Il loro europeismo era a prova di bomba.

UN ESPERIMENTO FOLLE

Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito – senza fiatare – il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l’inizio dell’euro (un impoverimento di massa).

La loro fiducia è crollata solo davanti alla scoperta che la sospirata “moneta unica” – che tanto ci era costata – realizzata in quel modo (senza una banca centrale e un governo come referenti ultimi) era una trovata assurda e fallimentare di tecnocrazie incompetenti e arroganti..........................

martedì 17 gennaio 2012

Toni Negri e le cinque domande sulla crisi

Toni Negri e le cinque domande sulla crisi:

..............Se il Pil del mondo intero nel 2010 è stato di 74 mila miliardi di dollari, la finanza lo surclassa: il mercato obbligazionario mondiale vale 95 mila miliardi di dollari, le borse di tutto il mondo 50 mila miliardi, i derivati 466 mila miliardi. Tutti insieme questi mercati muovono un ammontare di ricchezza otto volte più grande di quella prodotta in termini reali: industrie, agricoltura, servizi. Tutto ciò è noto, ma ciò che spesso si dimentica è che tale processo, oltre a spostare il centro della valorizzazione e dell’accumulazione capitalistica dalla produzione materiale a quella immateriale e dello sfruttamento dal solo lavoro manuale anche a quello cognitivo, ha dato origine ad una nuova "accumulazione originaria" caratterizzata da un elevato grado di concentrazione. Per quanto riguarda il settore bancario, i dati della Federal Reserve ci dicono che dal 1980 al 2005 si sono verificate circa 11.500 fusioni, circa una media di 440 all’anno, riducendo in tal modo il numero delle banche a meno di 7.500. Al 2011, cinque Sim (Società di Intermediazione Mobiliare e divisioni bancarie: J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc Usa) e cinque banche (Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Linch, Bnp-Parisbas) hanno raggiunto il controllo di oltre il 90% del totale dei titoli derivati. Nel mercato azionario, le strategie di fusione e acquisizione hanno ridotto in modo consistente il numero delle società quotate. Ad oggi, le prime 10 società con maggiore capitalizzazione di borsa, pari allo 0,12% delle 7.800 società registrate, detengono il 41% del valore totale, il 47% del totale dei ricavi e il 55% delle plusvalenze registrate. In tale processo di concentrazione, il ruolo principale è detenuto dagli investitori istituzionali (termine con il quale si indicano tutti quegli operatori finanziari – da Sim, a banche, a assicurazioni – che gestiscono per conto terzi gli investimenti finanziari: sono oggi coloro che negli anni ’30 Keynes definiva gli "speculatori di professione"). Oggi, sempre secondo i dati della Federal Reserve, gli investitori istituzionali trattano titoli per un valore nominale pari a 39 miliardi, il 68,4% del totale, con un incremento di 20 volte rispetto a venti anni fa. Inoltre, tale quota è aumentata nell’ultimo anno, grazie alla diffusione dei titoli di debito sovrano...............................

Sicilia: il "Movimento dei Forconi" sciopera | ilJournal.it

Sicilia: il "Movimento dei Forconi" sciopera | ilJournal.it:

La protesta monta dal basso,dal sud, dalla Sicilia dove a partire da oggi, e per tutta la settimana, agricoltori , allevatori e autotrasportatori hanno indetto uno sciopero spontaneo.

L’azione di protesta si protrarrà sino al 20 gennaio e nasce dalla voglia di protestare e reagire alla “crisi” che ha colpito soprattutto il settore primario italiano.

Cosa chiedono i manifestanti?
1La defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica,
2l’uso dei fondi europei per lo sviluppo da utilizzare per arginare la crisi dell’agricoltura
3 Il congelamento delle procedure della Serit, l’agenzia siciliana che si occupa della riscossione dei tributi.......................


lunedì 16 gennaio 2012

In Sicilia lo «sciopero dei forconi»

In Sicilia lo «sciopero dei forconi»:


In Sicilia lo «sciopero dei forconi»

Incrociano le braccia autotrasportatori, agricoltori, pastori, allevatori e pescatori. Nei supermercati d’Italia potrebbero presto mancare i prodotti, a partire da frutta e ortaggi, che arrivano dalle campagne siciliane

La disoccupazione reale ha superato il 10% | CGIA MESTRE

La disoccupazione reale ha superato il 10% | CGIA MESTRE:

Bortolussi: “la disoccupazione ‘reale’ ha superato il 10%”

La CGIA di Mestre ha “definito” un nuovo indicatore: ai disoccupati censiti dall’Istat sono stati aggiunti anche i cosiddetti “sfiduciati”; ovvero coloro che hanno deciso di non cercare più attivamente un’ occupazione. Pertanto, le persone realmente senza un lavoro, secondo questa stima, sono pari a 2.580.000 unità.

“Se per l’Istat il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel novembre scorso la soglia dell’8,6%, quello reale, invece, ha superato il 10%”.

Ad affermarlo è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che, assieme al suo Ufficio studi, ha “definito” un nuovo indicatore che misura la disoccupazione “reale” presente nel Paese. Chiaramente, affermano dalla CGIA, questo parametro è il frutto di un puro esercizio teorico che, tuttavia, dà il senso della difficoltà occupazionale che sta vivendo in questo momento il Paese.

giovedì 12 gennaio 2012

Blog Palermo - Alla riscoperta delle vetrate che hanno segnato la Sicilia

Blog Palermo - Alla riscoperta delle vetrate che hanno segnato la Sicilia: "Alla riscoperta delle vetrate che hanno segnato la Sicilia"

Quanto le tradizioni locali hanno influito sulla diffusione di questo mestiere?

............

Sicuramente molto sino ad ora. Oggi le nuove generazioni non hanno tanta memoria del periodo artistico di cui parlavo sopra, pertanto un po’ di “bellezza” va scomparendo per fare posto a prodotti e manufatti in cui la mano dell’uomo incide meno, prodotti che non costano molto, ma che non tramandano più questa bellezza.
Sicuramente la crisi economica di oggi incide su tutto questo, ma non quanto la perdita del gusto per il bello.
Vetrata su Fra Luigi
Vetrata su Fra Luigi
Ci sono nella sua città strutture espositive e momenti di promozione?
Purtroppo, saloni, gallerie non ce ne sono e le poche manifestazioni che vengono organizzate sono di scarsissimo profilo.
In che modo la sua attività potrebbe essere maggiormente valorizzata?
Bella domanda, in questo periodo!
Penso che i media dovrebbero intervenire di più nel rendere visibile il lavoro di tanti artigiani che ogni giorno provano a costruire ancora qualcosa di interessante per le nuove generazioni. Queste vedono il loro futuro lavorativo, e anche a ragione purtroppo, sempre meno in un mestiere di questo tipo.
Riferimenti:
Vetreria d’Arte Alabiso
Via Guglielmo Marconi, 69 - 90141 Palermo
Telefono: 091-321.545
Indirizzo email: roberto1@alabiso.org
Sito internet: www.alabiso.org

mercoledì 11 gennaio 2012

Giudice: "Le tasse arrivate per posta non sono valide"

...............Si tratta infatti di una sentenza emessa dalla Commissione Tributaria regionale della Lombardia che ha dichiarato «giuridicamente inesistente» una multa di 9mila euro perché «notificata solo dai dipendenti di Equitalia a mezzo posta». ............

giovedì 5 gennaio 2012

Luca Peotta e Impresecheresistono « IMPRESECHERESISTONO

Luca Peotta e Impresecheresistono « IMPRESECHERESISTONO:

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«Noi imprenditori ci sentiamo traditi dalle banche e dallo Stato» - Corriere della Sera

«Noi imprenditori ci sentiamo traditi dalle banche e dallo Stato» - Corriere della Sera:

«Non resisto più». Si firma Matteo ed è un piccolo imprenditore. Spiega come si senta assalito da tutto e da tutti: «Non so ancora quante umiliazioni dovrò subire. Quante telefonate, raccomandate, ufficiali giudiziari, responsabili vendite degli istituti giudiziari, notai, tutto per levare il protesto». Matteo si sente abbandonato a se stesso e racconta la storia amara «di quel direttore di banca che ogni anno mi faceva gli auguri dal compleanno a Natale». Ceste di regali, vino, agende, calendari, «mi chiedeva se volevo soldi per ampliare, per costruire un nuovo capannone». Oggi quando Matteo chiama in banca risponde la segretaria, «mi dice che il dottore è impegnato o malato e mi ricorda subito dello sconfino e del mutuo non ancora pagato, mi rammenta che è partita la raccomandata per il rientro immediato del castelletto, del fido, delle carte di credito. Lei sì che ha memoria».

Testimonianze.........................

mercoledì 4 gennaio 2012

Tracce N.1, Gennaio 2012 - Un lavoro nel lavoro

Tracce N.1, Gennaio 2012 - Un lavoro nel lavoro:

.............Non è soltanto una questione di meccanismi economici, come si poteva pensare fino a qualche anno fa. Di mutazione della manodopera e delocalizzazione, evoluzione tecnologica e nuove precarietà. È un fatto che va più a fondo. Perché il lavoro vale più di numeri e bilanci: dice quello che siamo. Il nostro modo di intendere noi stessi e il rapporto con la realtà. È «espressione del nostro essere»............................................

Equitalia, il cane lupo e i cittadini - LASTAMPA.it

Equitalia, il cane lupo e i cittadini - LASTAMPA.it:

..........."La guerra di cui ci occupiamo qui è una guerra fra poveri, anzi, fra impoveriti (le finanze individuali contro quelle pubbliche) ed è il sintomo di un’emergenza nazionale che precede e spiega tutte le altre: il rapporto fra i cittadini e lo Stato"...............................


martedì 3 gennaio 2012

“Io, imprenditore in crisi, ho pensato al suicidio. Ma se ne può uscire e vi racconto come” - Italia - Panorama.it

“Io, imprenditore in crisi, ho pensato al suicidio. Ma se ne può uscire e vi racconto come” - Italia - Panorama.it:

..........................“Ma suicidarsi no, mai”. Perché no? “Perché è un ripiego troppo superficiale. Suicidarsi vuol dire lasciare la propria famiglia non solo nella disperazione, ma anche nei guai. Piuttosto gli imprenditori si rivolgano a Imprese che resistono, magari non ci saranno soldi, ma si può trovare supporto morale e anche scambiarsi lavoro”.

Quello di Peotta è un appello senza retorica a chi sta pensando di mollare. E arriva da uno che a fondo ci è andato anche lui: “Non isolatevi, a tutto c’è rimedio”. Piuttosto dite: domani voglio suicidarmi. Benissimo, 24 ore prima, però, parliamone”.

BOSCH VS. FISCO/ L'esperto: così l'Italia ha perso un’altra battaglia contro l’evasione

BOSCH VS. FISCO/ L'esperto: così l'Italia ha perso un’altra battaglia contro l’evasione:

ÈA seconda del punto di vista, può essere considerata una perdita da un miliardo e 100 milioni di euro o il guadagno di 300 milioni. Come interpretare, dunque, la transazione effettuata tra l’azienda tedesca Bosch GmbH e l'Agenzia delle Entrate italiana, fino a oggi tenuta nel massimo riserbo? Il Fisco contestava al colosso industriale un’evasione da 1 miliardo e 400 milioni. In particolare, un ufficio torinese della più grande aziende mondiale produttrice di componenti per elettrodomestici, dal 1997 non avrebbe pagato una serie di tasse per l'ammontare (compresi gli interessi e le sanzioni) della cifra contestata. La Bosch, dal canto suo, si è difesa derubricando l’ufficio torinese a semplice società di consulenza e affermando di aver pagato le imposte dovute in Germania, dove la tassazione si aggira attorno al 30%. Alla fine, l’amministrazione finanziaria ha preferito l’accordo al ribasso. E ottenere 300 milioni di euro. Abbiamo chiesto a Gianni Dragoni, giornalista de Il Sole 24 Ore, di commentare la vicenda.

Secondo lei, chi ci ha guadagnato?

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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