venerdì 16 ottobre 2009

Meglio un ponte o la Via Lattea ? di Roberto Alabiso


Leggo e stento un po’ a crederlo, che Tremonti sia intervenuto un paio di giorni fa al congresso nazionale degli psichiatri e proprio li, in mezzo a gente che studia come funziona il cervello, ha affermato che i titoli usati per informare i cittadini sulla situazione economica attuale, sono troppo d’impatto e rischiano di avere un effetto negativo sull’immagine complessiva che ci facciamo della realtà nel nostro paese.
Nello stesso giorno, infatti, l’UE ha definito grave la situazione dei conti pubblici sul lungo termine per Italia, Ungheria, Polonia e Portogallo ma Tremonti ha affermato che nel nostro caso si tratta di un rischio medio. Se quindi la febbre tocca i 40° è bene dire che è solo a 37,5° sennò ci preoccupiamo e giacché siamo tutti psicologicamente sensibili, diciamo che è a 36,5° così evitiamo di prendere la tachipirina, che ora, comunque, è anche in compresse o sciroppo. Per chi ricorda esistevano solo le supposte.
Trovo questo comportamento irresponsabile, quanto lo sarebbe essere catastrofisti, ma significa minimizzare i problemi reali vissuti da imprese e famiglie, continuando a dare un’immagine distorta e falsa della situazione reale. L’informazione è eccessiva, aggiunge il ministro e noi, poveri deficienti potremmo non dormire la notte.
Sono questioni che i nostri cervelloni sapranno risolvere, a patto di non disturbare il manovratore e che chiudendo bottega continuiamo a fischiettare, come dicevo nel post precedente, così da non fare preoccupare troppo i nostri vicini di casa. Una domanda farei al ministro dell’economia: < Posso dire almeno a mia moglie che sono quasi sei mesi che non prendo nuove commissioni e sono veramente preoccupato?> Oppure c’è il rischio che ne possa parlare a scuola diffondendo il panico tra i suoi ignari colleghi (naturalmente precari non ce sono più o quasi.)
In questi giorni, abbiamo sentito dire che tra Dicembre e Gennaio si darà inizio al via per i lavori del ponte sullo stretto e altri grandi infrastrutture. Da siciliano dovrei essere contento, invece sono solo perplesso e sinceramente preferirei destinare queste risorse più direttamente a sostegno del sistema produttivo, vedi le nove proposte di ICR e le due anticrisi artigianato o anche detassando le tredicesime. Non credo comunque che i lavori inizieranno e se fossi uno scommettitore, lo slittamento a tempi da stabilire lo darei 10 a 1. Sono sicuro che ognuno di questi annunci è funzionale al sistema di informazione mediatica rivolta alla massa, per distogliere dalle reali condizioni economiche in cui versa il paese oltre ad evidenziare i muscoli di una certa classe dirigenziale. A rimettere in moto l’economia possono servire le infrastrutture, una volta era l’edilizia, ma secondo voi, conviene iniziarne di nuove, o completare la Salerno Reggio C., raddoppiare il binario Palermo-Messina, mettere in sicurezza le zone a rischio del nostro territorio, migliorare gli ospedali, costruire asili nido, riparare scuole i musei, restaurare l’enorme patrimonio di beni artistici, finanziare la ricerca, detassare le tredicesime, e chi più ne ha…. Certo, avere il ponte ad una sola campata più lungo del mondo, è di un certo effetto, una parte dell’opinione pubblica che non si affatica di certo, troppo a giudicare, potrebbe anche essere d’accordo a costruirlo. Anch’io tempo fa, non avevo un giudizio preciso su questa grande spesa ma oggi alla luce degli eventi epocali che attraversiamo, una economia da guerra è l’espressione usata anche da esponenti di governo come Castelli, non ho dubbi a dire che non è il momento opportuno. Sarebbe anche più corretto, non lasciare a casa tanti precari della scuola. Cito spesso questa categoria, perché anch’io ne faccio parte, oltre ad essere piccolo imprenditore, infatti, negli ultimi anni, causa il progressivo calo della domanda nel mio settore, avevo iniziato a fare supplenze; oggi mi trovo ad avere terra bruciata dall’una e dall’altra parte. Quando, una volta, trasportavo i miei lavori all’estero o in altre parti d’Italia, caricavo il furgone, alle 20,00 m’imbarcavo, alle 7 del mattino ero a Napoli, in tre ore a Roma e in otto a Firenze. Perché dovrei andare in auto a Messina, che dista da Palermo 230 KM, per Napoli altri 500 e pagare chissà quale pedaggio. Ma anche viaggiando in auto o tir e avere più mezz’ora di pausa dalla guida, salire sul traghetto, ammirare la costa siciliana e sentire l’odore del mare, non è che sia una tragedia. Certo, capisco che chi lavora a Reggio ma vive a Messina, Catania o Siracusa, probabilmente con il ponte risparmia dieci minuti. Ma varrebbe la pena attraversarlo con l’auto, quanto costerebbe? Se proprio questi soldi si devono investire in pubblicità mediatica, non è più utile costruire che so, il più grande osservatorio astronomico o il più grande parco pubblico del mondo attrezzato, senza inquinamento luminoso, così da poter ammirare la volta stellata? In un luogo come questo, i potenti e i nostri politici gasati potrebbero dedicare un po’ del loro tempo a stupirsi della grandezza della volta celeste, osservare la Via Lattea e le altre galassie e finalmente capire che c’è qualcosa di più delle loro poltrone da cui a malapena riescono a vedere le reali condizioni della gente comune’ che magari li ha anche votati.
Non guardare più le stelle, è una delle cause dello sconvolgimento dei riferimenti più veri nella nostra società. Siamo sempre più attratti dalla futilità e da ciò che è inutile alla nostra vita. Il lavoro, tra questi riferimenti, è un valore che non può essere disatteso, tutto si dovrebbe tentare per salvarlo, ne va della dignità di ogni persona. La Cassa integrazione, va bene, ma non è lo stesso che lavorare, anche potesse durare indeterminatamente.

5 commenti:

Monetextershi ha detto...

Purtroppo non sono molto informata dai giornali, ma lo sono partendo dall' esperienza che faccio nel mio lavoro.Io a Gennaio del 2008 incoraggiata dal desiderio di creatività e di lavorare nel campo dell' arte, decido di regolarizzare la mia posizione, così mi registro all' INPS .. partita IVA ecc. Motivata faccio i passi che dovevo fare, ma la situazione si presenta veramente drammatica.

La crisi non è affatto psicologica e ciò che mi rattrista di più è questa censura ai bisogni dell'uomo e alla sua dignità.
Voglio poter sperare, perchè tutte le volte che lavoro e produco qualcosa di bello, penso che la bellezza è qualcosa che potrebbe dare una marcia in più al nostro Paese.
Grazie per i tuo preziosi articoli, F.Rossi

Anonimo ha detto...

Ho letto l'articolo e sono super d'accordo con te nel pensare che oltre alla triste realtà questi signori potenti hanno l'ardire di sbeffeggiarci, pensano impunemente di raffrontarsi ad una massa di incapaci e di ignoranti tanto da non meritare onestamente di sentire la verità! Pensano di addolcirci la pillola costringendoci a bere bottiglioni di ricino per farcela inghiottire, non ci spaventano ma ci affamano, scempiano la scuola pubblica invocando la cultura, buttano per strada migliaia di lavoratori della scuola e ci dicono che lo fanno per farla funzionare meglio, ci invitano ad indebitarci per comprare e rimettere in sesto l'economia, ma con quale capitale? come fai a comprare se non hai lavoro e di conseguenza denaro? e poi se ti lamenti ti dicono che devi rimettere su l'impresa privata con nuove idee con stimoli concreti e non vivere da parassiti. Sono stanca di sentire panzane da gente che dicendole si è garantita per il futuro la pensione a vita. Non chiediamo assistenza solo ...

Roberto Alabiso ha detto...

Ciao F. Rossi, penso che in questo momento la crisi che investe ormai la classe così detta medio-alta sia una delle principale causa della mancanza di richiesta pressochè totale di manufatti artigianali principalmente, di tipo artistico. Chi lavora in questo settore è in forte difficoltà e non si vede nessun provvedimento che possa in qualche maniera limitare questa sofferenza economica che si traduce nello scoraggiamento umano di chi ha con fiducia ed entusiasmo regolarizzato il proprio lavoro. Una soluzione potrebbe essere , ridurre l'iva su alcuni prodotti realizzati in pezzi unici artigianali e artistici, ma i nostri politici non hanno nessun interesse per chi fa determinati mestieri, qualche pacca sulla spallea è il massimo che si possa ricevere. Per chi ha una ditta come la mia , in questo momento da post guerra economica è indispensabile fermare tutte le uscite di tipo contributivo assicurativo ecc. come ho indicato in Due Proposte anticrisi artigianato. Grazie e coraggio Roberto

ugo bernasconi ha detto...

IMPRESE CHERESISTON......YES WE CAN !!!!!!

INSIEME POSSIAMO CAMBIARE LE COSE

ugo ha detto...

BCC rinnova convenzione con Sace per PMI

(Teleborsa) - Roma, 21 ott - Iccrea Banca Spa, l'Istituto centrale delle Banche di Credito Cooperativo italiane (BCC), e SACE hanno rinnovato la convenzione che consente alle piccole e medie imprese clienti delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane di attingere a un plafond di 50 milioni di euro per il finanziamento dei loro progetti di internazionalizzazione.
Le due società hanno confermato l'accordo dell'anno scorso a seguito del forte interesse dimostrato dalla clientela corporate delle BCC - CR, che necessita sempre più spesso di risorse finanziarie per i loro investimenti all'estero di carattere imprenditoriale, e per la quale le stesse Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali possono avvalersi dei prodotti e servizi che Iccrea Banca riserva, insieme a Banca Agrileasing (l'altra società del Gruppo bancario Iccrea attiva su questo fronte) ad uso esclusivo delle BCC - CR e della loro clientela.
Con il rinnovo dell'accordo tra Iccrea Banca e SACE, le aziende clienti delle BCC - CR potranno continuare a richiedere mutui chirografari a tasso variabile beneficiando della garanzia SACE fino al 70% dell'importo e, novità dell'edizione di quest'anno, la durata dei finanziamenti può essere estesa fino a 8 anni (il precedente accordo ne prevedeva solo 5).
I finanziamenti hanno una durata variabile di 36, 60, 72, 84 o 96 mesi e devono essere destinati a progetti di crescita all'estero come, ad esempio, la realizzazione di nuovi impianti, l'ampliamento strutturale, l'acquisizione di partecipazioni in imprese estere, l'apertura di nuove sedi, le attività promozionali o per la tutela del proprio marchio.
Il rinnovo della convenzione, infatti, rientra in un più ampio accordo siglato nel luglio scorso tra Iccrea Holding, capogruppo del Gruppo Iccrea, e SACE, che mira ad arricchire la gamma di servizi offerti alla clientela corporate BCC-CR con, tra l'altro, prodotti di assicurazione del credito, protezione degli investimenti e garanzia offerti da SACE, oltre a sviluppare e incoraggiare iniziative ed interventi a sostegno delle piccole e medie imprese italiane in Italia e all'estero.

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html