lunedì 30 aprile 2012

IMPRENDITORE SUICIDA/ La tragedia di un uomo "perbene" che ci ricorda per chi si vive

IMPRENDITORE SUICIDA/ La tragedia di un uomo "perbene" che ci ricorda per chi si vive:

Era una persona perbene. Una famiglia unita. Dicono così a Mamoiada il comune nella zona di Nuoro dove è andata in scena una delle pagine tragiche di questa crisi che troppi affrontano ancora con levità irresponsabile. E mi riferisco a coloro che addossano alla politica colpe che sono spesso della burocrazia, della insipienza e della solitudine in cui ci si lascia tra colleghi, compaesani, vicini. Un imprenditore di 55 anni, costretto a chiudere, aveva cessato di dare lavoro ad alcuni giovani della zona. E infine era stato costretto a lasciare a casa dal lavoro i suoi due figli. Così la crisi è diventata insopportabile. Come la vita. E il fallimento del lavoro è sembrato essere il mostruoso fallimento della vita, e dell’amore. Non sapremo mai quale dramma di solitudine e di oscuri pensieri nutriti possano portare un uomo “perbene” a cercare la morte come un sollievo dalla vergogna o dall’impotenza. Non lo  sapremo mai. Ma sappiamo che il fallimento può fare da detonatore a una scelta di morte................................

mercoledì 25 aprile 2012

Imprenditori in chiesa "Serve un miracolo"- LASTAMPA.it

Imprenditori in chiesa "Serve un miracolo"- LASTAMPA.it:

.........."Forse anche per questo padre Alfonso da un mesetto ogni mercoledì sera organizza una fiaccolata intorno al santuario. «Siamo partiti in cento, oggi col passaparola siamo già diventati duecento». È una grande preghiera collettiva «per la nostra gente, famiglie, lavoratori, imprenditori. Tutti pregano e cantano che torni il lavoro...» Da queste parti si riparte anche dalla fede. "..............

lunedì 23 aprile 2012

IL CASO /2 In crisi la vetreria Giuliani in via Garibaldi - Roma - Repubblica.it

IL CASO /2 In crisi la vetreria Giuliani in via Garibaldi - Roma - Repubblica.it:

Nel grande laboratorio di via Garibaldi, nel cuore di Trastevere, ci sono 112 anni di storia. Un secolo e più di coloratissime vetrate artistiche, a ornamento di cappelle e di mezza Città del Vaticano. E che adesso, con la recessione rischiano di "sbiadire". "Abbiamo un fatturato in calo del 70 per cento rispetto a un anno fa", racconta Elsa Nocentini che gestisce la "Vetrate d'arte Giuliani", eredita dal nonno del marito, Giulio Cesare Giuliani che era pittore e anche chimico. "Stiamo cercando di andare avanti, ma è dura  -  continua Elsa  -  Non girano soldi, non ci sono più commesse e la crisi è anche in Vaticano". ................

giovedì 19 aprile 2012

L'Italia si sta fermando, depressione in arrivo

L'Italia si sta fermando, depressione in arrivo:

Parlo per un momento di economia reale. Negli ultimi giorni sono andato un po’ in giro per grandi imprese, sindacati e ministeri, e mi hanno detto un po’ di cose interessanti.

a) all’Enel segnalano un aumento delle bollette non pagate dalle famiglie;

b) al Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia segnalano strani "buchi" nei versamenti delle tasse, e c’è un certo timore per l’autotassazione di giugno;

c) alle organizzazioni del terziario e del commercio segnalano un anomalo trend di chiusure di piccole attività;

d) aumentano le imprese che non riescono a restituire le rate di leasing;

e) l’ormai inevitabile aumento dell’Iva (vedremo se a settembre-ottobre o all’inizio dell’estate) rappresenterà il colpo di grazia per i consumi interni;

f) aggiungo che né alle imprese né ai sindacati, come mi dicono esponenti molto importanti delle une e degli altri, importa un fico secco dell’articolo 18: sarebbe stato molto meglio lasciare le cose come stavano;

g) la caduta del Pil ( -1,9% secondo il Fondo monetario) impedirà il raggiungimento degli obiettivi di bilancio: servirà dunque un’altra manovra. 

E’ ormai evidente che la cura da cavallo sta ammazzando l’animale. Il governo Monti sta seguendo pedissequamente le indicazioni contenute nella lettera della Bce della scorsa estate. Nulla di più, nulla di meno. Ma la Bce non è il Vangelo. Mario Draghi può almeno agire, come suggerisce Luca Ciarrocca, riducendo i tassi d’interesse a livelli americani? Forse vorrebbe farlo, ma non può. Le teste dure tedesche l’impediscono (non dimenticate che ha già ricevuto una lettera di protesta dalla Bundesbank contro gli ultimi ribassi). Ed è la Germania che comanda in Europa.

GEOFINANZA/ Il salvataggio “impossibile” della Spagna

GEOFINANZA/ Il salvataggio “impossibile” della Spagna:

.....................Ma al netto delle schermaglie, l’Europa avrebbe sufficiente denaro per salvare la Spagna? E quanto ne servirebbe? Una cosa è certa, una terza asta Ltro potrebbe essere davvero la chiave di volta. Qualche cifra? Dei 146,8 miliardi di securities sul debito a medio e lungo termine emesse dalle banche spagnole, 123 (ovvero l’84%) sono state finanziati dai soldi delle prime due aste della Bce. Acquisito questo dato, le stesse banche iberiche devono trovare altri 26,2 miliardi di euro entro giugno per andare incontro alle richieste di ricapitalizzazione avanzate dall’Eba. Bene, stando a calcoli fatti da Bank of America-Merrill Lynch, se i depositi dovessero tenere in maniera ragionevole (cosa che già ora non sta accadendo) ma la crescita dei prestiti dovesse contrarsi di un 3-4%, lo shortfall di finanziamento per il 2012 sarebbe tra i 49 e i 57 miliardi di euro, a meno di una terza asta Ltro.....................

Banche europee, minaccia planetaria | Phastidio.net

Banche europee, minaccia planetaria | Phastidio.net:


Nuovo allarme del Fondo Monetario Internazionale sull’Europa, molto serio per le conseguenze potenzialmente catastrofiche che la realizzazione dello scenario potrebbe avere. Entro la fine del 2013 è previsto che le banche europee restringeranno i propri bilanci di oltre 1.500 miliardi di euro ma se il processo sfuggisse di mano (cosa peraltro molto probabile, vista la grave recessione della regione), il conto potrebbe arrivare a quasi 3.000 miliardi di euro.
Lo studio del FMI ha riguardato una sessantina di banche europee che hanno già annunciato programmi di dimagrimento dei propri attivi per l’equivalente di 2.000 miliardi di dollari entro fine 2013. Alla fine del 2011, lo stato di avanzamento di tali programmi era pari a 580 miliardi di dollari, circa 450 miliardi di euro. Le banche europee continuano ad avere bisogno di fare deleveraging, cioè ridurre il proprio grado di indebitamento, perché hanno ancora cuscinetti di capitale insufficienti, sia rispetto agli obiettivi di vigilanza di Basilea III sia per gli standard dell’EBA ma anche (e soprattutto) per il costante deterioramento del portafoglio crediti, causato dalle pessime condizioni della congiuntura..................

mercoledì 18 aprile 2012

DICHIARIAMO “GUERRA” AL GESTO ESTREMO! « IMPRESECHERESISTONO

DICHIARIAMO “GUERRA” AL GESTO ESTREMO! « IMPRESECHERESISTONO:

Dati choc: L'artigianato sempre. piú in affanno

Dati choc: l’artigianato sempre più in affanno


 I dati presentati oggi da Unioncamere sono l’ennesima dimostrazione delle difficoltà che stanno vivendo le imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione come l’artigianato. A lanciare l’allarme è la CGIA di Mestre che ha notato come nei primi 3 mesi di quest’anno, il 58% delle 26.000 aziende in meno registrate dal saldo (dato dalla differenza tra  imprese iscritte e cessate presso le Camere di Commercio) sia riconducibile al settore artigiano. Insomma, delle 26.090 aziende in meno che mancano all’appello nel primo trimestre del 2012, ben 15.226 (pari al 58,3% del totale) sono artigiane. “I dati sono molto preoccupanti – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA -   e denotano che le aziende artigiane dell’edilizia che operano nel mercato interno soffrono tremendamente il calo della domanda e la mancanza di liquidità. In particolar modo l’edilizia e il settore manifatturiero”.   Proprio per scongiurare una implosione del tessuto connettivo che regge il sistema economico del Paese, la CGIA sollecita l’istituzione, a livello nazionale,  di un fondo di solidarietà   che consenta l’accesso al credito anche a chi non ha le garanzie reali per accedervi: “Al fine di evitare nuovi suicidi tra i piccoli imprenditori -  conclude Bortolussi -  è necessario fare presto, per questo chiediamo al Governo di costituire un fondo, così come abbiamo fatto in Veneto, per venire incontro a chi ormai ha esaurito la liquidità e non è più in grado di andare avanti”

lunedì 16 aprile 2012

In Sardegna si torna al baratto (video)

In Sardegna si torna al baratto (video):


Il baratto sta tornando in Ogliastra (Sardegna) come credo in molte altre parti di Italia e del mondo. Schiacciati dalla crisi, dalla disoccupazione e dai debiti, il baratto mi pare la cosa più sensata e nobile su cui possiamo fare affidamento. Qualche giorno dopo la pubblicazione della mia lettera sul blog L’isola dei cassintegrati, in cui invitavo a rinverdire questa pratica, mi chiamò una giornalista del Tg2 per chiedermi se potevo farle da Cicerone per un servizio sull’argomento.
Non ho avuto molta difficoltà a trovare testimonianze, chiaramente è stato più difficile trovare persone disposte a parlarne davanti alle telecamere. Come accade spesso, infatti, alcune persone hanno una sorta diatavico pudore a toccare certi argomenti, come se parlare di certe pratiche svilisca o dia una cattiva immagine di sé e del proprio territorio

Un'impresa su due chiude entro i primi 5 anni di vita | CGIA MESTRE

Un'impresa su due chiude entro i primi 5 anni di vita | CGIA MESTRE:


Secondo un’ indagine della CGIA di Mestre, un’ impresa su due (precisamente il 49,6%) chiude i battenti entro i  primi 5 anni di vita. Un dato molto preoccupante che segnala la grave difficoltà che stanno vivendo le imprese, soprattutto quelle guidate da neoimprenditori.
“Tasse, burocrazia, ma  soprattutto la mancanza di liquidità – dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre -  sono i principali ostacoli che costringono molti neoimprenditori a gettare la spugna anzitempo.  E’ vero che molte persone, soprattutto giovani, tentano la via  dell’autoimpresa senza avere il know how necessario, tuttavia è un segnale preoccupante anche alla luce delle tragedie che si stanno consumando in questi ultimi mesi”.
Il pensiero va ai 23 suicidi tra i piccoli imprenditori che si sono registrati dall’inizio dell’anno ad oggi, 9 dei quali (pari al 40% del totale) sono avvenuti nel Veneto.
“Il meccanismo si sta spezzando – prosegue Bortolussi – questi suicidi sono un vero grido di allarme lanciato da chi non ce la fa più. Le tasse, la burocrazia, la stretta creditizia e i ritardi nei pagamenti hanno creato un clima ostile che penalizza chi fa impresa. Per molti, il suicidio è visto come un gesto di ribellione contro un sistema sordo ed insensibile che non riesce a cogliere la gravità della situazione”.
La nota della CGIA si chiude sottolineando l’importanza delle piccole micro imprese in chiave occupazionale.  Se, come sottolinea l’Unione Europea, il 58% dei nuovi posti di lavoro è creato dalle imprese con meno di 10 addetti  e se , come risulta dai dati Istat, il 60% dei giovani italiani neoassunti nel 2011 è stato “assorbito” dalle micro imprese con meno di 15 addetti,  è chiaro che il Governo non può non intervenire abbassando il carico fiscale sulle imprese e in generale sul mondo del lavoro, altrimenti sarà difficile far ripartire l’economia di questo Paese.

giovedì 12 aprile 2012

Sicilia: imprese artigiane a rischio chiusura - PMI.it

Sicilia: imprese artigiane a rischio chiusura - PMI.it:


Difficoltà nell’accesso al credito e burocrazia regionalestanno portando al fallimento numerose imprese artigiane siciliane: questa la denuncia della Crias, la Cassa Regionale per il credito alle imprese artigiane siciliane, che mette in guardia sulle possibili conseguenze per il futuro rendendo noto il bilancio degli ultimi quattro anni, caratterizzato da cifre drammatiche.
Stando alle dichiarazioni del presidente uscente Rosario Alescio, infatti, la Cassa ha finanziato oltre 20 mila imprese siciliane, agricole dell’autotrasporto e con risorse fino a 569 milioni di euro.

mercoledì 11 aprile 2012

CHICAGO BLOG » Il Titanic Italia affonda e i politici ballano

CHICAGO BLOG » Il Titanic Italia affonda e i politici ballano:


............La colpa non è della Spagna, dunque, perché anche lo spread italiano è a livelli elevatissimi. La sfiducia si respira in tutta la zona Euro e la recessione è già arrivata in Italia (non ancora in Spagna).
Colpa allora delle “locuste”? Gli hedge fund investono laddove vedono possibilità di guadagno. Possono avere benefici sia quando lo spread sale sia quando scende. Dipende tutto dalla fiducia che hanno in un determinato paese o zona. In questo momento l’Italia, la Spagna e la Zona Euro in generale non hanno la fiducia del mercato. Come dargli torto?
L’intervento della BCE con l’immissione di 1000 miliardi di euro è servito nel breve termine (come già sottolineato più volte su questo blog). Le banche si sono riempite di debito statale con i soldi prestati dalla BCE, facendo cadere in breve tempo i tassi d’interesse sul debito. Ma i sorrisi sono durati ben poco.
I politici italiani in poco meno di due mesi pensavano di avere già salvato il Titanic italiano. E avevano cominciato a ballare, indebolendo le poche liberalizzazioni proposte dal Governo Monti.
Risultato? Ora la sfiducia nel settore bancario è tornata a livelli di guardia perché in generale i mercati non hanno fiducia che i diversi Paesi deboli dell’Euro siano in grado di ripagare i propri debiti.
Tutta colpa della Spagna o delle “locuste”? La colpa è di quella classe politica che continua a ballare a bordo del Titanic Italia.

martedì 10 aprile 2012

GEOFINANZA/ Che fine ha fatto l’oro di Bankitalia?

GEOFINANZA/ Che fine ha fatto l’oro di Bankitalia?:

.........A scendere, in particolare, sono state le riserve in oro, diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l’oro e senza dire niente ai cittadini! Dov’è finito quell’oro: venduto ai russi o ai cinesi, avidi compratori di riserve auree in questo momento? Oppure è andato in pegno alla Bce come collaterale di qualcosa, su richiesta della Bundesbank sempre più terrorizzata dalle perdite potenziale del programma Target 2? Una cosa è certa, l’operazione non nasce dall’emergenza. Lo scorso novembre, infatti, fecero scalpore per qualche ora le dichiarazioni del presidente della Commissione parlamentare per l’Europa del Parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, in un’intervista al quotidiano “Rheinischen Post”: per ridurre il debito pubblico, l’Italia deve mettere in vendita una parte delle riserve auree............

lunedì 9 aprile 2012

IL CASO/ 1. Borghi (Confcommercio): così Monti svende alla Cina le nostre imprese

IL CASO/ 1. Borghi (Confcommercio): così Monti svende alla Cina le nostre imprese:

.................Io avrei voluto che il premier Monti, oltre a nuovi investimenti, avesse chiesto che la Cina si impegni seriamente a controllare il fenomeno della contraffazione che è una piaga per il nostro Paese e per la nostra economia. Il 65% di tutte le spedizioni di merce taroccata sono cinesi. Contraffazione e abusivismo sono un furto per le imprese, un danno per lo Stato, un crimine per la società. E’ un mercato completamente fuori legge che va quindi contrastato in tutti i modi. Monti avrebbe dovuto dirlo apertamente al presidente cinese ottenendo da lui dei precisi impegni, che finora non ho visto scritti da nessuna parte............

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html