di Carlo Pelanda
.........È utile chiarire che Atene ha un’opzione di soluzione catastrofica, ma soluzione: non ripagare il debito, uscire dall’euro, adottando una nuova dracma svalutata. Il vantaggio sarebbe quello di ottenere subito un impulso alla crescita del Pil attraverso competitività valutaria, in particolare un aumento stellare del turismo che è volano economico per il piccolo Paese. Gli svantaggi sarebbero molto pesanti: crisi bancaria interna, rischio di megainflazione, ecc. Ma se Atene riuscisse a tenere sotto controllo l’inflazione, alla fine la mossa porterebbe più benefici che svantaggi nazionali. In particolare, la moneta sarebbe adeguata al tipo di economia, cosa che con l’euro non è.
Il punto: non bisogna sottostimare la possibilità del governo greco di praticare l’opzione estrema. Cosa farebbe la Ue in questo caso? I trattati vietano l’uscita dall’euro, ma non prevedono misure per costringere una nazione a restarvi. Una Grecia supercompetitiva sul piano valutario ridurrebbe i flussi turistici in Italia e Spagna e inonderebbe il mercato europeo con i suoi prodotti. Dovrebbe la Ue reagire mettendo dazi? Atene ha diritto di veto nella Ue. Se fosse tolto salterebbe la Ue stessa. In sintesi, non è possibile far uscire la Grecia dall’euro senza mettere a rischio sia l’euro sia, perfino, la Ue.
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