.....1) É indispensabile, oltre che più giusto, pagare Inps, Irpef, Tarsu ecc. in proporzione agli utili, se questi ci sono e consentono la contribuzione. Inoltre gli utili dovranno avere una tassazione e contribuzione complessiva tale che rimangano per vivere nelle tasche dell’artigiano almeno 15 mila euro. Le pensioni saranno anch’esse proporzionali ai versamenti, uno poi è libero di versare di più, entro un tetto massimo.
2) Per i mestieri artigiani artistici si dovrebbe ridurre l’Iva o addirittura abolirla, per favorire la domanda di prodotti che subiscono, più di altri, il crollo della domanda.
Mi sembrano richieste sensate, come tanti altri provvedimenti che potrebbero portare ad una reale ripresa, anche se lenta e difficile, aiutando nell’immediato a fare fronte a questa situazione di crisi eccezionale. Tra l’altro incoraggerebbero i giovani, i più esposti nei prossimi anni alla bassa o inesistente disponibilità di posti di lavoro, a intraprendere nuove attività senza l’aggravio insopportabile di una serie di oneri che, se non pagati subito, arriveranno dopo tre quattro anni tutti assieme a mo’ di scure. Si potrebbero così mantenere aperti, anche se a minimo regime, laboratori artigiani poco disposti a indebitarsi ulteriormente senza vedere la luce in fondo al tunnel. La situazione è più grave di quanto si possa immaginare, i segnali non sono incoraggianti, la disoccupazione in Europa è al raddoppio; nei prossimi uno, due anni, sono previsti sino a 57 milioni di disoccupati, una intera nazione come l’Italia esclusi i familiari...........
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