L’altro giorno ho pubblicato sul Giornale questo articolo in cui evidenziavo un paradosso. A quanto pare l’attacco all’euro è stato rintuzzato, ma il sistema basato sulla finanza esce, paradossalmente, rafforzato. È quel mondo a dettare l’agenda, a imporre cambiamento epocali.
Un anno e mezzo fa per rimediare agli errori delle banche, i Paesi occidentali mandarono all’aria la disciplina finanziaria faticosamente perseguita per quasi vent’anni. Ora sono state violate regole che si consideravano sacre. Aiuti agli Stati in difficoltà? «Inconcepibile, sia il Trattato di Lisbona che quello di Maastricht li vietano espressamente», ci dicevano. Acquistare titoli di Stato in sofferenza? «Impossibile, lo statuto della Banca centrale europea non lo permette», ribadiva Francoforte, fino a venerdì scorso. Eppure sono bastate 24 ore per violare anche questi tabù.
La crisi sembra passata, ma non ne sono convinto. Ho come l’impressione che la speculazione testerà ben presto la reale coesione della zona euro e che i veri obiettivi siano altri. Quali? Uno l’ho giòà delinato nei giorni scorsi nel post intitolato Screditare l’euro per salvare il dollaro. Quando leggo note di agenzia come questa mi convinco di aver visto giusto:..............
Nessun commento:
Posta un commento