
Gli avvenimenti messi in evidenza dai media questa settimana, mettendo da parte il caso Marrazzo, la condanna dell’avvocato Mills e il tragico epilogo dell’arresto del giovane Stefano Cucchi, lasciano un po’ di spazio nei giornali e Tg nazionali ad altre notizie: al meeting dei Giovani Industriali a Capri, con Fini e Tremonti che si sono accorti che il Meridione è una questione nazionale e alla Giornata Mondiale del Risparmio, dove Draghi e il Ministro dell’Economia, con i loro interventi hanno tracciato un bilancio della situazione economica che, pur ammettendo difficile, concordano, lascia spiragli a una possibile ripresa. La questione più controversa, rimane il contrasto tra disoccupazione e segni di miglioramento che come il Presidente del Consiglio nel suo messaggio inviato al congresso, ha affermato ottimisticamente come sua consuetudine:La crisi è ormai alle nostre spalle!..
..Siamo a posto, aggiungo io.
Evidentemente, come al solito, c’è qualcosa che non mi torna, ma andiamo avanti. Le borse europee hanno chiuso questa settimana bruciando complessivamente 90 miliardi. Dello scudo fiscale, cioè di quanto potremmo incassare, non ci saranno dati precisi se non fra un mese, dell’Irap che comunque è caricata per 78% in capo alle società di capitali (che include però anche le banche e le assicurazioni), un altro 12% circa grava sulle persone fisiche e il rimanente 10% circa sulle società di persone si può dire che anche togliendola interamente, non sarebbe sufficiente a rimettere in moto le piccole medie imprese, anzi visto com’è distribuita, le danneggerebbe. La disoccupazione è salita al 9,7 ed i consumi, come anche in America, sono in decrescita, il dollaro si è apprezzato e il barile ne costa circa 80, mentre un’oncia d’oro ne vale 1044. Poi c’è la questione dei derivati, che alcuni Comuni italiani hanno continuato a utilizzare per sostenere la finanza pubblica e mi viene, malignamente da pensare, che alcuni amministratori comunali possano avere interesse a salvaguardare qualche amico direttore di banca, alleggerendolo di titoli a forte rischio, che nel caso, si accollerebbero i cittadini.
Non mi spiego altrimenti, com’è possibile acquistare prodotti finanziari così pericolosi.
Insomma, a occhio e croce, non mi pare si possano evidenziare segni concreti di miglioramento ascrivibili a questa benedetta e sempre riflessa da tutti e in ogni dove, luce in fondo al tunnel. Chi la vede forse soffre di allucinazioni, o ci vuole prendere per il contrario del davanti.
Dimenticavo il nostro debito pubblico, il terzo mondiale, che non lascia nessuno spazio a una seppur minima e credo anche inutile manovra. Volendo essere anch’io ottimista, non mi resta che sperare nel buon senso di chi ci governa ma sopratutto nella sua capacità di giocarsi la camicia, perché senza fare alcuna mossa, nell’attesa di quei quattro soldi dello scudo fiscale, probabilmente assorbiti per livellare la differenza del gettito fiscale di Novembre e con le premesse che ci sono, le cose non potranno che peggiorare. Almeno sarà così per me e tanti che conosco e i discorsi bellissimi, sentiti in questi giorni, non cambieranno di una virgola, la realtà che mi circonda prima di non so quanto tempo. Qui negozi che chiudono, gli insegnanti a spasso, le imprese chiuse e disoccupati endemici ecc. non si contano più.
L’altro giorno, mi ha chiamato al telefono una signora per chiedermi se mi potesse interessare un grande tavolo in vetro, aveva, infatti, chiuso un negozio di giocattoli, compreso spazio giochi e sala feste, distribuito su tre piani di un edificio in una via commerciale della mia città. Ci lavoravano sei dipendenti sino ad un anno fa, diventati due negli ultimi mesi prima della cessazione. La signora non era particolarmente preoccupata della propria situazione economica, perché benestante di famiglia, ma nonostante tutto non era riuscita ad ottenere nessuna agevolazione né da banche, che visti i movimenti contabili, avevano reazioni sempre meno entusiastiche alle sue richieste negli ultimi tempi, né da associazioni di categoria ed enti vari. Mi sento schifata da ciò che sta succedendo, circa questo è stato il senso delle sue parole nella lunga chiacchierata che ho fatto con lei, raccontandole anche di Impresecheresistono.
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