::::::::::::::::::::::::::::::::
::::::::::::::::::::::::::::::::
Premetto che questo è uno sfogo personale, dettato da tutto il tempo che passo sul blog, pubblicando e di conseguenza leggendo le notizie di politica economica, ( mi fa ridere anche il termine ) che tutti i giorni parlano di ricette anti crisi salva imprese, e poi vedo arrivare le adesioni al movimento di gente disperata, distrutta e avvilita.
Lo stillicidio giornaliero di aziende di qualsiasi dimensione che chiudono fa rabbrividire, fa rabbrividire la sottoscritta che vive e conosce profondamente le tensioni e le angosce che gli imprenditori oggi vivono giornalmente nel profondo, lottando spasmodicamente contro tutto e tutti alla ricerca di una soluzione per non “fallire”. Purtroppo mi rendo conto che questo stillicidio di morti non ha alcun impatto mediatico, e quindi in un paese come il nostro, nessun impatto socialmente intuibile, e pertanto le dimensioni reali del problema chiusure-licenziamenti-povertà, non viene avvertito nel pieno della drammaticità.
Come Imprese che Resistono, abbiamo cercato per mesi e mesi, di dialogare intelligentemente con tutti, con il mondo della politica, che dovrebbe essere quello preposto a risolvere i problemi del paese, alle banche, che dovrebbero essere interessati a sostenere una economia per non trovarsi miliardi di future insolvenze, fino anche alle associazioni sindacali, che dovrebbero leggere nel nostro impegno una salvaguardia dei posti di lavoro dei loro associati. Risultati ad oggi? Un bel finto taglio dell’Irpef, una bella Moratoria sui debiti poco percorribile, una bella iva per cassa per il fruttarolo sotto casa forse, un bello scudo fiscale che purtroppo a noi non reca alcun beneficio….se non quello di capire quanto l’onestà oggi sia un valore totalmente svalutato fin anche controproducente.
Mi chiedo, personalmente e non come delegato di Imprese che resistono, questo lo sottolineo, se valga ancora la pena di dialogare con chi non vuole troppo evidentemente ascoltare. Non solo mi sono stancata di percepire che la considerazione che il mio fare impresa ha nella sensibilità di chi governa è pari a quella di un portafoglio da cui attingere per ogni più inutile esigenza, ma mi sono anche stancata di dover lottare mettendo a rischio tutto quanto ottenuto lavorando seriamente e duramente ( al contrario di chi oggi più di ogni altro imprenditore dovrebbe fare), per non riuscire nemmeno a percepire uno stipendio minimo, a non riuscire nemmeno a programmare un giorno in cui potrò avere il denaro per poter pagare l’affitto, il mutuo o la scuola dei miei figli.
Sono esasperata dalla lotta giornaliera con la banca, con l’erario e con qualsiasi altro interlocutore che chiama solo per sapere quando avrò i soldi per pagarlo. Oggi lavoro solo per pagare i debiti arretrati, i presenti ed i futuri, senza uno spiraglio di luce, senza una gratificazione che sarebbe cosa normale per un imprenditore, senza una prospettiva, ma solo con l’ansia che deriva dal non saper più cosa fare per uscire da questo tunnel, abbandonata a me stessa e alla violenza di una crisi di cui non sono responsabile.
Sono stanca di sentire che in tutto il mondo, l’opinione sul mio paese sia Sell…, che in tutto il mondo si sconsigli gli investimenti in Italia, perchè è un paese con la stessa reputazione che ha l’Argentina, ove non ci siano regole, e quello che vale oggi, domani può essere cambiato. Di sentire che (a ragione) questo è un paese ove il governo, come quello di Chavez, può cambiare a proprio piacere leggi (fatte ad personam), e che questa realtà crei danno a tutti gli Italiani, senza che a nessuno importi un fico secco. Sono amareggiata nel sentire gli economisti esteri parlare di aspettativa di vita del paese tra i 5 e 10 anni…poi il crollo, come l’Argentina, il crack….e sono stanca di tutto ciò perchè capisco che se non cambiamo strada subito, questo è il destino che ci attende.
Penso che lasciarsi andare alle onde dell’uragano in questo momento potrebbe darmi finalmente la calma. Alzarmi domani, portare i libri in tribunale, e chiudere in questo momento sarebbe l’unica cosa che potrebbe alleviare il peso con cui oramai si fa impresa.
Poi, ragionando da essere umano e non da imprenditore, blocco questa idea, perchè non voglio arrendermi all’inefficenza, alla negligenza, alla pochezza, alla disonestà e cupidigia con cui questo paese viene amministrato. Forse non sarò più una imprenditrice, ma non possono levarmi la dignità di essere umano, non senza lottare.
Mi chiedo solo se ci sarà qualcuno che intende lottare, davvero lottare, che sarà finalmente disposto a ribellarsi a questo non sistema. Io, sempre personalmente, credo che il tempo del dialogo sia finito. Se 10 imprese al giorno che chiudono non fanno rumore, forse 500 aziende che chiudono tutte allo stesso giorno, o 1.000 aziende, o magari 10.000, faranno traballare questo sistema silente, farà da sveglia, e farà forse capire che siamo stanchi, stufi marci, di resistere da soli, e da soli non resisteremo più.
Come gestiranno la valanga di chiusure e licenziamenti? Una valanga non si gestisce come si gestisce un fiocco di neve, che scompare sciogliendosi in un minuto.
Ma questa voce forse è solo una voce stanca, di una imprenditrice che è arrivata ad un altro venerdì sera, senza che nulla sia cambiato all’orizzonte.
Buon week end a tutti.
Laura
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
-
LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
-
............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
-
(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
1 commento:
Laura è chiarissimo quanto dici, non soltanto mi è facile comprenderlo perchè vivo la stessa condizione, ma perchè si legge sino in fondo, quanto grande sia la tua passione per il lavoro che fai. Chi non capisce queste parole, è solo perchè i valori veri su cui era fondato un paese come il nostro, sono sempre meno riconosciuti da politici, amministratori e da tutti coloro che non hanno a cuore il bene degli italiani, ma curano solo i propri interessi di potere e di denaro. Fare un oggetto, produrre con il lavoro delle mani e della testa, ci ha reso persone degne di tale nome, ma è come dovessimo pagare lo scotto della bellezza, non senza fatica, a un potere cieco e sordo, cioè inutile e dannoso.
La voglia di arrendersi prevarrà se non continueremo a ” lottare” insieme per ciò che qualcuno ha deciso essere superfluo o addirittura dannoso al nuovo potere globale che cerac in tutti i modi di prevaricare su tutto e tutti, con la complicità non solo dei politici ma di una cultura mediatica distruttiva di quanto resta utile ad una vita degna di essere vissuta.
Grazie, mi permetto di pubblicare sul mio blog , quanto hai scritto
Posta un commento