lunedì 30 agosto 2010
Wall Street Italia
Wall Street Italia: "In due anni Gheddafi è diventato il primo azionista della prima banca italiana (Unicredit) con una quota vicina al 7% (valore quasi 2,5 miliardi) e grazie allo storico 7,5% che controlla nella Juventus é il quinto singolo investitore per dimensioni a Piazza Affari. Le finanziarie di Tripoli hanno studiato il dossier Telecom, puntano a Terna, Finmeccanica, Impregilo e Generali."
domenica 22 agosto 2010
TGMEETING: Domenica 22 Agosto / Servizio TgMeeting Edizione 19.30
TGMEETING: Domenica 22 Agosto / Servizio TgMeeting Edizione 19.30
sabato 21 agosto 2010
MEETING 2010/ Il messaggio del Papa: le “cose grandi” a cui anela il cuore si trovano in Dio
....L’uomo, in fondo, ha bisogno di un’unica cosa che tutto contiene, ma prima deve imparare a riconoscere, anche attraverso i suoi desideri e i suoi aneliti superficiali, ciò di cui davvero necessita, ciò che veramente vuole, ciò che è in grado di soddisfare la capacità del proprio cuore. Dio è venuto nel mondo per risvegliare in noi la sete di “cose grandi”. Lo si vede bene in quella pagina evangelica, di inesauribile ricchezza, che narra dell’incontro di Gesù con la donna samaritana (crf. Gv 4,5 – 42), di cui Sant’ Agostino ci ha lasciato un commento luminoso. La samaritana viveva l’insoddisfazione esistenziale di chi non ha ancora trovato ciò che cerca: aveva avuto “cinque mariti” ed in quel momento conviveva con un altro uomo......
.........Si narra che, in uno dei suoi momenti di preghiera, San Tommaso d’Aquino sentì il Signore Crocifisso digli: “Hai scritto bene di me Tommaso; che cosa desideri?”. “Nient’altro che Te”, fu la risposta del Santo dottore. “Nient’altro che Te”. Imparare a pregare è imparare a desiderare e, così, imparare a vivere.......
.........Si narra che, in uno dei suoi momenti di preghiera, San Tommaso d’Aquino sentì il Signore Crocifisso digli: “Hai scritto bene di me Tommaso; che cosa desideri?”. “Nient’altro che Te”, fu la risposta del Santo dottore. “Nient’altro che Te”. Imparare a pregare è imparare a desiderare e, così, imparare a vivere.......
Due dubbi su Bankitalia, forse “inopportuni” ma tant’è
.............................Vengo dunque al punto. Vorrei vivere in un Paese in cui la vigilanza di Bankitalia non commissariasse istituti come il Credito Cooperativo Fiorentino di cui era presidente Denis Verdini, coordinatore del Pdl, solo all’indomani di una vicenda giudiziaria che lo coinvolge, e di una politica che lo delegittima. Quella banca da molti anni è affidata alla gestione su cui la vigilanza ora avanza 800 pagine grevi di irregolarità. Nulla si era trovato sino all’anno scorso, quando pure vi era stata un’ispezione. Le cointeressenze sospette con alcuni soci e i buchi sull’antiriciclaggio sono tutti degli ultimi mesi? Così facendo non si finisce per alimentare l’improprio sospetto che anche Bankitalia adotti una prassi tutta italiana, dare letture e giudizi diversi dei fatti a seconda che chi li ponga in essere sia divenuto più debole per ragioni che con la sana e prudente gestione bancaria nulla hanno a che vedere?
Il mio punto non è difendere Verdini. Da liberita senza partito, vorrei anch’io un Paese in cui ai politici, a tutti i politici, sia inibita la presidenza di una banca. Ma fatto sta che la legge vigente invece oggi lo consente, se la banca è appunto un istituto di credito cooperativo. Dunque soggettivamente Verdini presidente non mi piace in quanto politico, ma oggettivamente per impedirglielo bisogna cambiare la legge, come ha onestamente riconosciuto anche Massimo Mucchetti sul Corriere dell sera.
Vorrei poi anche vivere in un Paese in cui, a maggior ragione dopo tre anni di crisi finanziaria, non avvengano vicende pazzesche come quella della Banca Popolare Meridionale, di cui già qui ci siamo occupati mentre la stampa nazionale non la degna inspiegabilmente di una riga, una vicenda che ha visto un tal Cacciapuoti, sedicente principe di Montebello, raccogliere milioni di euro da centinaia di soci per poi involarsi nel nulla, come in un film di Totò. Non aveva richiesto la licenza a Bankitalia. Ma perché, quando la Consob lo autorizza pubblicamente alla raccolta del capitale, non muoversi immediatamente e accertare che c’era puzza di truffa lontano miglia?
Non dirò che prestare denari a gruppi “amici” – cvedo il caso Zaleski, ma potrei enumerarne a iosa – al di là del merito di credito è prassi italiana bancaria invalsa, e dunque se vale per i grandi debba valere per tutti. Al contrario, proprio perché son di quelli che non vorrebbe valesse per nessuno, a maggior ragione non voglio pensare che ciò che oggi colpisce Verdini avviene solo perché politicamente da per bene è diventato birbone.
MEETING Vittadini: «Basta demiurghi e risse, lo statista non è un divo»
«Basta demiurghi, tribuni della plebe e cooptazioni. La società italiana finora è riuscita a rigenerarsi indipendentemente dal potere. Ma quanto può reggere con una politica così distante, livida, ideologica?» Eppure Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, mantiene un grumo di ottimismo, perché Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore, come recita il titolo 2010 del Meeting di Rimini di cui è animatore..........................
«Se si perde di vista questo desiderio del cuore la quotidianità si insterilisce e l’impatto nella vita reale è devastante», ragiona Vittadini. A Rimini proveranno a raccontarlo con la mostra “Dentro la crisi, oltre la crisi”. «C’è infatti un problema antropologico alla base dello tsunami finanziario: la riduzione della razionalità dell’uomo. Si guarda al profitto a breve, mentre la razionalità economica è cosa più larga».......
«Chi ruba lo fa perché non ha il desiderio di un ideale. Se salto questo passaggio, come ha fatto Famiglia cristiana di recente, non si capisce nulla e si diventa parte del problema. Il moralismo infatti ha il difetto tremendo di non offrire mai le condizioni positive per uscire dal degrado. Il “non devi” non basta, devi avere il desiderio di fare il bene comune perché è più bello». E qui torniamo al titolo del meeting di quest’anno. «La moglie di Cesare è onesta perché ama Cesare e quindi non lo tradisce…».
«Se si perde di vista questo desiderio del cuore la quotidianità si insterilisce e l’impatto nella vita reale è devastante», ragiona Vittadini. A Rimini proveranno a raccontarlo con la mostra “Dentro la crisi, oltre la crisi”. «C’è infatti un problema antropologico alla base dello tsunami finanziario: la riduzione della razionalità dell’uomo. Si guarda al profitto a breve, mentre la razionalità economica è cosa più larga».......
In questo senso per Vittadini il cortocircuito attuale è un esito del ’92, l’anno della cesura di Tangentopoli, quando si butta il bambino con l’acqua sporca. «L’economia, il tessuto vivo dell’associazionismo, finora è riuscito a rigenerarsi indipendentemente dal potere. Ma fino a quando può reggere?». Anche sul Verdinigate, le escort, la casa a Montecarlo di Gianfranco Fini e tutto quest’anno orribile sbirciato dal buco della serratura del Palazzo, è tranchant: «La morale è sempre figlia dell’ideale», si scalda Vittadini.
«Chi ruba lo fa perché non ha il desiderio di un ideale. Se salto questo passaggio, come ha fatto Famiglia cristiana di recente, non si capisce nulla e si diventa parte del problema. Il moralismo infatti ha il difetto tremendo di non offrire mai le condizioni positive per uscire dal degrado. Il “non devi” non basta, devi avere il desiderio di fare il bene comune perché è più bello». E qui torniamo al titolo del meeting di quest’anno. «La moglie di Cesare è onesta perché ama Cesare e quindi non lo tradisce…».
venerdì 20 agosto 2010
Cleveland vs. Wall Street: la verità sulla crisi in un film
Ma la lezione di “Cleveland contro Wall Street” è utile soprattutto per un’altra elementare ragione: la crisi è tutt’altro che finita. Fino a oggi, ha annunciato il sottosegretario al Tesoro Tim Geithner, sono 2,8 milioni le case confiscate dal sistema bancario. Ma la cifra è destinata a salire a 4,5 milioni entro la fine dell’anno. Il tasso dei fallimenti familiari, pari al 3,3% al momento dell’insediamento di Obama, è salito al 9,4%, mentre i prezzi del mercato immobiliari sono in media sotto del 30% rispetto al 2006.
Ma le medie, si sa, spesso non rendono giustizia al dramma delle persone. Milioni di essere umani costretti a cambiare tenore, ma anche a modificare il proprio sistema di valori. Milioni di americani obbligati, dalla sorte, a prender atto che, il più delle volte, la cosa più conveniente da fare è quella di non pagare quanto dovuto al sistema bancario ma attendere con pazienza l’ora del proprio sfratto che, forse, non arriverà mai. Ci sono Stati, vedi la California o il Texas, in cui la banca può agire per conto proprio, di fronte all’insolvenza. Altri, come la Florida o New York, in cui è necessario attendere la pronuncia del giudice che, ormai, avviene in tempi all’italiana: 519 giorni a Miami per eseguire il foreclosure, addirittura 561 a New York.
E le cose, mentre l’amministrazione Usa è costretta a intervenire di nuovo a sostegno delle agenzie federali Freddie Mac e Fannie Mae (unico sostegno al mutuo sostenibile), sembrano destinate a peggiorare. Insomma, per evitare che “Cleveland contro Wall Street” non sia che il prologo di un processo ben più radicale al sistema occorrono gesti politici forti che Washington, da sola, non sembra in grado di fare visto lo stato delle finanze pubbliche americane. Ma che sono necessari: la finanza può e deve tornare al servizio dell’essere umano, ci dimostra il processo virtuale di Cleveland.
Crisi: Obama, Pmi sono ossatura economia
Crisi: Obama, Pmi sono ossatura economia
Obama ha invitato il Senato a dare il via libera all'iniziativa che e' internamente coperta finanziariamente e non andra' ad aumentare il deficit. 'Non c'e' tempo per giochi politici' aggiunge premendo affinche' i repubblicani sblocchino la misura.'Se vogliamo che l'economia crei piu' occupazione e lo faccia piu' velocemente, dobbiamo aiutare' le piccole e medie imprese e le banche nelle comunita', quelle che concedono prestiti alle pmi, osserva Obama.
giovedì 19 agosto 2010
Il Sussidiario.net :: FINANZA/ 2. Basta la matematica a svelare i “trucchi” degli speculatori
Il Sussidiario.net :: FINANZA/ 2. Basta la matematica a svelare i “trucchi” degli speculatori: "Basta la matematica a svelare i “trucchi” degli speculatori"
mercoledì 18 agosto 2010
Oltre le regole
Oltre le regole | Pagina 1:
La crisi in cui l’economia mondiale è ancora impantanata porta con sé un grande insegnamento: la ripresa non potrà avvenire senza il libero contributo di ciascuno. La costruzione del bene comune non è cosa che riguarda solo la politica o chi detiene le leve del potere. Anche se tutto sembra invece confermare l’ammonimento del poeta Milosz: «Si è riusciti a far credere all’uomo che se vive è solo per grazia dei potenti. Pensi dunque a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle: chi ama la res publica avrà la mano mozzata»...........................
martedì 17 agosto 2010
domenica 15 agosto 2010
Il debito medio delle famigliesfiora i 16mila euro | Economia | www.avvenire.it
Il debito medio delle famigliesfiora i 16mila euro | Economia | www.avvenire.it
L'indebitamento medio delle famiglie ha toccato, nel dicembre del 2009, i 15.930 euro. Lo rileva un'indagine di Cgia Mestre che ha preso in considerazione i debiti derivanti dall'accensione di mutui per l'acquisto della casa, dai prestiti per l'acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. Rispetto al dicembre 2008, l'indebitamento medio nazionale delle famiglie consumatrici è cresciuto in termini assoluti di 863 euro. A livello provinciale le "sofferenze" maggiori sono a carico delle famiglie di Roma (22.394 euro), seguite da quelle di Lodi (22.218 euro) e da quelle di Milano (22.083 euro). Al quarto posto troviamo Trento (21.644 euro), di seguito Prato (21.442 euro), Como (20.695 euro) e via via tutte le altre.
«Le province più indebitate - spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. È chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita dell'indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2009. Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realtà provinciali del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato all'aggravarsi della crisi economica che ha colpito soprattutto le famiglie monoreddito con più figli che sono concentrate in particolar modo nel Mezzogiorno»......
«Le province più indebitate - spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. È chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita dell'indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2009. Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realtà provinciali del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato all'aggravarsi della crisi economica che ha colpito soprattutto le famiglie monoreddito con più figli che sono concentrate in particolar modo nel Mezzogiorno»......
Verdini in conflitto d'interessi - Il Sole 24 ORE
Verdini in conflitto d'interessi - Il Sole 24 ORE
ROMA
Non è stato il pur «grave deterioramento della qualità del portafoglio crediti» a indurre la Banca d'Italia a chiedere (e ottenere) il commissariamento del Credito cooperativo fiorentino (Ccf), ma la «gravità» delle violazioni normative e delle irregolarità commesse: «gravi carenze» degli organi aziendali, con «totale accentramento dei poteri» sull'allora presidente Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, ed «estesi profili» di potenziale «conflitto di interessi» dello stesso Verdini con quelli della banca, per affidamenti pari a 60,5 milioni di euro. Violazioni che hanno determinato - scrive il governatore Mario Draghi nella delibera 553 del 20 luglio - «un progressivo deterioramento dei profili tecnici della banca, compromettendone la capacità reddituale e riducendone i margini patrimoniali, a fronte dei livelli crescenti di rischiosità dell'attività condotta».
Altro che «tempesta mediatica», come l'aveva liquidata Verdini il 25 luglio, giorno delle sue «dimissioni irrevocabili» da presidente del Ccf, presentate poche ore prima di essere interrogato dai pm di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla P3, in cui il coordinatore nazionale del Pdl è indagato con Marcello Dell'Utri, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Massimo Lombardi. Anche ieri, di fronte ai lanci dell'Ansa che rivelavano il contenuto della delibera di Bankitalia, Verdini parlava di «polverone mediatico» e di accuse «insussistenti», minimizzando i rilievi degli ispettori di via Nazionale e sostenendo che il potenziale conflitto di interessi nei confronti del Ccf, evidenziato nel verbale di contestazione, «è fondato su ipotesi errate di fatto e di diritto» perché, assicurava, «ho sempre operato nella massima trasparenza e nell'interesse della banca»....................
Non è stato il pur «grave deterioramento della qualità del portafoglio crediti» a indurre la Banca d'Italia a chiedere (e ottenere) il commissariamento del Credito cooperativo fiorentino (Ccf), ma la «gravità» delle violazioni normative e delle irregolarità commesse: «gravi carenze» degli organi aziendali, con «totale accentramento dei poteri» sull'allora presidente Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, ed «estesi profili» di potenziale «conflitto di interessi» dello stesso Verdini con quelli della banca, per affidamenti pari a 60,5 milioni di euro. Violazioni che hanno determinato - scrive il governatore Mario Draghi nella delibera 553 del 20 luglio - «un progressivo deterioramento dei profili tecnici della banca, compromettendone la capacità reddituale e riducendone i margini patrimoniali, a fronte dei livelli crescenti di rischiosità dell'attività condotta».
Altro che «tempesta mediatica», come l'aveva liquidata Verdini il 25 luglio, giorno delle sue «dimissioni irrevocabili» da presidente del Ccf, presentate poche ore prima di essere interrogato dai pm di Roma nell'ambito dell'inchiesta sulla P3, in cui il coordinatore nazionale del Pdl è indagato con Marcello Dell'Utri, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Massimo Lombardi. Anche ieri, di fronte ai lanci dell'Ansa che rivelavano il contenuto della delibera di Bankitalia, Verdini parlava di «polverone mediatico» e di accuse «insussistenti», minimizzando i rilievi degli ispettori di via Nazionale e sostenendo che il potenziale conflitto di interessi nei confronti del Ccf, evidenziato nel verbale di contestazione, «è fondato su ipotesi errate di fatto e di diritto» perché, assicurava, «ho sempre operato nella massima trasparenza e nell'interesse della banca»....................
venerdì 13 agosto 2010
giovedì 12 agosto 2010
Montezemolo deluso da Berlusconi
.....Primo fra tutti il premier Berlusconi, perche' "un leader si misura sulla base dei risultati". Che fino ad ora, sostiene l'associazione di Montezemolo, sono "deludenti". E cio' "contera' nella valutazione del suo operato piu' di tutte le elezioni vinte per difetto di concorrenza - prosegue Italia Futura - grande capacita' comunicativa e straordinari mezzi organizzativi e mediatici". Un giudizio pesantissimo, quello dell'associazione del presidente della Ferrari, che parla di una "palude di melma" in grado di scoraggiare "qualsiasi velleita' di partecipazione al dibattito pubblico di chi non e' un politico di professione". Alla faccia degli "italiani ignoti", i tanti cittadini senza volto e senza nome che con i loro "sforzi straordinari impediscono al sistema Paese di sbriciolarsi", nonostante "sentano la politica sempre piu' distante dai loro problemi quotidiani". ..........
Piccolo è bello: l'alternativa locale, Helena Norberg-Hodge
.....Mentre le imprese più piccole che operano sul mercato nazionale continuano a pagare le tasse, le corporation transnazionali possono cambiare le loro attività in un attimo per evadere le imposte. Il potere dei governi diminuisce quindi sempre di più, perché vedono diminuire le entrate fiscali. Gli stati nazionali diventano così sempre più poveri e i governi si vedono costretti a ridurre la spesa pubblica per la sanità, il welfare, l'istruzione e altri servizi pubblici.
Poiché le politiche economiche spingono le grandi corporation a setacciare il mondo intero alla ricerca di risorse e di mano d'opera più economiche, gli standard socio-ambientali sono stati progressivamente abbassati per attirare gli investimenti di capitali.
Il risultato è che siamo bloccati in una corsa al ribasso in cui tutti perdono: il diritto al lavoro, la coesione sociale, l'ambiente e gli standard più basilari della democrazia e della libertà, tutti sono minacciati. L'ironia è che pagando le tasse sosteniamo le stesse forze responsabili di mettere a rischio le nostre comunità, la sicurezza del lavoro e la protezione dell'ambiente.
Il lavoro sta diventando sempre meno sicuro e siamo costretti a fare rapidi cambiamenti in cerca di occupazione, in termini di spostamenti fisici e di riqualificazione professionale. Chi conserva il lavoro viene sottoposto a uno stress sempre maggiore, con sempre meno tempo per se stesso, per i figli e per i piaceri della vita. Persino nei paesi nordici più ricchi, come la Svezia, la Norvegia e il Canada, in cui fino a poco tempo fa i senza tetto e la povertà dichiarata erano fenomeni sconosciuti, iniziano a comparire segni di gravi problemi sociali.
In quanto fattore del processo di globalizzazione, la produzione viene spostata nelle aree a basso costo del terzo mondo e dell'Europa dell'Est. L'aumento di investimenti incontrollati in queste aree ha causato un caos finanziario e tracolli economici come quelli verificatisi in Messico, Estremo Oriente, America Latina e Russia.
L'aumento della povertà nel sud del mondo è enorme: milioni di persone vengono cacciate dalle campagne nella speranza di trovare nelle città migliori condizioni di vita. La televisione, la pubblicità e il turismo dipingono la vita nelle città occidentali e la cultura consumistica come più desiderabili. I giovani sono molto vulnerabili a questi messaggi dei media e vengono convinti a rifiutare la loro cultura, soprattutto il lavoro nelle campagne: la pesca e l'allevamento sono oggi considerate occupazioni sporche e primitive.....
Poiché le politiche economiche spingono le grandi corporation a setacciare il mondo intero alla ricerca di risorse e di mano d'opera più economiche, gli standard socio-ambientali sono stati progressivamente abbassati per attirare gli investimenti di capitali.
Il risultato è che siamo bloccati in una corsa al ribasso in cui tutti perdono: il diritto al lavoro, la coesione sociale, l'ambiente e gli standard più basilari della democrazia e della libertà, tutti sono minacciati. L'ironia è che pagando le tasse sosteniamo le stesse forze responsabili di mettere a rischio le nostre comunità, la sicurezza del lavoro e la protezione dell'ambiente.
Il lavoro sta diventando sempre meno sicuro e siamo costretti a fare rapidi cambiamenti in cerca di occupazione, in termini di spostamenti fisici e di riqualificazione professionale. Chi conserva il lavoro viene sottoposto a uno stress sempre maggiore, con sempre meno tempo per se stesso, per i figli e per i piaceri della vita. Persino nei paesi nordici più ricchi, come la Svezia, la Norvegia e il Canada, in cui fino a poco tempo fa i senza tetto e la povertà dichiarata erano fenomeni sconosciuti, iniziano a comparire segni di gravi problemi sociali.
In quanto fattore del processo di globalizzazione, la produzione viene spostata nelle aree a basso costo del terzo mondo e dell'Europa dell'Est. L'aumento di investimenti incontrollati in queste aree ha causato un caos finanziario e tracolli economici come quelli verificatisi in Messico, Estremo Oriente, America Latina e Russia.
L'aumento della povertà nel sud del mondo è enorme: milioni di persone vengono cacciate dalle campagne nella speranza di trovare nelle città migliori condizioni di vita. La televisione, la pubblicità e il turismo dipingono la vita nelle città occidentali e la cultura consumistica come più desiderabili. I giovani sono molto vulnerabili a questi messaggi dei media e vengono convinti a rifiutare la loro cultura, soprattutto il lavoro nelle campagne: la pesca e l'allevamento sono oggi considerate occupazioni sporche e primitive.....
La politica sporca dei ricatti all'italiana, ora i finiani minacciano dossier su Berlusconi
.......Su uno degli organi di Futuro e Libertà, tanto per cominciare, sarebbe pronto per la pubblicazione l'elenco delle società offshore riconducibili all'impero finanziario di Silvio Berlusconi. Ancora, chi erano e quale sarebbe il casellario giudiziario dei proprietari di alcuni immobili acquistati dall'attuale presidente del Consiglio. In particolare, la villa di Macherio e quella delle Antille, l'assistenza dell'avvocato Cesare Previti, i ruoli di Flavio Carbone e di David Mills. "Se volete parlare di case e di società offshore siamo pronti" ha messo in chiaro Bocchino.
Ma nel carniere c'è dell'altro. Capitolo conflitto di interessi, per esempio: a Ghedini è stato fatto presente che forse sarà sufficiente pubblicare la dichiarazione dei redditi di Paolo Berlusconi per capire se negli ultimi anni siano state nelle sue disponibilità le ingenti somme sborsate per coprire i costi del "Giornale". O se piuttosto vi sia "altro socio, non palese nei registri della casa editrice". Ma anche come si sia arrivati alla "legge ad aziendam salva Mondadori". Quindi, altro approfondimento verrà riservato dai finiani agli incontri internazionali del premier con Putin e con Gheddafi. Ma il primo contrattacco, già annunciato per le prossime ore, riguarda le ragioni che avrebbero indotto l'avvocato di Luciano Gaucci a rinunciare alla difesa, poi assunta da Angelo Alessandro Sammarco, già legale (oltre che amico) di Cesare Previti nei processi per corruzione. Proprio quel Previti al quale venerdì il premier - particolare non passato inosservato ai finiani - ha reso visita..................
Ma nel carniere c'è dell'altro. Capitolo conflitto di interessi, per esempio: a Ghedini è stato fatto presente che forse sarà sufficiente pubblicare la dichiarazione dei redditi di Paolo Berlusconi per capire se negli ultimi anni siano state nelle sue disponibilità le ingenti somme sborsate per coprire i costi del "Giornale". O se piuttosto vi sia "altro socio, non palese nei registri della casa editrice". Ma anche come si sia arrivati alla "legge ad aziendam salva Mondadori". Quindi, altro approfondimento verrà riservato dai finiani agli incontri internazionali del premier con Putin e con Gheddafi. Ma il primo contrattacco, già annunciato per le prossime ore, riguarda le ragioni che avrebbero indotto l'avvocato di Luciano Gaucci a rinunciare alla difesa, poi assunta da Angelo Alessandro Sammarco, già legale (oltre che amico) di Cesare Previti nei processi per corruzione. Proprio quel Previti al quale venerdì il premier - particolare non passato inosservato ai finiani - ha reso visita..................
mercoledì 11 agosto 2010
“Il Carroccio ha dimenticato le piccole imprese”
Il fondatore di 'Imprese che Resistono' dopo due anni di governo dice: Berlusconi e la Lega non hanno fatto nulla per le Pmi Luca Peotta è un piccolo imprenditore di Villafalletto in provincia di Cuneo, profondo Piemonte. La sua impresa produce forni industriali e nel 2008 ha fatturato 2 milioni di euro con dieci dipendenti. Nel 2009 la crisi l’ha preso in pieno e il fatturato si è ridotto a circa un terzo. Peotta, nel maggio del 2009 ha fondato “Imprese che resistono” un Comitato nazionale di imprenditori piccoli e piccolissimi – ormai 1200, 600 delle quali in Piemonte – e non usa giri di parole per esprimere il proprio stato d’animo sul governo Berlusconi: “Deluso e rammaricato”. Il classico antiberlusconiano per principio? “Si figuri che sulla promessa dell’Iva per cassa Berlusconi ha anche guadagnato il mio voto”, dice Peotta senza alcun imbarazzo. Oggi la situazione è cambiata: gli scandali hanno strappato un velo, le elezioni anticipate sono viste come una sciagura e Peotta è tra quegli imprenditori che sta pensando di andarsene fuori dall’Italia. Magari in Svizzera.
Insomma, il bilancio di questi due anni abbondanti di governo qual è?
Sui nove punti che come piccole imprese abbiamo presentato al governo ne abbiamo ottenuto mezzo: la moratoria sui debiti con le banche sulla quale però ci vengono fatti pagare gli interessi degli interessi. In realtà abbiamo ascoltato una montagna di chiacchiere................
Insomma, il bilancio di questi due anni abbondanti di governo qual è?
Sui nove punti che come piccole imprese abbiamo presentato al governo ne abbiamo ottenuto mezzo: la moratoria sui debiti con le banche sulla quale però ci vengono fatti pagare gli interessi degli interessi. In realtà abbiamo ascoltato una montagna di chiacchiere................
martedì 10 agosto 2010
Il richiamo di Bagnasco ai leader politici "Sottosviluppo morale radice del male" - Repubblica.it
Il richiamo di Bagnasco ai leader politici "Sottosviluppo morale radice del male" - Repubblica.it: "GENOVA - Il cardinale Angelo Bagnasco chiama in causa i leader politici. La Chiesa sa che 'alla radice di tanti mali e di tante povertà vi è il sottosviluppo morale, come afferma Benedetto XVI. E per questo non cessa di servire il mondo, nella persona amata dei poveri e nella figura delle istituzioni che presiedono il bene comune, anche con il richiamo alla dimensione etica della vita personale e sociale'."
GENOVA - Il cardinale Angelo Bagnasco chiama in causa i leader politici. La Chiesa sa che "alla radice di tanti mali e di tante povertà vi è il sottosviluppo morale, come afferma Benedetto XVI. E per questo non cessa di servire il mondo, nella persona amata dei poveri e nella figura delle istituzioni che presiedono il bene comune, anche con il richiamo alla dimensione etica della vita personale e sociale".
In un passaggio dell'omelia pronunciata a Genova per la solennità di San Lorenzo, il presidente della Conferenza episcopale italiana lancia un forte richiamo morale, mutuato dalle parole dell'Enciclica "Caritas in Veritate", indirizzato direttamente a quanti hanno responsabilità istituzionali. Non a caso, nel giorno del martire San Lorenzo, al quale è dedicata la Cattedrale di Genova. Il santo, spiega il cardinal Bagnasco, indica all'imperatore Valeriano non solo una realtà umana che attende soccorso e giustizia, ma rivela altresì un nuovo modo di pensare e quindi di agire".
GENOVA - Il cardinale Angelo Bagnasco chiama in causa i leader politici. La Chiesa sa che "alla radice di tanti mali e di tante povertà vi è il sottosviluppo morale, come afferma Benedetto XVI. E per questo non cessa di servire il mondo, nella persona amata dei poveri e nella figura delle istituzioni che presiedono il bene comune, anche con il richiamo alla dimensione etica della vita personale e sociale".
In un passaggio dell'omelia pronunciata a Genova per la solennità di San Lorenzo, il presidente della Conferenza episcopale italiana lancia un forte richiamo morale, mutuato dalle parole dell'Enciclica "Caritas in Veritate", indirizzato direttamente a quanti hanno responsabilità istituzionali. Non a caso, nel giorno del martire San Lorenzo, al quale è dedicata la Cattedrale di Genova. Il santo, spiega il cardinal Bagnasco, indica all'imperatore Valeriano non solo una realtà umana che attende soccorso e giustizia, ma rivela altresì un nuovo modo di pensare e quindi di agire".
Berlusconi, i fondi neri e le off shore di Marina e Piersilvio | Il Fatto Quotidiano
Berlusconi, i fondi neri e le off shore di Marina e Piersilvio | Il Fatto Quotidiano
e se fosse tutto vero! ......che strana Italia e che strani gli italiani
e se fosse tutto vero! ......che strana Italia e che strani gli italiani
lunedì 9 agosto 2010
Il pres. della Regione Sicilia presta soccorso
Non immaginavo una così ampia diffusione del video di quanto è accaduto venerdì all'incrocio tra Via Libertà e Via Notarbartolo alle due, orario in cui in bici torno a casa per il pranzo. Mi è sembrato un bel gesto e ho voluto testimoniarlo. Si sono scatenati, su Rosalio.it, il blog della città palermitana più seguito dagli internauti, ed altri siti web una serie di commenti che dire esagerati, è un eufemismo. Alla prima occasione che vede un politico, ma non solo, coinvolto, a prescindere se in un fatto -buono o cattivo- siamo tutti pronti a esprimere opinioni e pareri che vanno sempre oltre l’ accaduto. Purtroppo in Italia è così ormai da diversi anni, e non c'è bisogno di fare esempi, basta leggere i quotidiani di oggi, per avere il quadro chiaro e completo. Dovremmo cominciare ad abbassare i toni, provare a dialogare, non solo nei palazzi del potere, che li è anche molto più complicato, gli interessi in gioco sono sempre molto alti e spesso non riguardano i cittadini, ma proprio tra di noi che siamo la rete per comunicare e spero per costruire e non demolire, altrimenti faremo solo il gioco di chi vuole che la gente sia divisa, anche nel dare un giudizio su un fatto semplice, come prestare soccorso. Vi garantisco che l'On. Lombardo, che non conosco personalmente e di cui potrei anche non condividerne le idee politiche, non era obbligato a restare, e dopo essersi accertato delle condizioni del giovane vespista, che non erano così gravi com’era sembrato sin da subito anche a me, avrebbe potuto risalire nell’altra auto di scorta che lo seguiva e andarsene, lasciando a soccorrere l’infortunato agli uomini che erano con lui e all’autista. Non avrebbe fatto niente di sbagliato, l’omissione di soccorso non c’era e inoltre avrebbe anche potuto evitare di scendere dall’auto e farsi riconoscere, i finestrini di queste sono sempre oscurati.
Questo fatto mi è servito ulteriormente a capire ancora di più, che le notizie sono spesso alterate dai media per obiettivi diversi, e come diceva un famoso giornalista, di cui non ricordo il nome, è la notizia che determina il fatto, non viceversa; questo deve far riflettere, soprattutto chi della realtà e dei fatti vuole farsene una corretta opinione, e non contribuire a generare confusione, che serve solo al potere, quello che ha interesse solo a se stesso e al suo perpetuarsi e ingigantirsi.
Questo fatto mi è servito ulteriormente a capire ancora di più, che le notizie sono spesso alterate dai media per obiettivi diversi, e come diceva un famoso giornalista, di cui non ricordo il nome, è la notizia che determina il fatto, non viceversa; questo deve far riflettere, soprattutto chi della realtà e dei fatti vuole farsene una corretta opinione, e non contribuire a generare confusione, che serve solo al potere, quello che ha interesse solo a se stesso e al suo perpetuarsi e ingigantirsi.
domenica 8 agosto 2010
Casa ex An, Fini, nulla da nascondere - Politica - ANSA.it
Casa ex An, Fini, nulla da nascondere - Politica - ANSA.it:
"ROMA - 'In quasi trenta anni di impegno parlamentare non ho mai avuto problemi di sorta con la giustizia e non ho assolutamente niente da nascondere n�tanto meno da temere per la vicenda monegasca. Pertanto, chi spera che in futuro io sia costretto a desistere dal porre il tema della trasparenza e della legalit�' nella politica �meglio che si rassegni'. Lo afferma Gianfranco Fini in una lunga nota nella quale spiega nel dettaglio la vicenda della casa di An a Montecarlo.
'Un'inchiesta della Magistratura accerterà se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarit�' o violazioni di legge. E' la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare 'Ben vengano le indagini'. A differenza di altri non ho l'abitudine di strillare contro i magistrati comunisti...'. Lo afferma Gianfranco Fini, presidente della Camera, in una nota nella quale ricostruisce la vicenda della casa di An a Montecarlo."
"ROMA - 'In quasi trenta anni di impegno parlamentare non ho mai avuto problemi di sorta con la giustizia e non ho assolutamente niente da nascondere n�tanto meno da temere per la vicenda monegasca. Pertanto, chi spera che in futuro io sia costretto a desistere dal porre il tema della trasparenza e della legalit�' nella politica �meglio che si rassegni'. Lo afferma Gianfranco Fini in una lunga nota nella quale spiega nel dettaglio la vicenda della casa di An a Montecarlo.
'Un'inchiesta della Magistratura accerterà se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarit�' o violazioni di legge. E' la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare 'Ben vengano le indagini'. A differenza di altri non ho l'abitudine di strillare contro i magistrati comunisti...'. Lo afferma Gianfranco Fini, presidente della Camera, in una nota nella quale ricostruisce la vicenda della casa di An a Montecarlo."
sabato 7 agosto 2010
Ars, il miracolo non fa rumore | Chiesa | www.avvenire.it
Ars, il miracolo non fa rumore | Chiesa | www.avvenire.it
...Aveva, come lo avrebbe avuto padre Pio, il carisma della profezia: guardava in faccia un uomo, e leggeva. Carisma che affascina e spaventa, come di uno che si muova su una terra di confine, tra ciò che è della terra e ciò che è del cielo. ...
....La battaglia, il Curato ce l’aveva nel cuore. Confidò solo una volta a una parrocchiana che cosa lo tormentava, e che cosa arginava in quelle notti passate a pregare: «La mia tentazione, è la disperazione»....
........e il crocifisso ne sembra il muto padrone. .....L’anima di Ars è in questa pace salvata, come un ultimo regalo.
venerdì 6 agosto 2010
giovedì 5 agosto 2010
Alla City? L'andazzo è quello di sempre
Di Gabriele Capolino
Dal racconto di un gestore di hedge fund: "Ho un amico alla City che aveva perso il lavoro post Lehman. Si occupava di derivati, impacchettamento e vendita di strumenti complessi. Quando le banche inglesi sono state di fatto nazionalizzate, il suo business è stato dismesso. Mi sono preoccupato per lui e, dopo qualche mese di ricerca, avevo trovato un posticino. Lo chiamo, dicendogli guarda non ti offendere ma avrei trovato per te una posizione, lo stipendio è di 180 mila sterline (più di 200 mila euro), ma magari... Lui mi interrompe subito e mi dice, guarda ti ringrazio molto ma mi hanno appena offerto un lavoro a 1,8 milioni di sterline l'anno! Per fare cosa? Lo stesso che faceva prima. Ad assumerlo, una banca americana di quelle salvate con i denari dei contribuenti Usa.
Se il lettore aveva qualche dubbio che la riforma Obama per limare le unghie all'industria finanziaria fosse tutta fuffa, ha qualche elemento in più. E pensare che Mr President aveva anche messo in mezzo il povero Paul Volcker, dicendo che avrebbe adottato le sue regole per separare banche e attività speculative...
Dal racconto di un gestore di hedge fund: "Ho un amico alla City che aveva perso il lavoro post Lehman. Si occupava di derivati, impacchettamento e vendita di strumenti complessi. Quando le banche inglesi sono state di fatto nazionalizzate, il suo business è stato dismesso. Mi sono preoccupato per lui e, dopo qualche mese di ricerca, avevo trovato un posticino. Lo chiamo, dicendogli guarda non ti offendere ma avrei trovato per te una posizione, lo stipendio è di 180 mila sterline (più di 200 mila euro), ma magari... Lui mi interrompe subito e mi dice, guarda ti ringrazio molto ma mi hanno appena offerto un lavoro a 1,8 milioni di sterline l'anno! Per fare cosa? Lo stesso che faceva prima. Ad assumerlo, una banca americana di quelle salvate con i denari dei contribuenti Usa.
Se il lettore aveva qualche dubbio che la riforma Obama per limare le unghie all'industria finanziaria fosse tutta fuffa, ha qualche elemento in più. E pensare che Mr President aveva anche messo in mezzo il povero Paul Volcker, dicendo che avrebbe adottato le sue regole per separare banche e attività speculative...
martedì 3 agosto 2010
lunedì 2 agosto 2010
Banche italiane alle prese con $69 miliardi di debiti in scadenza
E' la cifra maggiore per quest'anno tra in Europa, il cui conto complessivo e' di $122 miliardi. Le obbligazioni quasi giunte a maturazione per Intesa Sanpaolo valgono $28 miliardi, $21 per Unicredit..............
.....................Quando l'ora X si avvicinera' sara' interessante vedere chi, e per che cifra, bussera' alla porta della Bce per chiedere fondi. Le banche spagnole, che rappresentano il 10.5% del sistema finanziario europeo, hanno chiesto alla banca centrale europea prestiti record per 126.3 miliardi soltanto a giugno.
PICCOLI - Dal Pd una proposta contro i ritardi nei pagamenti. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
PICCOLI - Dal Pd una proposta contro i ritardi nei pagamenti. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
Pubblichiamo la sintesi di una proposta di Legge presentata il 28 luglio da Antonio Misiani del Partito Democratico e da Marco Beltrandi, esponente radicale iscritto al grupop parlamentare del Pd.
domenica 1 agosto 2010
FINANZA/ 1. Gli esperimenti di Germania e Austria per uscire dalla Grande Crisi | Pagina 1
FINANZA/ 1. Gli esperimenti di Germania e Austria per uscire dalla Grande Crisi | Pagina 1
......Nel 1929, nella cittadina di Schwanenberg, in Baviera (Germania), il Dr. Hebecher, imprenditore carbonifero semi-fallito, convocò i suoi dipendenti esponendogli la sua drammatica situazione di liquidità - accompagnata da un’enorme giacenza di carbone invenduto - e li mise di fronte al fatto: o il licenziamento oppure l’accettazione, in pagamento del 90% del salario, di buoni - da lui battezzati Wara - di forma cartacea e redimibili in carbone. Egli aveva già preliminarmente parlato con proprietari immobiliari, banche, Comune e negozianti, i quali erano disposti ad accettarli come pagamento di merci e servizi, avendo la garanzia di potersi rivalere sul carbone.
Quella proposta venne allora imitata da altre imprese - anch’esse sull’orlo del fallimento - che avevano lo stesso problema: la scarsità di denaro. I Wara subivano una svalutazione controllata dell’1% al mese, ossia il 12% all’anno. Questo fece sì che la loro velocità di circolazione fosse molto alta, rimettendo così in funzione l’economia della regione, finché il fenomeno non divenne talmente massivo da richiamare l’attenzione del Cancelliere Heinrich Bruning, capo del Partito del Centro, che dapprima li considera stupito, benevolmente e con un certo interesse.....
Banche: giganti grazie a garanzie Stati - Economia - ANSA.it
Banche: giganti grazie a garanzie Stati - Economia - ANSA.it: "(ANSA) - ROMA, 31 LUG - In uno studio la Banca dei Regolamenti Internazionali ripercorre la forte corsa alla crescita del sistema finanziario negli ultimi 30 anni. Banche - scrive la Bri - divenute giganti nazionali e internazionali grazie alle spalle coperte dalla garanzia implicita ed esplicita dello Stato e dei contribuenti per diventare cosi' 'troppo grandi per fallire'. In questo modo hanno potuto finanziarsi a un costo piu' basso rispetto alle rivali piu' piccole, danneggiando la stabilita' finanziaria."
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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
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(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...