
Prima Parte
Oggi la crisi è sotto gli occhi di tutti, in particolare di chi ha un’impresa da cui lo Stato si attende entrate fiscali, suffragate da studi di settore ad hoc, che difficilmente potranno essere sostenute nel quadro complessivo che ha visto calare in media, negli ultimi mesi, gli ordinativi del 40/50% e in alcuni casi, anche di più. Per quanto mi riguarda, come dirò successivamente nella seconda parte, anche se faticosamente, sono riuscito a superare una crisi limitata alla mia azienda negli anni 98/2001; questa è però globale, la peggiore dopo il ‘29 anche se i dati teorici di previsione, (che andrebbero meglio interpretati) dell’ Ocse, la stessa Organizzazione che prevede nei prossimi anni 57 milioni di disoccupati in Europa, indicano proprio in questi giorni, addirittura una ripresa più forte in Italia che nel resto dei paesi europei.
A meno di fatti nuovi, questa crisi in cui sono ancora immerso, mi costringerà alla bandiera bianca per non indebitarmi ulteriormente con Inps, Inail, Tarsu, Ici ecc., perchè come vedremo più sotto e nelle comunicazioni che seguiranno, i mancati versamenti sono causa di infinite richieste per somme aggiuntive, more, interessi oltre a spese varie che moltiplicano i debiti quasi subito, per due o tre volte, provocando, secondo i casi, stress psicofisico, depressione o incavolatura da ingiustizia ed a prescindere inutili perdite di tempo nei meandri degli Uffici delegati al recupero crediti.
Come a dire, tu non paghi e noi, sempre a prescindere, ti perseguitiamo sino allo sfinimento, con dispendio di avvocati, raccomandate, ingiunzioni, avvisi di pignoramento con avvertimento di apertura di porte con aiuto di forza pubblica, entro cinque o massimo venti giorni.
Naturalmente, entro i termini, è possibile un ricorso, solo se in possesso di documenti, che dopo dieci anni, difficilmente si trovano e così può anche succedere che pagamenti regolarmente eseguiti vengano richiesti nuovamente. Non si può mai sapere se le ricevute siano andate perse.
Certo, tra cittadini e istituzioni, negli ultimi due o trecento anni, progressi se ne sono fatti; in quei tempi, rendere note disavventure di questo genere con gli esattori, o non pagare per tempo tasse, sia giuste che ingiuste, magari avrebbero previsto torture in piazza o direttamente la ghigliottina; oggi, grazie a Dio, non è più così,è stata abolita anche la tassa sul macinato, non si ammazza né si frusta più nessuno ma si procede a colpi di sanzioni pecuniarie, pignoramenti, sequestro dei beni, case ecc., tutto a norma di legge, compreso apertura di porte con l’aiuto di forza pubblica.
Trovando i soldi si può comunque evitare il peggio ed è come niente fosse successo, o almeno così dovrebbe essere, tranne che negli Enti ci lavorano le persone, mi hanno risposto alla Serit, e per loro, non per te, “errare umanum est”, così, a volte, si deve ricominciare daccapo. “Trovando i soldi,…… i soldi, questo bene estremo sui quali tanti fondano la loro esistenza!
Non si spiegherebbero altrimenti il proliferare dei giochi dei Monopoli di Stato, di gratta e vinci ce ne sono centinaia di specie e in Sicilia ci siamo giocati in un anno quattro miliardi, quasi la stessa cifra che a Luglio il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha sbloccato per i Fondi da destinare alle aree sotto-utilizzate (Fas), “restituendoli” al Presidente Lombardo.
Ci sono, però, dei casi molto particolari, sempre consentiti per legge, ove è possibile anche dopo 10, 20 o più anni dopo, far rientrare capitali esportati illecitamente all’estero, con la modica sovrattassa del 5%, in cinque anni. Naturalmente, con l’Inps e Serit il discorso è diverso, come artigiani ci tocca una pensione addirittura di ben 800 euro mensili, una pacchia per gli ultimi anni dopo una vita di lavoro. Lo Scudo Fiscale con tutto questo non c’entra nulla, con la Serit si tratta di debiti, non di guadagni sottratti al fisco, cioè sono stati omessi versamenti che di solito ammontano a poche migliaia di euro, e se per i comuni mortali, sono tanti soldi, rispetto alle centinaia di milioni depositati in banche svizzere o in giro per il mondo, significano solamente pochi spiccioli che nessuno ci farebbe caso, non fosse che tantissimi contribuenti, chissà perché, non riuscendo sempre a pagare, somma su somma, diventano un mucchio di soldi.
Oggi che il Tur è all'1%, investire nei debiti e nelle difficoltà economiche è più conveniente, lo sanno benissimo gli usurai, che riescono a moltiplicare le somme date i prestito, infinite volte, senza dover rischiare di investire in titoli o nel mattone, che poi “ci devono pagare anche l’ici”. Investire nella produzione creando posti di lavoro è escluso, ben sappiamo che oramai si è giudicati pazzi e rinchiusi in manicomio; tra l’altro lavorare da operai stanca, per queste cose ci sono i Cinesi o gli extracomunitari, che si sa, costano meno e rendono dieci volte di più.
Vedo però, che queste mie affermazioni, potrebbero apparire demagogiche e faziose, quindi pagherò il mio giusto debito se pur le sanzioni non sono il 5% dello scudo, ma il 100% e più.
Fra l’altro questo condono, per grandi capitali, cioè per i ricchi, farà rientrare in Italia, si dice, una somma prevista di circa cinque miliardi di euro così da sostenere micro-imprese come la mia e le famiglie,( spesso sono la stessa cosa) che a Natale con la tredicesime (non detassate) proveranno a rimettere in moto l’economia dei negozietti, oltre, dimenticavo la nostra grande Fiat.
Per di più si darà inizio ai lavori per il Ponte sullo Stretto, a prescindere da terremoti e faglie continentali, ma noi abbiamo Ministri super, supportati da tecnici altrettanto geniali; qui però, mi fermo e non voglio, per educazione, esprimere le mie opinioni in merito, mi limito a lasciarle alla vostra immaginazione.
Però, pensavo, se il ponte non fosse costruito sul mare, sarebbe un ottimo posto per chi, perdendo prima il lavoro e poi la casa, potrebbe dormirci sotto, pensate, sarà lungo quasi quattro chilometri.
Seconda Parte
Vengo ora allo scopo reale di questa, mi rendo conto, lunga lettera. Gli anni 1998/99/2000 sono stati per me, particolarmente difficili. Nel gennaio 2001 infatti, la mia ditta, una Snc artigiana di cui ero titolare, per motivi economici e di incompatibilità tra soci, venne chiusa e messa in liquidazione.
A quel tempo che la crisi era circoscritta alla mia ditta, non senza difficoltà, ce l’ho fatta. Ci vollero un bel po’ di soldi per nuovi depliants, per l’accollo del mutuo, per spese legali, per nuovi impianti, per sanare debiti con la banca e fornitori ecc., ma ricominciai, aiutato da parenti e amici, come ditta individuale. In quegli anni e precedentemente in più, soffrivo spesso di fibrillazione atriale, una patologia cardiaca non grave, ma che limitava e a volte comprometteva completamente, per 15/20 giorni, la mia capacità lavorativa. (naturalmente di questa esiste tutta la documentazione medica, con tracciati cardiaci, ricoveri ospedalieri ecc.) Come sappiamo, pur pagando il SSN, (Servizio Sanitario Nazionale) gli autonomi non hanno alcun diritto a rimborsi per malattia, ma non è questo il punto nè il momento opportuno e leggi e i regolamenti in merito, sono ben chiari.
Credo, però, andrebbero rivisti e ho voluto testimoniare questi fatti personali allo scopo di evidenziare alcuni aspetti poco noti delle attività autonome, delle imprese piccole e medie, negli ultimi anni sempre più gravate da una serie di oneri che tralascio di elencare per brevità, ma che nella crisi in atto, stanno finalmente emergendo all’attenzione di opinione pubblica e istituzioni.
In Italia le Partite Iva sono circa otto milioni e con un numero del genere si potrebbe chiedere di prendere in considerazione questioni da sempre irrisolte.
Quanto detto per contestualizzare gli anni 1998/99 relativo ai mancati versamenti in questione, che causarono un debito verso l’Inps di circa cinque milioni di Lire e di questi, circa due milioni pagati nel 2000.
A marzo di quest’anno, nei conteggi Serit Sicilia è risultato un debito di circa cinque mila Euro. Sebbene siano diversi i punti da chiarire in merito, nel resoconto che segue, supportato dai documenti in mio possesso, cercherò, nei limiti della complessità tipica delle pratiche di Enti come Inps e Serit,
dove i numeri a 40 cifre e le pratiche si incrociano e si confondono tra loro, di rendere il tutto in modo chiaro ed esplicito anche ai non addetti ai lavori.
(SERIT SICILIA S.p.A è la Società - soggetta all'attività di direzione e coordinamento di Riscossione Sicilia S.p.A. - incaricata di gestire la riscossione dei tributi e delle altre entrate nella Regione Sicilia. Servizio Riscossione Tributi)
Aggiungo, che è mia intenzione come contribuente, pagare quanto le leggi dello Stato Italiano prevedono in caso di somme che mi siano state regolarmente notificate, per omissione o ritardati versamenti, con more ed interessi a decorrere dalla data di avvenuta notifica della cartella esattoriale e nel caso, richiedere rimborso di somme aggiuntive eventualmente versate più volte o per errore indotto.
(Notifica della cartella di pagamento: atto con cui l’Agente della riscossione
consegna al contribuente la cartella di pagamento. La cartella è notificata dal personale dell’Agente della riscossione o da altri soggetti abilitati dallo stesso Agente. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento.)
Questo è il link per leggere la raccomandata alla Serit Sicilia ed all’Inps di Palermo
http://docs.google.com/Doc?docid=0AfVb2QmBHpX4ZGhmcTZod21fNTU2ZnRwdmZmeA&hl=it
Nessun commento:
Posta un commento