sabato 20 marzo 2010

di Giuseppina Virgili imprenditrice

Chiudono un capannone, ma forse non tutti sanno che il giorno dopo hanno riaperto nello stesso posto con un altro nome. Purtroppo non c’è la volontà di fare davvero pulizia di aziende fantasma. Le ditte cinesi hanno vita max un anno e sapete, credo che il motivo, sia che se chiudi entro l’anno, non sei soggetto ad alcun controllo. Purtroppo come si suol dire, fatta la legge trovato l’inganno. La merce non entra direttamente dalla Cina, ma passa dall’Olanda; vengono cambiati i documenti e poi entrano in Italia, e una volta giunti nel nostro Paese, basta che siano anche solo da imbustare e possono mettere il marchio Made in Italy. Purtroppo è una piaga oramai allargatasi a macchia d’olio e non c’è alcuna volontà di dare delle regole. Se andate a Prato e chiedete ad un pratese dei cinesi vi sentirete rispondere: - Per fortuna che ci sono loro, altrimenti Prato sarebbe già morta.- Troppe persone hanno interesse a tenere i cinesi sul territorio, in prima fila le gradi griffe. Conosco molto bene tale realtà avendola vissuta, vivendola ed avendo pagato sulla mia pelle tutto ciò. Producevo abbigliamento -vero Made in Italy-, e fra concorrenza sleale su territorio nazionale e banche mi hanno messo KO. Questi sequestri sono solo fumo negli occhi per la società.
La colpa non è dei cinesi ma degli imprenditori italiani senza scrupoli, di chi gli affitta i capannoni a nero dove all’interno si svolge la vita quotidiana oltre a lavorare. I capannoni hanno tutti delle doppie pareti ove all’ interno ci sono letti e cucine improvvisate che fungono anche come nascondiglio quando le vedette agli angoli della strada avvisano che ci sono auto delle autorità in arrivo e i non regolari vi si nscondono. Si potrebbero scrivere fiumi di parole su modo di operare. Prato inizia a lavorare alle 17,00 per finire la mattina alle 6,00. Mi sono fatta un giro fingendomi un acquirente beh, se ne vedono e sentono delle belle: QUELLO ERA TUTTO LAVORO NOSTRO.

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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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