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Debiti pubblici record,
una bomba sui mercati
Uno spettro si aggira per il mercati (e questa volta spaventerebbe anche Marx ed Engles): lo spettro del debito pubblico. Per contrastare la più grande recessione globale del Dopoguerra c’è chi ha deciso di tagliare le tasse (Germania), chi ha scucito 35 miliardi di «grande prestito per l’avvenire» (Francia) e chi ha dovuto incerottare il suo sistema finanziario statalizzando le banche (Gran Bretagna). Ma il conto da pagare, alla fine, potrebbe risultare molto salato: per salvare l’economia gli Stati hanno dovuto gonfiare a dismisura il debito pubblico.
Secondo le stime dell’Fmi, nei Paesi del G20 salirà nel 2009 al 76,1% del Pil per poi passare all’82,1% nel 2010, fino a toccare l’86,6% nel 2014. Nel 2007, prima della crisi, il debito dei Paesi del G20 risultava pari al 62,4%. Per le economie avanzate del G20 il Fondo stima un debito del 100,6% nel 2009, del 109,7% nel 2010 e del 119,7% nel 2014.
http://www.avvenire.it/Economia/Debiti+pubblici+record+una+bomba+sui+mercati_200911260758595100000.htm
Super-bond miliardari «Né falsi, né autentici»
Una stangata così non s’è mai vista neanche a Hollywood. A oltre sei mesi dal sequestro dei di 134,5 miliardi di dollari, in tagli da 500 milioni e da un miliardo, l’inchiesta della procura di Como sui bond Usa sequestrati a Chiasso non è ancora chiusa. Gli Stati Uniti hanno dichiarato "strumenti fittizi" i titoli chiusi in una cassaforte del palazzo di giustizia. Documentazione bancaria ingannevole, che in comune con l’originale avrebbe però troppi dettagli.
Dalla carta, pressoché identica a quella usata dalla zecca statunitense, alla tecnica di stampa. Perciò le autorità italiane non hanno mai ordinato la distruzione dell’intero incartamento. I titoli o una parte di essi potrebbero davvero essere autentici. Forse stampati da funzionari infedeli della zecca americana. Sarebbe, per intenderci, come se alla Banca d’Italia qualche addetto alla produzione degli euro riuscisse a stamparne per sé alcune mazzette: valuta autentica, ma messa in circolazione senza autorizzazione.......
http://www.avvenire.it/Economia/Superbond+miliardari+N+falsi+n+autentici_200911260805132600000.htm
FINANZA/ L'allarme del Financial Times: l'economia è troppo drogata
Mentre in Italia i giornali sono costretti a dare conto delle baruffe chiozzotte tra Giulio Tremonti e Renato Brunetta - come se il paese non avesse necessità più impellenti che assistere a uno scontro di ego al governo - finalmente all'estero si comincia a guardare in faccia la realtà di questa nuova fase della crisi e ci si comincia a porre delle domande.......
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2009/11/26/FINANZA-L-allarme-del-Financial-Times-l-economia-e-troppo-drogata/3/51694/
L’imprenditore di Padova: per l’azienda ho rinunciato al mio stipendio
A proposito, le banche. Sono il tema più controverso del momento. Lei cosa può dire?
Da imprenditore ne ho un’opinione sempre più negativa. Dicono di voler aiutar gli imprenditori ma non lo fanno, sono invece brave a chiedere firme per impegnare i beni o per fideiussioni personali. Dispiace dirlo, ma se molte società falliscono è proprio per merito loro, perché se uno nel momento di difficoltà cerca aiuto e non lo trova, chi ha i soldi sono proprio le banche.
Le rispondono: non possiamo dare credito a tutti.
D’accordo. Ma se sono già esposto e non so rientrare, o la banca ci rimette tutti i soldi che mi ha prestato, oppure, se ci sono buone garanzie anche fondate, perché no, su una conoscenza personale, perché non può aver fiducia nell’operazione e aiutarmi a rientrare?
Secondo lei è una situazione comune a molti imprenditori?
Per quello che ho modo di vedere nel territorio e tra le persone con cui ho rapporto, tra gli imprenditori sono odiate. Per fare certe operazioni di credito occorrerebbe un ragionamento di lungo periodo, ma è proprio quello che non fanno. Noi stessi abbiamo crediti consistenti che non ci vengono saldati. La risposta delle banche? Sono problemi vostri.
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2009/11/26/LA-STORIA-L-imprenditore-di-Padova-per-l-azienda-ho-rinunciato-al-mio-stipendio/3/51754/
“Ho visto a Jerago come sta nascendo la rivolta dei piccoli imprenditori”
La Grande crisi, come giustamente la chiama in questa intervista a Economy Dario Di Vico, editorialista del Corriere della Sera, giornalista economico tra i più attenti e sensibili ai temi del cambiamento della società italiana e del suo apparato produttivo (e gioca in questo anche la sua formazione culturale all’ufficio studi della Uil di Torino negli anni Settanta); la Grande crisi, dicevamo, ha fatto riemergere uno degli elementi chiave del nostro sistema industriale: la massiccia presenza di piccole e piccolissime aziende e di un autentico esercito di professionisti (il cosiddetto popolo delle partite Iva) che oggi davvero non ce la fanno più e sollecitano con forza una «nuova rappresentanza» nei confronti della politica che sembra averli dimenticati. Di Vico li ha ribattezzati gli «invisibili». E li racconta quasi quotidianamente sul suo giornale.
Invisibili, ma con una gran voglia di farsi vedere.
E si capisce. Se le piccole e medie imprese chiudono,...........
http://www.blogonomy.it/2009/11/25/ho-visto-a-jerago-come-sta-nascendo-la-rivolta-dei-piccoli-imprenditori/
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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
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LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
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