giovedì 29 aprile 2010

CARO BERLUSCONI GIU' LE TASSE da Il Foglio

..............Ebbene, per un paese economicamente e socialmente evoluto come l'Italia, è inutile na scondere che in questo momento, per sostenere la crescita, una rivoluzione fiscale è tra le priorità . *** Fassina ha letto con attenzione la proposta formulata la scorsa settimana su questo giornale dall'Ingegnere Carlo De Benedetti per abbassare le tasse, ed è proprio dalle parole dell'editore del Gruppo Espresso che inizia il ragionamento. Bisogna smettere di credere che la questione dell'abbassamento delle tasse sia soltanto una fissa degli integralisti del liberismo. Non è così, Conosciamo perfettamente i dati che ci arrivano costantemente dall'Ocse ed è sciocco nascondersi: oggi l'Italia è ai primi posti nel mondo per pressione fiscale e a questo, come notava giustamente De Benedetti, va aggiunto che i lavoratori italiani hanno una delle pi pesanti tassazioni europee sulle proprie buste paga. E allora: come si fa a rilanciare la propensione al consumo degli italiani, dando loro la certezza di guadagnare di pi , subito e in prospettiva? Abbassando, quanto possibile, le imposte . Fassina entra nel merito della sua proposta. La riforma fiscale che abbiamo in mente, e di cui parleremo sia al presidente della Repubblica sia al presidente del Consiglio, deve premiare i produttori, i lavoratori, i professionisti artigiani e commercianti e naturalmente gli imprenditori; deve fare in modo di recuperare la progressività, semplificando gli adempimenti (dove per adempimenti si intendono dichiarazioni fiscali e pagamenti delle imposte), ossia rendere meno onerosa per il contribuente la fedeltà fiscale. Si deve dunque spostare il prelievo da chi paga a chi non paga, dai redditi da lavoro e impresa alla rendita e al patrimonio, dalle attività green e sostenibili alle attività black e dannose per l'ambiente. Piccolo particolare da non sottovalutare: data la nostra condizione di finanza pubblica, e dato lo scenario accidentato che ci ritroviamo di fronte a noi, il vincolo per poter dar vita a questa riforma è la neutralità in termini di indebitamento. In sostanza, il carico fiscale pro capite sul lavoro e sull'impresa ovvero Irpef, Ires e Irap deve scendere in relazione all'emersione di basi imponibili, e al contributo di altre fonti di entrata e alla riduzione (e riqualificazione) della spesa pubblica . Ovvero: Niente riforma fiscale se non si ridiscute, oltre al recupero di evasione, sul modo in cui viene gestita, e spesso sperperata, la spesa pubblica . Il baricentro della riforma continua Fassina è la tassazione dei *** obiettivamente redditi, di tutti i redditi, con un'aliquota di riferimento al 20 per cento.....................

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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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