giovedì 23 luglio 2009

Invito agli artigiani su Facebook (non soltanto a loro) di R. Alabiso


Ho cercato su Facebook tutti i gruppi facenti capo alla parola “artigiani”. Questo perchè negli ultimi mesi la crisi economica la vedo tra i miei amici artigiani che vivono un momento di grande difficoltà e ritengo, ascoltando e leggendo quotidianamente trasmissioni e articoli sull'argomento, che sia una situazione ormai generalizzata e che si vada acuendo. Inoltre non mi pare si stia facendo granchè, fino ad ora poco o nulla di concreto per la ns “ categoria” di pmi ( termine riduttivo per il un numero di mestieri infinito , ognuno diverso e con una diversa storia personale).

La ricchezza non solo per l'economia del paese, ma anche di bellezza e di un modo di vivere e lavorare che è dell'artigiano va salvaguardata, è un bene di tutti. Purtroppo vanno scomparendo i bravi artigiani, per fare solo un esempio, chi lavora i metalli come l'ottone ed il rame qui a Palermo, dove c'è una tradizione antica , non ha ne apprendisti e nemmeno dipendenti giovani cui affidare in futuro queste botteghe che scompariranno insieme al tesoro di maestria acquisito in secoli.

I maestri - mastri - muratori veramente tali, sono sempre meno e spesso i lavori edili sono scadenti anche a causa della forte concorrenza sui prezzi, per la scarsa domanda ed per operai mal pagati che passano da una ditta all'altra disaffezionandosi al proprio lavoro. A Prato le ditte di tessuti di grande tradizione italiana subiscono l' "invasione" cinese e tantissime altre aziende non possono più competere con prodotti realizzati dove la mano d'opera costa 20 volte di meno e dove non c'è nessuna tutela per i lavoratori ( altro che sicurezza sul lavoro !). In italia il costo degli oneri sociali per dipendente potrebbe pagare in Cina ma anche in paesi come la Romania o la Rep. Ceca lo stipendio a 5 o più lavoratori, tant'è che tutte le grandi multinazionali hanno trasferito la produzione in questi paesi; sono cose che sappiamo ormai da tempo. Però gli artigiani come noi, piccole imprese hanno una carta vincente, cioè la capacità di realizzare prodotti unici o in piccola serie, fatti ad hoc nella maggior parte dei casi. Ma i ns politici sia a destra che a sinistra hanno occhi orecchi e forse interessi solo per la grandi industrie che di fatto sono in crisi proprio per la globalizzazione e perchè sono faraoniche avendo vissuto sempre con lo Stato, cioè con tutti noi, come collaboratore.

I redditi da capitale tassati al 12% , i redditi da lavoro 60/70%. I nostri figli, la nuova generazione , assordata ed illusa da modelli di guadagno facile come comunicano costantemente trasmissioni tipo Amici, Grandi fratelli, ecc. oltre che da uno stile di vita, gridato a gran voce e costantemente in tutti i mezzi di comunicazione, basato soltanto sull'avere e sull'apparenza, hanno perso o stanno perdendo lo stupore per le cose vere e belle e con esse l'interesse e la pazienza dell'apprendere mestieri che hanno fatto e fanno dell'Italia uno dei paesi più creativi e più belli nel mondo. E' la generazione del “tutto e subito” , dei "pacchi x ed di quelli milionari" o del Superenalotto, con le conseguenze che sono ogni giorno sotto i ns. occhi , anche se non si può estremamente generalizzare. Ragazzi con buona volonta , fortunatamente ancora ne esistono, e se scelgono altre strade lavorative non c'è da dar loro tutti i torti.

Ho pubblicato da pochi giorni un Blog a questo indirizzo www.artigianauti.com , Vi invito a visitarlo, iscriverVi e lasciare commenti o pubblicare direttamente Voi stessi con una mail , quanto avete interesse a comunicare ; potremmo così avere la visibilità di esperienze reali, che riguardano non solo la "crisi", nei confronti di istituzioni e governo. E' anche un'occasione per far conoscerte i nostri prodotti e la bellezza del nostro lavoro. Dovrebbe essere lo spazio dove proporre suggerimenti concreti al superamento della crisi, così che possano essere letti da un numero sempre maggiore di internetnauti e "artigianauti". Io, per esempio, pensavo ad una sospensione temporanea, per chi lo chiedesse, dei versamenti inps ed inail, da reintegrare a crisi esaurita a rate senza le maggiorazioni da usuraio camuffati da more e spese di vario genere, a cui molti di noi non hanno potuto fare a meno di incappare. Non mi pare un'idea folle o insensata, o che metta a rischio l'economia complessiva del nostro paese. (le grandi imprese hanno cassa integrazione , finanziamenti ecc e la Regione Siciliana vorrebbe sostenere la Fiat di Termini Imerese con un contributo a fondo perduto di 300 milioni, utile solo per i prossimi mesi, e poi ? ). Per i mestieri artistici ridurre l'iva dal 20 al 10 o anche al 5% che a fronte di tanti bei discorsi potrebbe diminuire i prezzi dei lavori ad alto contenuto artistico ed incentivare una domanda del mercato sempre più asfittica in questo specifico settore. Qui in Sicilia siamo al minimo storico, non ricordo livelli così bassi, da 30 anni a questa parte. Non ho intenzioni o fini economici diversi dal valorizzare il nostro lavoro, le esperienze di ognuno e soprattutto non voglio recriminare niente a “nessuno”, ma le cose devono cambiare oppure tanti di noi saremo costretti a chiudere nostro malgrado nell'indifferenza e nel silenzio.

Dobbiamo da guardare alla realtà e da questa ripartire ogni giorno. Il blog Artigianauti si rivolge anche a coloro che non essendo artigiani vogliono salvaguardare o promuovere quanti di noi ancora riescono a lavorare con il cuore e con passione pur tra tante difficoltà incombenti.

E' solo un inizio, il risultato è affidato alla buona volontà di ciascuno........ ed alla provvidenza.


Grazie Roberto Alabiso

martedì 21 luglio 2009

Essere artigiani oggi di R. Alabiso



Non posso non chiedermi quale sia il significato di quanto accade oggi nell’economia. Sappiamo tutti che c’è la crisi dell’automobile, che le borse sono precipitate che la banche americane sono fallite insomma la crisi è mondiale. Quotidianamente in ogni telegiornale , radiogiornale e trasmissioni varie se ne discute. Ma è difficile o quantomeno raro sentire la voce di qualche artigiano e se accade immediatamente pensiamo all’idraulico o al meccanico che è sicuramente un evasore fiscale oppure ad uno che si occupa di souvenir e che magari non li produce lui ma li compra in Cina. Sempre di meno si sa e viene detto che l’artigianato in Italia ha una tradizione millenaria e che la maggior parte delle opere d’arte in qualsiasi campo gli devono qualche merito.

I nostri governi sia di destra che di sinistra hanno sempre voluto credere che bastasse solo la passione a tenere in piedi un’impresa artigiana di fronte alla mole sempre crescente di adempimenti, balzelli e tasse che negli ultimi anni sono cresciuti a dismisura. Un artigiano per poter aprire bottega ha bisogno di due consulenti, uno fiscale e uno del lavoro, se sta poco bene o si ammala non ha diritto a nulla pur pagando inps ed inail, non ha diritto a cassa integrazione se ha dipendenti, con i quali spesso il rapporto è di amicizia oltre che aziendale o professionale; se non ce la fa a pagare in tempo tasse ed altro, tra more, diritti di riscossione interessi e spese varie per chi incassa (Serit, Agenzia delle entrate ecc.) ogni ritardo si trasforma in un investimento ad alto reddito ed infatti tempo fa ho preferito chiedere un mutuo per poterle pagare. Se mia moglie non lavorasse difficilmente potrei ancora fare l’artigiano e se mi chiedessero perchè ancora faccio questo mestiere a 53 anni forse non saprei darne al "mondo", che chiede sempre risultati valutabili soltanto economicamente ed a brevissima scadenza, ragioni adeguate e convincenti. Oggi lavorare come artigiani è diventato quasi un lusso che in pochi possiamo ancora permetterci; si è proprio un lusso oltre che un bisogno a cui non posso più rinunciare.

L’artigiano è colui che in ciò che fa mette tutto se stesso e la riuscita del buon prodotto per chi gli si affida non è opzionale, ne va del suo volto nel rapporto umano che nasce con il cliente, portatore di un desiderio a cui rispondere senza tradirne la fiducia. Il lavoro dell’artigiano è sempre destinato ad un altro, alla persona che gli sta di fronte con un volto preciso ed è soprattutto da ciò che in qualche modo ogni opera viene generata, ed è quindi a causa di circostanze sempre diverse un “fatto” unico ed irripetibile. Questa possibilità di ricchezza non va perduta e proprio oggi nel mondo globalizzato va sostenuta l’iniziativa di uomini che producono opere ed oggetti che hanno in se il respiro delle storia del nostro popolo e che dalla sua cultura millenaria traggono la forza per trasmettere una bellezza di cui c’è sempre più necessità, ma che diviene sempre più rara e se c’è è meno visibile , considerando che gli strumenti di comunicazione sono sempre più assorbiti da cose inutili, stupide e prive di durata.
Inoltre per la loro modalità di realizzazione i prodotti artigianali non sono riproducibili meccanicamente o sostuibili ed è questa la loro peculiarità che la rende inattaccabile dalla produzione massiva di paesi che ci invidiano per la nostra capacità creativa.

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html