Una cosa è certa, anzi tre. Le prime due riguardano due bolle pronte a scoppiare, il real estate cinese e i debiti sovrani. La terza: c’è un mercato che potrà garantire profitti a chi avrà il fegato di gettarcisi a capofitto nel breve termine, ovvero le commodities. Le quali, dopo apprezzamenti assurdi e volumi spaventosi, l’altro giorno hanno ritracciato, petrolio in testa: anche chi specula, ha un cuore. O, meglio, un cervello.
...................... La Grecia, fatevene un ragione, è fallita. Ovviamente non ci saranno scene argentine, si troverà una situazione di tipo uruguayano ma comunque sia il contraccolpo sull’eurozona sarà pesantissimo, non ultimo a livello bancario e valutario sulla tenuta dell’euro. Il quale, da moneta delle meraviglie, ha cominciato a ritracciare dai massimi di sopravalutazione e ora gioca in altalena con le altre valute forti: giochi pericolosi, decisamente pericolosi quando si ha a che fare con dollaro e yen.
In attesa degli uragani, se mai ci saranno in quel numero e con quella potenza devastatrice, osserviamo e cerchiamo di imparare dai mercati: i cds sono l’unica arma vincente in questo momento, coprire e aspettare. Altro non sono che assicurazioni, basterebbe vietarne l’acquisto per puro intento speculativo e tutelarne il mercato in chiave assicurativa: non accadrà mai, o forse sì, certamente la loro enorme presenza sui mercati, mai così alta dal 2007, parla la lingua di una crisi ben lungi dal voler essere terminata.
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