lunedì 28 settembre 2009

Due saponette ( la crisi dei piccoli commercianti ) di Roberto Alabiso

Stamattina avevo bisogno di acquistare due saponette e sono entrato in un negozietto che vende detersivi, prodotti per la casa ecc. Si trova a pochi passi dal mio laboratorio, non ci avevo mai fatto caso, ma i proprietari, una giovane coppia molto cordiale, mi hanno detto che sono aperti già da nove mesi. I loro amici e parenti, già li avevano avvertiti che era un periodo molto difficile per questo genere di attività, ma entrambi avendo perso il lavoro come dipendenti, con l’aiuto dei genitori oltre che con il Tfr e qualche risparmio, si erano gettati in quest’avventura di piccoli imprenditori. Anch’io ho raccontato loro delle difficoltà che sto attraversando e li ho invitati a visitare il mio blog oltre che impresecheresistono. Mi hanno detto, della loro sorpresa per quante tasse, contributi ecc. si sono trovati a dovere versare, non c’è proporzione rispetto agli incassi e non sono sicuri di farcela ancora a lungo. Sono veramente sconcertato, la loro è una famiglia, hanno due bambini e il coraggio non gli manca. Ho promesso che andrò da loro a comprare ciò di cui ho bisogno, ma è ovvio che non sarà sufficiente. Ciò che mi ha spinto a raccontarvi questo fatto semplice è che quando si sente dire di aiuti solo alle grandi imprese e non alle famiglie o ai piccoli imprenditori, non penso che dipenda soltanto da un generale andamento delle cose che vanno così perché lo stato non ha soldi o deve far quadrare i conti o che ormai siamo parte di un mondo globalizzato ecc., ma credo che chi decide per noi cittadini, è convinto di fare del suo meglio per il bene del paese e non può essere contraddetto o fermato. Non si può ormai cambiare strada, del resto questo processo è iniziato già da un po’ di anni, il treno del rinnovamento del mondo ormai è partito. L’economia globale sarà decisa dal G20 o meglio dalla Cina e dagli Usa. L’Europa avrà il ruolo di chi si accontenta di essere stata chiamata in causa e se c’è o no, è ininfluente. Così il negozietto ed io chiuderemo per far posto ad ipermercati e grandi multinazionali. Le banche e i capitali veri o “presunti”, decideranno le nostre vite, qualcuno lavorerà e molti no, l’importante è la ripresa. A queste condizioni, dovete scusarmi, spero nel tracollo totale di questa economia incancrenita, dove niente di fondamentale sembra sia cambiato ed i privilegi sono sempre nelle stessi mani, a discapito della vera economia, quella basata sul lavoro di ognuno, nessuno escluso.
Dimenticavo di dire che nella via qui dietro, è di prossima apertura un altro Punto Snai che non si sa mai, non ce ne fosse uno ogni cento metri, c'è il rischio di un attacco compulsivo di astinenza. Buona fortuna,…… con tutti i giochi che ci sono e si moltiplicano, possiamo sempre avere una speranza; ma capiremo mai che non è il gioco che dà dignità alla persona ma il lavoro, la possibilità di costruire una famiglia e non farsela distruggere dalla stessa ideologia che vuole fare altrettanto con l’uomo e renderlo schiavo del nulla? Speriamo di si ma avvenga prima che sia troppo tardi.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

CONCORDO PIENAMENTE SU TUTTO, e cio è molto triste.

Anonimo ha detto...

Dopo 22 anni di lavoro ,sono un artigiano pellettiere a Milano ,a fine anno chiudo l'attivià,sono sommerso dalle spese,dopo vari tentativi di aiuti chiesti alle banche e alle varie istituzioni,regione lombardia ecc...Capisco,ma noi non facciamo niente,uniamoci,facciamo sentire che ci siamo anche noi..0229523314.Claudio

ugo bernasconi ha detto...

Buonasera, la situazione che riferite è comune a molti, la medicina per uscire non arriverà sicuramente senza la collaborazione di tutti Voi, persone come Roberto Alabiso ed altri si sono unite in impresecheresistono che ha sedi nelle varie regioni come in Lombardia,Piemonte,Lazio......e qui insieme possiamo cambiare le cose.Saluti a tutti.

Ugo Bernasconi ha detto...

Buongiorno, volevo aggiungere una considerazione, questa situazione economica che ci ha, praticamente impoltigliato tutti,è molto simile per importanza a quella che hanno vissuto alcuni paesi (nel passato anche l'Italia) dopo un conflitto. Come tale bisogna risolverla con misure di emergenza ed urgenza. Con i se ed i ma ogni giorno alcune aziende sono costrette a chiudere con una conseguente emorraggia di persone. Bisogna che si proponga una misura STRAORDINARIA come per un terremoto, che qui è stato economico. 1)misura di accesso al credito tale da permettere la sopravvivenza necessaria a guadare la crisi. Mi spiego è come se ad un paziente uscito dal coma gli danno una pedata ed anzichè trasferirlo in terapia intensiva lo mandano fuori dall'ospedale. 2) MORATORIA seria non bagianate...non funziona!!!!!!! 3) MORATORIA per coloro che hanno debiti con le agenzie di riscossione, fino a quando la situazione si ristabilisce anche qui è sempre la storia del signore in coma al quale gli vanno a chiedere se può dare una mano a fare un trasloco. Robe da matti!!! Se le istituzioni non capiscono queste necessità elementari, direi di mera sopravvivenza, allora mettiamoci il cuore in pace ed andiamo a far impresa altrove. NON MOLLIAMO!

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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