di R. Alabiso
Molte cose sono cambiate da Agosto, mese in cui ho iniziato a cercare di capire cosa fosse successo nel mondo dopo settembre 2008, ma solo apparentemente. Le piccole imprese gli artigiani italiani hanno cominciato a farsi vedere in tv, i quotidiani parlano di loro, talvolta non ne possono fare a meno di fronte a eventi tragici, come i suicidi di alcuni che non hanno sopportato il fallimento delle loro aziende e di persone che ora hanno un nome ed un cognome e una storia da raccontare. Giornalisti come Di Vico ci hanno anche fatto un libro, ed io, che non sono nessuno, cerco di partecipare con il mio blog, a questa circolazione di notizie sull’andamento di imprese ed economia perché ritengo un passo avanti, almeno il discutere e sapere di questi fatti. Sono però veramente preoccupato e personalmente, purtroppo, non vedo miglioramenti a breve termine, tempi rapidi da consentire di salvarsi da questa crisi, che come ormai quasi tutti abbiamo finalmente capito, non è congiunturale, ma prefigura un nuovo scenario economico internazionale dove non ci sarà più posto, nel nostro paese, per alcuni tipi di produzione; non è un problema di innovazione. Ieri sera, ad Annozero, si è visto come anche la chimica in Italia, per voce dei cassintegrati nell’isola dell’Asinara, è fortemente in crisi e rischiamo di perdere a favore di altri paesi europei , questa eccellenza produttiva, mettendo in strada migliaia di famiglie. E’ il corso e lo sviluppo “naturale” di un sistema economico talmente consolidato che non è più possibile cambiare, un treno in corsa lanciato a velocità folle che non si può permettere nessuna fermata, per non perdere competitività con il resto del mondo. Chi è rimasto a terra, lì rimane. La solidarietà sociale di cui si parla tanto, è possibile in virtù del fatto che ci sono ancora dei finestrini che qualcuno apre , per bontà sua, e di tanto in tanto lancia, di passaggio veloce nelle stazioni, qualche panino avanzato. Tutto qui. Non aspettiamoci altro. C’è però un’altra possibilità, più nefasta probabilmente, cioè che questo treno si vada a schiantare o deragli dai binari, cosi forse non ci saranno più nemmeno i panini di tanto in tanto. Ma forse potrebbe essere una bellissima occasione per ricominciare tutto daccapo e non lasciare a terra più nessuno.
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