venerdì 30 novembre 2012

Caro Monti e ministri del governo, l'Italia è disperata. Leggete qui

Caro Monti e ministri del governo, l'Italia è disperata. Leggete qui:

2) inviato da roberspierre il 30/11/2012 alle 11.11

Per Monti chiudere attivitá e perdere posti di lavoro è del tutto normale in un periodo recessivo. Non si rende minimamente conto che per creare un posto di lavoro costa decine di migliaia di euro. Io stavo in commercio con soddisfazione, ora vedo solo macerie. Vogliamo parlare delle attivitá aperte? A parte il Food che arranca, i soliti quattro marchi famosi, Farmacia e simili, per il resto è solo rimissione, tristezza e drammi consumati dal singolo, che non se lo fila nessuno, e ha anche il senso di colpa di non saperci fare. Monti, ma che ne sa della vita ! Nulla. 

mercoledì 21 novembre 2012

“No ai negozi aperti la domenica”. La battaglia di Bregantini: raccolta di firme davanti alle chiese « IMPRESECHERESISTONO

“No ai negozi aperti la domenica”. La battaglia di Bregantini: raccolta di firme davanti alle chiese « IMPRESECHERESISTONO:


“No ai negozi aperti la domenica”. La battaglia di Bregantini: raccolta di firme davanti alle chiese

Pubblicato da ICR su novembre 20, 2012
Impresecheresistono, da tempo, appoggia Commercio Attivo e la nostra amica Giulia D’Ambrosio , nella lotta che i piccoli commercianti hanno intrapreso per la loro sopravvivenza.
Potete trovare gli indirizzi per la raccolta firme ed appoggiare insieme a noi una lotta per il diritto di lavorare e contro l’abuso di fatto di potere dominante.
Una mobilitazione nazionale contro l’apertura domenicale dei negozi. E’ quella lanciata stamattina, con una conferenza stampa, dal presidente della Commissione Cei Lavoro, Giustizia e Pace, monsignor Giancarlo Bregantini. L’arcivescovo di Campobasso, insieme ad alcune associazioni di commercianti, ha presentato l’iniziativa «Libera la domenica», iniziativa che mira all’abrogazione, con una mobilitazione popolare, della legge che lo scorso anno ha liberalizzato gli orari di apertura degli esercizi commerciali. Per questo domenica prossima davanti a tutte le chiese italiane saranno raccolte le firme per sostenere la richiesta. «Puntiamo a superare le 50mila adesioni», hanno spiegato i promotori.
«L’apertura domenicale deve essere l’eccezione e non la regola», ha sostenuto Bregantini, che allo stesso tempo ha sottolineato anche che «questa non è una battaglia per la messa». Poi ha evidenziato che in molti altri paesi europei «a differenza dell’Italia, i negozi la domenica restano chiusi».
L’arcivescovo ha poi fornito tre motivi che sono alla base di questa campagna: «Il primo motivo è antropologico, perché le persone hanno bisogno di riposo; il secondo è la famiglia perché una mamma che deve andare al lavoro non può stare con i figli nell’unico giorno della settimana in cui i bambini sono a casa; infine c’è un motivo economico, perché ci si è accorti che non è vero che questo provvedimento di liberalizzazione delle apertura abbia dato beneficio e i negozi sono sempre in difficoltà».
Bregantini ha quindi concluso: «Per questi tre motivi chiediamo un ripensamento della legge. Non chiediamo che i negozi siano sempre chiusi, ma che vengano regolamentati. La competenza dunque torni a livello locale, in modo tale che la decisione sulle aperture venga presa solo di fronte a necessità concrete». Le associazioni presenti, Federstrade, Commercio Attivo e Confesercenti, hanno anche annunciato la pubblicazione imminente di un libro con centinaia di testimonianze di persone, commercianti e commesse, e la prefazione dello stesso Bregantini. (el)

lunedì 19 novembre 2012

Luca Peotta: Tra fango e crisi...

Luca Peotta: Tra fango e crisi...:



Faccio fatica a mettere in ordine il tavolo della cena, sono basito. Sto guardando le immagini dei Tg della mezzanotte... una sola domanda: ma dove stiamo andando! Il titolo che mi stravolge di più è: manganelli tecnici. Fermatevi! Fermiamoci! La natura s'impone, piove 10 ore di fila e l'Italia è sotto il fango, morti e distruzione. Non basta questo per farci ragionare? No,non basta!
Quando sento che in 4 ore sono caduti 450 millimetri di pioggia, è come quando sento dire che i disoccupati in Italia sono 2,7 milioni. Macro numeri, se così si può definire il dato, che non è alla portata della gente che vive tutti i giorni calcolando perfettamente ogni 12 ore come arrivare alla fine del mese, mentre il solito politico di turno si fotte un milione di euro (soldi nostri, soldi pubblici) e pensa bene di giocarsi la decima parte in una sala giochi!
2,7 milioni di persone che non hanno un lavoro in questo momento, dicono le statistiche... ma sono praticamente 45 stadi di calcio da 60.000 persone completi... suddivise equamente per regione (20 per l'esattezza) sono 133.333 persone! Un vero e proprio esercito capace di tutto, un vecchio detto piemontese dice "la guera as sfa cun la pansa voida" (la guerra si fa con la pancia vuota). Ma quanto siamo distanti dalla realtà da questo detto?...............

sabato 10 novembre 2012

FINANZA/ Forte: è ora di "ricattare" la Germania sull’euro

FINANZA/ Forte: è ora di "ricattare" la Germania sull’euro:

Ormai si contano solo i numeri della recessione in atto e le prev isioni div entano sempre più cupe. Dopo il
Fmi, dopo l’Ocse, dopo l’Istat, dopo le prev isioni fatte dallo stesso nostro gov erno (che ad aprile av ev a
sbagliato tutti i cal
coli) nell’ultimo aggiornamento di settembre, che cosa resta da dire? L’impressione è
che il famoso “fantasma della pov ertà” sia ormai a portata di mano. Guardiamo per un attimo la
giornata di ieri. I mercati infilano il terzo giorno di ribasso (questa v olta limitato), ma intanto lo spread,
che era una battaglia che dov ev a essere conclusa dopo gli interv enti della Bce di Mario Draghi,
ricomincia a risalire, ritornando sopra la quota dei 360 punti.

lunedì 5 novembre 2012

CHI HA PAURA DEL GRILLO PARLANTE ?icebergfinanza | icebergfinanza

CHI HA PAURA DEL GRILLO PARLANTE ?icebergfinanza | icebergfinanza: "Rivitalizzare e reindirizzare la struttura economica italiana ad una dimensione glocal più familiare e consona al tessuto sociale domestico,. significa essere contro il libero mercato, il dogma di un manipolo di psicopatici falliti che in questi anni ha contribuito a delocalizzare la sicurezza, importando la precarietà!
Non solo, oggi lo scopo è dichiaratamente quello di deflazionare i salari, svalutazione interna e precarietà per tutti, ma questo non si può dirlo, non è politicamente corretto!
Bene significa che la rotta è quella giusta!"...................

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Cara Italia, morirai schiava…

Cara Italia, morirai schiava… – il Blog di Marcello Foa:


Com’è strana Milano nell’era di Monti. Non la riconosco più e il fatto che ora viva all’estero me la rende ancor più strana. Sembra appassita, ingrigita, improvvisamente invecchiata. Esci la sera e il brusio dei locali non è gioioso, guardi i passanti negli occhi, al ristorante afferri scampoli di discussioni dei commensali e percepisci preoccupazione, inquietudine, ansia. E provi una sensazione insolita, un disagio che prima coglievi solo in realtà lontane dalle nostre. Poi d’un tratto capisci: Milano inizia ad assomigliare alle vecchie città dell’Est, quella intorpidite comunismo, che comunicavano un’infinita, malinconica rassegnazione.
Ecco: Milano è triste e smarrita. L’altro giorno sono andato dl mio gelataio in zona San Siro, tipica microimpresa a consolidata conduzione familiare. All’entrata un cartello annuncia imminenti lavori di ristrutturazione. Strano, penso, il locale è stato appena rinnovato… Chiedo spiegazioni e il figlio del proprietario, con le lacrime agli occhi, annuncia che devono smettere di fare gelati, perché in tre anni i fatturato si è ridotto del 70%. Per risparmiare la gente rinuncia al gelato artigianale.
Gli amici che lavorano in banca, sussurrano, tra mille cautele, che anche la piccola e media borghesia inizia a soffrire, che molti dei loro clienti iniziano ad intaccare i risparmi di una vita non per comprare una casa o un’automobile ma per continuare a vivere dignitosamente.
E chi i soldi, invece, continua miracolosamente a farli, preferisce non esibirli, taglia le spese di lusso, vende le auto di grande cilindrata e, come facevano i russi, i polacchi, i cechi ai tempi dell’Urss, fa di tutto per non farsi notare, per dissimulare, nel timore non del Kgb ma di un governo e di un fisco recepiti come predatori..................................

Cara Italia, morirai schiava…

Cara Italia, morirai schiava… – il Blog di Marcello Foa:


Com’è strana Milano nell’era di Monti. Non la riconosco più e il fatto che ora viva all’estero me la rende ancor più strana. Sembra appassita, ingrigita, improvvisamente invecchiata. Esci la sera e il brusio dei locali non è gioioso, guardi i passanti negli occhi, al ristorante afferri scampoli di discussioni dei commensali e percepisci preoccupazione, inquietudine, ansia. E provi una sensazione insolita, un disagio che prima coglievi solo in realtà lontane dalle nostre. Poi d’un tratto capisci: Milano inizia ad assomigliare alle vecchie città dell’Est, quella intorpidite comunismo, che comunicavano un’infinita, malinconica rassegnazione.
Ecco: Milano è triste e smarrita. L’altro giorno sono andato dl mio gelataio in zona San Siro, tipica microimpresa a consolidata conduzione familiare. All’entrata un cartello annuncia imminenti lavori di ristrutturazione. Strano, penso, il locale è stato appena rinnovato… Chiedo spiegazioni e il figlio del proprietario, con le lacrime agli occhi, annuncia che devono smettere di fare gelati, perché in tre anni i fatturato si è ridotto del 70%. Per risparmiare la gente rinuncia al gelato artigianale.
Gli amici che lavorano in banca, sussurrano, tra mille cautele, che anche la piccola e media borghesia inizia a soffrire, che molti dei loro clienti iniziano ad intaccare i risparmi di una vita non per comprare una casa o un’automobile ma per continuare a vivere dignitosamente.
E chi i soldi, invece, continua miracolosamente a farli, preferisce non esibirli, taglia le spese di lusso, vende le auto di grande cilindrata e, come facevano i russi, i polacchi, i cechi ai tempi dell’Urss, fa di tutto per non farsi notare, per dissimulare, nel timore non del Kgb ma di un governo e di un fisco recepiti come predatori..................................

venerdì 2 novembre 2012

Atene, Corte Conti boccia piano pensioni: ‘Incostituzionale’ - Il Fatto Quotidiano

Atene, Corte Conti boccia piano pensioni: ‘Incostituzionale’ - Il Fatto Quotidiano:


 "I magistrati dell’Alta Corte hanno infatti giudicato fuori dal dettato costituzionale il taglio delle pensioni (il quinto dall’inizio della crisi) e l’innalzamento di due anni dell’età pensionabile da 65 a 67 anni, in quanto la misura chiesta dai creditori internazionali si pone in palese contrasto con “l’obbligo costituzionale di rispettare e proteggere la dignità umana nell’osservanza dei principi di uguaglianza e proporzionalità professionale”."

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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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