Cari amici di Icr, oggi sono più preoccupato del solito. Capisco che in Sicilia la nostra condizione è diversa, ma io non vedo clienti già da diverso tempo. Ho il dubbio se chiudere, ma lo dico in tutta serenità, perché non ho molti debiti, e posso ripianare sia lo scoperto in banca che tasse e mutui in corso, magari provando ad affittare il locale.( anche se qui a Palermoi locali in affitto non si contano più) La cosa che più mi interroga e avvilisce, è che in 27 anni sono riuscito ad acquistare il laboratorio, l’ho attrezzato per poterci lavorare anche in tre quattro persone comodamente, ho finito di pagare macchinari e attrezzature che mi consentono di eseguire quasi tutti i lavori di trasformazione artistica del vetro, dal più costoso e pregiato al più economico.
Ultimamente sono riuscito anche a produrre vetrate molto economiche, 150 euro al mq, con buoni risultati estetici, ma con tutto ciò il mercato non è più in grado di assorbire l’offerta per una carenza di domanda che ormai è praticamente azzerata. Non so come voi realmente ve la caviate, di alcuni so le grandi e drammatiche difficoltà anche perché, avere dipendenti è sentirsi doppiamente responsabili, e credo che Luca abbia iniziato questo comitato d’imprese, soprattutto per questo. Leggo che alcuni di voi andranno in Svizzera per provare a far rinascere le loro imprese, non so se il tipo di lavoro che faccio è indicato ad un trasferimento del genere, ma dal mare alle alpi è per me non solo cambiare mestiere, inoltre pochi giorni fa ho conosciuto una persona che viaggia molto in Europa, lavora per una della quattro grandi aziende mondiali per la produzione di vetro, e mi diceva che si stupì un paio di anni fa , per avere visitato in Svizzera o in Austria, per la verità non ricordo bene, uno dei più antichi e famosi laboratori europei di vetrate artistiche, ed avere trovato un grande edificio,a più piani, senza più nessuno, ma con gli attrezzi e alcuni vetri ancora in lavorazione sui banchi di lavoro, come fosse stato abbandonato d’improvviso e definitivamente a causa di un terremoto o qualcosa di simile.
Non so cosa potrò fare nei prossimi anni, non sono più tanto giovane, ma a questo punto forse affittando il locale dove lavoro e cercandomi un’altra occupazione, naturalmente in nero, qui non c’è l’ombra del nulla, passerò questi anni di tempesta cercando di sopravvivere, e vi garantisco non esagero. Sono indignato per come, coloro che avrebbero dovuto salvaguardare il tessuto economico del paese, solo adesso, si siano messi a fare leggi sul Made in Italy, unire confederazioni che mai nulla hanno fatto, tranne che a garantirsi quote associative per occupare uffici e mantenere rapporti diretti con politici per averne privilegi e raccomandazioni per figli parenti ed amici. Il ns governo ha consentito che ad alcuni siano comprate case a loro insaputa e questo è secondo me nulla rispetto a tutti i privilegi che si sono tramandati nel tempo tutte la classi o caste o cricche. A questo punto, non so cosa sperare, economicamente, perché come sapete in tutto questo casino, cerco di mantenere la fede in Dio, ma ho sempre da fare e da promuovere anche attraverso ICR le mie solite proposte anticrisi artigianato e cioè, sospensione Inps Inail Tarsu Cciaa, e tutto il resto. Chiudendo non le pagherò mai più e non solo per pochi mesi. Ciao A tutti
Vi allego un video di pochi minuti dove più o meno dico quanto vi ho scritto.
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