venerdì 31 dicembre 2010
venerdì 24 dicembre 2010
A che serve un Dio bambino? | Pagina 1
.....Che bisogno abbiamo oggi, nel 2010, di un Dio bambino? In che senso è capace di darci un futuro perché possiamo guardare in avanti pieni di una speranza che Benedetto XVI ha definito “affidabile”?
L’annuncio del Natale quest’anno ci trova accorati e sgomenti di fronte ai numerosi segnali di malessere del corpo sociale cui apparteniamo. Durante la loro dolorosa ed estrema protesta, gli operai della Vinyls mi hanno detto: «Per noi il Natale non esiste se non esiste un futuro di lavoro», e si può ben capire questo loro dubbio angoscioso.
E cosa pensare dei giovani che, spesso ingannati circa la natura del desiderio che apre l’uomo alla realtà piena, si ritrovano senza ideali da difendere e senza prospettiva per il futuro? Da questo vuoto noi adulti non possiamo certo chiamarci fuori, spesso complici di una società che l’allarmante ultimo Rapporto Censisdefinisce “fragile, cinica, passivamente adattativa, condannata al presente”.
Paradossalmente è proprio qui che si incarna il Natale: Dio non ha avuto paura di “impastarsi” con le contraddizioni proprie della condizione umana. Diventando a noi familiare, più intimo a noi di noi stessi - come dice il grande Agostino -, ci sostiene nella dignità dei nostri affetti, del nostro lavoro e del nostro riposo. Ma la modalità con cui il Figlio di Dio viene a salvarci non è un rito magico, un meccanismo estrinseco e a noi estraneo: l’evento del Natale mette in moto la libertà degli uomini e quindi la loro responsabilità......
Carrón su La Repubblica: Il Natale e la Speranza
...............Ma c`è un inconveniente: anche noi, quando vediamo apparire questo germoglio - come coloro che erano davanti a quel bambino a Nazareth -, possiamo dire scandalizzati: «É mai possibile che una cosa così effimera possa essere la risposta alla nostra attesa di liberazione?». Da una realtà così piccola come la fede in Gesù può venire la salvezza? Ci pare impossibile che tutta la nostra speranza possa poggiare sulla appartenenza a questo fragile segno, ed è motivo di scandalo la promessa che solo a partire da esso si possa ricostruire tutto. Eppure uomini come san Benedetto e san Francesco hanno fatto proprio così: cominciarono a vivere appartenendo a quel germoglio che si era inoltrato nel tempo e nello spazio, la Chiesa. E sono diventati protagonisti di popolo e di storia.
Benedetto non affrontò da arrabbiato la fine dell’impero, non protestò perché il mondo non era cristiano, né si lamentò perché tutto crollava, accusando l’immoralità dei suoi contemporanei. Piuttosto testimoniò alla gente del suo tempo una compiutezza del vivere, una soddisfazione e una pienezza che divenne attraente per tanti. E fu l’albore di un mondo nuovo, piccolo quanto si vuole - quasi un niente paragonato al tutto, un tutto che pur franava da ogni parte -, ma reale. Quel nuovo inizio fu talmente concreto che l’opera di Benedetto e di Francesco è durata nei secoli e ha trasformato l’Europa, umanizzandola..............
lunedì 20 dicembre 2010
AGI News On - IL 10% DELLE FAMIGLIE POSSIEDE META' DELLA RICCHEZZA
Il 44% della ricchezza complessiva e' posseduta in Italia dal 10% delle famiglie, mentre la meta' piu' povera delle famiglie detiene il 10% della ricchezza totale. E' uno dei dati che si evince dal bollettino di Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie, e riferiti al 2008.".............
sabato 18 dicembre 2010
Crisi, famiglie italiane indebitate in media per 20mila euro - Corriere della Sera
MILANO – Crolla anche l'ultimo stereotipo: il forte risparmio privato delle famiglie italiane. Errato. Uno studio della Cgia di Mestre rivela come cresca sempre più l'indebitamento: quasi 20mila euro l'indebitamento medio per nucleo familiare nel 2010. Una doccia gelata per chi professa il mantra della famiglia italica formica e poco cicala. L'associazione di artigiani e piccole imprese lo smentisce e ci accomuna con gli altri paesi occidentali, specialmente gli Stati Uniti, in cui il debito privato è da anni il catalizzatore dei consumi..............
FINANZA/ Abbassare le tasse non serve, grazie alla Bce | Pagina 1
Sul quotidiano Il Giornale del 16 dicembre, con un pezzo che inizia in prima pagina, l’editorialista Nicola Porro si rivolge direttamente al Presidente del Consiglio, affinché operi un deciso taglio delle tasse. Lo spunto viene fornito dal recente report dell’Ocse, dal quale risulta che il peso del fisco sul Pil sia al 43,5% in Italia, e questo pone il nostro paese al terzo posto nella classifica del peso fiscale maggiore tra i paesi sviluppati.
Il ragionamento che viene svolto è il seguente: lo Stato tassa troppo, anche perché spende troppo. Siccome lo Stato spreca, il modo migliore per tagliare questi sprechi e rilanciare l’economia è quello di tagliare le tasse. Anzi, in un periodo di crisi come questo, quello che una volta poteva essere una scelta opportuna, ora diventa una strada obbligata...........
venerdì 17 dicembre 2010
giovedì 16 dicembre 2010
Lo Stato sottrae 33,3 miliardi alla Sicilia - QdS - Regionale di Economia Istituzioni Ambiente No Profit e Consumo
mercoledì 15 dicembre 2010
Obama e la verità | Pagina 1
................Quanto a me, devo confessare che la discussione che mi ha maggiormente interessato sembra non aver nulla a che fare con la politica, ma invece ne avrà, ne avrà… Il dibattito che alla fine potrebbe rivestire la maggiore importanza per il futuro riguarda la natura delle conclusioni scientifiche. Un buon riassunto del problema è apparso su The New Yorker del 13 dicembre, in un bell’articolo di Jonah Lehrer dal titolo: “La verità svanisce; c’è qualcosa di sbagliato nel metodo scientifico?”.
Non c’è qui lo spazio per descrivere adeguatamente i fatti che hanno portato scienziati a sollevare la questione di cosa sia vero da un punto di vista scientifico. Può bastare ricordare che ha a che fare con la “ripetibilità”, vale a dire, il requisito di ottenere gli stessi risultati da esperimenti identici effettuati da scienziati diversi, in momenti e luoghi diversi. L’articolo di Lehrer descrive molti casi in cui questo non è avvenuto e la conclusione dell’articolo sottolinea le domande sul metodo scientifico sorte da questi esperimenti.....
lunedì 13 dicembre 2010
FAMIGLIE: LA CRISI HA RIDOTTO DI 17,6 MLD DI € I CONSUMI
I conti segreti dell’Inps Così caleranno le pensioni - Corriere della Sera
Nel 2010 un artigiano va in pensione in media con la metà di quanto guadagna lavorando: circa 10 mila euro contro 20 mila. Il grado di copertura salirà fino al 53% nel 2018, anche qui per effetto delle robuste pensioni retributive, per poi scendere fino al 43% nel 2037. Come per gli altri fondi, le medie nascondo situazioni diverse. Se si considerano per esempio le sole pensioni di anzianità, che sono le più ricche, il grado di copertura varia dal 73% attuale al 62% del 2037. Passando ai conti, dalle proiezioni di bilancio «emerge un quadro molto sconfortante», dice la relazione dell’Inps. «La situazione patrimoniale della gestione peggiora di oltre 24 volte nel corso dei trenta anni considerati (nel 2037 il disavanzo sarà di 334 miliardi, ndr.). Il risultato economico passa da una perdita di poco più di 3 miliardi e mezzo fino a diventare quasi 5 volte maggiore nel 2037 (15,5 miliardi)»."...........
venerdì 10 dicembre 2010
VOLANTINO CL/ Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo | Pagina 1
giovedì 9 dicembre 2010
John Waters: ecco dov'è cominciato il grande inganno dell'euro
domenica 5 dicembre 2010
Wall Street Italia: notizie di economia, finanza, borsa, mercato, euro e petrolio
Gli opinionisti hanno sottolineato che la Bce ha deciso di seguire la linea della Fed americana, la quale a più riprese ha effettuato acquisti massicci di titoli di stato Usa. Con la differenza che la Banca centrale americana può farlo legalmente, mentre quella europea deve aggirare gli accordi di Maastricht, facendo di necessità virtù. Il nervosismo del presidente dell'Istituto centrale, Jean-Claude Trichet, nella conferenza stampa di ieri in cui ha accusato Germania, Francia e Italia d'aver tentato tra il 2004 e il 2005 di distruggere il Patto di stabilità, testimonia l'esistenza di una situazione ancora tesa che non giova a placare la speculazione, né rappresenta una risposta ai problemi dell'Unione e dell'Euroarea."................
................Esistono alternative alla politica delle due grandi Banche centrali? Per entrambe la soluzione sarebbe quella proposta da mesi su questo stesso giornale di "parcheggiare" gli eccessi di debito pubblico (oltre il 60 per cento secondo l'Unione europea e il 70 per cento secondo gli analisti) presso il Fondo monetario internazionale denominandoli Diritti speciali di prelievo. Oppure, in assenza di questo accordo, parcheggiarli presso il Fondo di stabilità europeo con la garanzia di un rimborso certo, diluito nel tempo e a tassi compatibili. Mesi addietro l'ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, e ieri Mario Monti sul Corriere della Sera hanno caldeggiato un'analoga soluzione. Ma il primo propone di limitarla agli eccessi di indebitamento pubblico nati per fronteggiare la crisi, mentre l'ex commissario alla Concorrenza nell'esecutivo di Bruxelles suggerisce di attuarla con una tecnica più complicata di quella qui avanzata.
La proposta di Monti richiede l'abbattimento dell'ostacolo politico all'emissione di bond "europei" (che equivale a simulare un'Unione politica), invece dell'uso di una struttura privatistica, con azionista l'Unione europea, come quella inventata per il Fondo che ha sede in Lussemburgo. In ogni caso, la coscienza che il problema dei debiti pubblici e del rigore monetario debba essere affrontato alla radice va guadagnando terreno. E' giunto il momento di prendere decisioni coraggiose per frenare la slavina.
Diario dal Rockbus – “La nostra è una guerra di trincea!” « L'isola dei cassintegrati
mercoledì 1 dicembre 2010
'Le Casse dei professionisti: a noi chiedono solo tagli' di Fabio Savelli. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
L'apice del malcontento lo hanno raggiunto quest'estate: “Nella manovra abbiamo rilevato il massimo della contraddizione – dice Emilio Croce, presidente Enpaf(l'istituto previdenziale dei farmacisti) –. Siamo stati espressamente esclusi dalle misure di contenimento della spesa sugli organi e sulle consulenze, ma non dal blocco retributivo triennale del nostro personale, che ha pure contratto di diritto privato”.
Il riferimento è alla stretta salariale imposta ai dipendenti della pubblica amministrazione dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per contenere la spesa pubblica galoppante. Non solo gli stipendi per il personale. Anche tagli alle attività di rappresentanza (relazioni, mostre, convegni), “a decorrere dal 2011 per un ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta nel 2009” (scritto nero su bianco sulla finanziaria, ndr.).............
Economia: passano ai cinesi gli yacht Admiral (MF) - Milano Finanza Interactive Edition
gruppo cantieristico Nauticstar Marine si e' aggiudicato il ramo di
azienda per 13,15 milioni.............
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
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(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
