venerdì 30 aprile 2010

Goldman Sachs: si abbattono le vendite alla borsa di New York

Goldman Sachs: si abbattono le vendite alla borsa di New York


(Teleborsa) - Roma, 30 apr - Giornata di vendite per Goldman Sachs alla borsa di New York. Il titolo del colossso finanziario americano scivola infatti del 7,26% scambiando 148,63 dollari per azione. Ad innescare.............

Crisi: Papa, serve intervento pubblico Errore lasciare tutto a logica mercato

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 30 APR - Per il Papa e' 'errore' pensare che ''il mercato si regoli a prescindere da interventi pubblici e intrinsechi valori morali''. Ricevendo i partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, Benedetto XVI ha rievocato la sua ultima enciclica 'Caritas in Veritate', esortando a intraprendere un nuovo percorso, un nuovo cammino, che riscopra la natura essenzialmente 'etica' dell'economia, un'attivita' ''per gli esseri umani e degli esseri umani''.

Rassegna Stampa

Negozi storici e artigiani a rischio chiusura





GRECIA, DA TRAGEDIA A FARSA: 24 MILIARDI DI TAGLI PER RICEVERNE 120!!!


da Mercato Libero

..............1) La Grecia farebbe un vero affare....dopo aver speso e aver fatto la cicala per anni.....impone una manovra di soli 24 miliadi di tagli MA NE RICEVEREBBE BEN 120 dalla comunità internazionale.

2) Chi ha in portafoglio debito greco in questi mesi verrebbe premiato enormemente. Tutti i CREDITORI riceverebbero indietro soldi e interessi...IL CONTO VERREBBE PAGATO QUINDI SOLO DAI CITTADINI EUROPEI...MENTRE CHI HA INVESTITO COMPRANDO OBBLIGAZIONI ELLENICHE GUADAGNERA' MOLTI SOLDI.

SIAMO ANCORA AL CONCETTO DI SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE: IL COLPEVOLE NON PAGA MAI, IL FINANZIATORE DEL COLPEVOLE ESCE SEMPRE VITTORIOSO E PIU' BALDANZOSO CHE MAI!
CHI LA PRENDE IN QUEL POSTO SONO SEMPRE I CITTADINI EUROPEI.......

Cosa accadrà se crollano anche Portogallo e Spagna?

di Mauro Bottarelli


Appare infatti un po’ poco credibile che il declassamento del rating sul debito spagnolo effettuato l’altro giorno da S&P sia arrivato a mezz’ora dalla chiusura dell’indice Ibex, crollato poi del 3%.

Stanno volontariamente utilizzando la crisi per rifarsi dell’esposizione greca: le banche, i soggetti istituzionali, in questi giorni si stanno comportando in maniera alle soglie della delinquenzialità. Fanno pagare ai contribuenti, attraverso i salvataggi di Fmi e Ue, la contabilità allegra di Grecia, Spagna e altri e nel frattempo fanno incetta di cds e utilizzano le società di rating, che controllano, per muovere i corsi azionari in modo a loro favorevole.

Non fatevi ingannare dai titoli degli istituti che crollano: le banche, ormai, fanno solo investment banking e quindi hanno un portafoglio di investimenti da portare avanti, i loro bilanci se li fanno mettere a posto dagli Stati - vedi la Germania - e poi fanno profitti sul mercato drogato del debito e delle certificazioni ad personam delle società di rating.

giovedì 29 aprile 2010

Forte: ecco perché aiutare Atene è sbagliato

di Francesco Forte ex Ministro delle Finanze


.................
Il Portogallo è sotto tiro pur avendo un debito pari al 77% del Pil. La linea tedesca, che nessuno ha capito, è ovvia e logica. Per quanto grossa sia, la Germania non è in grado di aiutare nessun altro oltre alla Grecia. Se le cose andranno male, il Portogallo chiederà di essere aiutato. Poi toccherà alla Spagna e forse qualche aiuto lo si potrà ancora dare. Quando poi toccherà all’Italia non credo che ci saranno ancora soldi per concedere prestiti.

Dunque anche l’Italia è a rischio?


Sì, anche l’Italia è nell’occhio del ciclone. Rispetto alla Germania abbiamo già perso un punto di interesse sui titoli di stato. Infatti, il rendimento sul debito tedesco è sceso di mezzo punto e quello sul nostro debito si è alzato di mezzo punto. Il nostro problema è che nessuno può concederci un prestito, anzi ce lo vengono a chiedere. Poi ci sono situazioni assurde che non ci aiutano...........


La tassa sui figli, l'ultimo "scherzo" del fisco italiano

Di Ugo Darrigo


Usando dati Eurostat contenuti nella pubblicazioneTaxation trends in the European Union abbiamo scoperto che la fiscalità complessiva, rappresentata dai contributi sociali a carico del datore di lavoro e del dipendente e dall’imposta personale sul reddito, ha pesato nel 2007 in Italia per il 44% del costo del lavoro sostenuto dalle imprese contro il 34% della media degli altri 15 paesi dell’Unione che adottano l’euro.

In sostanza per ogni 100 euro di costo del lavoro a carico delle imprese vi è nel nostro paese un cuneo fiscale complessivo di 44 euro che abbassa la remunerazione netta in busta paga a soli 56 euro. Ovviamente quando i 56 euro residui vengono spesi, totalmente o parzialmente, dal percettore, egli pagherà su di essi ancora le imposte che gravano sui consumi (Iva e imposte di fabbricazione), spostando la linea complessiva del prelievo fiscale nettamente al di sopra dell’asticella del 50%.

Famiglie alle corde: la crisi colpisce

Risparmi da incubo per una famiglia su tre Ricerca Àcli-Caritas: crescono i nuclei familiari costretti a tirare la cinghia anche su acqua, luce, gas e alimentazione il dossier Tra il settembre 2009 e il marzo di quest'anno è cresciuta la paura di perdere il lavoro e sono sempre pi numerosi coloro che fanno fatica a pagare mutui e bollette. Incoraggiante per il dato relativo alla progettualità delle giovani coppie con figli che non rinunciano a guardare con fiducia al futuro.

CARO BERLUSCONI GIU' LE TASSE da Il Foglio

..............Ebbene, per un paese economicamente e socialmente evoluto come l'Italia, è inutile na scondere che in questo momento, per sostenere la crescita, una rivoluzione fiscale è tra le priorità . *** Fassina ha letto con attenzione la proposta formulata la scorsa settimana su questo giornale dall'Ingegnere Carlo De Benedetti per abbassare le tasse, ed è proprio dalle parole dell'editore del Gruppo Espresso che inizia il ragionamento. Bisogna smettere di credere che la questione dell'abbassamento delle tasse sia soltanto una fissa degli integralisti del liberismo. Non è così, Conosciamo perfettamente i dati che ci arrivano costantemente dall'Ocse ed è sciocco nascondersi: oggi l'Italia è ai primi posti nel mondo per pressione fiscale e a questo, come notava giustamente De Benedetti, va aggiunto che i lavoratori italiani hanno una delle pi pesanti tassazioni europee sulle proprie buste paga. E allora: come si fa a rilanciare la propensione al consumo degli italiani, dando loro la certezza di guadagnare di pi , subito e in prospettiva? Abbassando, quanto possibile, le imposte . Fassina entra nel merito della sua proposta. La riforma fiscale che abbiamo in mente, e di cui parleremo sia al presidente della Repubblica sia al presidente del Consiglio, deve premiare i produttori, i lavoratori, i professionisti artigiani e commercianti e naturalmente gli imprenditori; deve fare in modo di recuperare la progressività, semplificando gli adempimenti (dove per adempimenti si intendono dichiarazioni fiscali e pagamenti delle imposte), ossia rendere meno onerosa per il contribuente la fedeltà fiscale. Si deve dunque spostare il prelievo da chi paga a chi non paga, dai redditi da lavoro e impresa alla rendita e al patrimonio, dalle attività green e sostenibili alle attività black e dannose per l'ambiente. Piccolo particolare da non sottovalutare: data la nostra condizione di finanza pubblica, e dato lo scenario accidentato che ci ritroviamo di fronte a noi, il vincolo per poter dar vita a questa riforma è la neutralità in termini di indebitamento. In sostanza, il carico fiscale pro capite sul lavoro e sull'impresa ovvero Irpef, Ires e Irap deve scendere in relazione all'emersione di basi imponibili, e al contributo di altre fonti di entrata e alla riduzione (e riqualificazione) della spesa pubblica . Ovvero: Niente riforma fiscale se non si ridiscute, oltre al recupero di evasione, sul modo in cui viene gestita, e spesso sperperata, la spesa pubblica . Il baricentro della riforma continua Fassina è la tassazione dei *** obiettivamente redditi, di tutti i redditi, con un'aliquota di riferimento al 20 per cento.....................

mercoledì 28 aprile 2010

Disoccupazione, Sicilia al primo posto nel 2009

“Lo stato del mercato del lavoro siciliano descritto dall’Istat non stupisce il sindacato. Vorremmo soltanto che avesse almeno l’effetto di una doccia fredda su un governo regionale distratto da altro e che non abbia consapevolezza della drammaticita’ della situazione”. Lo dice Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana, a proposito delle rilevazioni diffuse oggi (28 aprile) dall’Istituto di statistica che attestano nel 2009 la Sicilia come prima regione d’Italia per tasso di disoccupazione (13,9%). .......





PREVISIONE DI GRANDI SCIAGURE di Mikis Theodorakis

Con l'intelligenza comune di cui dispongo, non posso spiegarmi e ancor più giustificare la velocità con la quale la nostra Nazione è precipitata dal livello del 2009 sino a questo punto, sì da perdere grazie al Fondo Monetario Internazionale una parte della nostra sovranità nazionale e disporci in condizione di tutela controllata.
.
Ed è strano che nessuno fino ad ora si sia occupato della cosa più semplice, ossia del nostro percorso attraverso numeri e dati da allora sino ad oggi, sì da comprendere anche noi ignoranti le reali ragioni di questo sviluppo improvviso e vertiginoso, che ha come risultato la distruzione della nostra autodeterminazione nazionale e al contempo l'umiliazione internazionale.

Sento parlare di un debito pubblico di 360 miliardi di euro, ma allo stesso tempo vedo che anche molte altre nazioni hanno identici e ancor maggiori debiti. Dunque non può essere questa la causa fondamentale della sciagura. Inoltre è per me problematico il dato dell'esagerazione delle aggressioni finanziarie internazionali che hanno come obiettivo la nostra Nazione, assieme ad una così ben armonizzata sintonizzazione contro una Nazione di scarsa importanza economica. Fatti che suonano sospetti.............


venerdì 23 aprile 2010

Artigiani, 200 ore di lavoro buttate via dietro le scartoffie

DUECENTO ore di lavoro all'anno «buttate» per svolgere gli adempimenti burocratici. E il calcolo effettuato dall'Unione artigiani di Monza e Brianza che, mercoledì, ha partecipato, con il presidente Roberto Formigoni, al tavolo «sul carico burocratico per le imprese». Un peso soprattutto per le piccole imprese, tipiche del settore artigiano. «Il problema è serio e non pi rinviabile conferma il segretario generale dell'Unione Artigiani di Monza e Brianza, Marco Accornero . Siamo consapevoli che occorra intervenire sulla legislazione nazionale, ma anche la Regione deve fare la sua parte.......................

I «maestri» di Venezia finiscono sotto sfratto

Per i veneziani Venezia è un labirinto di calli in cui smarrirsi: c'è quella dell'indorador e quella dello scaleter, rispettivamente colui che decora con l'oro e il pasticcere. Chi ci vive la definisce città degli artigiani: i maestri hanno dato il nome alle vie del centro e con la loro manualità l'hanno resa famosa in tutto il mondo. E questa la storia del laboratorio intitolato al maestro scultore Romeo Dell'Era che oggi rischia lo sfratto a causa di una sentenza del Tar Veneto. L'impresa artigiana di lavorazione dei marini artistici erede dell'antica scuola dei tagliapierta , ha restaurato l'angolo di Palazzo Ducale e l'Orologio del Palazzo dei Dogi. Il laboratorio si trova alpiano terra di Palazzo Giovannelli, un edificio del gruppo Cirio Immobiliare: la società, oggi in amministrazione controllata, lo aveva acquistato nel 1998 per farci un albergo ma, dopo il crac l'ha messo in vendita. Lo studio artigianale finora è stato tutelato dal vincolo posto dal ministero dei Beni culturali nel 2009 che impone di rendere immodiflcabile l'ambiente ed i luoghi nei quali opera l'artista, ma oggi deve traslocare. Secondo il Tar Veneto (sez. il - 24 marzo 2010, 11939) non sussistono più gli elementi per dire che «il laboratorio costituisca uno studio d'artista», anche se al suo interno vi sono ancora presenti gli utensifi e i gessi del maestro Dell'Era, «La continuità dell'attività aziendale non si è mai interrotta».................continua

giovedì 22 aprile 2010

La vera domanda: perché andiamo pi piano?

Ho scritto io il romanzo delle Pmi in affanno

«Le nostre Pmi in affanno»
Edoardo Nesi, imprenditore tessile di Prato, accusa gli eccessi liberisti.

Lo sapevo bene che mIta ha certi argomenti sono radioattivi e che, prima ancora di poter leggere il mio libro (Storia della mia gente) qualcuno sarebbe saltato su a dire che, alla fine, non faccio altro che invocare il vecchio arnese consunto del protezionismo. Che vorrei la restaurazione dei dazi e delle tariffe e delle gabelle e di tutto il resto dell'antica paccottighia che gli economisti liberisti sono usi brandire contro chiunque osi mettere in dubbio le loro certezze. Che, alla fine, sono solo un altro luddista, deluso arrabbiato e incapace di capire il verbo del capitalismo, e cioè che a mercati aperti le imprese inefficienti devono chiudere. Debbo dire che mi ha molto sorpreso, invece - e ha indigna to mia madre - sentirmi accusare di un sentimento antielitario. Ma come, proprio io che da quando sono nato mi sono sempre sentito parte cli un'élite. Sono quasi offeso, a dirla tutta, perchè non aspettavo altro. Da anni non vedevo l'ora di scaldarmi le mani. Cominciamo dal protezionismo. Vorrei che qualcuno della banda dei liberisti riti spiegasse perché a Bruxelles la politica francesè ha condotto pluridecennali lotte bipartisan alllogic'a e fervente difesa dei suoi agricoltori, perché le lobby inglesi e scandinave com battono da anni con successo per la gloria delle loro catene di grande distribuzione, perché i parlamentari tedeschi d'ogni credo hanno montato un'indefessa guardia a difesa della loro industria chimica e automobifistica senza mai essere definiti protezionisti. Nel frattempo ilmi piccolo, coraggioso libro diventa protezionista solo perché racconto la verità, e cioè che l'intera industria manifatturiera italiana, au contraire, è stata invece lasciata in balia dell'invasione dei prodotti cinesi dalla negligenza e dall'incuria dei nostri politici, impegnati ormai da i anni solo ad accapigliarsi intorno alle titaniche questioni penali e personali di Berlusconi. Tutto ciò nella pressoché gènerale acquiescenza degli economisti, quasi tutti impegnati a recitare di continuo alla radio, alla televisione, nei convegni e nelle orecchie dei ministri d'ogni credo politico il loro mantra ottimistico secondo ilquale la globalizzazione non oteva portare che bene a tutti; che le tasse erano bellissime; che i nostri ragazzi senza lavoro costretti a vivere nelle case dei loro genitori non erano che bamboccioni. So bene che il protezionismo non funziona mai, e che diventa persino comico.....................

Quasi ucciso dalla crisi

Quando producevano volumi d'affari milionari i veneti erano paragonati ai giapponesi per ritmi di produzione e capacità di allungare le tìliere aprendo nuove aziende. Oggi che pagano un conto salato alla crisi e alla fragilità delle loro micro aziende sembrano ancora pi giapponesi perché si uccidono per dignità, fanno harakiri per la vergogna di non poter pi pagare i dipendenti. Ma i fatti di cronaca sono la punta di un iceberg ktto di mille storie dove imprenditori e artigiani accarezzano quotidianamente l'idea di chiudere tutto e farla finita. Per caso esce fuori uno di questi racconti, nell'inciso di un discorso sugli sprechi: I sindacati sono capaci solo di organizzare convegni, pagare gente per dirci che siamo nella merda; lo dico anchio gratis . Parole di Narciso Nichele, presidente regionale della metalmeccanica di Confartigianato. L'unico modo per sopravvivere è aiutarci tra noi imprenditori applicando semplici principi di etica sociale'. Ed ecco la storia: un imprenditore conto terzista del metalmeccanico vicentino ottiene una grossa commessa da un industriale bresciano. Cè lavoro per tutti e se lo spartiscono tra aziende compresa quella di Narciso. Ma a lavoro finito l'industriale lombardo dichiara fallimento e ...........

mercoledì 21 aprile 2010

Cassa Integrazione "illimitata"....


Cassa integrazione: una crisi senza fine
21 aprile 2010 alle 10:30
I dati rilasciati dall’Inps relativi al mese di marzo mostrano uno scivolamento inarrestabile verso la natura permanente del ricorso agli ammortizzatori sociali.
Ma invece di interrogarsi sulla sostenibilità di questa situazione, il Presidente Mastropasqua dice che va tutto bene...
L’
osservatorio sulle richieste di Cassa integrazione mostra un’escalation continua: dopo febbraio 2010, nel quale l’incremento delle ore Cassa integrazione autorizzate rispetto al precedente mese di gennaio era stato del 12,4%. I dati appena rilasciati dall’Inps mostrano un nuovo incremento a marzo del 29%. .
.......UNA CORSA INARRESTABILE – E’ cresciuta la richiesta di Cassa integrazione ordinaria (CIO), lo strumento che per sua natura segnala a crisi di carattere congiunturale (+14,3%), ed è aumentato in modo molto consistente (+38,5%) il ricorso alla Cassa integrazione straordinaria (CIGS), lo strumento di sostegno ai lavoratori in caso di crisi aziendali a carattere strutturale.
Le ore complessivamente autorizzate in Italia sono passate dai circa 84,5 milioni di gennaio 2010 agli oltre 122 milioni di marzo....

Il debito pubblico non ci consente nessun tipo di politica economica.

Obama parla della riforma di Wall Street ma sta con Goldman Sachs

Ieri, un altro colpo di scena. DrudgeReport titola a colonne cubitali: “Will Obama return $994,795 in Goldman Sachs Campaign Contributions”? Non solo la banca ha accalappiato un valoroso clintoniano come difensore, ma è stata il primo contributore della campagna elettorale del Presidente. Un milione di dollari fra impiegati, manager, azionisti, o i loro familiari. Uno sforzo corale che ha spinto Obama, riconoscente, a risollevare il titano in ginocchio inserendolo nel bailout dell'anno scorso, con i soldi direttamente prelevati dalle tasche dei contribuenti.

Riassumendo: Obama ha accettato quasi un milione di dollari di contribuiti elettorali da Goldman Sachs. Ha salvato la banca d’affari dal precipizio. E adesso che la Sec indaga Goldman per frode, l’avvocato scelto dalla banca per difendersi è un obamiano (non potrà esercitare direttamente per qualche dozzina di mesi, per non entrare in conflitto di interessi con il suo ruolo precedente alla Casa Bianca). Tutto questo nello stesso momento in cui la maggioranza democratica al Congresso deve votare la legge sulla riforma finanziaria.

THE SMOKING GUN....ILSEQUESTRO DELLA DEMOCRAZIA!

.........In sintesi Arianna, ci racconta come negli ultimi 30 anni, l'elite finanziaria ha provocato un corto circuito nella classe media, promesse vendute come prosperità senza fine, mentre Wall Street, sovraintendeva ad un massiccio trasferimento di ricchezza dalla classe media agli americani più ricchi.

Mi permetto di aggiungere solo che questo trasferimento è stato compensato come nella Grande Depressione dal debito, debito che ha sequestrato la società americana e in sintesi mondiale.

" The results have been devastating: a disappearing middle class, a precipitous drop in economic and social mobility, and ultimately, the undermining of the foundation of our democracy. "

I risultati sono stati devastanti: una classe media che scompare, un calo precipitoso nella mobilità economica e sociale, e in ultima analisi, l'indebolimento delle fondamenta della nostra democrazia. Trent'anni fa un top manager guadagnava 30 volte i propri collaboratori, mentre oggi siamo arrivati a 300 volte...............

Per la finanza riforme radicali

..........La combinazione di un'assicurazione statale (che protegge i creditori) e di una responsabilità limitata (che protegge gli azionisti) crea una macchina finanziaria da apocalisse e favorisce un'“improvvidenza razionale”. L'effetto più pericoloso viene dagli estremi del ciclo creditizio, e il massimo del pericolo dalle autorità costrette a sgonfiare altre bolle creditizie, per prevenire l'impatto devastante dell'esplosione delle precedenti. In fin dei conti, non importa quello che succede alla finanza, ma quello che la finanza fa subire all'economia...............

martedì 20 aprile 2010

PRESIDIO DI PROTESTA.

...................da ICR Nazionale

Il problema dei mancati pagamenti e del mancato funzionamento delle leggi che regolamentano la tutela delle imprese e l’applicazione di eventuali sanzioni (in Italia ormai non funzionante, a differenza di altri paesi europei come la Francia) è da sempre una delle più sentite denunce del mondo produttivo.

E’ questa una nuova denuncia urlata da parte di chi lavora in Italia (i lavoratori sono presenti a fianco degli imprenditori in questione) ed è l’ennesima azione di sostegno che la Nostra Associazione mette in campo a fianco di ImpreseCheResistono: è importante che tutti gli imprenditori testimonino il proprio sostegno a questi colleghi astigiani che si battono per un principio che ci unisce tutti in un unico coro.

Chi ha la possibilità si può recare, tra le ore 17,00 e le ore 24,00, direttamente al presidio che è situato in centro ad Asti a pochi passi dalla stazione dei Treni (zona Piazza Palio) difronte agli ingressi della Sala Bingo e in ogni caso mandare una mail di solidarietà all’attenzione di Rosy Astorino all’indirizzo ecoclean@legalmail.it.

Luca Matteja

“Se il Paese non tiene conto dei piccoli saranno guai” (Il Giornale di Lecco, 2010-04-19)

Il giornalista Di Vico lancia un appello: «Bisogna sapere ascoltare la pancia, ovvero le Pmi»
Lecco
«Oggi la società è più articolata, i "piccoli", cioè piccole e medie imprese, sono diventati in Italia la vera struttura ...

La torre d'avorio che strozza Goldman Sachs

..................Lloyd Blankfein, classe 1954, è il capo supremo di Goldman Sachs che, ha detto di sé, «è solo un banchiere che sta facendo il lavoro di Dio». Dio? Blankfein è un uomo che non mette limiti, a partire dalle ambizioni e dai guadagni di GS. Però va ricordato che il "lavoro di Dio" lo faceva, dichiaratamente, anche un altro, già diversi anni fa: Jeffrey Skilling, capo di Enron, la "banca del gas" fallita nel 2001. Skilling è stato condannato nel 2006 ad oltre 24 anni di carcere. Faceva il lavoro di Dio, ma Dio non lo sapeva o Skilling ha esagerato? Dettagli, solo dettagli.

Per finanziare le pmi perché non usare gli hedge?

I fiiianziamenti bancari rappresentano la principale fonte di finanziamento del le piccole e medie aziende che con la crisi finanziaria internazionale e il conseguente rallentamento dell' attività bancaria tradizionale, hanno cominciato ad avere difficoltà nella gestione di questo particolare periodo di transizione economica. La necessità per le pmi di raccogliere risorse fresche è stata in parte ovviata dallo sviluppo di un mercato borsisticio dedicato alle società con elevate prospettive di crescita (Aim Italia),...........

Sugli studi pronte duecentomila lettere

Mentre stanno per arrivare le lettere di avvertimento (circa 200mila) per i contribuenti in difficoltà con gli studi di settore. Sul primo fronte, i contribuenti non in regola con i ricavi stimati dal programma che accompagna Unico avranno più tempo (probabilmente uno o due mesi) per inviare una comunicazione telematica all'agenzia delle Entrate e spiegare i motivi dello scostamento. A illustrare ieri, a Cremona, questa nuova possibilità è stato Luigi Magistro, direttore centrale accertamento dell'agenzia delle Entrate, nel corso di un convegno organizzato dalla Camera di commercio, rappresentata dal presidente Gian Domenico Auricchio, e da Unioncamere Lombardia, rappresentata dal vice direttore Gisella Ingrozzi. Nel corso dell'incontro Magistro ha confermato che per quest'anno l'agenzia invierà di nuovo al contribuellti non in regola con gli studi, secondo il modello adottato già negli ultimi due anni, lettere di avvertimento per invitarli a correggere la situazione.....

lunedì 19 aprile 2010

Economia, il mezzogiorno è in coma

Se il Centro-Nord è «malato», il Sud è «in coma». Una metafora per descrivere lo stato di salute dell’economia nazionale nel 2009 con particolare riferimento al Mezzogiorno.
E’ il risultato dell’ultimo Report Sud, il consueto sondaggio semestrale condotto da Diste e Fondazione Curella che sarà presentato prossimamente e di cui anticipiamo i primi risultati. Per il 2010, inoltre, le previsioni non sono migliori. Ad una crescita dell’1% del Pil al Centro Nord, corrisponderà una sostanziale stagnazione al Sud (+0,2%).
Ma andiamo nel dettaglio. Nel 2009 l’economia italiana, dopo essersi arrestata nel corso dell’estate, ha lasciato il posto ad una fase di recupero debole ed esitante. Tale dinamica ha assunto nelle regioni del Mezzogiorno una violenza maggiore e non è stata ancora rimossa: l’esercizio previsionale effettuato dal DISTE sul prodotto interno lordo nell’anno 2009 ha condotto per il Sud/Isole ad una flessione dell’5,5% e per il Centro/Nord ad una riduzione del 4,9%..................

Ascoltiamo la nostra amica Manuela

Buongiorno,
mi chiamo Manuela Venezian ed ho un’attività di ristorazione all’uscita del casello
di Greggio sulla Torino-Milano.
Da mesi sono letteralmente angosciatissima e disperata perchè il mio ristorante non
funziona, attingo clientela dal passaggio autostradale e tralasciando qualche
fortunato caso, riesco solo a vendere menu’ a prezzo fisso, pertanto,
nonostante abbia circa quaranta clienti al giorno, non ho possibilità di
sopravvivenza.

Ho lottato per dieci anni per riuscire a salvare dai miei parenti la parte di
immobile che avevo ereditato alla morte di mio padre tantissimi anni fa, mi sono
dissanguata tra spese legali e debiti famigliari, e nel 2008 ho ottenuto un mutuo
di 126.000 euro che ho utilizzato per ristrutturare ed iniziare finalmente la mia
attività in proprio.

Dopo aver preso visione dei corrispettivi degli ultimi tre anni.....................prosegui

La Testimonianza di Alda Di Marco imprenditrice

Tutti i vulcani dell’economia globale

..............La morale? Il sistema finanziario ha un tale livello di complessità e, soprattutto, di “furtività”, da essere praticamente irriformabile. Questa è la scomoda verità con cui dovremo convivere.

“BUORN GIORNO EUROPA”: OVERQUARANTA e ICR

Piccole imprese in fuga verso la Slovenia

Nei trasporti sono emigrati Cossutta e una parte di Autamarocchi, Bruni: «Trasferirsi o chiudere» di FURIO BALDASSI Non è ancora una grande fuga ma di sicuro un'emorragia costante. L'imprenditoria locale guarda a Est e, senza spingersi troppo in là, questo significa Slovenia. La crisi ha accentuato ancora di pi l'insostenibilità della pressione fiscale e gli insopportabili bizantinismi del sistema Italia. Se di delocalizzazione di massa non si pu ancora parlare per le residue industrie triestine (quelle al massimo le deportano in blocco, come la Stock) di sicuro c'è molto fermento nel settore dell'artigianato, con i trasporti in prima fila. «Inutile nasconderlo conferma Dario Bruni, presidente della Confartigianato provinciale i nostri si stanno guardando attorno perchè voci incontrollate dicono che la Slovenia scenderà addirittura al 19 per cento come pressione fiscale. Nei trasporti e nella logistica c'è meno pressione, si trova il carburante che costa meno, capannoni a buon prezzo.

domenica 18 aprile 2010

Nell'inchiesta Goldman tutti i big di Wall Street

................Le indagini condotte dalla Sec, la Consob d’America, puntano a punire la pratica di Goldman Sachs di affidare i propri clienti a hedge funds che da un lato creavano prodotti finanziari e dall’altro scommettevano sul loro fallimento. Il punto è che se la Sec accusa Goldman di aver investito 10,9 miliardi di dollari in simili meccanismi altre banche - attraverso l’hedge fund Magnetar - fecero lo stesso con circa 40 miliardi di dollari di loro clienti. Il sito Internet ProPublica, appena premiato con un Pulitzer, rivela che gli instituti convolti in comportamenti analoghi a quelli contestati a Goldman Sachs sono numerosi: JpMorgan Chase, Merrill Lynch (oggi in Bank of America), Citihroup, Deutsche Bank e Ubs sono solo i più noti. Da qui la previsione dell’editoriale del New York Times secondo cui «siamo solo all’inizio di una vasta campagna del governo contro Wall Street» perché «Goldman Sachs non è l’unica banca ad aver venduto prodotti di quel tipo»...................

Overquaranta – La crisi, l’ottimismo, il futuro

...................................Gentile Direzione di Overquaranta,
sono Maurizio Anselmi, presidente del Gruppo Esox Informatica, membro del Direttivo Nazionale di IMPRESECHERESISTONO.

.................Deindustrializzazione “silente e selvaggia”, operata con la connivenza delle maggiori Lobbies Italiane, Europee ed Internazionali, sta portando alla devastazione della nostra Economia. Un’Economia sana, fatta di piccoli imprenditori che da sempre hanno fatto correttamente e con passione il proprio mestiere.

Le grandi Multinazionali, invece, pur avendo da sempre fatto innovazione, Controllo di Gestione, Ricerca, Sviluppo e quant’altro hanno deciso senza “guardare in faccia a nessuno” e senza porsi il minimo scrupolo, di abbandonare l’Europa per utilizzare i “nuovi schiavi” (forza lavoro dei paesi del cosiddetto 3° Mondo) “semplicemente” perché, a loro, i conti non tornavano più … magari solo per aver “giocato male” le loro carte sul tavolo verde della finanza “creativa” o “di assalto”.

Di certo NOI PICCOLI dovremo saper vedere dietro questo enorme problema una grande, grandissima opportunità: provare a migliorare le nostre competenze, parlare e comunicare meglio tra di noi … in poche parole … metterci in rete … DAVVERO!

Dato che TUTTI gli “altri” non ascoltano le nostre grida di dolore imprenditoriale, ci “vendono” situazioni assolutamente false come “Verità provate” (es. che Banche, Istituzioni e Politica stanno facendo il “massimo possibile per il Paese”). NOI, invece, appartenenti alla “Gente del Fare”, abbiamo seriamente messo in piedi una piattaforma operativa di collaborazione fattiva (Aderenti In Rete) per offrire un’oggettiva opportunità di effettiva condivisione di informazioni.
Fondamentale sarà, nel brevissimo periodo, creare quella “massa critica” minima di iscritti che esercitino attivamente il diritto/dovere di SCAMBIARSI OPPORTUNITA’ DI LAVORO VERE, che dovranno nascere non dall’appartenenza all’”ennesima gruppo ristretto” ma dalla valutazione oggettiva del “saper fare”!............................
prosegui

sabato 17 aprile 2010

Finanza Goldman Sachs sotto accusa

La Goldman Sachs, una delle più importanti banche americane, è stata denunciata dalla Sec (la Consob Usa) con l’accusa di frode. L’accusa mossa al colosso finanziario è di aver venduto a investitori e risparmiatori prodotti derivati da mutui subprime senza dare informazioni chiave. La Sec ritiene che Goldman abbia venduto titoli legati a mutui rischiosi scommettendo contemporaneamente sul loro fallimento.

La Sec denuncia la potente banca nordamericana per frode sulla vendita dei mutui immobiliari subprime. Speculava sulla bolla immobiliare all’insaputa dei clienti. Crollano le Borse. Atto d’accusa di portata storica contro le banche di Wall Street

E’ un atto d’accusa di una portata straordinaria, quello mosso dalla Sec al sistema bancario di Wall Street, per la prima volta ritenuto responsabile del crollo del mercato immobiliare americano. Stando alla documentazione depositata dalla Sec, investitori come il gestore di hedge-found John A.Paulson e Goldman incassarono enormi profitti dopo il collasso del mercato subprime nel 2007.

Lo strumento incriminato si chiama Abacus 2007-AC1. Grazie a questo prodotto, sostiene la Sec, la banca e alcuni clienti furono in grado di scommettere contro il mercato immobiliare proteggendosi dallo scoppio della bolla subprime. Molti altri clienti, all’insaputa dell’accordo, investirono oltre 11 miliardi di dollari in obbligazioni garantite dai suprime e persero somme ingenti.....................

Rassegna Economia

STAMPA
CORRIERE DELLA SERA
LA CADUTA DEGLI INTOCCABILI (GAGGI MASSIMO) - a pag.1
REPUBBLICA
LA RESA DEI CONTI CON WALL STREET (RAMPINI FEDERICO) - a pag.1
SOLE 24 ORE
LA LUNGA OMBRA DELLA CRISI (CARABINI ORAZIO) - a pag.1
STAMPA
CORRIERE DELLA SERA
SOLE 24 ORE
GIORNALE
Int. a BRAMBILLA MICHELA VITTORIA - "TURISTI IN ITALIA? ORA AVRANNO I LORO ANGELI CUSTODI" (CUSMAI ENZA) - a pag.23

venerdì 16 aprile 2010

Giornata nera per le Borse, l'euro torna sotto tiro

I dati macroeconomici Usa (in calo la fiducia dei consumatori) e la notizia a sorpresa che la Sec, la Consob americana, ha accusato la banca Goldman Sachs di frode hanno fatto precipitare i listini. A Milano il Ftse All Share ha perso il 2% e il Ftse Mib il 2,26 per cento. A Parigi Cac40 -1,94%, a Francoforte Dax -1,76% e a Londra Ftse100 -1,39 per cento. A metà seduta Wall Street proseguiva con andamenti in forte calo dopo le accuse per frode mosse dalla Securities and Exchange Commission a Goldman Sachs (-11%). Oltre tre ore dopo l'inizio, il Dow Jones scendeva dell'1,16%, a 11.016,47 punti, il Nasdaq perde l'1,44% a 2.479,49, e lo S&P 500 cede l'1,56%, a 1.192,75.

Molto vendute le azioni delle banche. In netto ribasso le Prysmian e le Tenaris. Lo scetticismo sulla soluzione della crisi debitoria greca era già tornato a prevalere condizionando la divisa europea che si è nuovamente indebolita, tornando sotto la soglia psicologica di 1,35 dollari........................

giovedì 15 aprile 2010

Bankitalia, allarme occupazione: in due anni persi 700mila posti

Roma - (Adnkronos/Ign) - Gli effetti della crisi economica sono ancora pesanti, avverte Palazzo Koch: la ripresa è debole, i consumi non ripartono (-1,8%) e il numero degli occupati continua a calare (-0,4% nei primi due mesi del 2010). In diminuzione il reddito disponibile delle famiglie. Situazione più grave fra i giovani e gli immigrati al Sud. Bce: la disoccupazione potrebbe crescere. Necessari flessibilità salari e più incentivi

Una minore crescita della disoccupazione che Palazzo Koch spiega con il forte senso di scoraggiamento che si respira tra i giovani al sud: il dato infatti "e' interamente spiegata dalla caduta del tasso di partecipazione al mercato del lavoro (-1,1 punti rispetto al quatro trimestre del 2008), si legge nel Bollettino.

L'Europa non sta al passo (Wsj)

"L'Europa non riesce a stare al passo": cresce poco, consuma poco. E le preoccupazioni per debito e deficit bloccano ogni sostanziale stimolo per rilanciare la domanda. Ad attirare l'attenzione sul caso Europa è un'analisi di David Wessel sul Wall Street Journal.
Quando la prossima settimana i leader economici mondiali arriveranno a Washington per le riunioni di primavera di Fmi e Banca mondiale, "l'agenda sarà chiara: sistemare l'economia dell'Europa occidentale", afferma Wessel, secondo il quale "ristabilire la fiducia dei consumatori sarebbe un buon punto di partenza"........C'è poi il problema delle banche. Secondo Wessel, tra investitori e analisti si sussurra che le banche europee abbiano perdite non confessate. Le banche più grandi hanno minori cuscinetti di capitale rispetto a quelle Usa. E i prestiti delle banche europee alle imprese sono ancora in calo.
Wessel si immagina che, intorno al tavolo, i cinesi – soprattutto se finalmente avranno lasciato la loro valuta salire un po' – possano dire: "Ok abbiamo fatto quello che ci avete chiesto. Parliamo dell'Europa". ...........

Imprese in fuga per la sopravvivenza "Meglio trasferirci in Svizzera"

Varese, 14 aprile 2010-

Per molte imprese l’unica alternativa alla chiusura sembra essere la fuga. Sono in progressiva crescita le aziende, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni che per salvarsi dalla crisi decidono di trasferirsi in Svizzera. Oltreconfine esiste infatti una burocrazia più snella e una minore tassazione che permettono di produrre riducendo i costi ed eliminando sprechi di tempo. Il fenomeno non è certo nuovo, visto che negli ultimi 12 anni ben 94 aziende italiane sono approdate in Canton Ticino, ma negli ultimi mesi le imprese lombarde e varesine coinvolte sono aumentate notevolmente.

Il presidente di Api Varese, Franco Colombo conferma questa tendenza e ne spiega le ragioni: «Le basse prospettive di crescita che si hanno in Italia mettono le imprese di fronte a due strade: chiudere e quindi licenziare tutti i dipendenti o cercare di superare questo momento difficile in un territorio, a pochi chilometri dal Varesotto dove promozioni e sgravi fiscali permettono di guardare al futuro. Cantoni come il Ticino o i Grigioni mostrano di non essere al servizio delle aziende»..................

POLONIA/ Le sedie vuote di Katyn sono un mistero che nessuno potrà spiegare

......................Su quell’aereo c’erano quelli che avevano lottato, spesso pagando un prezzo molto alto, per la libertà del loro paese. Non erano politicanti di professione, spesso i loro nomi negli anni Settanta e Ottanta erano pronunciati sottovoce, i loro scritti giravano clandestinamente di mano in mano, ma erano delle autorità per chi stava combattendo per una Polonia diversa. Impossibile ricordare la storia di tutti. Permettetemi di ricordarne alcuni.

Lech Kaczynski, il presidente, spesso controverso e criticato, che fu uno dei fondatori di Solidarnosc e per questa ragione nel 1981 fu internato per quasi un anno, per poi restare costantemente al fianco di Lech Walesa. Fu uno dei protagonisti della Tavola Rotonda. Anna Walentynowicz, l’operaia il cui licenziamento provocò gli scioperi di Danzica del 1980, dalla cui vicenda sarebbe poi nata Solidarnosc, il suo è un nome simbolo della lotta degli operai polacchi per la dignità del lavoro...............

deficit verso il 5,7% la manovra è inevitabile

Soros: l'euro? E a rischio Una moneta incompiuta

«L'America ha perso la supremazia, finito il fanatismo del mercato» a 80 anni, George Soros è a un passaggio unico della sua vita. Forse quello che aveva sempre atteso. Da ragazzo che per sopravvivere si dette una falsa identità nella sua stessa città natale (a Budapest, è ll lucido speculatore detestato dagli italiani quando puntò sul tracollo della lira nel 92, ha varcato il suo traguardo. Da qualche tempo non è pi considerato solo uno dei grandi investitori viventi. Anche il suo ruolo intellettuale, da allievo di Karl Popper, attrae grande interesse: la sua teoria della riflessività, la capacità irrazionale dei mercati di amplificare le tendenze fino a mutare gli equilibri dell'economia, si afferma sempre di più . A inizio anno Soros si è ritirato dall'attività nel suo Quantum Fund, sul tavolo tiene l'edizione americana di «Se non ora, quando?», epica di guerra di Primo Levi. Ma il suo sguardo non è rivolto al passato: Soros non lascia passare un grande dibattito globale senza far sentire la sua voce.......

Cina e Brasile, diamanti emergenti

Cina e Brasile, diamanti emergenti
Secondo l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) il primo Paese per Pil 2008 sono gli Usa con 14.196 mld di dollari, segue Eurolandia con 13.535, il Giappone con 4.908 e la Cina con 4.342. Ma nel 2010 è previsto che quest’ultimo Paese superi per Pil il Giappone e vada in terza posizione.
La Cina è uno degli ultimi quattro paesi comunisti (gli altri sono Cuba, Corea del Nord, Vietman). Ma si tratta di un regime sui generis perché fondato su una cultura che ha 5 mila anni, su tradizioni radicate, su una storia che ha visto i cinesi attraversare millenni in cui hanno accumulato esperienze diverse. Fatto sta che il gruppo dirigente, che si chiama comunista, ha un ricambio importante al suo interno ed un tasso di modernizzazione tra i più elevati del mondo, tenuto conto dell’arretratezza di quella economia. Nessuno si scandalizzi se paragoniamo il regime cinese alla democrazia ateniese, ove esistevano libere elezioni ma solo nell’ambito di un quinto della popolazione, segnatamente quella aristocratica.

Il gruppo dirigente cinese ha puntato la sua espansione economica sulla formazione e sull’energia. Sono state attivate decine di Università in tutto il Paese e una dozzina di centrali nucleari. Sono state messe in funzione riforme importanti che stanno portando a una crescita del Pil quasi sempre a due cifre per ogni anno. Si stima che dal 2030 in avanti il Paese asiatico possa superare per ricchezza prodotta gli Stati Uniti, seppure è vero che la sua popolazione è quattro volte superiore.

La Cina ha messo in moto una sorta di calamita con la quale attira investimenti da tutto il mondo.
Non vi è Paese sviluppato che non abbia investito ed impiantato direttamente, o mediante joint venture, proprie filiali nell’immenso territorio. L’esposizione universale di Shangai, che sarà inaugurata il 1° maggio, è un immenso palcoscenico delle opportunità di crescita che vi sono in loco.
Vi sono altre due importanti strade su cui si espande l’economia cinese: la prima riguarda i milioni di propri figli sparsi per il mondo che vengono alimentati finanziariamente e che conquistano spazi commerciali e interi territori...........

La seconda, la quantità immensa di risorse finanziarie con le quali sta comprando industrie in tutto il mondo occidentale e negozia da un punto di forza con gli Stati Uniti, di cui è il maggior creditore, detenendo migliaia di miliardi di dollari di buoni del tesoro americani.

mercoledì 14 aprile 2010

Fisco, le due premesse che mancano


di Oscar Giannino

Dopo anni di sconfitte dovute a motivi di volta in volta indicati come “eccezionali e imprevisti” – una volta l’extra deficit ereditato, poi l’11 settembre 2001, poi la bolla internet nei paesi Ocse, poi la crisi 2007-2009, e sempre naturalmente il gettito da assicurare in costanza di esercizio rispetto agli impegni europei – personalmente l’ottimismo della volontà mi resta tutto, ma il pessimismo della ragione mi induce a riconoscere che non nutro più alcuna fondata aspettativa che l’attuale centrodestra abbassi significativamente la pressione fiscale..............


Personalmente non cambio idea non per tigna, ma perché l’evidenza della maggior crescita da minor pressione fiscale, determinatasi in tutti i Paesi di diversi modelli che l’anno praticata nei decenni del pre-crisi, esce a mio modo di vedere ulteriormente confermata e non smentita dal mondo nuovo nel quale la crisi ci ha obbligati a entrare: un mondo in cui i debiti pubblici Ocse tendono a crescere verso il 100% del Pil, su medie “italiane”. Di conseguenza, o si ha la lungimiranza di riforme che rendano minore la pressione avviando il risanamento energico dei deficit, oppure quelle parti del mondo avanzato che già nel pre-crisi sperimentavano una pressione fiscale record entreranno nel permafrost di un’era glaciale, caratterizzata da crescite stentate, conflitti sociali e default pubblici striscianti.

L'auto ad aria compressa



"Imprese che resistono", da protesta a proposta

da Generazione Pro Pro il Blog di Dario Di Vico

autore del libro sulle piccole imprese

Piccoli. La pancia del paese

Erano protesta, oggi diventano proposta. Avevano iniziato spinti dallo sconforto e dal senso di abbandono istituzionale, le “Imprese che resistono”. Oggi le ricette per provare a ripartire le stanno cercando e costruendo da sé. Erano soli e arrabbiati, adesso si fanno ufficialmente “rete”. Usando, naturalmente, la Rete.

E’ attivo da ieri, infatti, un software progettato gratuitamente da Esox, una delle 1200 aziende aderenti. “Grazie al quale” spiega il coordinatore nazionale Luca Peotta, “tutti i nostri aderenti potranno segnalare richieste di prestazioni e offerte di commesse agli altri”. Tutti gli iscritti riceveranno un codice segreto che permetterà l’accesso a un database suddiviso anche per categorie e materie.

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Essere “rete” e condividere un progetto
di rilancio dell’economia dei territori non significa rinunciare a standard qualitativi elevati. Anzi. “Proprio per questo, i committenti potranno esprimere giudizi formali sulle prestazioni ricevute e sulle imprese assegnatarie delle commesse, che insieme formeranno un rating dell’azienda”..........

a Dario Di Vico la nostra riconoscenza per il lavoro, ormai quotidiano, che svolge per far venire alla luce i problemi "reali" delle PMI italiane in questo momento così difficile della storia economica del nostro paese e non solo.

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html