sabato 24 ottobre 2009

T-Holding "Una Proposta Indecente" di Roberto Alabiso


“Grazie a questo schema operativo, aziende traballanti si uniscono e possono superare in scioltezza un passaggio molto duro”. Questo il succo della proposta di G. Morandini.
Io lo chiamerei con parole più espressive, salvataggio in extremis delle piccole medie imprese e successiva scomparsa come tali e delle loro peculiarietà. Non è per essere sempre scontento o pessimista, come il mio amico Piero di Vergiate mi fa sempre notare, ma che dopo trent’anni di lavoro, debba cedere la proprietà della mia azienda a una Holding, diventandone socio per evitarne la chiusura, mi sembra quantomeno offensivo, oltre che improbabile e irreale. Le società di solito si creano per convenienza, non per disperazione. Che si volesse cambiare la struttura economica del nostro paese e che ci fosse già pronto un progetto in merito, è ora nitido e alla luce del sole. Certo c’è la crisi ed è facile vederlo come ciambella di salvataggio, eventualmente offerta a chi annega, mi ricorda un po’ la mia amica “ Serit Sicilia” quando mi propose, quattro mesi fa, al costo complessivo, tra spese e interessi, del 25% in 24 mesi, la possibilità di rateizzare un debito Inps di € 3900,00 che avrei dovuto pagare sennò in solo 20 giorni, pena fermo amministrativo e successivi oneri, accessori, pignoramenti ed altre spese legali. Molto umani ! Lo Stato del resto siamo noi cittadini, quindi è ovvio che in un momento così critico ci venga incontro….con il colpo definito per evitarci altre inutili sofferenze. La proposta, così ad occhio e croce, mi sembra l’inizio dello smantellamento del sistema delle Pmi e questo perché chi abbiamo messo alla guida del nostro paese, non solo adesso, soffre solo per alcuni aspetti, la diversità con gli altri paesi europei come la Francia che ha soltanto 40 grandi multinazionali e si guarda bene dall’abbandonarle a se stesse. Sino a prima della crisi finanziaria, le Pmi, aziende italiane che hanno tirato egregiamente la carrozza, sempre pronte ad essere vessate, sia da destra sia da sinistra, erano il grande vanto solo a parole della maniera italiana di fare impresa, mai hanno avuto riconoscimenti reali, accusate di evasione fiscale e sottoposte ad ogni forma di pregiudizio e spremitura. Oggi con un colpo di spugna ed evitando qualsiasi forma reale di sostegno, anche momentaneo, tipo moratoria dell’Inps, dell’Inail, dei debiti con enti di riscossione ecc., dell’Irap, ai “maledetti” studi di settore e chi più ne ha più ne metta, si vuole dare l’ultima spallata ad una maniera ancora umana di lavorare, altro che aiuti o sostegno! Mi piacerebbe capire meglio, chi è questa T-Holding, così disinteressata, poiché nei prossimi anni, utili ce ne saranno ben pochi e di più perdite. Cos’è un ente di beneficienza ? O com’è più probabile, il primo passo verso l’acquisizione di quel che in tanti anni, imprenditori, come alcuni straordinari ne abbiamo visti ad Annozero, gente sana, che si alza presto al mattino per lavorare veramente, realmente, con mani, testa e cuore, insieme ai propri collaboratori, padri e madri di famiglia, hanno saputo e voluto costruire pensando al bene del loro territorio e al tessuto sociale unico, che non si trova in nessun’altra parte del mondo. E’ vero, purtroppo, che negli ultimi anni, anche un certo modo di guardare al lavoro è cambiato, ai nostri figli è stato sempre più sbandierato il guadagno facile e senza fatica dei Grandi Fratelli in Tv e delle veline o velini, minando alla base la nostra cultura e il modo di vivere conseguente. L’ideale della vita è vincere al Superenalotto per non fare più nulla, la fatica da rifiutare per principio, mentre è anche il sudore della fronte a renderla degna di essere vissuta di fronte agli uomini e a Dio. Solo così si diventa sempre più uomini e si vedono, possibilmente, i bisogni degli altri, cosa che restituisce alla vita il suo più profondo significato. Adesso però la scomparsa di un milione di PMI pone anche un problema di natura economico sociale, perché avere altri 4 milioni e anche di più, di persone da “sfamare” potrebbe causare il dissesto totale delle finanze statali, si creerebbe un effetto a catena con danni imprevedibili. Se questo vogliamo, abbandoniamo queste imprese a se stesse o proponiamo loro T-Holding e cose improbabili. Ma chi si vuol prendere per i fondelli? E’ una “proposta indecente”, come quella di R. Redford nell’omonimo film di Adrian Lyne. Il modo vero di lasciare in vita le Pmi, è consentirgli di attraversare, limitando i danni, questa gravissima carenza di ordinativi di cui nessuno vuol prendere ancora coscienza, continuando nella messa in scena mediatica e continuata, di una prossima uscita dal tunnel, senza fare niente di effettivamente concreto ed efficace, non fra due anni, ma subito, anzi prima.
Non sono le T-Holding che potranno salvaguardare il mondo delle piccole medie imprese,figuriamoci le microimprese, forse alcune più grandi per dimensione o in particolari settori di attività, potranno approfittare di una strategia simile, per ottenere credito dalle banche e defiscalizzazioni, come succede per la grande industria, ma la stragrande maggioranza di esse, richiede d’essere sgravata definitivamente da tutti i pesi che da sempre si trascina appresso, che sono soltanto ed esclusivamente di natura burocratica e fiscale. Vedi i nove punti di Impresecheresistono e le due Proposte anticrisi artigianato.

P.S andatevi a rileggere

SCENARIO/ Fortis: saranno le Pmi “piccole e brutte” a tirarci fuori dalla crisi
La risposta secondo me non può essere nazionale.

L’Europa deve pensare ad un grande piano comune a sostegno della produzione dei beni di investimento e di consumo, in modo da rimettere in moto il meccanismo positivo della crescita. E oggi per avere più investimenti c’è un unico modo: finanziarli e incentivarli con vantaggi fiscali. La strada maestra, e più realistica, è un’intesa sull’emissione di titoli di debito pubblico europeo. Oggi l’unica area del mondo che può ancora indebitarsi senza determinare uno sconquasso nelle finanze internazionali, soprattutto nelle proprie, è l’Europa.
di Marco Fortis

su
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=43926

2 commenti:

Ugo Bernasconi ha detto...

Buongiorno Roberto, come sempre hai il dono della chiarezza espositiva, il Governo Francese ha delle peculiarità particolari, la prima è quella di avere una Scuola universitaria di altissimo livello per i funzionari Statali oltre a mettere in pratica delle misure di amministrazione coassistita nel caso di difficoltà delle aziende con interventi mirati e risolutivi.
Altra cosa è far capire ai nostri "scienziati" che una delle caratteristiche principali delle aziende è la garanzia della perennità cosa che nel nostro paese sta via via venendo meno, in compenso diventano perenni i posti dei politici.
Cordialità

ugo bernasconi ha detto...

Buongiorno, in un momento dove il "paziente impresa" versa in stato comatoso il ricevere da parte di un ente di riscossione una cartella esattoriale provoca la chiusura dell'Impresa.
La cartella esattoriale e' infatti un documento che da' la possibilita' all'agente della riscossione, in caso di mancato pagamento, di agire in modi che la legge ha via via reso piu' potenti ed incisivi, e di rifarsi sui beni del debitore con provvedimenti come il fermo amministrativo, l'ipoteca della casa od addirittura il pignoramento della stessa con successiva vendita coatta.
Per questo motivo se vogliamo che l'emorraggia di chiusure si stabilizzi dobbiamo CONGIUNTAMENTE proporre:

Una moratoria globale

Un rilancio del credito commerciale

I consumi si sono arrestati per mancanza di risorse a disposizione dei singoli, se una signora non ha i soldi nel borsellino per comprare le scarpe al bambino, automaticamente non comprandole fa diminuire la domanda con effetti a catena sul sistema.
Bisogna cominciare a far capire che per riprendere a far funzionare le fabbriche è necessario incrementare l'accesso al credito, se volessi cambiare il carrello elevatore per esempio, ma al momento non dispongo di risorse , privo il mercato e tutto l'indotto della mia domanda.
La crisi non si può combattere senza mettere in campo un vero e proprio piano "Marshall" ci vogliono misure di emergenza.

Inoltre dobbiamo ESERCITARE LA NOSTRA VOLONTA' in maniera diversa.

Ci sono molte persone per esempio che si lamentano dei beni made in ......., ma perchè queste persone prima di mettere nel carrello un prodotto fatto in un paese extraeuropeo non leggono dove è fatto ?????
Giorni fa sono andato in un centro di distribuzione GIOCATTOLI IL 90% di questi era fatto fuori Europa.
SONO USCITO, anche la mitica ditta di trenini Italiani con tanto di scatola sulla quale campeggiava la bandiera del nostro paese riportava MADE IN ......... se però io l'avessi comprata avrei sostenuto la Loro economia.

E' ora che tutti insieme facciamo capire alle istituzioni che siamo CONSAPEVOLI ,molto di più di chi ci amministra, della situazione attuale e che se vogliamo invertire la tendenza delle cessazioni di attività dobbiamo sederci ad un tavolo comune e prendere delle decisioni, anche perchè con tutti i tentativi fallimentari che stanno mettendo in campo siamo spacciati (vedi moratoria sui debiti, credito agevolato.....).
La misura è colma bisogna intervenire diversamente la gente oltre a non avere più risorse ed energie, perderà anche la volontà e quando un Imprenditore/trice smette di credere nella propria Azienda allora è proprio finita.
Cordialità.

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html