.............Tutto ciò, unito alle inadempienze nei pagamenti della pubblica amministrazione, a causa del patto di stabilità interno, al ritardo dei pagamenti dei privati e alla contestuale piccola ripresa degli ordini che si sta registrando, genera un fabbisogno straordinario di credito. Esigenza, questa, che deve essere soddisfatta per cogliere i primi timidi segnali di ripresa che pure ci sono e che già si intravedono dopo anni bui. Il pericolo vero è che ora non ci siano più risorse per rispondere a queste opportunità.
In un simile quadro di crisi perdurante, la questione occupazionale, con la fine della cassa in deroga, si ripercuoterà sui territori, provocando una maggiore richiesta protettiva rivolta agli enti locali. Corriamo il rischio, dunque, che appunto sui territori si scarichino tensioni che vanno al di là della tradizionale capacità di tenuta della coesione sociale. Gli enti locali, per rispettare le regole del patto di stabilità, potrebbero improvvisamente affievolire l’intervento di supplenza del governo fin qui attuato.
Il rigore delle politiche di bilancio è un valore assoluto prima di tutto per noi. Anche per questo sappiamo bene che occorre un lavoro comune sulla prossima manovra di aggiustamento dei conti, per intervenire scegliendo priorità vere per il Paese, agendo realmente sulle inefficienze della spesa, al fine di garantire un supporto concreto all'immensa fatica del rischio d'impresa che, oggi più che mai, i nostri imprenditori portano sulle spalle senza ricevere alcun tipo di aiuto. Su queste emergenze abbiamo risposte concrete e di rapida realizzabilità: un nuovo modello di “credito paziente”, un nuovo patto interno, la golden rule.......................
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