giovedì 19 novembre 2009

Fisco: commercialisti, pressione reale e' al 50,6%

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Credo che sia anche di più. Pensate che Inps, Inail,Ici, Tarsu, CCIAA, sono a prescindere dagli utili, che potrebbero anche essere inesistenti. Con questa pressione è impossibile che abbia più senso continuare a fare determinate attività, vedi artigiani , agricoltori e Pmi in genere. Però i ns uomini politici, compreso intellettuali ed economisti e giornalisti di quella zona, son sempre sorridenti e brindano ad ogni minimo miglioramento ipotetico del Pil, un termine che non corrisponde alla vita reale di una famiglia e delle sue effettive necessità, cui non riesce più a fare fronte. Oggi , dopo soltanto 2 settimane dall'annuncio del nostro premier, che enfatizzava le previsioni dell'Ocse definendo l'Italia al top dell'Europa per capacità e velocità di ripresa economica, con un dietro front, la stessa organizzazione economica per la cooperazione e lo sviluppo si è detta preoccupata per il ns debito pubblico, previsto al 120% nel 2010. La disoccupazione è naturalmente in aumento, ma Sacconi dice tranquillamente che era già nel conto. Certo possiamo stare veramente allegri e tranquilli, del resto, come ho sempre sostenuto e sospettato, che un 30, 40% di imprese possa scomparire, è da tempo calcolato, la causa sarebbe stata eventualmente accollata alla globalizzazione, ai cinesi o alla incapacità a competere sui mercati, non al peso fiscale e burocratico a cui le imprese sono state sempre più sottoposte per farle soccombere. I segni , anche se non così evidenti prima della crisi, si erano già intravisti. Che chiudano tutte in breve tempo, sei mesi un anno al massimo , probabilmente non era nel conto, non so se ritenere questo dato negativo o positivo( in così breve tempo si notano, nei tempi lunghi fa meno rumore e le aziende sarebbero scomparse, magari lo stesso, ma ignorate da tutti ), è chiaro che ci troveremo addosso tutti insieme problemi mai affrontati, perchè considerati non indispensabili politicamente, come potrebbero essere questioni di altra natura, che hanno a che vedere sempre e soltanto con gli interessi di pochi. Cittadini e lavoratori, da tempo non sono più il fine di politica ed economia, ma solo il mezzo necessario per ottenere privilegi e raggiungere obbiettivi personali e di potere.
Roberto Alabiso
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2009/11/19/visualizza_new.html_1618626096.html

3 commenti:

a. ha detto...

Vai Roberto! Grande. Prima o poi finirà questa ingiustizia.
sos commercio Lucca

Anonimo ha detto...

Caro Roberto, mi sei continua fonte di informazione e ispirazione.
Grazie.
Laura
Impresecheresistonolombardia

Ugo Bernasconi ha detto...

Buonasera Roberto, ho appreso con piacere che verrai a Milano, finalmente potremo commentare a viva voce le notizie che ci riguardano. In relazione alla pressione fiscale da sempre mi ispiro ai paesi che più sono attenti a far proliferare l'iniziativa privata e certamente l'Italia sta guadagnando il posto di paese CONTRARIO a chi fa impresa. Spero in un vicino futuro che le istituzioni creino i giusti presupposti per farci lavorare.
Cordialità

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html