da leggere assolutamente
mercoledì 29 settembre 2010
Arriva la superstangata Ue. Italia come la Grecia?
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martedì 28 settembre 2010
lunedì 27 settembre 2010
mercoledì 22 settembre 2010
Così l’Italia può finire nel mirino delle agenzie di rating Mauro Bottarelli
La crisi non è finita, ma è stata ben occultata
Fincantieri: operai bloccano tratto autostrada Palermo - Economia - ANSA.it
PALERMO - Gli operai della Fincantieri di Palermo hanno bloccato un tratto dell'autostrada in direzione di Trapani, all'altezza del Motel Agip in viale Regione siciliana, asse viario di snodo della citta'. Polizia e carabinieri stanno convincendo i manifestanti a rimuovere il blocco che non era previsto. . Il corteo di operai, oltre 500, e' partito dai cancelli della fabbrica invece di proseguire per piazza Indipendenza come da accordi con le forze dell'ordine ha modificato il percorso.
martedì 21 settembre 2010
SCENARIO/ Pelanda: siamo la prossima Grecia, alcune prove | Pagina 1
Negli ultimi due decenni analisti e commentatori hanno dibattuto sull’esistenza o meno del declino, le due parti ciascuna con qualche argomento, gli antideclinisti con più prove a favore pur registrando il difetto di crescita. Ora tale difetto è diventato così depressivo da rendere certo il declino nel futuro se l’Italia non cambierà modello economico al più presto..................
sabato 18 settembre 2010
Annaffiando le micce accese
I prezzi trasmettono informazione, e prezzi distorti trasmettono informazione distorta. Prezzi e informazione distorta creano quella gran confusione che regna sovrana su tutti i mercati finanziari. L'economia reale invece ristagna, cercando di riaggiustare e riassorbire gli scompensi. Un lavoro mastodontico oramai ridotto a una impossibile lotta contro il tempo.
Il tempo è quasi scaduto. I banchieri centrali sono in trappola. Hanno trasformato i mercati finanziari in un casinò, e il casinò è diventato un casino totale che crea sempre nuovi e maggiori scompensi....................
| DA FRANCESCO CARBONE |
Siate ambiziosi, sparatele più grosse
“Se fossero calcolati e acquisiti come rilevanti dati come la bellezza, l’ambiente, la storia, il clima, l’Italia avrebbe un’imbarazzante prima posizione, seguita a molte distanze da altre lande”.
I costi dell'energia
giovedì 16 settembre 2010
FINANZA/ I 30 milioni di posti in meno "interrogano" i grandi players? Mauro Bottarelli
«La grande recessione ci ha lasciato in eredità ferite ancora aperte, un alto tasso di disoccupazione di lungo periodo rappresenta un rischio per la stabilità stessa delle democrazie esistenti», mette in guardia il documento. Lo studio sottolinea, inoltre, che le vittime ventenni della recessione patiranno danni per tutta la vita, oltre a perdere fiducia nelle istituzioni pubbliche: anche perché per andare in pari con l'emorragia occupazionale il mondo dovrà creare 45 milioni di posti di lavoro all'anno per un decennio intero, la presunta ripresa in atto e a breve, infatti, non potrà mai riassorbire tutti gli espulsi dal ciclo produttivo. Per Olivier Blanchard, capo economista dell'FMI, «il tasso di disoccupazione di lungo termine questa volta è allarmante, soprattutto negli Usa, dove metà dei disoccupati sono fuori dal mercato da oltre sei mesi, un qualcosa che non si vedeva dalla Grande Depressione» (vedi grafici allegati, cliccaqui e qui)...................
Quella grande piccola impresa | Tempi
...È il momento, invece, di riconoscere pienamente questo fenomeno, di pensare che si possa trattare di un modello di sviluppo del tutto originale da difendere e sostenere. A chi denuncia i limiti, più o meno strutturali, del nostro fare impresa, occorre opporre, con la forza dei numeri ma anche come ipotesi culturale, una posizione diametralmente opposta: non debolezze da superare, ma peculiarità da difendere impegnandosi, evidentemente, a ridurne gli aspetti negativi e a migliorarne l’efficacia. Non si tratta di valorizzare solo la dimensione media tipica delle nostre imprese, ma di estendere il riconoscimento ad altre caratteristiche peculiari, al pari della dimensione, della struttura e del modo di operare della maggioranza delle nostre aziende. ..................
Wall Street Italia
Finanza&Potere - Credito Cooperativo Fiorentino, l'ispezione di Bankitalia/1: impieghi concentrati al 60% nel settore immobiliare
Leggiamo insieme il rapporto ispettivo di Bankitalia sul Credito Cooperativo Fiorentino, dalla cui presidenza si è di recente dimesso il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, travolto dallo scandalo sulla cosiddetta loggia P3.
Scrivono gli ispettori della Vigilanza
"La banca non ha perseguito un progetto imprenditoriale coerente con gli obiettiti delineati nel piano strategico...che prevedeva in particolare una diversificazione degli impieghi e una crescita nel comparto delle famiglie. Le politiche creditizie in concreto adottate - focalizzate su clientela di grandi dimensioni- sono maturate all'interno di un assetto di governo incentrato sul presidente del consiglio d'amministrazione, privo di contraddittorio e di contrappesi, anche da parte dell'esecutivo, nonché di sostanziali controlli del collegio sindacale e delle strutture interne a ciò deputate".
Avete capito? Verdini era il padre-padrone della banca; altro che governo societario. E il suo potere era privo di contrappesi: non contavano niente né il consiglio né i sindaci né le altre strutture di controllo interno. Andiamo avanti.
"Dette politiche hanno comportato:
a) una forte concentrazione dell'erogato per settore economico e per singolo prenditore, ben oltre i limiti consentiti;
b) un sensibile deterioramento della qualità del portafoglio creditizio, nel cui ambito sono state rilevate diffuse anomalie;
c) la ricorrente presenza di operazioni in potenziale conflitto d'interessi, non sempre correttamente comunicato;
d) lacune nei processi organizzativi e di controllo, non adeguati alle dimesnioni e all'operatività aziendali;
e) il mancato esercizio, su numerose transazioni, dei prescritti controlli antiriciclaggio"...........................................
mercoledì 15 settembre 2010
Sintesi osservatorio economico della CCIAA di Palermo
III La dinamica congiunturale del 2009 e le previsioni per il 2010
| La flessione dell’attività nel 2009 Gli investimenti testimoniano un atteggiamento all’insegna della caparbietà L’inversione di tendenza nel 2010 | ..................................Entrando nello specifico delle performance congiunturali della provincia, dall’analisi dei dati relativi alle variazioni quantitative del fatturato delle imprese per il 2009 si evince un calo del -17,2% per l’economia palermitana nel suo complesso. Tra i settori, quello delle costruzioni registra la peggiore variazione (-21,3%), a conferma delle dinamiche già in atto nel 2008 sia a livello locale che a livello nazionale. Variazioni negative del fatturato si riscontrano anche nel manifatturiero (-19,6%). Anche il settore dell’agricoltura ed il settore dei servizi presentano dei risultati negativi, ma l’intensità del peggioramento è minore. Il commercio (-18,3%), il turismo (-15,2%) ed il terziario avanzato (-17,1%) sono i comparti il cui volume d’affari risente maggiormente della riduzione dei consumi, mentre sembrano reggere in modo migliore i trasporti (-10,9%) e gli altri servizi (-7,8%) che registrano le performance migliori tra tutti i settori dell’economia. A fronte di un quadro certamente non favorevole, la dinamica degli investimenti nel 2009 testimonia un atteggiamento non arrendevole. Il risultato risulta influenzato dalla dinamica particolarmente sostenuta degli investimenti nel settore dei servizi (+14,6%), con risultati interessanti per i trasporti (+19,5%), per il turismo (+14,7%) e per gli “altri servizi” (+14,2%). In generale, comunque, la dinamica degli investimenti sembra suggerire una vitalità nel portare avanti processi di ristrutturazione produttiva. Analizzando le indicazioni degli imprenditori per il 2010, emerge un quadro incerto ma in miglioramento (volume di affari -1,9%). Per quanto concerne gli investimenti, solo le imprese dell’agricoltura, delle costruzioni e del turismo ne stimano una flessione............................ |
FINANZA/ Si chiama Hindenburg Omen la prova che la recessione �alle porte | Pagina 1
Ebbene, a confermare la fibrillazione degli operatori dei mercati finanziari, il 22 agosto scorso è arrivato un nuovo segnale Hindenburg Omen, che rende completato il segnale di un possibile crollo dei mercati finanziari. Ricordiamo solo che non tutte le volte che si è completato questo indicatore, si è verificato un crollo dei mercati; ma negli ultimi 25 anni, ogni crollo è stato preceduto da un Hindenburg Omen verificato.
Ma qui non si tratta solo di indicatori più o meno affidabili o esotici: qui si tratta di una economia che, nonostante stimoli fiscali o monetari di tutti i tipi, non ne vuol sapere di riprendersi. Ed il motivo fondamentale, ma taciuto da tutti, è proprio quello che da queste pagine abbiamo tanto spesso ripetuto: se tutta la moneta è a debito, tentare di risolvere i problemi finanziari con sempre maggiore creazione di liquidità equivale a iniettare in un corpo malaticcio lo stesso sangue infetto che ha reso malaticcio quel corpo...........................
Sia ben chiaro: senza uno sguardo positivo sul reale, è ben difficile costruire qualcosa di buono. Ma il reale occorre guardarlo sul serio, senza nascondersi nulla. E allora lo ribadiamo a chiare lettere: senza crescita dell'occupazione, ogni presunta ripresa è un trucco sui dati, magari aiutato da un massiccio intervento monetario. Si parla tanto di snellire la macchina statale, o di fusioni tra aziende per ottimizzarne la struttura produttiva; tutti bei paroloni che in concreto vogliono dire una cosa sola: gente da licenziare, minori stipendi in circolazione, calo del potere di spesa, calo dei consumi, calo dell'economia.
martedì 14 settembre 2010
Il Blog di Marcello Foa � Blog Archive � Il bluff delle nuove regole bancarie…
Ci siamo: a Basilea stanno per varare le nuove regole bancarie ed è già partito lo spin per dare l’impressione all’opinione pubblica che la lezione della grande crisi è stata imparata. Grandi analisi, titoli rassicuranti. Ma è un passo nella giusta direzione? Sono perplesso per questi motivi:
1) La tempistica. In risposta a una crisi maturata negli anni 2000, ed esplosa nel bienno 2007-2008, le nuove norme entreranno in vigore il primo gennaio 2013 con un periodo di transizione destinato aconcludersi nel 2018. Dov’è l’urgenza?
2) Le regole. Saranno inasprite le norme per le attività di trading, verrà aumentato il patrimonio, saranno creati dei cuscinetti per assorbire eventuali perdite. Ma non è contemplata la norma fondamentale ovvero la separazione tra banche d’affari e banche commerciali; dunque l’ambiguità all’origine della crisi viene protratta.
3) I valori del capitalismo. Ovvero un sistema che offre l’opportunità di grandi profitti, ma contempla la possibilità del fallimento. Invece, con le nome di Basilea 3, come vengono chiamate in gergo, si sancisce, di fatto, il concetto di Too big to fail, ovvero Troppo grandi per fallire: il sistema non vuole che le grandi banche possano uscire di scena e questo implica un aumento di fatto del loro potere, reale sui mercati e di condizionamento della società........................
FINANZA/ 1. Ecco la vera strategia dei grandi player (ribassisti) di Long Island
E' quello che sta accadendo negli Usa. Non amo Barack Obama e ritengo le sue ultime scelte sbagliate o comunque tiepide rispetto alla difficoltà del momento ma qualcuno, molto potente, non si sta limitando ai giudizi e alle critiche: sta agendo per sabotare, attraverso i mercati, lo status quo. Al mondo, si sa, ci sono circoli molto influenti: l'Aspen Institute, il Council for Foreign Affairs, la Trilaterale, il gruppo Bildenberg. Ma ci sono altri simposi, altrettanto potenti, che non si danno né nomi né denominazioni: peccato che, a conti fatti, decidano per tutti noi. O quasi. Da venticinque anni a questa parte il leggendario stratega di Wall Street, Byron Wien, ora con il Blackstone Group, organizza un summit estivo con i principali player statunitensi per parlare di economia globale e investimenti....................
lunedì 13 settembre 2010
La lobby delle banche festeggia in tutto il mondo, la pacchia di bonus e scandali continua
Imprese, la crisi a muso duro ‘Noi la Tia non la paghiamo’
giovedì 9 settembre 2010
Svolta dirigista nella UE ma tutti tacciono
giovedì 2 settembre 2010
FINANZA/ Se le borse sono euforiche perchè i capi di Goldman vendono tutto? Mauro Bottarelli
stiamo assistendo ad anni che rappresentano una sfida senza precedenti per gli investitori. I grandi player, semplicemente, stanno fuggendo dal mercato. Ci sono seri problemi che arrivano dal settore della rinegoziazione dei mutui Usa e l'area euro resta una seria e costante preoccupazione. La Germania non ha la minima intenzione di salvare un'altra nazione europea, la Merkel ha già usato una larga parte di capitale politico per salvare la Grecia e il mercato ellenico dei bonds e questo semplicemente per tutelare il sistema bancario francese e tedesco da ulteriori, gravi perdite.
Ci sono quattro o cinque nazioni con grossi problemi strutturali che non dovrebbero nemmeno essere nell'euro. D'altronde, devo ancora vederlo un politico che si spara alla tempia in ossequio dell'austerity. I greci non hanno alternativa se non quella di tagliare, gli altri come la Spagna non stanno affatto facendo a sufficienza: io sono per la scuola austriaca, non accetto alternative keynesiane.
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
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(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
