lunedì 16 novembre 2009

Articoli di oggi 16 novembre

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J'ACCUSE/ L'imprenditore di Rescaldina: sono più povero per colpa di Cina e Italia

Se gli si chiede quali sono le cause della quasi asfissia cui sembra condannato anche questo settore delle macchine utensili (strategico perché ha un eccellente contenuto tecnologico) incomincia raccontando che cosa è successo durante l’ultima edizione dell’Emo, la rassegna del settore che si è tenuta a Milano agli inizi di ottobre. Tira fuori da una cartella il catalogo degli espositori e aggiunge: «Almeno il 50% di tutti questi non sono produttori, ma commercianti, importatori, persone che fanno un po’ di maquillage alle macchine prodotte da altri e le mettono sul mercato con il loro nome, il loro marchio. E sa come e perché succede?».

No, non lo so. Allora Cerini spiega raccontando quello che è capitato proprio a lui durante questa Emo dell’ottobre scorso. È arrivato al suo stand un cinese che si è messo a studiare le sue macchine, guardandole da tutte le parti: un esame accurato. Alla fine ha preso il listino prezzi e si è presentato a Cerini: «Sono nel suo stesso settore. Nella mia fabbrica in Cina posso realizzare presse come le sue e consegnargliele nel porto di Genova a un prezzo del 60% più basso del suo. Mi dia i suoi disegni e io le faccio. Lei le prende, le modifica un po’ per renderle più simili ai suoi modelli tradizionali, più Made in Italy, ci mette il suo marchio che è affermato in Italia e in Europa e le vende ai suoi clienti abituali. E magari ne conquista anche dei nuovi. La differenza che riesce a spuntare, è sua».


http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=49119

1 commento:

Ugo Bernasconi ha detto...

Buongiorno a tutti, nel 1995 a Taiwan R.o.c. in occasione di una fiera di macchinari per la lavorazione del legno mi ero accorto che molte macchine del ns. settore venivano prodotte in loco per poi essere esportate in Europa. Gli importatori una volta giunte nei loro magazzini Europei le RITOCCAVANO cambiando alcuni particolari e poi le introducevano sul mercato.
Mi ricordo anche un periodo dove appariva sul macchinario uno strano marchio "CE" che molti pensavano fosse riferito alla Comunità Europea invece si riferiva a "CHINA EXPORT". Queste macchine non avevano dunque certificati di conformità Ce tanto è vero che grazie a dei controlli alcuni importatori hanno dovuto provvedere ad adeguare e certificare le macchine immesse nel mercato Italiano.
Questo ha comportato negli anni la rovina per molti costruttori Europei con la conseguente chiusura delle fabbriche di produzione, la riduzione dei prezzi ha superato il 50% ma chiaramente la qualità dei macchinari non è identica.
Lascio a Voi immaginare quali saranno le future conseguenze.
Cordialità

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html