giovedì 28 gennaio 2010

Il “golpe” della Bce minaccia i cittadini d’Europa

di Mauro Bottarelli

Mentre a Davos i banchieri del mondo si uniscono per contrastare l’attacco contro i propri privilegi - ovvero utilizzare denaro pubblico per fare profitti salvo poi scaricare su governi e cittadini le perdite, una sorta di modello Fiat globale che le prossime trimestrali ci sveleranno in tutta la sua portata - a Francoforte stanno attrezzandosi per quello che ilsussidiario.net sta dicendo ormai da settimane. Ovviamente nel silenzio più totale, degli euro-burocrati ma anche dei media.

A Londra, invece, è circolato con molto interesse in ambienti finanziari l’ultimo pamphlet-outlook della Bce, intitolato “Ritiro ed espulsione dall’Ue e dall’unione monetaria europea: alcune riflessioni”. Il titolo, già di per sé, lascia poco all’immaginazione. Le prime parole con cui viene presentato, poi, tolgono ogni dubbio: «I recente avvenimenti, forse, hanno aumentato il rischio di una secessione - pur restando sempre modesti - così come la necessità di far fronte a questo possibile scenario».

Insomma, siamo alle soglie del rischio di estromissione di un paese dell’Ue dall’area euro: chi possa essere non è difficile capirlo, basta vedere dove i tassi di interesse reali stanno salendo: Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Italia. Insomma, saremmo alle soglie di un peg, ovvero un agganciamento fisso all’euro da parte di chi non è in grado di sottostare alle regole della casa in tempo di crisi? Non proprio....prosegui

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http://www.sicilianiliberi.org/it/11-nessuna/234-ciro-lo-monte.html

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