martedì 30 novembre 2010

Rassegna Stampa

Rassegna Stampa

E si comincia a parlare di 6-7 miliardi di sacrifici da fare all'inizio dei 2011

E il lupo disse all’agnello: “Intollerante!” – lo Straniero

E il lupo disse all’agnello: “Intollerante!” – lo Straniero

“Intolleranti!”. Così – testualmente – giovedì scorso il regime comunista cinese ha definito la Chiesa cattolica che protestava per l’ennesimo abuso di Pechino: il regime ha nominato vescovo un suo burocrate pretendendo di imporlo ai cattolici.

Avete capito bene: i persecutori definiscono “intolleranti” i perseguitati. Non solo. I carnefici comunisti addirittura aggiungono che la vittima, cioè la Chiesa, “limita la libertà religiosa”. Testuale. In queste surreali e sfacciate dichiarazioni c’è tutta l’assurdità del nostro tempo.

I comunisti cinesi hanno massacrato i cattolici costringendoli alle catacombe, hanno rinchiuso nei loro bestiali lager sacerdoti e vescovi, facendoli crepare, hanno torturato in ogni modo i credenti, pure imponendo loro dei burocrati di regime come vescovi, ma quando le vittime protestano i carnefici li definiscono “intolleranti”.

Invece di farsi massacrare e perseguitare in silenzio questi odiosi cattolici osano perfino lamentarsi. Che pretese.........................

domenica 28 novembre 2010

'La trappola statale della liquidità' di Alessandro Spaventa. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera

'La trappola statale della liquidità' di Alessandro Spaventa. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera: "Al contrario di quando è debitrice, nel suo ruolo di creditrice la pubblica amministrazione è giustamente regolare come un orologio svizzero: ecco quindi che implacabilmente i mancati versamenti vengono, sempre giustamente, sanzionati fino a generare debiti pari anche al doppio della cifra originaria, a seconda della natura del debito, previdenziale o fiscale."

Tredicesime, il 75% via in bollette - Economia - ANSA.it

Tredicesime, il 75% via in bollette - Economia - ANSA.it

Regione povera, dipendenti ricchi - QdS - Regionale di Economia Istituzioni Ambiente No Profit e Consumo

Regione povera, dipendenti ricchi - QdS - Regionale di Economia Istituzioni Ambiente No Profit e Consumo


La situazione finanziaria della Regione è disastrosa tanto che ad ottobre è stato necessario bloccare i pagamenti perchè non c’erano più soldi nelle casse. Niente soldi per esempio ai fornitori della Regione, ma l’unica spesa che si è continuato ad erogare è stata quella per gli stipendi dei regionali. È giusto, è vero, solo che si ignora il fatto che, invece, quei fornitori, cui non vengono pagate le commesse dalla Regione, gli stipendi ai loro dipendenti e collaboratori non li hanno pagati perchè non avevano i soldi!
È doveroso dunque dare un’occhiata agli importi degli stipendi dei regionali per accorgersi che sono più alti di quelli dei ministeriali e di conseguenza viene da pensare: perchè deliberare nuovi aumenti e non bloccarli almeno fino a quando non equiparino quelli dei ministeriali? Il discorso vale soprattutto per i dirigenti che hanno avuto l’ultimo aumento doppio dei dirigenti ministeriali...........

venerdì 26 novembre 2010

Colletta Alimentare 2010 - Lista Prodotti

Colletta Alimentare 2010 - Lista Prodotti



Wall Street Italia: notizie di economia, finanza, borsa, mercato, euro e petrolio

Wall Street Italia: notizie di economia, finanza, borsa, mercato, euro e petrolio
(WSI) – Abbiamo ricominciato a tremare per le banche. Abbiamo ricominciato a tremare addirittura per gli Stati, a rischio di fallimento attraverso i debiti delle banche. Si è alzata anche, in questi frangenti, la voce di Mario Draghi con il suo memento ai governanti: attenzione al debito pubblico e a quello privato; dovete a tutti i costi farli diminuire. Giusto. Ma l’unico modo efficace per farli diminuire è finalmente riappropriarsene. Non è forse giunta l’ora, dopo tutto quanto abbiamo dovuto soffrire a causa delle incredibili malversazioni dei banchieri, di sottrarci al loro macroscopico potere?

Per prima cosa informando con correttezza i cittadini di ciò che in grande maggioranza non sanno, ossia che non sono gli Stati i padroni del denaro che viene messo in circolazione in quanto hanno delegato pochi privati, azionisti delle banche centrali, a crearlo. Sì, sembra perfino grottesca una cosa simile; uno scherzo surreale del quale ridere; ma è realtà. C’è stato un momento in cui alcuni ricchissimi banchieri hanno convinto gli Stati a cedere loro il diritto di fabbricare la moneta per poi prestargliela con tanto di interesse. È così che si è formato il debito pubblico: sono i soldi che ogni cittadino deve alla banca centrale del suo paese per ogni moneta che adopera.

La Banca d’Italia non è per nulla la «Banca d’Italia», ossia la nostra, degli italiani, ma una banca privata, così come le altre Banche centrali inclusa quella Europea, che sono proprietà di grandi istituti di credito, pur traendo volutamente i popoli in inganno fregiandosi del nome dello Stato per il quale fabbricano il denaro.................

Il Blog di Marcello Foa » Blog Archive » Da una crisi all’altra, avanza la dittatura invisibile

Il Blog di Marcello Foa » Blog Archive » Da una crisi all’altra, avanza la dittatura invisibile


Continuo ad ascoltare alla radio commenti strampalati da parte di economisti e di giornalisti. Uno dei più ricorrenti é quello secondo cui gli irlandesi se la sono cercata. Davvero?

A me sembra che la realtà sia diversa. Da un punto di vista macro, l’Irlanda non stava male. Fino al 2008 il debito pubblico era di gran lunga inferiore al 60% sul Pil stabilito dal Trattato di Maastricht, nel 2009 é salito al 64%. La loro economia é cresciuta grazie a una tassazione societaria agevolata, che per qualcuno é disdicevole, ma certo non illegittima. Non viola nessun Trattato e, anzi, applica un principio elementare e giusto, quella della concorrenza fiscale tra Stati /o regioni. Nel frattempo l’Irlanda é stata molto brava nell’utilizzare i fondi strutturali europei e a rilanciare con agevolazioni fiscali le zone depresse.

I guai dell’Irlanda sono provocati non dai conti pubblici, ma da quelli privati....................

giovedì 25 novembre 2010

Dalle banche della Spagna un nuovo allarme per l’Europa

.................................Per Ralph Solveen di Commerzbank il rischio che Lisbona segua il destino di Dublino è «sostanziale, poiché hanno problemi a raggiungere l’obiettivo di deficit quest’anno, hanno grossi problemi strutturali e, oltretutto, sono già nel mirino dei mercati». Per Stuart Thomson, gestore portafogli alla Ignis Asset Management di Glasgow, il salvataggio portoghese «è ormai inevitabile» e, soprattutto, appaiono risibili le rassicurazioni fatte da Olli Rehn, commissario europeo agli Affari economici e monetari, secondo cui il Portogallo e l’Irlanda sono due casi differenti: «Quella di Rehn è una pura commedia, ha detto la stessa cosa qualche settimana fa riferendosi a Grecia e Irlanda». Per gli analisti di Royal Bank of Canada, il Portogallo chiederà ufficialmente aiuto entro e non oltre il primo trimestre del prossimo anno.

Signori siamo allo showdown finale, ma la cosa non dovrebbe cogliervi di sorpresa: sono mesi e mesi che lo diciamo prendendoci dei catastrofisti da detrattori molto presenti e pungenti. gli stessi che, però, da qualche settimana sono misteriosamente scomparsi. Gioire sulle rovine non è conveniente, anzi è stupido visto che a rimetterci saremo tutti quanti: essere fieri di non aver sparso pessimismo ma raccontato la realtà, però, è giustificato. Almeno lo spero, ditemi voi.

Tutti per ognuno, ognuno per tutti | Pagina 1

Tutti per ognuno, ognuno per tutti | Pagina 1

Sabato prossimo 27 novembre si svolgerà l’annuale “Giornata nazionale della colletta alimentare”, dove milioni di persone su tutto il territorio nazionale potranno donare parte della loro spesa per persone bisognose di aiuto. Per tutti un gesto di generosità semplice, ma profondo, in cui rendersi conto, in un momento, che vale la pena regalare qualcosa per qualcuno in difficoltà.

Un’opportunità che ha particolare rilievo, in un momento in cui il tono pubblico dominante è l’insulto e il sospetto alla ricerca di audience o di maggior potere politico e l’“altro” è, in prima battuta, un nemico da abbattere, anche se per teoremi che raramente si riescono a dimostrare. Ma la generosità può, per chi sia cosciente, diventare ancora più profonda e duratura.........

martedì 23 novembre 2010

FINANZA/ 2. I guai del Portogallo che fan dimenticare l’Irlanda | Pagina 2

FINANZA/ 2. I guai del Portogallo che fan dimenticare l’Irlanda | Pagina 2

...........L’Italia, che ha un debito di 1.400 miliardi di dollari, ne deve 511 alla Francia: il che significa che le astute banche francesi hanno comprato titoli di debito italiani per una cifra pari al 20% del Prodotto interno lordo francese. E le banche tedesche? Hanno in pancia 184 miliardi di dollari di Buoni del Tesoro irlandesi, 238 miliardi di titoli spagnoli, 190 di italiani, 45 miliardi di titoli greci e 47 di titoli di debito portoghesi. Fatte le somme, le banche tedesche sono esposte per oltre 700 miliardi con i PIIGS: se fa bancarotta l’Irlanda e se il contagio si espande al Portogallo - e poi irresistibilmente alla Spagna e magari all’Italia -, ossia se questi Paesi smettono di pagare gli interessi, ad andare a picco sono prima di tutto le banche di frau Merkel.

Insomma, come per il salvataggio della Grecia, anche quello irlandese è sostanzialmente un salvataggio delle banche creditrici: nel caso di Dublino, oltre alla Germania esposta per circa 101 miliardi di euro, gli istituti britannici con prestiti per 140 miliardi di sterline, con in testa la nazionalizzata Royal Bank of Scotland esposta per 50 miliardi. Insomma, il problema non è il mero contagio tra i Piigs, ma il fatto che questa reazione a catena rischia di minare le fondamenta dei paesi forti, portando con sé la fine stessa dell’eurozona............

FINANZA/ 1. Pelanda: fidatevi, l'euro va "distrutto", all'Italia conviene così | Pagina 1

FINANZA/ 1. Pelanda: fidatevi, l'euro va "distrutto", all'Italia conviene così | Pagina 1

lunedì 22 novembre 2010

La politica che serve. Subito | Pagina 1

La politica che serve. Subito | Pagina 1


Guarda il Tg de ilsussidiario.net con interviste e approfondimenti sull’assemblea nazionale della Cdo “Una responsabilità che cresce con la forza dell’origine”, tenutasi ieri a Milano

La politica che serve al Paese non è quella che abbiamo visto negli ultimi mesi. Una certa classe politica si è staccata dalle esigenze dei cittadini, confermando la sua lontananza dalla reale base popolare e diventando sempre più autoreferenziale................

domenica 21 novembre 2010

LA LETTERA - 'La gdo distrugge la qualità del made in Italy'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera

LA LETTERA - 'La gdo distrugge la qualità del made in Italy'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera

Sono un grande imprenditore agricolo in Campania e Lazio e da una vita fornitore della grande distribuzione. Sono sempre stato in polemica con le associazioni di categoria: Confagricoltura, Coldiretti, Cia ed altre minori.

Ho sempre combattuto contro tali associazioni che non rispecchiano le problematiche della categoria, bensì sono organismi assetati di soldi per reggere le svariate poltrone.

Finalmente Lei nel suo articolo ha inquadrato il rapporto tra la grande distribuzione e i fornitori. Nel caso del settore agricolo le problematiche di tale iniquo rapporto sono accentuate.

Maurizio Gardini vede giusto, mentre De Berardinis si aggrappa a vecchi modi di spiegare la problematica. Ad
esempio fa riferimento a molti passaggi dalla produzione alla distribuzione che avvenivano trent'anni fa.

Inoltre le responsabilità della grande distribuzionesono anche quelle di distruggere bontà e qualità del prodotto alimentare italiano.

D'Avino Luigi

venerdì 19 novembre 2010

Notizie su Saviano e Caterina… – lo Straniero

Notizie su Saviano e Caterina… – lo Straniero


Caro Roberto,
vieni via con me e lascia i tristi a friggere nel loro odio. Questo è un invito pieno di stima: vieni a trovare mia figlia Caterina.
Ti accoglierò a braccia spalancate e se magari ne tirerai fuori l’idea per un articolo, potrai devolvere un po’ di diritti alle migliaia di bambini lebbrosi che sto aiutando tramite i miei amici missionari i quali li curano nel loro lebbrosario (in un Paese del terzo mondo).
Vieni senza telecamere, ma con il cuore e con la testa con cui hai scritto “Gomorra”, lasciandoti alle spalle i fetori dell’odiologia comunista (a cui tu non appartieni) che si respira in certi programmi tv.
Mi scrivesti – ti ricordi ? - quando io ti difesi su queste colonne per il tuo bel libro.
Ora io, debole, scrivo a te forte e potente, io padre inerme in lotta con l’orrore (e in fuga dalla tv) scrivo a te, star televisiva osannata, io cristiano controcorrente da sempre, scrivo a te che stimo: vieni a guardare negli occhi mia figlia venticinquenne che sta coraggiosamente lottando contro un Nemico forse più tremendo di quei quattro squallidi buzzurri che sono i camorristi.............................
.........................Caro Roberto, l’altra sera mia figlia Caterina stava ascoltando un cd con canti polifonici che lei conosce bene (perché li cantava anche lei). Era molto concentrata ad ascoltare una laude cinquecentesca a quattro voci che s’intitola: “Cristo al morir tendea”.
In essa Maria parla di Gesù ai suoi amici, agli apostoli. E quando le sue struggenti parole – cantate meravigliosamente – hanno sussurrato “svenerassi per voi” (si svenerà per voi), Caterina – che non può parlare – è scoppiata a piangere...................................

giovedì 18 novembre 2010

ICR DAY 2 Programma « IMPRESECHERESISTONO

ICR DAY 2 Programma « IMPRESECHERESISTONO


FINANZA/ Dopo l’Irlanda, solo 2 euro possono salvare l’Ue | Pagina 1

FINANZA/ Dopo l’Irlanda, solo 2 euro possono salvare l’Ue | Pagina 1

Eurolandia e tutta l’Unione europea stanno lottando per la loro stessa sopravvivenza. Scongelato in occasione del nuovo default in zona euro, il presidente permanente dell’Ue, lo sconosciuto Herman Van Rompuy, ha ammesso ciò che per almeno un anno tutte le istituzioni comunitarie hanno negato: ovvero che né l’unione monetaria, né l’Ue a 27 riusciranno a sopravvivere se non verranno risolti i problemi di bilancio di alcuni Paesi.

«Siamo di fronte a una crisi per la nostra sopravvivenza. Dobbiamo lavorare tutti insieme per permettere alla zona euro di sopravvivere. Infatti, se l’euro non sopravvive, neanche l’Unione europea sopravvive», ha concluso Van Rompuy prima di spargere un po’ di ottimismo da cerimonia: «Ho fiducia che supereremo questo momento».

Balle. L’Europa sarà costretta a corsi valutari differenziati per sopravvivere, un’area euro forte a guida tedesca e un’area euro2 - e forse euro3 - con i peccatori del debito legati a un peg fisso con la moneta di riferimento che di fatto replicherà il vecchio marco: Deutsche Bank lo scrisse in un report agli investitori già nel 2006. Già, la Germania. Berlino, infatti, è ben felice di questo epilogo e lo si capisce dal suo comportamento: prima scatena un putiferio sui mercati parlando di taglio dei rendimenti obbligazionari per far pagare anche agli investitori privati i costi di futuri salvataggi e poi utilizza il suo ministro degli Esteri - si noti, non quello delle Finanze, che era di ritorno dal G20 di Seul - per smentire e tranquillizzare la comunità finanziaria..................

mercoledì 17 novembre 2010

CHICAGO BLOG » Debito, Irlanda e quattro lezioni

CHICAGO BLOG » Debito, Irlanda e quattro lezioni

Ho vinto una scommessa che avrei voluto perdere. Su Panorama la settimana scorsa ho lanciato un appello alla politica italiana, perché nella crisi non si faccia prendere la mano dall’irresponsabilità e tenga bene a mente il debito pubblico italiano (non casualmente, visto il contatore del terrore cioè del debito pubblico che qui pubblichiamo). Apposta, però, su Panorama ho moltiplicato per dieci la cifra, nella convinzione che, abituati come siamo a considerare il debito come una percentuale del Pil, nessuno faccia caso davvero al suo vero ammontare. Come purtroppo temevo, nessuno se n’è accorto. I casi sono due. O nessuno mi legge, e allora il direttore fa bene ad additarmi la porta. Oppure vuol dire che davvero siamo in pochissimi, ad avere idea che il debito pubblico italiano ammonta – ora che sono le 12,30 di mercoledì 17 novembre 2010 – a oltre 1.857 miliardi di euro. E che ogni secondo aumenta di oltre 2300 euro, 150 mila al minuto, quasi 9 milioni di euro l’ora, oltre 200 milioni di euro ogni giorno che Dio manda in terra..................

Wall Street Italia: notizie di economia, finanza, borsa, mercato, euro e petrolio

Wall Street Italia: notizie di economia, finanza, borsa, mercato, euro e petrolio: "Il cancelliere tedesco cerca di rassicurare i mercati sull'incubo Piigs affermando che l'Eurozona non e' a rischio. 'Non credo che la zona euro sia in pericolo. Ma stiamo comunque sperimentando turbolenze e situazioni che un anno fa non avrei mai nemmeno sognato', ha detto. Interpellata sulla situazione dell'Irlanda, Merkel ha sottolineato come ci sia 'uno scudo di soccorso nel caso in cui un paese abbia bisogno di aiuto. Al momento non mi sembra necessario. Ma se un paese na bisogno, può farne richiesta nel caso in cui l'intera Eurozona sia a rischio'."

martedì 16 novembre 2010

UNIONE EUROPEA/ Allarme del presidenteVan Rompuy: “Rischio di scomparsa” | Pagina 1

UNIONE EUROPEA/ Allarme del presidenteVan Rompuy: “Rischio di scomparsa” | Pagina 1

UNIONE EUROPEA ALLARME VAN ROMPUY – Il presidente permanente dell’Unione Europea, Herman Van Rompuy, ha lanciato un allarme. "Se i problemi di bilancio di alcuni Paesi non saranno risolti l'eurozona non sopravviverà" ha detto. .............

FINANZA/ 1. Vittadini: il Papa punta su persona e sussidiarietà | Pagina 1

FINANZA/ 1. Vittadini: il Papa punta su persona e sussidiarietà | Pagina 1

..........Vittadini, il Papa ha detto: è urgente cambiare stili di vita, ma in concreto che cosa significa?

Prima ancora che un comportamento morale diverso, il Papa si richiama a un altro tipo di comportamento ideale. Significa che ciò che corrisponde al cuore dell’uomo non è la mera ricchezza economica o il potere, ma tutto ciò che corrisponde al suo desiderio di verità e giustizia e bellezza. Quindi il problema non è massimizzare a tutti i costi un consumo in termini quantitativi ma vivere in un modo equilibrato. Cioè avere un ideale, fare una famiglia, costruire un’impresa dove la gente possa lavorare per un lungo periodo, occuparsi degli altri, per questo si modificano i consumi, perché l’uomo che ha un ideale li usa in funzione di sé stesso non semplicemente per averne sempre di più. ...............



Benedetto XVI non teme di dire che l’attuale modello di sviluppo è fallito, principio ripetuto anche nella Caritas in veritate, resta il problema delle prospettive, da dove si riparte? .........


Il modello cinese in cui si considera solo l’aumento del Pil ma la persona non esiste, è all’opposto di questa visione............

domenica 14 novembre 2010

Papa: urgente cambiare stili vita - Politica - ANSA.it

Papa: urgente cambiare stili vita - Politica - ANSA.it

CITTA' DEL VATICANO - La ''tentazione per le economie piu' dinamiche'', nella economia della crisi, e' ''ricorrere ad alleanze vantaggiose'' ma ''gravose per gli Stati piu' poveri'', con prolungamento di ''situazioni di poverta' estrema di masse di uomini'' e prosciugamento delle ''risorse natuali''. Lo denuncia il Papa all'Angelus, appellandosi ai paesi ''di antica industrializzazione'' ad abbandonare ''stili di vita improntati a un consumo insostenibile'', ''dannosi per l'ambiente e per i poveri''.

"Nell'attuale situazione economica, - ha denunciato il Papa - la tentazione per le economie più dinamiche è quella di rincorrere alleanze vantaggiose che, tuttavia, possono risultare gravose per altri Stati più poveri, prolungando situazioni di povertà estrema di masse di uomini e donne e prosciugando le risorse naturali della Terra". "Inoltre, malgrado la crisi,...................................

Rischio Calcolato: Il fax non squilla più

Rischio Calcolato: Il fax non squilla più

............................Porto a scuola un figlio e sento parlare di scioperi, non mi chiedo neppure perché li facciano: ma che senso ha? Possibile che gente che ha la certezza di portare a casa i soldi ne pretenda ancora? Io che mi sto mangiando il capitale e indebitando per resistere, vedo gente che dovrebbe essere pagata dalle tasse che non posso più versare e che chiede di più. Ed io ho sempre di meno.

Per radio sento l’ironia su quelli, tantissimi che non pagano le tasse per reddito basso: e mi sento coinvolto, perché già l’anno scorso sono andato in perdita, e quest’anno va peggio… mi accusano di non essere congruo? Mi verrebbe voglia di autodenunciarmi, di fare venire un controllo: che vedano le sedie vuote, il fax silenzioso, il magazzino con le luci spente.

Le ferie non le ho fatte, la macchina non l’ho cambiata e neppure mandata dal carrozziere, a cena fuori con mia moglie, poco se non niente, anche i regali di Natale, quest’anno, beh, solo ai bambini. Ho una marea di spese fisse, una volta erano, se non marginali, almeno non così importanti. Oggi sono la parte maggiore delle mie uscite.

Mi domando se tirare avanti.. ma cosa posso fare? Sopra i 45 da chi vado? E se poi l’economia riparte e non ci sono? E dove riprendo i contatti ed i dipendenti coi quali hai convissuto per una vita?

sabato 13 novembre 2010

L'Italia nel mezzo di due crisi - LASTAMPA.it

L'Italia nel mezzo di due crisi - LASTAMPA.it: "MARIO DEAGLIO

Una crisi di governo al buio nel bel mezzo di una crisi economica mondiale al buio: è questo il rischio che correrà l’Italia se la classe politica continuerà ad occuparsi soprattutto delle proprie questioni interne. L’Italia si trova infatti - e continuerà a trovarsi nelle prossime settimane - a un poco invidiabile crocevia tra la grande tempesta economico-finanziaria mondiale e le bufere politiche interne. Per quanto riguarda il quadro internazionale, la riunione del G20 chiusasi ieri a Seul pone la parola fine alle speranze di un’uscita «facile» dalla crisi.

Quelle speranze che erano state accese dalla riunione del G20 di Londra della primavera 2009. Allora tutti sembravano andare d’accordo su una ricetta di marca anglo-americana che comportava il sostegno alle grandi banche in difficoltà, una considerevole iniezione di liquidità nell’economia degli Stati Uniti e in quelle di buona parte d’Europa, nella diffusa convinzione che in questo modo l’economia sarebbe ripartita e tutto sarebbe tornato come prima."..........................

North Dakota, il miracolo fatto in casa - Esteri - ilGiornale.it del 09-11-2010

North Dakota, il miracolo fatto in casa - Esteri - ilGiornale.it del 09-11-2010

Qual è lo Stato che può vantare una disoccupazione al 4,4%? E aumenti del Pil a due cifre con incrementi dei redditi delle persone fisiche pari al 23% tra il 2006 e il 2009? Uno pensa: non può essere che la Cina. Sbagliato. Anche nell’ansimante America c’è chi va alla grande. L’autore di questo miracolo è il North Dakota, ovvero uno dei piccoli e in apparenza marginali tra i 50 che compongono la federazione statunitense.
La sua fortuna? Aver dato retta, tra il 1915 e il 1920, alla Nonpartisan League, un movimento locale che l’establishment tentò di fermare bollandolo come populista, ma che in realtà era lungimirante. Quel movimento indipendente propose agli elettori del North Dakota di non aderire al Federal Reserve System ovvero al circuito finanziario imperniato sulla Fed, la Banca centrale americana. Pensavano, i contadini dello Stato, che non ci si potesse fidare dei banchieri di Wall Street e che fosse più saggio avvalersi di un Istituto indipendente. Il tempo ha dato loro ragione.
Il successo del North Dakota è tutto qui: pur usando il dollaro come valuta di scambio, oggi è l’unico Stato americano che non dipende dalla Federal Reserve. A garantire le sue riserve sono i cittadini, i quali, in caso di dissesti finanziari non potrebbero avvalersi dell’assicurazione federale sui depositi. Lo Stato corre un rischio, ma ipotetico: in oltre 90 anni di vita l’istituto non è mai stato in difficoltà ed è passato indenne attraverso ogni crisi.
Per legge lo Stato e tutti gli enti pubblici devono versare i fondi nelle casse della Banca centrale del North Dakota, che li usa non per ottenere utili mirabolanti, né per oliare indebitamente le banche private, ma per aiutare la crescita dello Stato. Di fatto agisce come un’agenzia di sviluppo economico e dunque sostiene progetti d’investimento, concede finanziamenti a tassi molto bassi, nonché un numero impressionante di prestiti agli studenti a condizioni eque...................

I pastori stracciano l’accordo con Cappellacci! « L'isola dei cassintegrati

I pastori stracciano l’accordo con Cappellacci! « L'isola dei cassintegrati: "Punto e a capo. Tutto da rifare.Com’era prevedibile, il bluff del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, e dell’assessore all’Agricoltura, Andrea Prato, è stato smascherato. E’ durata poco più di una settimana la tregua stabilita tra il Movimento dei pastori sardi e la Regione Sardegna, un’intesa che non può più andare avanti, visti i contenuti del decreto agricoltura, discusso ieri in consiglio regionale.................
Le promesse e gli impegni che i pastori sardi erano riusciti a strappare al presidente Ugo Cappellacci, durante l’ultimo incontro a Villa Devoto, sono andati in frantumi, riportando la situazione al punto di partenza. I pastori, infatti, torneranno in piazza più agguerriti che mai."

Crisi, privati condividano costi rischio da 2013 - Germania | Mercati | Bond | Reuters

Crisi, privati condividano costi rischio da 2013 - Germania | Mercati | Bond | Reuters

venerdì 12 novembre 2010

La Regione osteggia l’apprendistato - QdS - Regionale di Economia Istituzioni Ambiente No Profit e Consumo

La Regione osteggia l’apprendistato - QdS - Regionale di Economia Istituzioni Ambiente No Profit e Consumo

La Regione osteggia l’apprendistato
di Michele Giuliano

Lavoro. Aiuti all’occupazione imprese abbandonate.
Legge Fleres. La legge 32/2000 (redatta da Salvo Fleres) contempla due misure di sostegno: l’apprendistato, previsto negli articoli 50, 61 e 71, e gli aiuti all’occupazione e alla formazione presso le imprese (art. 18 e 19).
Professioni dimenticate. L’artigianato poco considerato anche dalla Formazione professionale: pochi corsi per creare figure oggi introvabili sul mercato del lavoro come ebanisti, saldatori e falegnami.

Tags: Imprese, Legge Fleres, Lavoro, Apprendistato, Mario Filippello, Nunzio Reina, Michele Marchese



L’apprendistato da risorsa in Sicilia si è trasformato in zavorra. La misura, che prevede agevolazioni nei confronti delle imprese per nuovi assunti, non è più finanziata dalla Regione dal lontano 2003 e come se non bastasse ancora oggi neanche tutti i soldi allora stanziati sono stati ancora distribuiti alle varie aziende che ne hanno fatto richiesta. Oltretutto Unioncamere ha potuto appurare come in Sicilia sono 85.148 le imprese operanti nell’artigianato su un totale di 469.340. Nei primi tre mesi di quest’anno il comparto ha perso per strada 597 imprese, circa il 7% del totale. L’andamento negativo (-0,70%) deriva da un alto numero di cessazioni (1.938) e dal rallentamento sulle aperture (1.341). Quindi oggi più di ieri l’apprendistato potrebbe dare una svolta al settore, una nuova linfa vitale.

“I fondi regionali sono bloccati dal 2003 – sottolinea il segretario regionale della Cna, Mario Filippello - mentre l´ultima Finanziaria nazionale ha limitato queste agevolazioni a un periodo massimo di tre anni”. In pratica la Regione sta quasi del tutto continuando ad ignorare la legge regionale 32 del 2000. Una norma messa in piedi proprio per superare la crisi del mercato del lavoro e delle imprese................................................

lunedì 8 novembre 2010

BAGNASCO/ Il presidente della CEI: “Siamo angustiati per l’Italia” | Pagina 1

BAGNASCO/ Il presidente della CEI: “Siamo angustiati per l’Italia” | Pagina 1

BAGNASCO CEI ITALIA –“Siamo angustiati per l’Italia che scorgiamo come inceppata nei suoi meccanismi decisionali, mentre il Paese appare attonito e guarda disorientato". Sono le parole del presidente della CEI in apertura dell’Assemblea straordinaria di Assisi.

Un richiamo ai politici in questi giorni di incertezze: “Non è più tempo di galleggiare” ha detto il prelato. Aggiungendo: "Non abbiamo peraltro suggerimenti tecnico-politici da offrire, salvo un invito sempre più accorato e pressante a cambiare registri, a fare tutti uno scatto in avanti concreto e stabile verso soluzioni utili al Paese e il più possibile condivise. Non è più tempo di galleggiare". ......................

LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera

LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera

domenica 7 novembre 2010

Ogni limite (burocratico) ha una pazienza !!


Quanto sto per dire vuole essere una testimonianza diretta, sollecitata da un articolo recentemente apparso su tutti i quotidiani:  "BUROCRAZIA:  AL NOSTRO SISTEMA PAESE COSTA 70 MLD DI EURO L'ANNO"

Da circa un anno non mi recavo alla Serit,  l’Agenzia  per la riscossione dei tributi in Sicilia, sita in Via V. Orsini a Palermo, ma con l’entrata al pubblico, o meglio per chi ha conti in sospeso con lo Stato o con le sue diverse Istituzioni, in Via E. Albanese, a due passi dall’Ucciardone, il tristemente noto carcere dove non pochi mafiosi vi trascorrevano lunghi anni o tutta la vita, tranne a bere caffè di  tipo speciale. Lì di fronte, ogni mattina pazientemente, numerosi parenti di detenuti aspettano, con qualsiasi tempo, il turno per portare conforto ai parenti che ci si trovano ospiti costretti, non come  nel vicino UcciardHome, un albergo a quattro stelle che con un gioco di consonanti, ironicamente fa il verso alla fortezza borbonica. C’è sempre, però, di fronte alla Serit un turno molto più sostanzioso, già alle prime ore dell’alba si crea ordinato con una lista spontanea. Oggi e già da diversi anni, la riscossione dei tributi siciliani, precedentemente gestita dai fratelli Salvo, è affidata alla Montepaschi, anche se entrando in questi locali, la memoria di quei tempi è difficile cancellare  . E' l'attività  in sè che riporta alla mente quei tempi a dir poco, nefasti; se non paghi quanto devi, infatti, non vieni sparato, ma la persecuzione è tale che si perde il sonno e nella peggiore delle ipotesi anche la casa. Però, tengo a sottolineare, che questo avviene nel rispetto assoluto di tutte le leggi e normative vigenti.  E così se un poveraccio, in un momento di buio della ragione e della speranza, decide per il suicidio, le leggi, che gli imputavano di onorare tutti i debiti,  in pochi anni automaticamente ed elettronicamente  moltiplicati anche per dieci volte, sono tutte vigenti e aggiornate. Il carcere e la Serit, due posti dai quali è meglio stare alla larga, sarà un caso, ma si trovano a pochi metri l'uno dall'altro.  
Devo dire che l’ultima volta che mi sono recato in questi uffici, oggi luminosi ed accoglienti, era l’inizio di settembre del 2009, e non è stato difficile arrivarci alle sei e mezzo del mattino, pedalando per le strade semideserte della città appena sfiorata dai primi raggi del sole, che a quell’ora d'estate, fa di Palermo, uno dei luoghi più belli del mondo. Poi il sole si alza, la gente pure, così le auto, e il miracolo scompare. Non ci crederete ma è proprio un miracolo, Palermo in quel momento è come trasfigurata, lo so, succede anche ad altre città, ma la luce della Sicilia è unica e irripetibile, tant’è che anche un artista come Piero Guccione, su questa luce, costruisce da sempre la sua poetica pittorica.
Stavolta sono arrivato circa alle otto e mezzo, il grande portone di legno dove chi arriva prima affigge il foglio per il turno, era già aperto e circa cento persone erano entrate. Io ho avuto il 137 che alle 12,15  è apparso accompagnato da un forte bip, nel grande display con lettere e numeri luminosi.  Alla sala con circa dieci casse e altrettanti cassieri, si accede da due passaggi tipo banca, di quelli cilindrici con le porte girevoli, dopo che uno dei vigilanti armati e forniti di giubbetto antiproiettile ha controllato il tuo numero; i furbi, purtroppo, ci sono anche tra gli “iscritti a ruolo”.
Avevo con me la cartella di pagamento e lo sgravio che mi era stato riconosciuto dall’ Ufficio delle Entrate; nel 2007,  ho preferito rateizzare le tasse che ammontavano a circa 7.500 euro, per un utile di 19.000.  Direte voi me ne rimenavano 11.500 , però se considerate che altri 2900 sono per l’Imps, circa 1000 per l’Inail, 500 per l’Ici , 800 per la Tarsu e non mancano mai sanzioni per ritardati pagamenti o sviste diverse, non è che rimanga granché. Non è questo il punto, ma il fatto che di quelle cinque rate, ne ho pagate solo tre, per le altre non avevo più soldi, già la crisi cominciava a farsi sentire e così ho dovuto chiedere  un prestito, di quelli agevolati, per cui la Regione Sicilia dovrebbe intervenire sugli interessi. Poi li rimborsa a data da stabilirsi, intanto vanno anticipati, così come il deposito cauzionale del 4% che tutti i Confidi dovrebbero trattenere sino a estinzione del debito, ma che ancora dopo un anno, non ho ricevuto, per un altro mutuo già estinto nel 2009.
E non è neanche questo il punto, perché a Marzo 2008, l’Agenzia delle Entrate ovviamente reclama le rate non pagate, sono circa 2.500 euro comprensive del 10% di sanzione.  Chiedo la dilazione  e mi vengono accordate sei rate da versare trimestralmente e puntualmente. Solo la quarta che scade a Marzo 2010, per dimenticanza, pago con una settimana di ritardo, a Maggio la quinta e ad Agosto l' ultima.  Il 17 Settembre mi è stata notificata una cartella di circa 1.200 euro, che porto alla consulente perché è talmente complessa che va decifrata da un professionista. Il "mio" è un ottimo studio di consulenza e anche se conduco una microimpresa, è  difficile farne a meno; così si risale al fatto. Scopro, che quell'unica  rata di circa 420 euro versata in ritardo, annulla il beneficio della sanzione ridotta al 10% , che così scatta automaticamente al 30%, dell' importo totale,  e non sulla rata del ritardo, per una differenza  di circa 360 €.  Invece l’Agenzia Delle Entrate, tramite la Serit, iscrive a ruolo anche le due rate successive, di Maggio e Agosto, sebbene pagate puntualmente.
Mi chiedo perché:  Sarà una distrazione? Non è arrivato il versamento? Un disguido? Devo dire che a giudicare dagli Uffici e dalla quantità di addetti, non dovrebbe sfuggire nulla, la Serit è una di quelle macchine  talmente perfette, che ti mette in mora anche per 25 centesimi, più sanzioni,bolli, interessi, spese di notifica, compensi di riscossione e altri oneri e accessori; come non vedere ciò  che è già pagato?  E non c’è nemmeno da pensare male a riguardo, che versando tutto online tramite banca, le ricevute, è impossibile perderle, tutto si può rintracciare, non sono bollettini postali che si perdevano e accadeva di fare due volte lo stesso versamento.
Penso che non esista nessun rispetto per il cittadino comune che non può rischiare di sbagliare, non ha nessuno scudo fiscale e nessuna legge “ad personam” che lo difenda, così anche fosse stato un sol giorno di ritardo e non sette, mi sono costati 382 €, mezza giornata di lavoro persa, e altri 20 €  per il servizio straordinario dello studio di consulenza. Pensate a tutti gli errori dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate della Serit, Equitalia ecc.,  moltiplicate e immaginate quanto tempo e  soldi buttano al vento. Per tutto ciò nessuno di questi enti paga nulla, anzi forse ci guadagnano.
Sino a quando saremo capaci di sopportare forme di vessazione simili, oggi che sempre meno sono le ragioni per continuare a condurre in questo nostro bel paese, una micro, piccola o media impresa ? E poi, non avrebbero potuto rispedirmi la cartella esattoriale corretta così da poterla pagare tranquillamente online, senza stare quattr’ore in fila?
Si parla di Wi-Fi libero, ma sembra che il verbo semplificare, non voglia realmente esistere, tranne che come slogan, nel vocabolario della pubblica amministrazione!

Materie prime senza freni, imprese italiane in allarme - Il Sole 24 ORE

Materie prime senza freni, imprese italiane in allarme - Il Sole 24 ORE

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html