Ho letto oggi un articolo sul Corriere della Sera che l’Inps guadagnerà 5,9 miliardi di euro nel 2009, il doppio rispetto alle previsioni e nonostante la recessione. A me verrebbe da vomitare, se non fossi una persona educata, direttamente negli uffici di Palermo in Via Laurana. Ciò che mi piacerebbe fare, è abbandonare questo carrozzone che è diventato l’Italia dove non si fa altro che gridare a gran voce su tutti i media pubblici o i più diffusi, che la crisi sta finendo, che Berlusconi è un puttaniere, se è meglio il grande fratello o l'isola dei famosi, che dobbiamo tutti giocare al superenalotto, se è meglio Lippi o Murinho e cose del genere . Pago l’ Inps da ventisei anni e non ne vorrei pagare più. Rinuncio volentieri alla pensione da miserabile che mi attende, anche perchè vorrei continuare a lavorare sino a che campo. Infatti non credo che smettere di lavorare per un autonomo, un artigiano o chi ha un’impresa o fa il pittore, stare con le ciabatte per casa, uscendo solo per comprare il pane, sia una bella prospettiva. Questa vita, probabilmente e per quanto purtroppo ascolto salendo negli ascensori degli uffici dei vari enti statali, se la augurano quasi tutti i dipendenti pubblici che hanno svolto nella loro vita un mestiere senza amarlo ma soltanto per lo stipendio a fine mese. Non è nella logica o nel desiderio di chi svolge un lavoro per passione e con dedizione, come chi il proprio lavoro se lo è in qualche modo “inventato”, mettere nel conto di arrivare ai suoi ultimi giorni abbandonandosi al non fare nulla. Di solito, l’età più fertile per l’esperienza che si è acquisita nella vita e nel lavoro, è quella dopo i sessanta anni, ovviamente se il buon Dio ci concede la salute mentale e fisica. Se pensiamo che Mike Bongiorno era in albergo per lavoro quando è morto ad ottantacinque anni, non vedo perché io non possa continuare a fare un mestiere che mi piace e mi gratifica quotidianamente oltre a darmi l’opportunità per continuare a rapportami con il resto del mondo ed offrire il mio contributo. Chi ha detto che a sessantacinque anni debba rimanere in casa senza far niente? Tutti abbiamo sotto gli occhi il nostro Presidente e non mi pare sia scontento di ciò che ancora fa. Il lavoro è un bisogno ed è diritto di ognuno come sancito dalla nostra costituzione. Pertanto, nessuno si scandalizzi o si strappi i capelli se propongo di rendere il pagamento dell’Inps facoltativo. Sono adulto e consapevole e decido di non volere più quei quattro soldi per essere accompagnato a morire. L’Inail invece, mi può cautelare per gli infortuni sul lavoro ed eventualmente nella vecchiaia fossi costretto per motivi di salute a non poter continuare nel lavoro. Non vedo altre soluzioni, l’età si allunga sempre più e i lavoratori nel prossimo futuro saranno sempre meno. E’ giunto il momento di guardare in faccia la realtà. La crisi globale avrà immediatamente una riduzione del numero d’imprese la disoccupazione aumenterà e le piccole imprese saranno decimate. Qualcuno se crede, provi a convincermi del contrario con i dati che abbiamo a disposizione.
P.S. La possibilità di scegliere di versare i contributi Inps o meno era stata suggerita in una discussione con Aldo Forbice, nella sua trasmissione che va in onda alle 19,30 circa su Radio Uno, da Marina Salomon
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html
-
LA LETTERA - 'Il silenzio dei media sul Veneto alluvionato'. Dal blog Generazione Pro Pro di Dario Di Vico. Corriere Della Sera
-
............................... Le aspettative delle imprese manifatturiere dicono che la riduzione di manodopera in Italia continuerà anch...
-
(IRIS) - ROMA, 11 GIU - "Senza il rigore siamo un Paese spacciato. Ma senza crescita siamo un Paese morto". La presidente dei Giov...
Nessun commento:
Posta un commento