.gif)
< Abbiamo fatto il massimo, nella crisi globale che ci ha investito, più di così non possiamo fare>. Questa è il succo di tutte le parole di Castelli che ha partecipato ieri sera alla puntata di Exit, “La rivolta degli imprenditori”,
dedicato alla piccola media impresa in Italia e a cui hanno partecipato il portavoce Luca Peotta e altri esponenti di Impresecheresistono. Quanto ha detto, esprime molto meno del suo atteggiamento, un sorriso larvatamente ironico è stato infatti espressione nel volto del ministro per tutta la puntata, lasciando trasparire una specie di cinismo indifferente nei riguardi di chi ha difficoltà gravi nelle proprie imprese; come dire, se dovranno chiudere lo faranno, evidentemente non sono pronte ad affrontare il futuro (questo credo pensasse) e non è poi così grave, tant’è, che la mia banca ha chiuso, rivolgendosi stizzito a Massimo Mucchetti vice direttore del Corriere della Sera, ma non è fallita, sono due cose diverse. Chiudere prima di fallire è, infatti paradossalmente, per una impresa la possibilità di non perdere tutto e magari ricominciare, sempre ne valga la pena, sopportando il costo morale del licenziamento di persone che ti hanno dato stima e fiducia. Ma il Ministro dimentica e credo non si ponga nemmeno la questione, che la disoccupazione crescerà a dismisura, del resto le previsioni Ocse lo hanno denunciato; < anche qui non possiamo intervenire in alcun modo e poi in Italia, da questo punto di vista, siamo messi meglio che nel resto dell’Europa > e comunque, penserà il ministro leghista aggiungo io, dobbiamo far vedere agli altri paesi i muscoli sennò, ci cala la borsa. Accipicchia ragionamento degno di un governo di apparenza, che rifà ogni giorno il maquillage al morto per dire che sta solo riposando; solo che anche questi, come l’ospite, dopo tre giorni puzza e prima o poi accadrà per il sistema paese. E così questo governo sembra stia facendo tanto, anzichè nulla, precisamente zero, di nuovo e di utile. Se oggi la situazione risulta ancora gestibile, è perché ci troviamo soltanto sulla soglia del baratro. Meno redditi meno consumi, meno consumi meno entrate fiscali, più ammortizzatori sociali più spesa pubblica,( debito pubblico 1800 miliardi) meno riforme e prossimo futuro collasso del sistema economico, che investirà nel settore reale, cioè quello degli operai dei dipendenti della gente comune, anche e stento a crederlo, dirigenti e quadri di grandi industrie e multinazionali. A quel punto si salvi chi può, le scialuppe non basteranno.
Certo detto in questi termini, capisco che sto rasentando una certa demagogia disfattista, ma in un sistema così organizzato, apparentemente indistruttibile, dove chi è costretto ad arrendersi all’evidente crollo della domanda di ordinativi, tranne pochissimi settori, non avverte alcun tipo di sostegno da parte dello stato, come fosse qualcosa di vecchio e da rottamare, non è che di mattina possa uscire di casa fischiettando con le mani in tasca. Chi da quelle aziende percepisce un reddito per vivere, una volta perso il lavoro, non potrà godere a lungo degli ammortizzatori ed il mondo produttivo non lo potrà riassorbire, ne tanto meno il settore pubblico, se ha un mutuo da pagare sulla casa la perderà, come già e successo ai precari licenziati nella scuola.
Io personalmente, come lavoratore autonomo, non avrò mai nessun sostegno, forse l’unica soluzione è chiudere bottega risparmiando dai dieci ai dodicimila euro mila euro l’anno, tra costi fissi e contributi, così da non gravarli sulle spese familiari. Nel prossimo futuro, con la fortuna di avere una moglie dipendente dello stato, mi dedicherò alla spesa, cercando i supermercati con le offerte speciali, alle faccende domestiche e ai lavoretti di manutenzione, tipo serrande rotte, rubinetti che perdono ecc. ecc., sono un artigiano e mi potrò arrangiare. E’ veramente uno scenario molto preoccupante ciò che si intravede e sono sempre più convinto della necessità del coraggio di tutti con la disponibilità a mettere in gioco il proprio volto. Governo, istituzioni e poteri forti se ne fanno un baffo dei problemi di quattro imprenditori, sino al 10, 15 % di imprese chiuse con l’incremento di 400 o 500 mila disoccupati il sistema è in grado di reggere, si dovrà toccare la soglia di almeno il 25 / 30% per cominciare ad essere un“ problema”.
A questo punto occorrerà in ogni caso, essere insieme visibilmente perché la resistenza ad un qualsiasi e opportuno cambiamento, potrebbe essere estrema.
A tutti coloro che hanno aderito ad ImpresecheResistono ripeto di andare avanti, non arrendiamoci nelle varie iniziative rendendo quanto più visibile, il nostro reale disagio. La realtà dei fatti alla fine verrà fuori in tutta la sua forza drammatica.
Qui c’è il link per chi volesse vedere o rivedere la puntata.
Dal blog di Impresecheresistono voglio farvi leggere il commento Patrizia Guglielmotto che sta facendo lo sciopero della fame a Piobesi Torenise con Ezio Raselli, Fausto Grosso e Aldo Molaro
Buona giornata, sono l'imprenditrice che sta facendo lo sciopero della fame ormai da 6 lunghi giorni, oltre a questo mi sto sorbendo le visite di autorità varie, penso si sappia, e nel contempo cerco di mandare avanti la mia azienda, ma mi rendo conto di una grande mancanza, al di là dei numerosi messaggi di resistere, e che ci ringraziate per il gesto, possibile che a nessuno venga in mente che serve la presenza di altri imprenditori, che serve il sostegno vero e non solo le parole o volete che il nostro gesto, che porterà forse un aiuto a tutti, si faccia solo sulla nostra pelle perchè è comodo darci solidarietà comodamente seduti nel proprio ufficio? vi aspetto numerosi, non fatemi credere che come al solito siamo bravi a lamentarci ma abbiamo paura di fare i fatti, saluti a tutti
1 commento:
Buonasera, avrete certamente visto coloro che pontificano nelle trasmissioni televisive recitando copioni ormai scontati e dimostrando arroganza nei confronti del popolo delle piccole imprese, la Loro aria serena e le Loro teorie lontane dalla nostra realtà. Sapete perchè sono così serafici ? Bene ve lo dico io. Il buon ministro Brunetta ha fatto pubblicare gli emolumenti di questi signori e io personalmente Vi consiglio di andarli a vedere, poi però non arrabbiatevi ......andate sul sito www.paywizard.org e se avete dimestichezza con l'inglese guardate quanto prende per esempio il SEGRETARIO DI STATO SIGNORA ILARY CLINTON ......bhe li vi arrabbierete molto quando vedrete che un "fenomeno" di quelli che appaiono a rompere le scatole in Tv prende di più del segretario di Stato degli Usa. Vorrei vedere se al posto Loro non saremmo tranquilli anche noi. Cordialità.
Posta un commento