sabato 17 ottobre 2009

Ciao Maurizio ..............di R. Alabiso

Ciao Maurizio, ho letto con interesse il tuo intervento, come anche leggo sempre tutti i commenti e osservazioni. Ti chiamo Lunedì al telefono, anche se posso anticiparti che condivido la tua analisi e punto di vista sulla situazione, che come spesso rilevo e non sono l’unico a pensarlo, non lascia intravedere niente di "buono" a breve, tipo prossima bolla finanziaria peggiore nelle conseguenze causa esaurimento di riserve degli stati; ciò è temuto anche da tanti economisti. Oggi anche Confindustria, che è una voce cui non siamo mai riusciti ad affiancare la nostra e non possiamo darne la responsabilità ad altri, poneva l’accento che seppure una timida ripresa s’intravede nel mondo e anche in Italia( ma anche qui i dati andrebbero letti in maniera più approfondita), la titubanza o assenza di credito verso le imprese, può addirittura bloccare questa possibilità, già difficile di ripresa. Penso che le banche non hanno nessuna voglia di rischiare ed è sicuramente dovuto alla lettura dalla loro posizione, non esattamente di buona prospettiva nel prossimo immediato. Pertanto la difficoltà nel credito è reale. Siccome vivo a Palermo, vi posso dire che anche la Banca del Sud, non sarà la soluzione prossima dei problemi. Una novità del genere, avrebbe potuto generare un miglioramento se pensata prima, comunque staremo a vedere. In Sicilia le finanziarie (prestasoldi anche a novantenni non accompagnati dai genitori) si sprecano e secondo me saranno a tassi da usura perché prestano, almeno reclamizzano, anche a protestati e senza busta paga, oppure ad imprese talmente in difficoltà che garantendosi con quanto gli resta, è quasi certo che perderanno tutto. Noto in tutta la città sempre più negozi e un numero crescente di uffici liberi e appartamenti, in vendita o in affitto. Sono segnali negativi che si registrano negli ultimi mesi. Ho sentito, ad Ambiente Italia su Rai 3, un dato che sconoscevo: negli ultimi anni hanno chiuso 198.000 stalle e ne sono state aperte 34.000. Il settore dell’allevamento, potrebbe essere paradigmatico per la situazione prossima delle PMI. La soluzione dipende solo dalla capacità (e forse anche dalla fortuna) che avremo nel diventare tanti ma proprio tanti, per evitare quanto è accaduto tra gli allevatori. Sarebbe importantissimo riuscire a trovare il modo di monitorare le condizioni di quante più aziende possibili, con dati alla mano, forse ci vorrebbe un’inchiesta della Gabbanelli (Report). Anche se infatti, i riflettori sono puntati su alcuni di noi, l’opinione pubblica, rimane sempre scettica o impassibile e chi dovrebbe prendere provvedimenti, ritiene che il problema sia limitato in alcune zone del paese o solo in alcuni settori, oppure si chiude perché non all’avanguardia. Questo governo e probabilmente l’altro di prima, presume che la questione dell’arretramento strutturale del sistema produttivo sia da imputare soltanto all’elevato numero e ridotta dimensione delle imprese italiane. Alcuni studiosi del sistema economico italiano la pensano in senso esattamente contrario. Credo per concludere, che a noi tocca dimostrare e portare avanti un modo di lavorare e produrre che ci è proprio, per eredità di cultura e tradizione. E’ da incoscienti e peggio da delinquenti interessati, volere smantellare tutto con tale indifferenza, quindi ci dobbiamo difendere con intelligenza e ovviamente, nel rispetto di tutte le regole di civile convivenza.

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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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