martedì 6 aprile 2010

Italia 2010 una realtà nascosta dai numeri IlSole24ore

di Marco Fortis

.............Nello stesso tempo, ci auguriamo che di fronte al cambiamento epocale di prospettiva che questa crisi ha determinato vengano definitivamente supèrati i luoghi comuni sull'Italia, sulla sua presunta bassa competitività internazionale, sulla sua specializzazione sbagliata e sul nanismo delle sue impresa. E lasciamoci alle spalle definitivamente anche i falsi miti degli indicatori aggregati di produttività. Perché non è in questi elementi che si sono annidati in passato o si annidano ora i limiti alla nostra crescita. Se continuiamo a sbagliare la diagnosi, continueremo a sbagliare anche le ricette. Ci limitiamo a un solo esempio. Se consideriamo i paesi del G-6 e l'intervallo 2005-2008 analizzato ànche da Tabellini e Barba Navaretti, osserviamo che secondo l'Onu l'Italia è l'economia che ha aumentato maggiormente il suo export manifatturiero sia in valori correnti (M°) sia in volome (+22%). E nel 2008, secondo la Wto, il surplus manifatturiero con l'estero del nostro paese è stato di ben 103 miliardi di dollari. Segno che non siamo nè nani né specializzati male. Nel 2009, poi, a causa della crisi globale, l'export manifatturiero complessivo del G-6 è tornato a livelli inferiori a quelli del zoo6. Ma l'Italia ha perso solo i6 miliardi di dollari rispetto a tale anno. Meglio di noi ha fatto solo la Germania con meno 8 miliardi. Tutti gli altri paesi hanno fatto molto peggio e rispetto al 2006 hanno perso: 21 miliardi la Francia, 49 miliardi gli Stati Uniti, 78 miliardi la Gran Bretagna e 78 miliardi il Giappone......................


commento personale:
da quant'è che noi PMI diciamo queste cose.

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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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