di R. Fontolan
Piace pensare un dopo elezioni senza superuomini, né riforme epocali, né svolte storiche. Perché nei prossimi fatidici tre anni abbiamo tanto bisogno di politici normali e provvedimenti semplici, immediati, quelli dettati dal buon senso e dall’esperienza umana, che sono i fattori determinanti il bene comune.
Tutti proclamano il bene comune come motivazione e scopo dell’agire, ci mancherebbe, ma poi lo riducono a buone intenzioni, e tutto finisce lì, a lastricare la strada per l’inferno.
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