venerdì 28 gennaio 2011
SCENARIO/ 2. Barcellona: i guai di un'Italia bloccata | Pagina 3
SCENARIO/ 2. Barcellona: i guai di un'Italia bloccata | Pagina 3
.........Ciò che oggi colpisce il senso comune è certamente l’accanimento fanatico con il quale i fedeli del capo, specialmente le donne, reagiscono istericamente a ogni tentativo di portare i conflitti sul terreno dell’argomentazione razionale. Non ci sono collaboratori politici di Berlusconi, ma seguaci fanatici che si oppongono in modo stereotipo con un linguaggio gridato, quasi sempre privo di contenuti, a ogni tentativo di riflettere sui problemi reali del nostro Paese. ........
.........Ciò che oggi colpisce il senso comune è certamente l’accanimento fanatico con il quale i fedeli del capo, specialmente le donne, reagiscono istericamente a ogni tentativo di portare i conflitti sul terreno dell’argomentazione razionale. Non ci sono collaboratori politici di Berlusconi, ma seguaci fanatici che si oppongono in modo stereotipo con un linguaggio gridato, quasi sempre privo di contenuti, a ogni tentativo di riflettere sui problemi reali del nostro Paese. ........
mercoledì 26 gennaio 2011
sabato 22 gennaio 2011
lunedì 17 gennaio 2011
giovedì 13 gennaio 2011
mercoledì 12 gennaio 2011
FINANZA/ Dalla Cina un campanello di allarme per il 2011 | Pagina 1
FINANZA/ Dalla Cina un campanello di allarme per il 2011 | Pagina 1
Per tentare un’analisi dell’anno appena iniziato, la coincidenza di un numero può essere di grande aiuto. Il numero in questione è l’undici. Undici come 2011 e come 11 settembre 2001. Il 2011 innanzitutto segnerà il decennale dell’attentato terroristico alle Torri Gemelle.
Oggi si fa un gran parlare di crisi sovrane. Secondo le agenzie di rating, l’Europa, un vaso di coccio tra vasi ben più robusti, è l’unica area geografica ad aver mal gestito le proprie finanze. La prima conclusione che si può trarre osservando i primi dieci anni del millennio è che economia del debito e crisi sovrane sono una questione che travalica i confini europei, un problema globale alla radice del mondo in cui viviamo.......
Per tentare un’analisi dell’anno appena iniziato, la coincidenza di un numero può essere di grande aiuto. Il numero in questione è l’undici. Undici come 2011 e come 11 settembre 2001. Il 2011 innanzitutto segnerà il decennale dell’attentato terroristico alle Torri Gemelle.
Oggi si fa un gran parlare di crisi sovrane. Secondo le agenzie di rating, l’Europa, un vaso di coccio tra vasi ben più robusti, è l’unica area geografica ad aver mal gestito le proprie finanze. La prima conclusione che si può trarre osservando i primi dieci anni del millennio è che economia del debito e crisi sovrane sono una questione che travalica i confini europei, un problema globale alla radice del mondo in cui viviamo.......
sabato 8 gennaio 2011
giovedì 6 gennaio 2011
Ora anche in Calabria ICR! | Bisignanoinrete.com
Ora anche in Calabria ICR! | Bisignanoinrete.com
Imprese che resistono, www.impresecheresistono.org, è un’associazione spontanea di Piccole e Medie Imprese che ora ha un referente anche in Calabria. Si tratta di Alberico Paolo Salerno, conosciuto anche come consigliere comunale a Mongrassano, che con voglia e grinta ha deciso di portare avanti anche qui da noi il discorso già intrapreso in regioni come Piemonte, Lombardia, Toscana, Emilia, Marche, Campania e via dicendo. «La pancia del paese non è divisa – ha affermato lo stesso – e non ha neppure la voglia di apparire divisa, come tanti vogliono far credere Anzi le due realtà (nord-sud) sono accomunate dagli stessi problemi e in taluni casi il sud è messo peggio, quasi abituato ad una crisi costante che ha prodotto inequivocabilmente, ancor di più, meno voglia rispetto al nord di alzare la testa». L’associazione racchiude il popolo delle partite Iva, i piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e nasce soprattutto per la lotta all’arroganza di alcuni enti come per es. “Equitalia-ETR” che sfinisce la gente. Il gruppo spontaneo di Piccole e Medie Imprese è fatto di gente che vuole resistere alla crisi, e l’adesione è assolutamente gratuita. ICR è un Comitato Nazionale di Imprenditori che si riconoscono nella micro, piccola e media Impresa Italiana e che “in modo apartitico” vuole essere la “voce critica” delle Associazioni di categoria, per scuoterle costruttivamente e per reagire all’indifferenza sostanziale della Politica; alla pressione fiscale tra le più alte d’Europa; a pagamenti mai certi, ad una burocrazia esasperante e via dicendo.
ICR è frutto dell’intelligenza e responsabilità, di imprenditori, anche di aziende potenzialmente concorrenti fra di loro, che tuttavia hanno capito il grado di pericolo che tutti stiamo correndo e soprattutto hanno capito che occorre unire le forze e accantonare per un po’ il pur legittimo individualismo che caratterizza l’essere imprenditori. ICR ha la responsabilità di comunicare ai colleghi imprenditori che restare passivi in questo momento é uno sbaglio drammaticamente fatale. ................................
Imprese che resistono, www.impresecheresistono.org, è un’associazione spontanea di Piccole e Medie Imprese che ora ha un referente anche in Calabria. Si tratta di Alberico Paolo Salerno, conosciuto anche come consigliere comunale a Mongrassano, che con voglia e grinta ha deciso di portare avanti anche qui da noi il discorso già intrapreso in regioni come Piemonte, Lombardia, Toscana, Emilia, Marche, Campania e via dicendo. «La pancia del paese non è divisa – ha affermato lo stesso – e non ha neppure la voglia di apparire divisa, come tanti vogliono far credere Anzi le due realtà (nord-sud) sono accomunate dagli stessi problemi e in taluni casi il sud è messo peggio, quasi abituato ad una crisi costante che ha prodotto inequivocabilmente, ancor di più, meno voglia rispetto al nord di alzare la testa». L’associazione racchiude il popolo delle partite Iva, i piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e nasce soprattutto per la lotta all’arroganza di alcuni enti come per es. “Equitalia-ETR” che sfinisce la gente. Il gruppo spontaneo di Piccole e Medie Imprese è fatto di gente che vuole resistere alla crisi, e l’adesione è assolutamente gratuita. ICR è un Comitato Nazionale di Imprenditori che si riconoscono nella micro, piccola e media Impresa Italiana e che “in modo apartitico” vuole essere la “voce critica” delle Associazioni di categoria, per scuoterle costruttivamente e per reagire all’indifferenza sostanziale della Politica; alla pressione fiscale tra le più alte d’Europa; a pagamenti mai certi, ad una burocrazia esasperante e via dicendo.
ICR è frutto dell’intelligenza e responsabilità, di imprenditori, anche di aziende potenzialmente concorrenti fra di loro, che tuttavia hanno capito il grado di pericolo che tutti stiamo correndo e soprattutto hanno capito che occorre unire le forze e accantonare per un po’ il pur legittimo individualismo che caratterizza l’essere imprenditori. ICR ha la responsabilità di comunicare ai colleghi imprenditori che restare passivi in questo momento é uno sbaglio drammaticamente fatale. ................................
Sulla bellezza
“La bellezza salverà il mondo”. Questa apparentemente fuori luogo affermazione, che guardandosi intorno, sembrerebbe prevalere la bruttezza, quella dei nostri edifici condominiali del boom edilizio mafioso e della speculazione o della sporcizia nelle strade e nei marciapiedi, quella delle automobili che rendono la città pericolose per chi ci si muove a piedi o in bicicletta, quella dei titoli sulle prime pagine sui giornali e di tutte le immagini che scorrono incessanti su teleschermi a ricordarci che nel mondo sembrerebbe vincere solo il male e la morte, non potrà mai prevalere sulla necessità, sul bisogno di ognuno, pena la voglia di vita, di cercare la bellezza cui F. Dostoevskij affida, direi, non solo il mondo, di più ogni uomo e donna. Della bellezza hanno scritto Dante, Leopardi Pascoli e tantissimi altri poeti e scrittori, ma anche pittori scultori musicisti e artisti di ogni genere, non ultimi sacerdoti vescovi e papi. Io che non mi annovero neppur lontanamente in questo elenco, vorrei soltanto raccontare un piccolo fatto ormai lontano nel tempo, ma che straordinariamente, vista la mia labile memoria, ricordo ancora come fosse ieri. Avevo sei anni, ed era il primo giorno di scuola, forse non proprio il primo, in quello ero molto agitato per essere stato costretto ad allontanarmi da mia madre, così che la paura aveva avuto il sopravvento su tutte le emozioni d’ inizio della mia nuova vita scolastica. Diciamo, allora, che era trascorsa una settimana o un mese, e comunque ha poca importanza. La scuola elementare si trova ancora in Viale Mazzini, a Grosseto, città della maremma in cui ho vissuto i primi diciotto anni. È dedicata a un certo G. Tombari e si trova quasi a ridosso delle mura medicee, all’interno del borgo più antico. Vi si accede da un non grande piazzale di pertinenza dove i papà,le mamme o entrambi, aspettavano di veder uscire i propri bimbi, o dove rimanevano ancora qualche minuto con loro, sistemandogli ben benino, il fiocco azzurro o rosa, sino al suono della campanella che dava il via libero ad entrare. Salivo con miei compagni alcuni gradini e dopo aver varcato la soglia del portone d’ingresso, un paio di rampe di scale di diversi gradini, data l’altezza dei soffitti dell’ edificio costruito nei primi anni del’ 900, con mura solide e pavimenti color cotto che ricordo addirittura rossi, lucidi e scivolosi, entravo in classe dove già la maestra ci aspettava. Ai tempi, le sezioni erano o di maschietti o di femminucce, così come anche alle medie, anzi lì c’era soltanto una sezione sperimentale mista, invidiata da tutti noi appena adolescenti. Di questi giorni e primi anni di scuola, passati oramai quasi cinquant’anni, ho dei ricordi vaghi, ma una cosa mi è rimasta come fosse un piccolo regalo che conservo con cura. C’erano due bambine gemelle, praticamente uguali, vestite sempre uguali, con la stessa cartella e lo stesso grembiulino. Per me erano tutt’e due bellissime e me n’ero, per quanto può succedere a un bimbo di sei sette anni, come innamorato. Erano le figlie del proprietario di un negozio di sali e tabacchi situato nella via del Corso, probabilmente le avrò viste lì un giorno passeggiando, come facevo a volte, orgogliosamente con la mia manina nella sua, in centro con mio padre. Le cercavo con gli occhi ogni volta che entravamo o uscivamo da scuola e quando passavo di fronte a a quella tabaccheria. Non mi pare di aver mai rivolto loro una parola, l'emozione prendeva il sopravvento e quasi mi impietriva , non avevo chiara la natura di questo ingenuo e naturale desiderio di guardarle, ma il solo vederle mi dava un senso di benessere, direi oggi,come l'ascoltare una bella musica, ammirare un bel quadro, o assaporare, affamati, un buon piatto o dissetarsi se assetati. Però, a pensarci bene, sperimentare il bello è ancora di più, è come un senso di compiutezza che accade in un attimo per grazia, esperienza d' armonia del tutto in un istante, il riconoscimento che questa bellezza proviene da altro, ma che anche gli occhi di un volto a volte misteriosamente trasmettono, come fossero d’infinito. Quello che percepiamo è come il riflesso di una bellezza che sfugge, ma è proprio quest’ inafferrabilità che la rende, paradossalmente, più vera ed eterna.
lunedì 3 gennaio 2011
Cristiani, agnelli in mezzo ai lupi …. – lo Straniero
Cristiani, agnelli in mezzo ai lupi …. – lo Straniero
Come iniziare meglio l’anno nuovo, se non con un nuovo macello di cristiani? Gli agnelli sacrificali sono sempre gli stessi, sono a portata di mano dei carnefici e nessuno li difende.
I ventuno morti per un’autobomba piazzata all’ingresso di una chiesa ad Alessandria d’Egitto, vanno a sommarsi alla cinquantina di vittime fatte in un’altra chiesa, a Bagdad, il 31 ottobre, a cui è seguito poco dopo il supplizio di altri sei cristiani (con 33 feriti).
Tragedie che vanno a sommarsi alla terribile condizione dei cristiani in Pakistan, alle ragazzine cristiane che lì sono ritenute schiave a disposizione di ricchi signori islamici, per non dire del caso di Arshed Masih che è stato bruciato vivo per la sua fede cristiana, mentre la moglie – andata a denunciare l’orrore dalla polizia – è stata violentata davanti agli occhi dei figli (sono cronache dell’anno appena trascorso).
Ma non importa niente a nessuno dei cristiani. Come ha scritto Bernard Henri Lévy un mese fa sul Corriere della sera: “oggi i cristiani formano, su scala planetaria, la comunità più costantemente, violentemente e impunemente perseguitata”......................
Come iniziare meglio l’anno nuovo, se non con un nuovo macello di cristiani? Gli agnelli sacrificali sono sempre gli stessi, sono a portata di mano dei carnefici e nessuno li difende.
I ventuno morti per un’autobomba piazzata all’ingresso di una chiesa ad Alessandria d’Egitto, vanno a sommarsi alla cinquantina di vittime fatte in un’altra chiesa, a Bagdad, il 31 ottobre, a cui è seguito poco dopo il supplizio di altri sei cristiani (con 33 feriti).
Tragedie che vanno a sommarsi alla terribile condizione dei cristiani in Pakistan, alle ragazzine cristiane che lì sono ritenute schiave a disposizione di ricchi signori islamici, per non dire del caso di Arshed Masih che è stato bruciato vivo per la sua fede cristiana, mentre la moglie – andata a denunciare l’orrore dalla polizia – è stata violentata davanti agli occhi dei figli (sono cronache dell’anno appena trascorso).
Ma non importa niente a nessuno dei cristiani. Come ha scritto Bernard Henri Lévy un mese fa sul Corriere della sera: “oggi i cristiani formano, su scala planetaria, la comunità più costantemente, violentemente e impunemente perseguitata”......................
sabato 1 gennaio 2011
Te Deum del cuore | Commenti | www.avvenire.it
Te Deum del cuore | Commenti | www.avvenire.it
.........Gratitudine per la bellezza spaventosa e dolce di questo posto chiamato Italia, edificato dal genio, dalla fede e dalla operosità dei nostri padri, sotto i cui cieli abitiamo e vediamo panorami per cui vale la pena essere venuti al mondo. Il nostro cuore decide di ringraziare, in questa fine d’anno. Per le cose che ci hanno corretto. Per quelle che, pure facendoci soffrire, ci hanno legato di più a ciò che vale. E ringraziare per le cose da niente, i 'buongiorno' scambiati per le scale, i 'se hai bisogno di una mano, ci sono' che ci hanno detto anche con gesti silenziosi. Vogliamo rendere grazie per la benedizione dei bambini nostri e per quelli degli altri. Per i loro visi dove tutto reinizia. E per la pazienza dei nostri anziani, che onorano il tempo senza sentirlo come una ingiustizia, ma come un chiarimento. Vogliamo ringraziare per la pazienza preziosissima dei sofferenti nel corpo, nella mente. Per chi è restato senza lavoro, ma non senza dignità. Per le cose che non fanno mai notizia, come la cura e l’amicizia offerta da tanti a chi è solo. Per il mare di bene che con onde silenziose sostiene il nostro viaggio.............
.........Gratitudine per la bellezza spaventosa e dolce di questo posto chiamato Italia, edificato dal genio, dalla fede e dalla operosità dei nostri padri, sotto i cui cieli abitiamo e vediamo panorami per cui vale la pena essere venuti al mondo. Il nostro cuore decide di ringraziare, in questa fine d’anno. Per le cose che ci hanno corretto. Per quelle che, pure facendoci soffrire, ci hanno legato di più a ciò che vale. E ringraziare per le cose da niente, i 'buongiorno' scambiati per le scale, i 'se hai bisogno di una mano, ci sono' che ci hanno detto anche con gesti silenziosi. Vogliamo rendere grazie per la benedizione dei bambini nostri e per quelli degli altri. Per i loro visi dove tutto reinizia. E per la pazienza dei nostri anziani, che onorano il tempo senza sentirlo come una ingiustizia, ma come un chiarimento. Vogliamo ringraziare per la pazienza preziosissima dei sofferenti nel corpo, nella mente. Per chi è restato senza lavoro, ma non senza dignità. Per le cose che non fanno mai notizia, come la cura e l’amicizia offerta da tanti a chi è solo. Per il mare di bene che con onde silenziose sostiene il nostro viaggio.............
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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
