lunedì 19 aprile 2010
Piccole imprese in fuga verso la Slovenia
Nei trasporti sono emigrati Cossutta e una parte di Autamarocchi, Bruni: «Trasferirsi o chiudere» di FURIO BALDASSI Non è ancora una grande fuga ma di sicuro un'emorragia costante. L'imprenditoria locale guarda a Est e, senza spingersi troppo in là, questo significa Slovenia. La crisi ha accentuato ancora di pi l'insostenibilità della pressione fiscale e gli insopportabili bizantinismi del sistema Italia. Se di delocalizzazione di massa non si pu ancora parlare per le residue industrie triestine (quelle al massimo le deportano in blocco, come la Stock) di sicuro c'è molto fermento nel settore dell'artigianato, con i trasporti in prima fila. «Inutile nasconderlo conferma Dario Bruni, presidente della Confartigianato provinciale i nostri si stanno guardando attorno perchè voci incontrollate dicono che la Slovenia scenderà addirittura al 19 per cento come pressione fiscale. Nei trasporti e nella logistica c'è meno pressione, si trova il carburante che costa meno, capannoni a buon prezzo.
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