martedì 29 novembre 2011

Economia - "All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti" | Economia | Varese News

Economia - "All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti" | Economia | Varese News:


"All'estero ci lodano, in Italia ci chiamano furbetti"

Massimo Mazzucchelli, imprenditore di Besnate, ha portato la voce delle piccole "imprese che resistono" a Granditalia, la conferenza nazionale organizzata a Monza dal Pd


«Un nostro cliente, in America, ci ha chiamato "la Cadillac dei dispenser", in Germania ci hanno detto: "probabilmente la migliore qualità al mondo". Non lo dico per autocelebrarmi ma noi piccoli imprenditori italiani veniamo percepiti così. Sì ma c'è un grosso problema, soltanto all'estero». QuandoMassimo Mazzuchelli tocca questo tasto dolente gli applausi lo interrompono. L'imprenditore di Besnate, voce delle "Imprese che resistono" è stato invitato a parlare alla "Conferenza nazionale per il lavoro autonomo e la micro e piccola impresa", organizzata a Monza dal Pd. «Nel nostro paese c'è un problema fondamentale di comunicazione. In Italia quando parlano di noi dicono che siamo evasori, siamo furbetti e quando siamo costretti a licenziare lo facciamo per lucrare, perfino sulla pelle dei nostri dipendenti. Diciamolo: non è così! E ci siamo stufati di sentire queste cose». .................

sabato 26 novembre 2011

lunedì 21 novembre 2011

ASSEMBLEA CDO 2011/ "Sulla strada della libertà": il video dell’incontro | pagina 2

ASSEMBLEA CDO 2011/ "Sulla strada della libertà": il video dell’incontro 

Protagonisti del cambiamento

Protagonisti del cambiamento:

Il momento storico che siamo chiamati a vivere pone agli occhi del mondo importanti e complessi interrogativi politici ed economici. Questi, però, hanno una radice comune di natura eminentemente culturale. La globalizzazione sregolata, l’esplodere delle contraddizioni del mercato finanziario e l’insopportabile indebitamento di tanti Stati, per citare tre tra i più grandi “mali” dell’economia occidentale, pur nelle loro diversità e articolazioni, dipendono da un problema antropologico: il volere tutto subito, senza nessuna relazione con il bene degli altri.

Questa promozione di un individualismo istituzionalizzato, sempre più sfrenato, ha negato contro ogni ragione qualsiasi interdipendenza fra gli uomini e si è mostrata irresponsabile verso le future generazioni. Eppure non si tratta in prima istanza di un problema morale, è un problema della ragione: è contro l’evidenza negare la relazionalità come elemento essenziale della vita umana ed è contro la ragione non ammettere che la ricerca del profitto e del potere a tutti i costi affligge il desidero di verità e di giustizia che ognuno porta dentro di sé.

I problemi politici ed economici che oggi dobbiamo affrontare nascono dunque da un tradimento del desiderio umano e delle sue esigenze originali. Per questo oggi siamo di fronte a una scelta: o essere schiavi degli eventi sempre più imprevedibili e incerti, cercando di inserirci nei diversi tentativi di vecchie o nuove egemonie politiche ed economiche, oppure essere protagonisti di un cambiamento, vivendo e promovendo il lavoro e le opere come espressione di un’esperienza umana diversa, autentica, come soggetti che aprono dentro questa società spazi per una nuova socialità.

Ecco perché la crisi politica culminata con la nascita del nuovo Governo può e deve trasformarsi in un’opportunità di crescita e di rinascita per l’Italia. Ma questo potrà accadere solo se ogni componente della società civile saprà svolgere il suo compito in questo delicatissimo passaggio. Tanta debolezza della politica e tanta inefficacia degli interventi della Pubblica amministrazione dipendono proprio dal fatto che nel Paese la società si è come atomizzata e quindi si è molto indebolita sebbene spesso sia proprio lo Stato a relativizzare o addirittura ostacolare le iniziative delle persone e dei corpi intermedi. Occorre ricordarsi proprio in questi tempi, dove tanti guardano alla politica con un’attesa quasi messianica, che lo Stato dipende da presupposti che esso stesso non è in grado di creare e che si generano nella società stessa. Più società fa bene allo Stato, sempre...................


giovedì 17 novembre 2011

IMPRESECHERESISTONO

IMPRESECHERESISTONO:

CHICAGO BLOG » Spot antievasione: per la legge italiana, lo stato ha licenza di mentire

CHICAGO BLOG » Spot antievasione: per la legge italiana, lo stato ha licenza di mentire:

..................Peccato che sotto questa etichetta si annida un messaggio propagandistico che tende a colpevolizzare in modo anatemico il contribuente inadempiente, sollevando da ogni responsabilità chi ha gonfiato il debito pubblico, la spesa pubblica e la pressione fiscale provocando lo stato attuale di crescita zero e rischio di default................

lunedì 14 novembre 2011

Mi vergogno di essere italiana

 Sr. Maria Gloria Riva,...................Raccolgo le voci di tutti gli indignati, a destra e a sinistra. Raccolgo la voce di tutti quelli che si sentono ancora italiani, del nord del centro e del sud. Non di quelli che celebrano una bandiera perché fa comodo al potere di turno, ma di quelli che la bandiera la onorano davvero, con l’esemplarità della loro vita, l’impegno lavorativo sincero, la dedizione al loro stato di vita. Sì, voglio raccogliere la voce di questi, una folla sterminata, credetemi, sterminata e trasversale e se non fossi una monaca vorrei gridare: facciamo il partito degli educati. Ma che dico? In memoria di Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e religiosa (e alla faccia di chi dice che i preti e le suore dovrebbero stare tra le quinte - solo naturalmente quando vogliono loro), lo voglio proprio gridare: Facciamo il partito degli educati! Di quelli che per difendere i propri diritti non devono per forza parlar male di qualcuno, di quelli che per realizzare cose buone per il proprio paese non devono far ricorso ad intercettazioni e porno story. Di quelli che ancora credono nell’onestà intellettuale, nel valore profondo della politica come mezzo per esprimere l’amore alla propria terra, alla propria cultura alla propria dignità.
Voglio raccogliere tutte queste voci e invitarle a dissociarsi, pubblicamente da questi e altri gesti simili, dalle ultime scene romane nere e rosse, e di altri possibili colori. Vogliamo essere governati da uomini e non da adolescenti che usano della politica per mascherare le loro capricciose velleità.
Vi prego aiutiamoci a difendere il nostro diritto di essere finalmente italiani!...............

martedì 8 novembre 2011

Comprando prodotti made in China si alimenta il regime cinese | Laogai

Comprando prodotti made in China si alimenta il regime cinese | Laogai: " ..............Alessandro Pagano deputato Pdl intervistato da Radio radicale afferma che l’Occidente e l’Italia in particolare continuano a fare finta che nulla stia accadendo e continuano ad intrattenere lucrosi (per loro) rapporti economici con la Cina e tollerano la concorrenza sleale delle fabbriche lager e truffaldine dei nostri distretti produttivi"......................... “Lo sanno i cittadini italiani che quando acquistano certe merci a buon mercato alimentano il lavoro schiavistico praticato nella Cina neopostcomunista e lo sfruttamento disumano di manodopera clandestinamente attiva nel nostro Paese? Lo sanno che scegliendo certa apparente convenienza condannano al lavori forzati milioni d’innocenti, relegano a una vita subumana un numero enorme di disperati e favoriscono una mafia pericolosissima? Lo sanno che così facendo pagano di tasca propria l’unico esempio storico di perestrojka riuscita, cioè la sopravvivenza per camouflage e frode di un regime liberticida che altrimenti la storia avrebbe spazzato da tempo? E che usando così i propri sacrosanti e sudati denari aiutano i falsari a beffare il “made in Italy”, insomma si tirano la zappa sui piedi?” Per sottolineare il grave problema alcuni deputati italiani bipartisan hanno sottoscritto una proposta di legge unica al mondo: vietare l’importazione e il commercio di merci prodotte mediante manodopera forzata e in schiavitù. Primi firmatari gli on. Pagano, Sposetti, Moffa, Cimadoro, Polledri, Volontè, Calgaro. La legge è stata presentata nella Sala Stampa della Camera dei deputati insieme al noto dissidente cinese Harry Wu, 19 anni di lavoro forzato in Cina, presidente della Laogai Research Foundation di Washington la quale ha offerto la propria expertise per la redazione del testo di legge attraverso il suo ramo italiano (www.laogai.it), diretto da Toni Brandi. In Cina esiste una vastissima rete di almeno 1400 campi dove milioni di persone vengono quotidianamente costrette a lavorare anche fino a 18 ore al giorno per il puro vantaggio economico del regime e di numerose imprese sia cinesi sia internazionali che lì investono indisturbate. Per contro, la Cina applica, contravvenendo agli accordi raggiunti in sede di Organizzazione Mondiale del Commercio, forti dazi sulle importazioni, come nel caso del settore automobilistico e del comparto agro-alimentare.........

domenica 6 novembre 2011

sos lavoro: a rischio estinzione molti lavori dell'artigianato e dell'agricoltura | CGIA MESTRE

sos lavoro: a rischio estinzione molti lavori dell'artigianato e dell'agricoltura | CGIA MESTRE:

A lanciare l’sos è la CGIA di Mestre: nei prossimi 10 anni sono a rischio estinzione molte professioni manuali dell’artigianato e dell’agricoltura che potrebbero comportare la perdita di almeno 385.000 posti di lavoro.

Quali sono le principali esperienze lavorative che rischiano di scomparire ? Secondo l’elaborazione degli artigiani mestrini, la lista include gli allevatori di bestiame nel settore zootecnico, i braccianti agricoli e una sequela di mestieri artigiani come i pellettieri, i valigiai, i borsettieri, i falegnami, gli impagliatori, i muratori, i carpentieri, i lattonieri, i carrozzieri, i meccanici auto, i saldatori, gli armaioli, i riparatori di orologi e di protesi dentarie, i tipografi, gli stampatori offset, i rilegatori, i riparatori di radio e Tv, gli elettricisti, gli elettromeccanici, addetti alla tessitura e alla maglieria, i sarti, i materassai, i tappezzieri, i dipintori, gli stuccatori, i ponteggiatori, i parchettisti e i posatori di pavimenti.

Infine, in questa mappa delle principali professioni a rischio estinzione, troviamo anche delle figure professionali più “generiche” come gli autisti, i collaboratori domestici, gli addetti alle pulizie, i venditori ambulanti, gli usceri e i lettori di contatori.

Come si è giunti alla mappatura di queste categorie ? Innanzitutto la CGIA ha calcolato il numero di occupati presenti oggi nelle principali professioni manuali compresi nella fascia di età che va tra i 15 ed i 24 anni e in quella tra i 55 ed i 64 anni.

Dopodichè ha misurato il tasso di ricambio, riuscendo così a stilare una prima graduatoria per mestieri. Infine ha stimato il numero delle figure che, presumibilmente, verranno a mancare nei prossimi 10 anni per ciascuna attività (*).

“Premesso che non siamo in grado di prevedere se nei prossimi anni cambieranno i fabbisogni occupazionali del mercato del lavoro italiano – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – siamo comunque certi di tre cose. La prima: fra 10 anni la grandissima parte degli over 55 censiti in questa mappa lascerà il lavoro per raggiunti limiti di età. La seconda: visto il forte calo delle nascite avvenuto in questi ultimi decenni, nel prossimo futuro si ridurrà ancora di più il numero dei giovani che entreranno nel mercato del lavoro, accentuando così la mancanza di turn-over. La terza: se teniamo conto che i giovani ormai da tempo si avvicinano sempre meno alle professioni manuali, riteniamo che il risultato ottenuto in questa elaborazione sia molto attendibile.”....................

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html