giovedì 21 gennaio 2010

L’incredibile storia di Bennardo Mario Raimondi, artigiano palermitano, messo sul lastrico dagli usurai, e abbandonato dalle nostre istituzioni.

Non vorremmo mai scrivere e portare alla ribalta fatti come questo che stiamo per affrontare, in un paese che si definisce democratico e civile come in teoria dovrebbe essere il nostro. Una storia che ha dell’incredibile, ma che incredibile non è. Bennardo Mario Raimondi è un piccolo artigiano palermitano e lavora, sarebbe meglio dire lavorava, nel settore della ceramica. Nel 2000, per una serie di motivi, la sua piccola realtà artigianale, entra in crisi. Raimondi ha un figlio disabile che necessità di cure, un padre anziano che soffre di varie patologie e necessità anch’egli di assistenza, inoltre ha contratto un mutuo per pagare la casa dove vive.
A quel punto Raimondi, dopo aver bussato a varie porte per accedere alla possibilità di avere altro credito, da quelli che dovrebbero elargire prestiti e fidi legali, le banche, ma che regolarmente oggi risultano i primi a praticare tassi da usura nei crediti che raramente concedono a chi «santi in paradiso non ha», si vede costretto a dover scegliere la strada più breve e finisce nelle mani di abili strozzini, di cui il capoluogo palermitano di certo abbonda. Chiede in prestito la cifra di 40 milioni di vecchie lire (20.000 euro di adesso). Mentre svolge la sua attività, per cercare di riportare alla normalità la sua vita, il destino si accanisce contro di lui: nel giro di pochi mesi gli muore un fratello e un figlio di appena due mesi. La sua vita è sconvolta da questi eventi ed è costretto per alcuni periodi a occuparsi di altri problemi e non può svolgere il proprio lavoro. Ovviamente da quel momento inizia un vero e proprio calvario, da cui Raimondi non riuscirà più ad emergere: la cifra per il rientro, nel giro di poco tempo, si triplica; l’artigiano ovviamente non riesce a far fronte a questa mole di interessi e non potendo “onorare” il debito, iniziano le forti pressioni e le minacce. In casi come questi, ................

1 commento:

Anonimo ha detto...

Certe situazione dovrebbero far riflettere.vedete differenza fra noi e il terzo mondo?? Fra poco venderemo i nostri figli per assicurargli un futuro che qui in Italia non potranno più avere.
E' vergognoso.Si parla tanto della dignità dei detenuti,giustamente. e la nostra?

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html