sabato 6 marzo 2010

Confusione ed incertezza

di Roberto Alabiso

Tra le tante notizie ascoltate in questi ultimi giorni, è evidente che un po’ di confusione e incertezza di giudizio, siano leciti. I fatti accaduti, in politica per le Regionali, gli scandali sulla Protezione civile, oppure su Telecom e Fastweb, non ci possono lasciare indifferenti. Siamo giunti, senza che ce ne siamo resi conto, sempre affaccendati e presi dai problemi che la vita quotidiana ci pone innanzi, ad una situazione preoccupante. Forse la colpa è anche un po’ nostra, chi di noi comuni cittadini, si è mai spinto oltre le notizie sul Gazzettino dello Sport, oppure sulle vicende della Nazionale, su quale auto avesse più cavalli, o se il cellulare di ultima generazione avesse il touch screen e tante altre banalità. La colpa è certamente nostra, ma non solo. Il sistema economico, che oggi è in crisi, una crisi che non è una congiuntura casuale, ma conseguenza di una evidente discrepanza con i reali bisogni delle gente comune, ci spinge alla ossessiva rincorsa di beni spesso inutili o superflui e a modelli di vita “fasulli”. Sino a ieri, solo per fare un esempio, una notizia sul Tg2 Rai, e noi paghiamo il canone, reclamizzava un tipo di occhiali inutili sotto il profilo ottico, che hanno una funzione meramente estetica; certo , il settore è in crisi e va sostenuto anche con prodotti del genere, ma è veramente paradossale! E’ un po’ come cercare di vendere i frigoriferi agli eschimesi, tranne che loro non sono fessi. Il vero motivo della crisi è in una capacità produttiva enorme che non ha più un mercato capace assorbire più del 60/70% delle merci prodotte. Quale via d’uscita possiamo prevedere? Chi s’interessa di problemi economici e macroeconomici, non ha una risposta, e nemmeno i politici. Occorre un cambiamento che nessuno ha il coraggio di cominciare ad intraprendere, si cerca di salvare una barca che fa acqua da ogni parte. Tappi un buco ma se ne apre un altro. Il debito pubblico degli Stati è enorme, e stiamo assistendo in questi giorni a cosa sta accadendo in Grecia. Si dice che l’Europa saprà gestire questa situazione, tant’e che i Bond greci sono andati a ruba, ma a me non convince, e poi chi ne paga le conseguenze è sempre e soltanto il popolo, perché chi può, ha già depositato le proprie ricchezze in Svizzera, come da noi è successo con lo scudo fiscale; ripuliti i milioni illegali, questi sono rimasti la dove erano, con buona pace di tutti. Chi in Italia ha lavorato e lavora onestamente e non ce la fa più a tirare avanti, viene lasciato morire nell’indifferenza delle istituzioni, che hanno sempre problemi più grandi cui pensare: i loro.

Per quanto riguarda la crisi e l’ aumento della disoccupazione causata dalla chiusura delle imprese che non ce la fanno, la selezione darwiniana della specie di cui già scrivevo quest’estate, bisogna anche dire che la cassa integrazione speciale per le Pmi sta rimandando per alcune di queste, il fallimento, ma in Sicilia dove vivo io, cioè al Sud ,non dobbiamo dimenticare che molte imprese che avevano dipendenti in nero, è ovvio che di Cigs non ne possono percepire, e questi lavoratori che pur portavano qualcosa a casa, vanno in ogni caso a sommarsi ai disoccupati ufficiali, anche se ciò non essendo numericamente visibile,non viene reso noto.

Nessun politico, ho mai visto stracciarsi le vesti per chi perde il lavoro, seppur questo è il fondamento della nostra Repubblica, come lo sono elezioni e tutto il resto che fanno del nostro, ancora, un paese democratico.

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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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