
Oggi, come ormai da circa cinque mesi, non inizio più la mia giornata sul banco di lavoro che mi è consueto, ma a cercare informazioni in rete. Prima di questa crisi economica spaventosa, che molti ancora sostengono essere finita e riescono anche a vedere i primi segni della ripresa, (secondo me sono dei visionari autorizzati a esserlo) non cercavo di capire cosa succedeva intorno nel mondo dell’economia e del lavoro, non ne avevo il tempo. Ciò che noto ma non torna, è che vengono considerate quasi prive d’interesse pubblico e sociale, fatti come la chiusura quotidiana di fabbriche e imprese, siano esse legate alla produzione o al commercio. Nei media nazionali, Tg o Tgr Rai e non solo, comunque quelli che più hanno capacità di influenzare l’opinione pubblica, si guardano bene dal trasmettere “proporzionalmente” ai fatti, ma le notizie sono calibrate ad hoc per ottenere l’effetto voluto e ci sono quelle che servono a schermare le situazioni reali di disagio vissute quotidianamente da noi cittadini, in qualsiasi campo. Tutti sappiamo dei 750 milioni che Berlusconi dovrebbe dare a De Benedetti, anche se in pochi conosciamo qual è il fatto in sé ma solo gli addetti all’economia e alla finanza sono coscienti che ci sono ancora in circolazione ben 2400 miliardi di euro ( come minimo) di titoli-carta straccia, che questi prima o dopo verranno a galla con altri danni a una già squassata economia. E chi ha capito cosa significa avere in Europa entro l’anno prossimo, 57 milioni di disoccupati. Parlare di crisi economica del sistema produttivo sembra un argomento di sinistra perché altri schieramenti politici o il governo stesso vorrebbero indurci a pensare che stiano facendo tutto il possibile e l’immaginabile. Pertanto chi ha chiuso o a breve sarà costretto a farlo deve pensare che tutti hanno cercato di salvare la propria azienda sino all’ultimo e mi pare che anche qui, qualcosa non torni.
Naturalmente, l’opinione pubblica e chi dalla crisi può avere paradossalmente effetti benefici, si schiera ideologicamente dalla parte di chi lo garantisce e lo ha fatto sino ad ora. Ma è certo che sarà sempre così? Spero di no, che possa accadere il miracolo e questa crisi ne è l’occasione giusta, che in Italia la politica non serva più soltanto a tutelare l’interesse di ricchi e potenti sia a destra che a sinistra, ma che si metta realmente al servizio del bene comune. La disoccupazione che aumenta ogni giorno, va in qualche modo fermata, non è lecito andare oltre o guardare altrove. Tutto il lavorio messo in piedi per fare andare in crisi il governo, con gli attacchi a Berlusconi, va contro gli interessi dei cittadini italiani e di chi soprattutto lavora. Non ho simpatia per molti che sono al governo o c’erano prima, ne per il premier, ma capisco che non è così che va delegittimato il voto del popolo. E’ questo infatti, l’effetto peggiore che si ottiene mettendo in campo prostitute, Lodo Mondadori ecc. Il governo andrebbe messo alle strette sui problemi veri che abbiamo e non sono pochi, li dovremmo costringerlo a lavorare. Se avessimo una sinistra così, chi non la voterebbe alla scadenza del mandato. Ma se i rappresentanti di questa sono i vari Santoro, Travaglio, Ezio Mauro ecc. ed una certa magistratura ad orologeria, perché dovrei fidarmi di questi. Detto questo spero che prima possibile la politica ritorni ad essere per il bene del paese e di chi lo abita, che non succedano altri disastri come a Messina per l’incuria del territorio. La Sicilia è una terra bellissima, un capitale, una ricchezza enorme come il resto del territorio italiano con la sua storia i suoi monumenti e la sua cultura. Non abbandoniamo l’idea che la ricchezza è questa sotto i nostri occhi ogni giorno, ma che siamo diseducati a guardarla e distolti da “cazzate” giornaliere. Troviamo chi ci aiuta in questo, chi aiuta il lavoro vero, chi ci educa alla bellezza e alla verità. A loro diamo il nostro consenso, non agli imbonitori di professione, perché o saremo con loro conniventi, oppure sin d’ora abbandoniamoli a loro stessi.
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